1 Linee Guida per realizzare misure di semplificazione e promozione dell’istruzione tecnico professionale (a norma dell’art. 52 della legge 35/2012) Roma,

Slides:



Advertisements
Presentazioni simili
AUTONOMIA e DECENTRAMENTO
Advertisements

Rilettura della mappa dei poteri alla luce del Titolo V della Costituzione.
Lofferta sussidiaria negli IP Seminario USP Venezia Jesolo, 11 marzo 2011 Appunti a cura di Arduino Salatin.
VERSO UN SERVIZIO NAZIONALE DI VALUTAZIONE UN PERCORSO VENTENNALE
COSA SUCCEDE IN CLASSE ?. TUTTO INIZIA DA QUI: IL PARLAMENTO APPROVA LA LEGGE 133.
l'alternanza scuola lavoro
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Anno scolastico Funzione Strumentale Area 2 Franca Ida Rossi
La costituzione degli Istituti Tecnici Superiori e la riorganizzazione del sistema dellIFTS Roma, 3 marzo 2008 Dipartimento per listruzione Direzione generale.
Politiche sociali Lavinia Bifulco.
AVVISO START - UP (D.D n. 436 del 13 marzo 2013)
1 Individuazione delle istituzioni scolastiche per la Conferenza dei Servizi A partire dalla programmazione regionale (delibera GR n. 630 del.
Leggi: 25 giugno DL agosto Legge 133 art 64 (la cosiddetta legge finanziaria) 1 settembre DL 137 (Decreto Gelmini) 30 ottobre Legge 169 Documenti.
Obbligo formativo Misure in materia di investimenti, delega al Governo per il riordino degli incentivi all'occupazione e della normativa che disciplina.
ISTRUZIONE E FORMAZIONE TECNICA SUPERIORE –Il sistema di istruzione e formazione tecnica superiore IFTS è articolato in corsi finalizzati a far conseguire.
1 ITS – la formazione che punta al lavoro! 23 maggio 2011 – Largo Fiera della Pesca Ancona GLI ISTITUTI TECNICI SUPERIORI (ITS)
I nuovi Istituti Tecnici MIUR Schema di regolamento recante norme concernenti il riordino degli Istituti Tecnici ai sensi dellarticolo 64, comma 4, del.
Orientamento per il successo scolastico e formativo PIANO REGIONALE ORIENTAMENTO USR Lombardia 1° incontro – Introduzione.
Firenze, 13 gennaio
Architettura della programmazione Programmazione Strategica: UE OSC – Orientamenti Strategici Comunitari STATOQSN Quadro Strategico Nazionale Programmazione.
CONFERENZA SERVIZIO DIRIGENTI SCOLASTICI INFANZIA E PRIMO CICLO ROMA 25 SETTEMBRE 2007.
A cura di Emilio Gregori Foggia, 12 aprile 2007 Il Sistema Informativo Sociale Regionale della Regione Puglia (SISR)
UN ANNO DI LAVORO: PROGETTI E PROSPETTIVE Conferenza Provinciale per lOrientamento 9 maggio 2008.
GLI INTERVENTI DELLA REGIONE MARCHE CONTRO LA CRISI A FAVORE DI IMPRESE E LAVORATORI 1 - PROGRAMMAZIONE REGIONALE a cura di Antonio Mastrovincenzo Martedi.
Esperienze di Qualità nella regione Veneto.
DIRITTO-DOVERE ALL'ISTRUZIONE E ALLA FORMAZIONE DELIBERA DI GIUNTA REGIONALE N. 979/2008 Sistema regionale di istruzione e formazione professionale Il.
La regionalizzazione del Patto di stabilità interno: novità e prospettive I^ Consulta Finanza, istituzione, personale ANCI Piemonte Torino, 31 maggio 2011.
Gli assi culturali, il curricolo e le prove INVALSI
Scuola, innovazione e rapporti con il territorio Anna Laura Marini – MIUR Montecatini marzo 2012.
Le scuole e l’autonomia
Art. 1. (Finalità). 1. La presente legge promuove l'agricoltura sociale, nel rispetto dei princìpi previsti dall'articolo 117, secondo comma, lettera m),
Verso una rete regionale dei servizi Regione Campania – Assessorato al Lavoro e alla Formazione.
Palazzo Lombardia - Auditorium Regionale
DECRETO-LEGGE 31 agosto 2013, n. 101 Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni. Decreto-Legge.
Il Territorio protagonista dellofferta dei servizi sociali di Annalisa Turchini.
GOVERNANCE DIPARTIMENTI CTS UFFICIO TECNICO.
AZIONE AMMINISTRATIVA GESTIONE DEL SISTEMA SCOLASTICO SERVIZIO NAZIONALE PER LA QUALITA DELL ISTRUZIONE SVILUPPO DELLE TECNOLOGIE DIDATTICHE - MULTIMEDIALITA.
1 Dal DPCM 25 gennaio 2008 Capo VI Disposizioni finali Articolo 15 Fase transitoria 1.Per il triennio 2007/2009, i percorsi di istruzione e formazione.
SERVIZIO NAZIONALE DI VALUTAZIONE RILEVAZIONE DEGLI APPRENDIMENTI INVALSI A.S II e V Primaria I secondaria di primo grado II secondaria di secondo.
Legge 6 agosto 2008, n. 133 art. 64 Disposizioni in materia di organizzazione scolastica Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25.
Esperto di E-government dello sviluppo locale (A.A. 2003/2004) Università di Pisa, Facoltà di scienze politiche 14 dicembre 2004 L'amministrazione elettronica.
Riforma istituti professionali D.P.R. 87/2010
Il futuro è oggi. Orientare per non disperdere
Il Piano di Zona: strumento di programmazione del sociale
Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento
Laboratorio dell’Istruzione Tecnica e Professionale Presentazione dei lavori dei gruppi.
Innovazione e federalismo Verso una visione condivisa dell’e- government nell’Italia federale Sessione : “Strumenti per l’attuazione del cambiamento”
La storia di un percorso
A PROPOSITO DI VALUTAZIONE……
ISTITUTO NAZIONALE PER L'ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO Milano, 19 marzo 2015 CONVEGNO DI STUDIO E APPROFONDIMENTO HR &SAFETY AT WORK Un.
PIANO GIOVANI SICILIA – PRIORITÀ 2 «GIOVANI IN IMPRESA»
Centri Provinciali per l'Istruzione degli Adulti
ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO art. 4 - legge 28 marzo 2003, n.53
L’integrazione tra politiche formative e politiche del lavoro Il Libretto formativo del cittadino CARATTERISTICHE, OPPORTUNITA’ E SISTEMI DI IMPLEMENTAZIONE.
Apprendistato Le modifiche del D.L. n. 34/2014 al D.Lgs. n. 167/2011
SCUOLE, GIOVANI E SICUREZZA Indirizzi normativi e pratiche di eccellenza Torino, 15 Ottobre 2012.
Gli Istituti Tecnici.
Seminario rete F.A.R.O. Palermo, 29 novembre 2013 Catania, 6 dicembre 2013 Dal processo di autovalutazione alle azioni di miglioramento Vito PECORARO.
1 Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca Dipartimento per l’istruzione Direzione generale per l’istruzione e formazione tecnica superiore.
Gli Istituti Professionali
Legge 30 luglio 2010, n. 122 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione.
1 ISTRUZIONE E FORMAZIONE POST-DIPLOMA PROPOSTE PER LA RIORGANIZZAZIONE DELLA SPECIALIZZAZIONE TECNICA SUPERIORE (legge 27 dicembre 2006, n. 296, articolo.
L’importanza delle competenze digitali ed il valore della certificazione Salvatore Garro Bologna 25 maggio 2015.
L’importanza delle competenze digitali ed il valore della certificazione Salvatore Garro Potenza 15 maggio 2015.
LEGGE DEL 13 LUGLIO 2015, N 107 Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti.
IL NUOVO ISTITUTO TECNICO Renzo Vanetti IL NUOVO ISTITUTO TECNICO.
“Lavori in corso” per la costruzione del sistema nazionale di certificazione delle competenze aggiornamento al settembre 2013.
Sinergie PON MLPS - POR Toscana POR Toscana CRO FSE CdS 15 giugno 2010.
Convegno Nazionale IL LAVORO SI FORMA Le novità procedurali ed organizzative dopo l’Accordo del 18 aprile Roma, 9 – 10 luglio 2007.
Dal primo settembre tutte le scuole sono chiamate a dare applicazione alla legge di riforma (Legge 107/2015) “ La Buona Scuola”. Il Piano dell’Offerta.
Transcript della presentazione:

1 Linee Guida per realizzare misure di semplificazione e promozione dell’istruzione tecnico professionale (a norma dell’art. 52 della legge 35/2012) Roma, 5 settembre 2012

2 La fonte normativa: art. 52 L. n. 135/2012 “Misure di semplificazione e promozione dell’istruzione tecnico- professionale e degli istituti tecnici superiori – ITS” 1. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università’ e della ricerca, adottato di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Conferenza unificata ai sensi dell’articolo 9 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono adottate linee guida per conseguire i seguenti obiettivi, a sostegno dello sviluppo delle filiere produttive del territorio e dell’occupazione dei giovani: a) realizzare un’offerta coordinata, a livello territoriale, tra i percorsi degli istituti tecnici, degli istituti professionali e di quelli di istruzione e formazione professionale di competenza delle regioni; b) favorire la costituzione dei poli tecnico-professionali di cui all’articolo 13 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40; c) promuovere la realizzazione di percorsi in apprendistato, ai sensi dell’articolo 3 del testo unico di cui al decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167, anche per il rientro in formazione dei giovani.

3 2. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università’ e della ricerca, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro dell’economia e delle finanze, adottato d’intesa con la Conferenza unificata ai sensi dell’articolo 9 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono definite linee guida per: a) realizzare un’offerta coordinata di percorsi degli istituti tecnici superiori (ITS) in ambito nazionale, in modo da valorizzare la collaborazione multiregionale e facilitare l’integrazione delle risorse disponibili con la costituzione di non più di un istituto tecnico superiore in ogni regione per la medesima area tecnologica e relativi ambiti; b) semplificare gli organi di indirizzo, gestione e partecipazione previsti dagli statuti delle fondazioni ITS; c) prevedere, nel rispetto del principio di sussidiarietà, che le deliberazioni del consiglio di indirizzo degli ITS possano essere adottate con voti di diverso peso ponderale e con diversi quorum funzionali e strutturali.

4 Quattro scelte 1) Definire le linee guida attraverso una lettura integrata delle misure di semplificazione e di promozione dell’istruzione tecnico professionale e degli Istituti Tecnici Superiori (I.T.S.) per: - rafforzare la diffusione della cultura tecnica e scientifica; - migliorare l’orientamento scolastico e professionale degli studenti, dei giovani e delle loro famiglie con la collaborazione del sistema economico e produttivo dei territori; - avvalorare le responsabilità istituzionali, nel rispetto sostanziale del principio di sussidiarietà e delle specificità territoriali, in considerazione delle competenze regionali in materia di programmazione, dell’autonomia delle istituzioni scolastiche e dei soggetti economici e sociali del mondo del lavoro e delle professioni. Le linee guida contengono, quindi, requisiti obiettivo ispirati a criteri flessibili e a modelli orientativi capaci di dare valore alle progettualità territoriali e rispondere alle esigenze e specificità dei contesti attraverso leve ed indirizzi mirati a raggiungere gli obiettivi previsti dalla legge.

5 2) strutturare un sistema educativo innovativo e integrato con quello economico e produttivo, perché il contenimento della spesa in una fase di crisi, sia comunque possibile valorizzare lo sviluppo delle “human capabilities” personali e il potenziale territoriale per accrescere la competitività sui mercati internazionali. Come? in una logica di rete e di innovazione, di lungo periodo, che eviti, nel contempo, la riproduzione di un’offerta formativa secondo una logica autoreferenziale o in risposta soltanto alla domanda produttiva. 3) rafforzare - nel rispetto delle norme generali e degli standard minimi definiti a livello nazionale a presidio dei livelli essenziali delle prestazioni - l’azione regionale per costruire il sistema educativo di istruzione e formazione, ivi compresa l’istruzione e formazione tecnica superiore; Come? in modo unitario ed integrato per coniugare e stimolare il coinvolgimento degli attori del sistema locale con la logica della addizionalità delle risorse, anche attraverso la complementarietà e l'integrazione dei percorsi e delle filiere, considerando la collaborazione multiregionale e nazionale un’opportunità per il miglioramento e l’innovazione.

6 4) scegliere, in modo condiviso, riferimenti e richiami a “definizioni/concetti” (ad esempio, filiere produttive, distretti industriali, cluster tecnologi), quali indicazioni di riferimento, confine settoriale/territoriale riconosciuto in una specifica aggregazione economico-produttiva, ma non necessariamente esaustivi della realtà e della complessità di un determinato contesto, che possono essere riconosciute, potenziate/implementate ed esaltate solo valorizzando la progettualità e libertà espressa responsabilmente dai sistemi locali.

7 Otto impegni 1) accompagnare e sostenere la realizzazione delle linee guida in vista dell’attuazione della riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita ( legge 28 giugno 2012, n. 92 ), con particolare riferimento all’ articolo 4, comma 55, per la promozione e il sostegno alla realizzazione di reti territoriali che comprendono l’insieme dei servizi di istruzione, formazione e lavoro; 2) promuovere i percorsi in apprendistato come opportunità di immediato accesso al lavoro dei giovani e di crescita economica e sociale 3) completare l’applicazione dell’art. 13, comma 2, della legge n. 40 /2007, con la costituzione, in ambito provinciale o sub-provinciale, dei Poli tecnico- professionali. Come? -attraverso modalità organizzative di condivisione delle risorse pubbliche e private disponibili, anche ai fini di un più efficiente ed efficace ricorso agli spazi di flessibilità organizzativa delle istituzioni scolastiche e formative, con il pieno utilizzo degli strumenti previsti dagli ordinamenti in vigore; - a partire dalla realizzazione di progetti pilota, anche in ambito interprovinciale, sulla base delle determinazioni delle Regioni, con riferimento alle caratteristiche del sistema produttivo del territorio, attraverso aggregazioni tra soggetti pubblici e privati formalizzate con accordi di rete, redatti nel rispetto degli standard minimi stabiliti a livello nazionale (all. C delle linee guida)

8 4) semplificare gli organi e la governance degli Istituti Tecnici Superiori (.I.TS.) e potenziarne il ruolo come istituti di eccellenza ad alta specializzazione tecnologica, nella logica delle “smart specialization”,. la cui offerta si configura in percorsi ordinamentali. Come? -con la definitiva conclusione dell’attuale fase transitoria entro il e la messa a regime degli ITS entro la programmazione regionale 2013/2015, in modo che, in ogni regione, vi sia un solo I.T.S. per ciascun ambito, in base agli standard contenuti nelle linee guida. Con riferimento a tale programmazione, sono considerati prioritari programmi di intervento multiregionali, volti a valorizzare le complementarietà tra le filiere produttive dei territori interessati; -con la possibilità di articolare - sulla base degli indirizzi della programmazione regionale - i percorsi formativi degli I.T.S. relativi alle figure nazionali di riferimento in specifici profili, per soddisfare meglio il fabbisogno formativo di una determinata filiera produttiva territoriale,, e di attivare percorsi riferiti a figure relative ad ambiti compresi in altre aree tecnologiche, sempreché strettamente correlati a documentate esigenze della filiera produttiva di riferimento.

9 5) determinare l’organizzazione delle commissioni degli esami finali per il rilascio di diplomi di tecnico superiore, nel rispetto dei criteri generali stabiliti a livello nazionale (allegato D delle linee guida); 6) adottare le linee guida in base a una lettura integrata delle misure di semplificazione e di promozione dell’istruzione tecnico professionale 7) promuovere, a livello regionale e nazionale, programmi condivisi che, evitando duplicazioni e sovrapposizioni di interventi, facilitino la realizzazione di: –un confronto sistematico con le parti sociali e gli altri soggetti interessati del mondo del lavoro e delle professioni, anche per sostenere lo sviluppo di piani multiregionali di intervento per ambiti complessi, mirati a valorizzare la complementarietà tra filiere produttive e filiere formative (all. A, punto c); – il monitoraggio la valutazione dell’applicazione delle linee guida di cui alla presente intesa, anche con il coinvolgimento dei Presidenti delle Fondazioni I.T.S.; –aggiornare periodicamente gli ambiti e le figure nazionali di riferimento degli I.T.S.

10 8) disciplinare l’assegnazione delle risorse: - agli I.T.S., compresi nella programmazione delle Regioni in modo stabile, considerandoli organizzazioni non lucrative di utilità sociale sulla base di criteri e requisiti minimi di avvio e riconoscimento del titolo, ai fini dell’ accesso iniziale allo specifico Fondo, e di indicatori di realizzazione e di risultato, ai fini del mantenimento della autorizzazione al riconoscimento del titolo e di ulteriore accesso al Fondo. A questo fine, la legge n. 135/2012 (c.d. “spending review”), ha introdotto, all’art. 7, comma 37-ter, uno stanziamento annuo del Fondo, pari a 14 milioni di euro, dall’e.f. 2013; -ai Poli tecnico professionali, nell'ambito delle risorse umane, strumentali, logistiche e finanziarie disponibili a legislazione vigente, da individuare all’atto della costituzione dei Poli, anche con la previsione di un apposito fondo, con la possibilità di potenziare i programmi di rete dei Poli con le risorse messe a disposizione dall’Unione europea, e con quelle di cui alla legge n. 109/1996 in materia di gestione e destinazione di beni sequestrati o confiscati.

11 Linee guida: indice 1) Glossario 2) I Poli tecnico-professionali a) I poli in una logica di rete b) Significato e funzionalità del polo 3) Indirizzi per la realizzazione di un’offerta coordinata a livello territoriale 4) Indirizzi per l’Istruzione tecnica superiore (I.T.S.) a) Identità degli I.T.S. b) Semplificazione degli organi e governance interna delle Fondazioni I.T.S. c) Indirizzi per la programmazione multiregionale d) Standard di riferimento e) Indicatori per il monitoraggio e la valutazione 5) Risorse a) Criteri e requisiti minimi di accesso iniziale al Fondo b) Indicatori di realizzazione e di risultato per il mantenimento dell’autorizzazione al rilascio del titolo e di accesso del finanziamento del Fondo 6) Province autonome di Trento e Bolzano

12 La collaborazione delle parti sociali La collaborazione, a livello nazionale e regionale, delle Parti sociali, dei Collegi e degli Ordini professionali delle professioni tecniche, è essenziale per il raggiungimento degli obiettivi esplicitati nelle linee guida, oggetto dell’intesa. Il MIUR, il MLPS, il MISE, di concerto con il MEF, contano di sottoscriverla con la Conferenza delle Regioni e delle Autonomie locali entro il corrente mese in sede di Conferenza unificata. Come realizzarla? secondo un programma di lavoro da condividere con le Parti sociali, i Collegi e gli Ordini professionali nel dialogo e nel confronto in relazione agli impegni che verranno assunti con l’intesa …... …...… a partire da oggi!