Che cos’è la radio ✔ Palinsesto e formato ✔ “Testo” e “flusso”

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Che cos’è la radio ✔ Palinsesto e formato ✔ “Testo” e “flusso” ✔ Caratteristiche distintive del medium ✔ Palinsesto e formato ✔ “Testo” e “flusso”

La radio è: Una realtà tecnologica: la comunicazione via etere (ma anche filodiffusione e web) Una forma di comunicazione: diffusione circolare di messaggi sonori (da uno a molti, simultaneità, ascolto domestico e in mobilità, non un testo ma una programmazione) Una classe di oggetti: gli apparecchi di ricezione (il medium radio, ma anche canali tv, lettori MP3, cellulari, I pod, internet)  “Una programmazione sonora rivolta a un pubblico indefinito” C. Cordoni, P. Ortoleva, N. Verna, Le onde del futuro, Costa & Nolan, 2006

Le caratteristiche distintive della radio: Leggerezza (investimenti e personale ridotti, immaterialità dell’etere, impegna un solo senso, compatibile con altre attività) Vicinanza (voci note, tempo condiviso, linguaggio informale e familiare, interattività) Fluidità (flusso continuo) Mobilità (accompagna l’ascoltatore ovunque) Sonorità (un mezzo fatto di suoni; un sound distintivo) C. Cordoni, P. Ortoleva, N. Verna, Le onde del futuro, Costa & Nolan, 2006

La radio è suono, nient’altro che suono R. Arnheim (1937) sulla “cecità” del mezzo: Alla radio non manca niente (il suono come espressione di realtà) Nella radio tutto è già dato: nella parola, nei suoni, nei rumori La qualità di un prodotto radiofonico: riuscire a tradurre in espressione sonora ogni elemento della “narrazione” (scelta e regolazione delle voci; uso espressivo di suoni e rumori; pause e silenzi). R. Arnheim, La radio. L’arte dell’ascolto, Editori Riuniti, 1987

La radio di palinsesto Tipica della radio delle origini e, in parte, dell’attuale radio Rai. Basata sui programmi/testi, su offerta diversificata per generi, su serie di appuntamenti distribuiti nel corso della giornata e della settimana. Palinsesto come sequenza di programmi chiaramente identificabili.  organizzazione verticale della programmazione B. Fenati, A. Scaglioni, La radio: modelli, ascolto, programmazione, Carocci, 2002; G. Cordoni, P. Ortoleva, N. Verna, Le onde del futuro, Costa & Nolan, 2006; E. Menduni, Il mondo della radio, Il Mulino, 2012

La radio di formato (a) Tipica della radio privata commerciale, in particolare nel corso degli anni ’90. Basata sul “flusso”: la ripetizione, a intervalli orari definiti (rotation), di un modulo base di programmazione (il clock); ogni modulo contiene una determinata miscela di contenuti (jingles, pubblicità, notiziario, musica, ecc.). Nel flusso, programmi, generi e contenuti diversi tendono a “confondersi”. organizzazione orizzontale della programmazione B. Fenati, A. Scaglioni, La radio: modelli, ascolto, programmazione, Carocci, 2002; G. Cordoni, P. Ortoleva, N. Verna, Le onde del futuro, Costa & Nolan, 2006; E. Menduni, Il mondo della radio, Il Mulino, 2012

La radio di formato (b) Nella radio di formato, la programmazione si ripete a intervalli regolari quotidiani (con piccole variazioni per fascia oraria e tipo di pubblico). Il formato privilegia unità minime di contenuto. Risponde meglio ad ascolto distratto, discontinuo, in mobilità. L’identità del formato si basa su determinato equilibrio musica/parlato, sul ritmo tra i vari segmenti di contenuto, sulla scelta di uno specifico stile musicale…: elementi di riconoscibilità per pubblici e pubblicitari. Tipologia dei formati: informativi, musicali, basati su mix informazione e musica o su particolari generi musicali... B. Fenati, A. Scaglioni, La radio: modelli, ascolto, programmazione, Carocci, 2002; G. Cordoni, P. Ortoleva, N. Verna, Le onde del futuro, Costa & Nolan, 2006; E. Menduni, Il mondo della radio, Il Mulino, 2012

Il concetto di flusso Definizione di R. Williams (1982): L’offerta tv (e radio) non un testo o serie di testi, ma successione inesauribile di contenuti diversi per linguaggio e genere (parole, canzoni, pubblicità, notizie, ecc.).. Il senso di ogni segmento di contenuto è definito (in parte) dal contesto in cui è inserito. Concetto inerente non (tanto) l’intenzionalità dell’offerta, bensì la percezione da parte del pubblico. G. Cordoni, P. Ortoleva, N. Verna, Le onde del futuro, Costa & Nolan, 2006; R. Williams, Televisione. Tecnologia e forma culturale, De Donato, 1982

Testo/programma vs flusso Testo “conchiuso”/flusso “aperto”: film, varietà, canzone, ecc. sono delimitati da precisi confini; flusso, quale sequenza ininterrotta e etereogenea di segmenti, non ha inizio e fine definiti. Sequenza del testo rispondente a logica del racconto o esposizione/sequenza del flusso legata a fascia oraria e target. Identità stabile del testo/identità variabile di un dato segmento del flusso in base a sua collocazione nella sequenza (es.: canzone). G. Cordoni, P. Ortoleva, N. Verna, Le onde del futuro, Costa & Nolan, 2006