La politica regionale e di coesione dell’UE II PARTE Politiche Economiche Regionali (COSLI) Prof. Cristina Brasili A.A Politiche Economiche Regionali (COSLI) Prof. Cristina Brasili A.A
I Fondi strutturali nei precedenti periodi di programmazione Ripartizione dei fondi strutturali per Obiettivo, (milioni di euro a valori correnti) OBIETT. 1OBIETT. 2OBIETT. 3-4OBIETT. 5a OBIETT. 5bTOTALEIniziat.Com. agricolt.pesca Belgio Danimarca Germania Grecia Spagna Francia Irlanda Italia Lussemburgo Olanda Portogallo Regno Unito Ue % 69,69,710,65,60,93,5100 Fonte: Commissione europea
I Fondi strutturali nei precedenti periodi di programmazione Ripartizione dei fondi strutturali per Obiettivo, (milioni di euro a prezzi 1994) OB. 1OB. 2OB. 3OB. 4OB. 5a OB. 5bOB. 6TOTALEIniz. Com. agricolt.pesca Belgio Danimar Germania Grecia Spagna Francia Irlanda Italia Lussemb Olanda Portogallo Reg. Unito Austria Finlandia Svezia Ue %68,011,19,41,63,80,650,5100 Fonte: Commissione europea
Distribuzione dei Fondi Strutturali per Paese 2000 – 2006 in milioni di euro, prezzi 1999 Stati Membr i Ob.1 TransEx ob. 1 Ob.2 TransEx ob. 2 Ob.3 Pesca Fuori Ob. 1 PICFondo di coesione Totale B DK D EL E F IRL I L NL A P FIN S UK RISERVA 155 EUR %60,23,979,311,2811,350,524,928,50100
Distribuzione dei Fondi Strutturali per Paese 2000 – 2006 in milioni di euro, prezzi 1999 IN % …… IL 26,5% dei Fondi strutturali va alla Spagna; il 14% alla Germania il 14% all’Italia l’11% circa al Portogallo Sono i 4 maggiori beneficiari
INFOREGIO-Success Per esempio: Un computer in ogni casa Basilicata (Italia) Il programma di sviluppo regionale della Basilicata tende a favorire e a diffondere l'accesso ai servizi telematici. Technical information Progetto: Un computer in ogni casa Total cost EUR 39,95 million EU contribution EUR 15,90 million Contact Regione Basilicata De Costanzo, Giovanni Via Anzio 44 I-85100, Potenza Italia Cosa è riuscita a sviluppare l’Italia nelle sue regioni con i fondi ?
ories/search.cfm?LAN=EN&pay=IT®ion=AL L&the=ALL ories/search.cfm?LAN=EN&pay=IT®ion=AL L&the=ALL Per esempio: Ritorno al futuro: riconversione industriale nell’area Nord di Milano Lombardia (Italia) Il progetto ASNM (Agenzia di Sviluppo Nord Milano) persegue un obiettivo comunitario: l’aumento della competitività delle regioni europee attraverso l’utilizzo dei Fondi strutturali. Il progetto ASNM interviene in un’area del Nord- Italia,Sesto San Giovanni, dove dal 1950 sono presenti imprese siderurgiche e chimiche a forte valore aggiunto (Breda Falck, Marelli). Technical information Progetto: ASNM (Agenzia di Sviluppo Nord Milano), Programma: Programma d’iniziativa comunitaria “Italia Resider II” Total cost EUR EU contribution EUR Cosa è riuscita a sviluppare l’Italia nelle sue regioni con i fondi ?
Le regioni Obiettivo 1 e 2 ( ) Programmi speciali Regioni dell’obiettivo 1 Regioni prossime ad uscire dall’obiettivo 1
Prima di Agenda 2000 e della riforma dei Fondi strutturali gli Obiettivi erano 7 Tra i tre Fondi strutturali rilevanti (FESR, FEOGA- Orientamento e FSE) il FESR costituisce il principale strumento finalizzato al conseguimento dell'obiettivo dello sviluppo e dell'adeguamento strutturali delle regioni in ritardo in termini di crescita economica e svolge un ruolo centrale nella riconversione delle regioni frontaliere o parti di regioni (compresi bacini d'occupazione e Comunità urbane) gravemente colpite dal declino industriale I Fondi strutturali (FEAOG-Orientamento, FSE e FESR) contribuivano, ciascuno secondo le norme specifiche che li disciplinano, al conseguimento degli obiettivi 1-6 secondo il seguente schema d'intervento: - Obiettivo n. 1: FESR, FSE, FEAOG-Orientamento, -Obiettivo n. 2: FESR, FSE, -Obiettivo n. 3: FSE, -Obiettivo n. 4: FSE, -Obiettivo n. 5 a): FEAOG-Orientamento, -Obiettivo n. 5 b): FEAOG-Orientamento, FSE, FESR. -Obiettivo n. 6: FESR, FSE, FEAOG-Orientamento
Le regioni degli obiettivi prioritari nella programmazione Obiettivo 1 Obiettivo 2 Obiettivo 5b Obiettivo 6
Il Fondo di Coesione È un fondo speciale di solidarietà, costituito nel 1993, a favore dei quattro Stati membri meno prosperi (PNL procapite inferiore al 90% di quello medio dell’UE; Grecia, Portogallo, Irlanda e Spagna), che copre il loro intero territorio, finanziando grandi progetti per l'ambiente e i trasporti. Nel periodo il bilancio annuale del Fondo di coesione ammonterà a 2,5 miliardi di euro, per complessivi 18 miliardi nell'arco dei sette anni. Ripartizione del bilancio complessivo del Fondo di coesione nel periodo (prezzi 1999) Importi indicativi in milioni di €
Commissione delle comunità europee ( Bruxelles 30/1/2003) Terza relazione intermedia sulla coesione economica e sociale Mentre il divario tra il PIL medio pro capite nell’UE15 e il livello degli Stati membri meno prosperi è attualmente di poco inferiore al 30% (cioè, la Grecia e il Portogallo hanno un livello di quasi il 30% inferiore alla media), il divario raddoppierà con l’ingresso dei nuovi Stati membri nel 2004 (cioè, il PIL pro capite della Lettonia è di oltre il 60% più basso della media UE25) e probabilmente si accentuerà ancora di più dopo l’ingresso di Bulgaria e Romania.
Commissione delle comunità europee ( Bruxelles maggio 2007) Quarta relazione sulla coesione economica e sociale Regioni in crescita, Europa in crescita Tra il 1995 e il 2005 i nuovi Stati membri hanno registrato tassi di crescita molto variabili e alcuni hanno evidenziato una crescita particolarmente sostenuta. I tre Stati baltici, ad esempio, nell'arco di questi dieci anni hanno raddoppiato il loro PIL pro capite in termini reali, con una crescita media pari al 7-8% annuo. Per contro, la Bulgaria e la Romania hanno subito una contrazione dell'economia nella seconda metà degli anni '90 e solo a partire dal 2000 la crescita la crescita media ha raggiunto in entrambe il 6% annuo. Tra il 1995 e il 2005 Grecia, Spagna, Irlanda e Portogallo hanno evidenziato prestazioni discontinue ma nel complesso, salvo che in Portogallo, la crescita economica è stata costantemente superiore alla media comunitaria (fig. 1.4). Dal 1995 l'Irlanda è cresciuta molto più rapidamente rispetto all'UE15, con un aumento medio annuo del PIL pro capite superiore alla media comunitaria di 4 punti percentuali tra il 1995 e il Di conseguenza nel 2005 l'Irlanda ha registrato il secondo PIL pro capite più alto dell'UE in termini di SPA.
Commissione delle comunità europee Terza relazione intermedia sulla coesione economica e sociale
Commissione delle comunità europee ( Bruxelles 2004) Terza relazione intermedia sulla coesione economica e sociale
Commissione delle comunità europee ( Bruxelles 2007) Quarta relazione intermedia sulla coesione economica e sociale
La nuova politica di coesione a partire dal 2007 Proposte legislative della Commissione europea per la riforma della politica di coesione (periodo di programmazione ) Obiettivo «Convergenza» (FESR, FSE, Fondo di coesione). Questa priorità, simile all’attuale obiettivo n. 1, mira ad accelerare la convergenza economica delle regioni meno avanzate: condizioni più propizie alla crescita e all’occupazione favorendo investimenti nelle persone e nelle risorse fisiche; innovazione e società della conoscenza; adattabilità ai cambiamenti economici e sociali; tutela dell’ambiente; efficienza amministrativa. Questo obiettivo svolgerà un ruolo indispensabile soprattutto nei nuovi Stati membri in cui si registrano divari di sviluppo senza precedenti nella storia dell’Unione. gional_policy/sources/docgener/informa t/reg2007_it.pdfhttp://europa.eu.int/comm/re gional_policy/sources/docgener/informa t/reg2007_it.pdf
La nuova politica di coesione a partire dal 2007 RISORSE Obiettivo «Convergenza» Le risorse destinate all’obiettivo «Convergenza», pari a 264 miliardi di euro, ossia il 78,54 % della dotazione dei fondi a fronte dell’attuale 75 %, saranno ripartite come segue: 67,34 % per le regioni con un PIL pro capite inferiore al 75 % della media comunitaria; 8,38 % per le regioni interessate dal cosiddetto «effetto statistico»; 23,86 % per i paesi beneficiari del Fondo di coesione; 0,42 % per le regioni ultraperiferiche.
La nuova Politica di Coesione a partire dal 2007 Obiettivo «Competitività regionale e occupazione» (FESR, FSE). Per quanto riguarda la politica di coesione negli altri territori dell’Unione, la Commissione propone un duplice approccio. Si tratterà, da un lato, di rafforzare la competitività e l’attrattiva delle regioni attraverso programmi di sviluppo regionale, anticipando i cambiamenti economici e sociali e sostenendo l’innovazione, la società della conoscenza, l’imprenditorialità, la protezione dell’ambiente e la prevenzione dei rischi. Dall’altro, mediante programmi nazionali o territoriali di livello adeguato finanziati dal FSE, si tenderà a potenziare l’adattabilità dei lavoratori e delle imprese nonché a garantire lo sviluppo di mercati del lavoro per rafforzare l’inclusione sociale, in linea con la strategia europea per l’occupazione. L’obiettivo «Competitività» svolgerà un ruolo essenziale per evitare l’insorgere di nuovi squilibri a svantaggio di regioni che, altrimenti, verrebbero penalizzate da fattori socioeconomici sfavorevoli senza poter contare su sufficienti aiuti pubblici.
La nuova politica di coesione a partire dal 2007 Risorse Obiettivo «Competitività regionale e occupazione» L’obiettivo «Competitività» beneficerà di una dotazione di 57,9 miliardi di euro, pari al 17,22 % dello stanziamento complessivo, così ripartiti: 83,44 % per le regioni che continueranno a soddisfare i criteri di ammissibilità dell’attuale obiettivo n. 1; 16,56 % per le regioni che fruiranno del sostegno transitorio. Per quanto riguarda le regioni che manterranno i requisiti di ammissibilità ai sensi dell’attuale obiettivo n. 1, il sostegno sarà ripartito al 50 % tra FESR e FSE; nelle regioni soggette a sostegno transitorio la quota del FSE potrà arrivare sino ad un massimo del 50 %. transnazionale. Per quanto riguarda il finanziamento delle reti europee di cooperazione e di scambio sarà ammissibile l’intero territorio dell’Unione.
La nuova politica di coesione a partire dal 2007 Obiettivo «Cooperazione territoriale europea» (FESR). Nell’ambito di questo obiettivo, che trae spunto dall’esperienza dell’iniziativa comunitaria Interreg, la sfida consiste nell’intensificare la cooperazione a tre livelli: cooperazione transfrontaliera mediante programmi congiunti; cooperazione a livello delle zone transnazionali; reti di cooperazione e di scambio di esperienze sull’intero territorio dell’Unione.
La nuova politica di coesione a partire dal 2007 Risorse Obiettivo «Cooperazione territoriale europea» (FESR). I crediti destinati alla cooperazione territoriale, pari a 13,2 miliardi di euro, ossia il 3,94 % dello stanziamento complessivo, saranno così ripartiti: il 47,73 % della dotazione sarà destinato alla cooperazione transfrontaliera, di cui il 35,61 % per le azioni di cooperazione transfrontaliera nel territorio dell’UE e il 12,12 % per le misure transfrontaliere dello Strumento di prossimità e partenariato e dello Strumento di preadesione; nell’ambito di questi due strumenti dovrà essere previsto un contributo almeno equivalente; il 47,73 % per le zone di cooperazione transnazionale; il 4,54 % per le reti europee di cooperazione e scambio.
La nuova politica di coesione a partire dal 2007
La politica di coesione dal 2007 al news Bollettino d ’ informazione Settembre N. 149 inforegio Commissione europea
La politica di coesione dal 2007 al news Bollettino d ’ informazione Settembre N. 149 inforegio Commissione europea
Fondi strutturali : regioni ammissibili e dotazioni finanziarie ources/docoffic/official/deci_it.htm
Ws COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO WsCOMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO Quinta relazione intermedia sulla coesione economica e sociale Regioni in crescita, Europa in crescita {SEC(2008) 2047 def.} Alcuni contributi sollecitano la Commissione ad affiancare al PIL pro capite espresso in standard di potere d'acquisto (SPA) altri parametri di misurazione del benessere e del tenore di vita. Per quanto riguarda i contenuti della politica di coesione, in questa fase sembra profilarsi un consenso unanime sui seguenti temi trasversali. La competitività è al centro della politica di coesione. Un sostegno netto è espresso a favore dell'obbligo di "destinare" una quota significativa delle risorse finanziarie agli investimenti chiave connessi alla strategia rinnovata per la crescita e l'occupazione. La ricerca, l'innovazione, l'innalzamento delle competenze per la promozione dell'economia della conoscenza, lo sviluppo del capitale umano attraverso l'istruzione e la formazione, l'adattabilità, il sostegno alle attività imprenditoriali (soprattutto alle piccole e medie imprese), il rafforzamento delle capacità imprenditoriali e lo sviluppo di una cultura d'impresa vengono considerati settori chiave nei quali occorrerebbe concentrare gli investimenti.
Le politiche attive del mercato del lavoro sono anch'esse al centro degli interventi proposti per dare impulso all'occupazione, rafforzare la coesione sociale e ridurre il rischio di povertà. Un consistente numero di partecipanti alla consultazione ritiene che la politica di coesione debba contribuire alla dimensione sociale dell'Europa migliorando le prospettive occupazionali delle categorie più vulnerabili, come i giovani, gli anziani, i disabili, gli immigrati e le minoranze. Le parti sociali ed economiche e le organizzazioni della società civile sottolineano il ruolo importante dell'economia sociale per quanto concerne la creazione di posti di lavoro di qualità, la promozione dell'innovazione, il sostegno allo sviluppo delle zone rurali e la prestazione di una serie di servizi di interesse generale. Esse evidenziano anche che il rafforzamento delle capacità contribuisce all'applicazione dei principi della buona governance e del partenariato. Infine, secondo alcuni esponenti della società civile, la politica di coesione dovrebbe sostenere le categorie che incontrano particolari difficoltà di ingresso nel mercato del lavoro. Il terzo tema trasversale è lo sviluppo sostenibile. Secondo molti contributi, la politica di coesione dovrebbe indirizzarsi più decisamente verso la realizzazione dell'obiettivo dell'agenda di Göteborg; potrebbe, in particolare, contribuire alla riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra mediante le politiche di mitigazione che hanno come obiettivo una maggiore efficienza energetica e la promozione dello sviluppo delle energie rinnovabili.
Gli accordi sul bilancio UE Dicembre 2005 Il vertice dei capi di Stato e di governo dell’Unione europea, convocati sotto la presidenza inglese, il dicembre 2006 a Bruxelles, ha raggiunto l’accordo sul bilancio dell’Ue per il periodo Questo obiettivo era divenuto particolarmente importante dopo il fallimento del vertice di Lussemburgo del giugno e dopo la bocciatura della Costituzione europea da parte di Francia e Olanda.
Gli accordi sul bilancio UE Dicembre 2005 I punti più scottanti del dibattito sul bilancio dell’Ue sono stati diversi: la contribuzione di ogni singolo Stato membro, il problema dello “sconto britannico”, lo stanziamento per la coesione, ovvero per le zone in ritardo di sviluppo, le risorse per la PAC e in particolare per la politica dei mercati e per lo sviluppo rurale, e infine, gli stanziamenti per le altre politiche comunitarie. Inoltre, andava tenuto conto dell’aumento dei costi derivanti dall’ingresso di Romania e Bulgaria nel In base agli accordi raggiunti, l’Ue avrà un budget per il periodo di oltre 862,4 miliardi di euro, pari all’1,045% del Pil comunitario. Questa percentuale è risultata il frutto di un compromesso tra l’1,03% voluto dalla presidenza inglese e l’1,06% del compromesso lussemburghese del giugno scorso, ma risulta assai lontana dall’1,24% richiesto dalla Commissione europea.
Gli accordi sul bilancio UE Dicembre 2005 I capitoli di spesa previsti sono cinque e rappresentano le priorità politiche individuate dall’Unione europea. Capitolo 1A – Ha la finalità di offrire un finanziamento adeguato, in sinergia con gli Stati membri, per raggiungere gli obiettivi di Lisbona. Le risorse finanziare destinate a tale sotto-capitolo sono 72,1 miliardi di euro. Capitolo 1B – Ha lo scopo di contribuire alla riduzione delle disparità di sviluppo fra Stati membri e regioni, partendo dal fatto che l’allargamento ha determinato un aumento delle differenze. Le risorse finanziare previste sono notevoli e superano i 307,6 miliardi di euro.
Gli accordi sul bilancio UE Dicembre 2005 Capitolo 2 – Comprende le spese previste per il settore agricolo, lo sviluppo rurale, la pesca e l’ambiente. Le spese per le politiche agricole erano state concordate nel Consiglio europeo dell’ottobre Le risorse complessive previste per questo capitolo sono 371,2. Capitolo 3 – Riguarda le spese destinate alla realizzazione di uno spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia e ad una serie di interventi per le politiche destinate alla cultura, ai giovani, all’audiovisivo e alla tutela dei consumatori. Le risorse previste sono 10,3. Capitolo 4 e 5 – Questi capitoli si riferiscono al ruolo dell’Ue rispetto a Paesi terzi (capitolo 4) e alla gestione e amministrazione delle istituzioni europee (capitolo 5). Le risorse finanziare complessive per questi due capitoli sono rispettivamente di 50,0 e 50,3 miliardi di euro.
Gli accordi sul bilancio UE Dicembre 2005 La discussione relativa al bilancio dell’Ue si è in realtà concentrata principalmente, come abbiamo già detto, sulle risorse da destinare alla PAC, anche se queste erano già state fissate nell’ottobre Il problema principale deriva dal fatto che non sono state aggiunte risorse finanziarie per affrontare i costi dell’allargamento a Romania e Bulgaria, e quindi, i costi previsti si finanzierebbero tramite la disciplina finanziaria e con un taglio, stimato al 6-7% degli attuali aiuti agli agricoltori dell’Ue-15. Inoltre, altro fatto importante riguarda, come scambio delle concessioni fra inglesi e francesi, una revisione del budget della PAC nel , che potrebbe portare anche ad una riduzione dei sussidi agricoli. Un aspetto di grande rilievo riguarda anche le politiche dello sviluppo rurale, che risente in modo particolare della stretta finanziaria sul bilancio, in quanto vengono previsti oltre 69,7 miliardi di euro, ben lontano dagli 88,7 miliardi di euro proposti precedentemente. Per ovviare, almeno parzialmente a questa situazione, verrà però messo in atto un meccanismo di modulazione volontaria, in base al quale gli Stati membri possono trasferire allo sviluppo rurale fino al 20% dell’ammontare dei finanziamenti che ricevono per le spese della PAC. Il finanziamento per lo sviluppo rurale riguarda complessivamente i programmi dei 27 Paesi membri, e quindi confrontando le risorse annue, mentre nel 2006 la dotazione a favore dell’Ue-15 era di circa 8 miliardi di euro, nel periodo sarà circa 5,3 miliardi di euro, con una consistente riduzione, di circa il 34%.
Gli accordi sul bilancio UE Dicembre 2005 Per quanto riguarda l’Italia peggiora del 40% il suo saldo, già, negativo passando dallo 0,22% allo 0,34%. Inoltre, l’Italia in questo contesto, vedrà una importante riduzione dei finanziamenti relativi allo sviluppo rurale con 7,1 miliardi euro nel contro gli 8,16 miliardi del precedente periodo di programmazione e quindi il 13% in meno.
Gli accordi sul bilancio UE Dicembre 2005
Gli accordi sul bilancio UE Dicembre 2005
Da studiare: 2004 INFOREGIO La nuova politica di coesione a partire dal 2007 Proposte legislative della Commissione europea per la riforma della politica di coesione (periodo di programmazione ) Nota sintetica, Commissione europea Le politiche regionali dell’Unione europea G. Viesti F. Prota Il Mulino Studi e Ricerche, anno 2007 Da pag. 188 a pag. 204 ws ne COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO ws Quinta relazione intermedia sulla coesione economica e sociale Regioni in crescita, Europa in crescita {SEC(2008) 2047 def.} europea