La Poesia come “attività fabbrìle”

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Transcript della presentazione:

La Poesia come “attività fabbrìle” Conversazione a cura del prof. Renato Pilutti Teologo e Vicepresidente di Phronesis – Associazione italiana per la Consulenza filosofica Udine, 28 maggio 2014 - Caffè Letterario Contarena

…perché “attività fabbrìle”? Perché… sappiamo che il termine “Poesia” deriva dal verbo greco ποιέω, faccio. È per questo che si può ritenere la poesia una sorta di attività fabbrile. Il Poetico è, dunque, poiètico. È un fare, comunque, in qualche modo. La poesia è un fare, un fabbricare realtà di parole, che rappresentano cose, pezzi di vita, esperienze, paesaggi, sentimenti, sogni, simboli, metafore, una sorta di via, di percorso, di strada che ha un senso, anche indipendentemente dalla realtà concreta del quotidiano… …però la poesia ha una struttura, un suo modo di porsi, di darsi, di dirsi…

Semantica, ritmo e suono Per “fare poesia” si usano parole, o termini, o lemmi, cioè “oggetti” che hanno un significato in base al segno che le caratterizza (semantica), e sono poste, giustapposte, contrapposte, in modo tale da creare un certo ritmo, e anche certi suoni… la poesia ha a che fare anche con la musica… in qualche modo. Il modo poetico dice e tras-mette qualcosa (che cosa?) in modo diverso dalla prosa, anche se a volte formalmente le assomiglia: non è detto che la poesia debba essere per forza in rima (si veda da Leopardi in poi, per quanto riguarda l’Italia), abbia assonanze e altre figure che a essa storicamente si richiamano: la poesia è e resta un’altra cosa, quasi un mistero, cioè un qualcosa che si svela lentamente, e non solo a chi la studia da esegeta, ma di più a chi la vive…

Senso e significato Senso è sinonimo di direzione, e significato dice una certa corrispondenza tra segno e senso. La poesia riesce a sintetizzare a suo modo senso e significato, bypassando la modalità logico-argomentativa, per accedere a “territori” altri, diversi, dove l’anima può esultare, può essere terrificata, può comprendere anche più profondamente, dove la verità stessa -a volte- si nasconde… La poesia si dice, si recita, si trasporta dal testo al suono al senso dell’udito, e si accompagna al gesto, alla postura, al timbro e tono della voce dicente: la poesia (das dichtung) è un evento (una cosa, das ding, afferma Heidegger), un mondo nel quale appare il nostro stare e il nostro ri-partire per paesi lontani; la poesia è prodiga e nel contempo esigente (Luca 15, 1-19).

La “traducibilità” Traduzione, tradizione e tradimento hanno la stessa etimologia (dal verbo latino tràdere, cioè trasmettere). La poesia, come ogni forma e genere letterario si traduce: per comodità, sete di conoscenza, curiosità, interesse, …, ma ogni traduzione è in sé un “tradimento”, perché è impossibile tras-fondere il senso e il significato originali-originanti dell’autore: nella traduzione si perde l’aura iniziale-originaria-originante, e così occorre sempre “fondere gli orizzonti” di chi ha scritto e di chi legge, creando così un altro testo, un altro senso, un altro significato (su questo è importante la lezione preziosa di H. G. Gadamer, con il suo concetto di Fusione degli Orizzonti tra autore e lettore).

Poesia antica e moderna La poesia nasce come tradizione orale, assai prima della scrittura, la poesia nasce come canto e racconto lirico, elegiaco o tragico dei contadini e dei guerrieri. La stessa tradizione omerica ha inizio da canti di poeti e bardi itineranti. Ricordo che mio nonno paterno imparava strofe della Gerusalemme Liberata del Tasso, ascoltando, quando era bambino, i vecchi nelle stalle, durante le lunghe veglie invernali. La Bibbia stessa contiene canti e poesie (Libro dei Salmi, Qoèlet, Siracide, etc.) Nei paesi anglosassoni la tradizione orale era importante (vedi i “Canti di Ossian”, frammenti in gaelico di antichi cantari popolari), ma, si può dire, in tutte le culture, nostre occidentali e anche orientali, africane, amerinde…

Metrica e prosodia Parole greco-latine per significare l’importanza della struttura morfologica del verso poetico e i suoi suoni. Il verso spesso non corrisponde a un’unità grammaticale da analisi logica, perché la travalica, la supera, la trascende in mille modi, mediante le figure retoriche, là dove è possibile anteporre e posporre parole ad altre senza seguire il filo strutturato della logica grammaticale: ad esempio, un verso del Carducci “il divino del pian silenzio verde”, dove l’aggettivo “verde” non è attribuito a “silenzio”, che è lemma più vicino, bensì a “pian”, lemma più lontano, così ottenendo una ritmica straordinariamente diversa e suggestiva. Nella forma dell’ipallage il ritmo e il suono prevaricano il significano e fanno musica… …e suoni che corrispondono forse meglio di altri a nuclei neuro-sinaptici naturali… chissà?

I tipi di poesia Se nell’antica poesia greca e romana, la struttura era basata su una metrica prosodica, cioè su una versificazione che teneva conto, sia dei “piedi” sillabici, sia della lunghezza delle vocali, e si denominava su queste basi: esametro (sei piedi composti), pentametro, tetrametro, giambo, etc.., più avanti la struttura si costituì sulla base sillabica e strofica (cf. la nascita della forma “sonetto” nei XII/XIII sec.). I versi possono essere vari: endecasillabi, senari, settenari, ottonari, novenari, etc., in rima alternata o baciata, o senza rima… Abbiamo diverse forme do poesia: a) satira, b) epigramma, c) epicedio, d) elegia, e) ode, f) ballata, g) madrigale, ma anche forme più popolari come lo stornello, la villanella, la filastrocca … e altrove, come in Francia, il rondeau, in Arabia il ghazal, in Giappone l’haiku…

La poesia come consolazione o come manifestazione di forza Due filosofi del secolo diciannovesimo, A. Schopenhauer e F. Nietzsche hanno proposto una lettura diversa del ruolo della poesia: Schopenhauer la pone nell’elenco delle arti che si elevano progressivamente in spiritualità ,e favoriscono la contemplazione nell’uomo: architettura, scultura, pittura, poesia e musica… Nietzsche, fin da La nascita della tragedia, colloca la poesia alle soglie della musica, come attività creativa, fabbrìle, appunto, capace di dare senso alla “volontà di potenza”, cioè di autorealizzazione dell’uomo: uomo diventa ciò che sei!

Alcuni autori… che leggeremo Dante Petrarca Foscolo Leopardi Carducci Pascoli D’Annunzio Montale Saba Campana …