Le lattine Carboni Andrea Baldinazzo Diego Locatelli Nicolò

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Le lattine Carboni Andrea Baldinazzo Diego Locatelli Nicolò Titta Mattia Floricel Daniel

Indice Storia delle lattine Creazione di una lattina Riciclo lattine Vantaggi del riciclo Danni dell’alluminio Fonderie in Italia Bibliografia

Storia delle lattine La storia americana delle lattine inizia con lattine a "flat-top" (coperchio piatto), ma senza alcun meccanismo di apertura. Inoltre non si riusciva a creare una lattina in grado di contenere birra. Intanto procedeva bene la vendita di sciroppo di malto e si faceva strada la vendita di prodotti alimentari.  La American Can riprese gli studi sul problema della birra in lattina, trovando difficoltà: la birra reagiva con la stagnatura della lamiera.  Inoltre la "saldatura" lasciava fessure dovute all'evaporazione dei gas, che con l'alta pressione si aprivano, non garantendo la perfetta tenuta all'aria. Si dovette usare una lamiera più spessa e creare delle scanalature nella parte da saldare.

Le concorrenti Continental Can Company e Crown Can Company erano alla ricerca di soluzioni, tentando la via di cere resistenti alle alte temperature di pastorizzazione, mentre altre seguivano la strada della doppia smaltatura. Rimaneva il problema dell'apertura, per cui bisognava fornire un apposito attrezzo, costoso e di non facile distribuzione. Inoltre occorreva anche fornire le istruzioni per l'uso.  La Continental Can pensò quindi di seguire una via differente costruendo un coperchio conico che permettesse l'applicazione del tappo a corona. Nasceva così il "cone-top", che presentava un ulteriore vantaggio: nella lattina "flat" la birreria doveva comunque applicare il coperchio o il fondo ed il punto di contatto con la lattina non poteva venire trattato, mentre con il sistema della Continental il secondo strato di vernice veniva applicato nella lattina "finita". 

Il 24 gennaio 1935 la Krueger era pronta con una linea industriale, e le lattine vennero distribuite a macchia d'olio, tanto che già nell'agosto del '35 la American forniva ben 180.000 lattine al giorno. Nel settembre del 1935, la Continental forniva i suoi primi Cone-top. Nel corso degli anni il Cone-top subiva varie evoluzioni e modifiche nella forma del cono.  Nel '58 nasceva la prima lattina flat in alluminio. Dopo una prova nel '62, i primi tappi con apertura a "bottoni" comparvero nel '63, prima del tappo ad anello a strappo. Dobbiamo aspettare il 1975 per le prime linguette fisse, come le conosciamo oggi. 

Creazione di una lattina Per capire la complessità di una lattina l’esempio più famoso è quello della Coca-Cola: La bauxite viene estratta in Australia, poi trasportata a uno stabilimento chimico dove viene trasformata in ossido di alluminio. Dopo viene spedita in Svezia o in Norvegia, dove le centrali idroelettriche forniscono energia a basso costo. Dopo aver viaggiato per un mese attraverso due oceani, il materiale solitamente resta per un paio di mesi in una fonderia dove viene trasformato in blocchi di alluminio.

Dopo circa due settimane questi vengono trasportati agli stabilimenti di laminazione in Svezia o in Germania dove vengono riscaldati e compressi fino a raggiungere uno spessore di 0,3mm. L’alluminio approda quindi in Inghilterra, dove le lamine vengono tagliate e modellate in forma di lattine, che a loro volta vengono lavate, asciugate, trattate con una colorazione di fondo alla quale poi si sovrappone la serigrafia. Le lattine vengono sistemate su pallet, poi partono per lo stabilimento di imbottigliamento, dove vengono nuovamente lavate, poi riempite con la bevanda fatta di acqua, sciroppo aromatizzato, fosfato, caffeina e anidride carbonica.

Lo zucchero proviene dalle coltivazioni di barbabietola della Francia, ed è anch’esso sottoposto a trasferimenti e a varie fasi di lavorazione. Il fosforo viene dall’Idaho, dove si estrae da profondi pozzi aperti, con un procedimento che porta in superficie anche cadmio e torio radioattivo. La caffeina viene trasferita dallo stabilimento chimico di fabbricazione agli stabilimenti inglesi che producono lo sciroppo. Berla richiede pochi minuti, gettar via la lattina giusto un secondo. Gli Stati Uniti ricavano tuttora tre quinti dell’alluminio dai giacimenti di materia prima, con consumi energetici venti volte superiori a quelli necessari al riciclo, e gettano via un quantitativo di alluminio che sarebbe sufficiente a rimpiazzare ogni tre mesi l’intera flotta aerea civile.

Riciclo lattine L’alluminio può essere riutilizzato all’infinito per dare vita ogni volta a nuovi prodotti. Oltre il 50% dell’alluminio attualmente circolante, proviene dal riciclo e non differisce per nulla da quello ottenuto dal minerale originale. Riciclare l’alluminio consente di risparmiare il 95% dell’energia necessaria per produrlo partendo dalla materia prima, di recuperare materia utile per realizzare nuovi prodotti e di salvaguardare l’ambiente e le sue risorse naturali. L’Italia è il primo produttore europeo di alluminio riciclato e occupa una posizione di assoluta eccellenza nel panorama mondiale. CiAl ha raggiunto e superato gli obiettivi fissati riciclando il 60% degli imballaggi in alluminio circolanti nel nostro Paese.

Vantaggi del riciclo Il riciclo dell'alluminio consente un risparmio del 95% dell'energia che sarebbe necessaria per produrre nuovo materiale dalla materia prima, la bauxite Recuperarlo, garantisce un vantaggio ecologico: la mancata estrazione e lavorazione di una tonnellata di materiale fa risparmiare 9,9 tonnellate di CO2. Riciclando una lattina in alluminio si risparmia l'energia necessaria per tenere acceso per 3 ore un televisore da 14. Per un chilo di alluminio riciclato servono 71 lattine vuote. Nel 2010 sono state recuperate 50.000 ton. di alluminio in Italia. Un semplice calcolo indica che il recupero di materia prima ha comportato un risparmio di 712.000 MWh e una riduzione di CO2 di 583.300 ton.!!!

Danni dell’alluminio L’alluminio è tossico per il sistema nervoso, con disturbi del sonno, nervosismo, instabilità emotiva, perdita di memoria, mal di testa. L’alluminio può fermare la capacità del corpo di digerire e fare uso di calcio, fosforo e fluoro. Questo impedisce la crescita ossea e può portare a debolezza e a deformazione della struttura ossea, con effetti paralizzanti. L’alluminio può anche provocare dolori muscolari, disturbi del linguaggio, anemia, problemi digestivi, coliche renali e compromissione della funzionalità renale.

Fonderie in Italia PIEMONTE: Raffineria Metalli Cusiana Sacal LOMBARDIA: Dereal Premoli Luigi e figli Radiatori 2000 Raffmetal Intals VENETO: S.A.V Stocco e Tognon Fonderie EMILIA ROMAGNA: Madrigali Metalli MARCHE: Profilglass CAMPANIA: Rifometal SICILIA: Cappa

BIBLIOGRAFIA http://www.cial.it/ http://obiettivoalluminio.it/wp-content/uploads/Alluminio-e-il-suo-riciclo.pdf http://vocearancio.ingdirect.it/focus/litalia-il-terzo-paese-al-mondo-per-il-riciclo-dellallumino/ http://www.ilbarattolo.org/lattine.htm http://riprendiamocilanatura.blogspot.it/2012/10/storia-di-una-lattina-di-coca-cola.html

CIAO!!! Mario di alluminio!!!