Linee strategiche della filiera rifiuti

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Linee strategiche 2008-2013 della filiera rifiuti Novembre, 17/11/08 1

L’attuale contesto Sul nostro paese ed in particolare sulla nostra regione sta per abbattersi e forse si è già abbattuta su molte aree deboli una pesantissima crisi economica, in grado di stravolgere gli attuali equilibri socio-economici e politici. Ogni goccia di risorsa finanziaria residua dovrà, pertanto, essere ben spesa e l’intero sistema produttivo campano (almeno quello che sopravviverà alla crisi ) dovrà recuperare inventiva, capacità tecnica, valorizzazione delle risorse umane e valorizzazione spinta dei materiali. Solo in questa ottica potremmo immaginare un nuovo percorso della filiera rifiuti pur non trascurando la sempre presente “emergenza” che tanti danni ha finora causato al nostro territorio. Regione Campania 2 2

IL PERCHE’ DELLA FILIERA La filiera individua tutti i soggetti coinvolti da semplice cittadino all’industriale della trasformazione dove gli interessi anche economici risultano complementari, trasparenti e dinamici. Tale processo potrà presupporre anche un vero e proprio contratto tra soggetti pubblici e privati con un sistema autonomo ed esterno di controllo della filiera. L’innovazione nel processo potrà produrre innanzitutto un coinvogimento vero delle strutture esistenti sul territorio, e la ricerca sarà parte integrante di un vero processo produttivo. 3

Aree di interesse FILIERA RIFIUTI 16/10/0824/09/08 Agroalimentare (valorizzazione dell’umido) Rifiuti Sistema produttivo di valorizzazione del secco FILIERA RIFIUTI 16/10/0824/09/08

DIAGRAMMA DI FLUSSO 16/10/0824/09/08 PREVENZIONE/FORMAZIONE RACCOLTA DIFFERENZIATA SPINTA FRAZIONE UMIDA di qualità FRAZIONE SECCA di qualità RESTO ULTERIORE RECUPERO DI MATERIA PER CENTRIFUGAZIONE/MODELLO VEDELAGO - BACINI CONTROLLATI - IMPIANTI INDUSTRIALI ( materiale vetroso di risulta) ( materia seconda ) 16/10/0824/09/08

STIMA DEI VOLUMI PREVENZIONE 5% RACCOLTA DIFFERENZIATA SPINTA (SECCO – UMIDO) 50-65% IMPIANTI DI SELEZIONE E RECUPERO CON RECUPERO DI MATERIA (INDUSTRIA DI TRASFORMAZIONE ) 70 – 80 % RESIDUI DI LAVORAZIONE SE NON RECUPERABILI TRASFORMATI IN SABBIE POLIMERE PER L’INDUSTRIA DELLA PLASTICA E DELL’EDILIZIA CERTIFICATI UNI/ 14 e /16 BACINI CONTROLLATI PER IL RESIDUO VETROSO RESIDUO AL MASSIMO 2-3% 16/10/0824/09/08

Processo integrato di filiera L’intero sistema di filiera dovrà procedere con progressione numerica ma in coerenza sui territori su cui si va ad agire. I piani provinciali avranno, pertanto, un’importanza operativa e di dettaglio dell’intero processo. Il piano regionale, invece, dovrà fare sintesi e garantire la tempistica di attivazioni dei singoli impianti pubblici e privati. 16/10/0824/09/08

PROVINCIALIZZAZIONE ATTIVAZIONE DEL PROCESSO DI PREPARAZIONE DEI PIANI PROVINCIALI COME DA SCHEMA ALLEGATO PER LA TERRITORIALIZZAZIONE DEL MACRO PROCESSO SOPRA ILLUSTRATO L’INSIEME DEI PIANI PROVINCIALI SARA’ LA BASE DEL PIANO REGIONALE

SCHEMA PIANI PROVINCIALI Metodologie della campagna di monitoraggio sulle produzioni degli R.S.U. Previsioni delle produttività di R.S.U. SCHEMA PIANI PROVINCIALI Caratterizzazione del territorio provinciale Inquadramento fisico, geografico e geologico Caratteri fisico - geografici Caratteri geologici Caratteri geolitologici Caratteri geomorfologici Caratteri idrogeologici Caratteri ambientali Caratteristiche meteoclimatiche Qualità dell’aria Caratteristiche sismiche Analisi demografica e geopolitica del territorio provinciale La Provincia di ……… I Comuni della Provincia……….. Caratteristiche geografico-geomorfologiche Caratteristiche demografiche Caratteristiche socio-economiche Produzione R.S.U. pro capite e serie storiche Metodologie della campagna di monitoraggio sulle produzioni degli R.S.U. Previsioni delle produttività di R.S.U. Caratterizzazione qualitativa dei rifiuti Tipologie dei rifiuti secondo il catalogo europeo dei rifiuti Dati pregressi sulla composizione dei R.S.U. Metodologie campagna monitoraggio qualità dei rifiuti Campagna di monitoraggio Dati qualitativi altri rifiuti Olii alimentari usati Metallo e plastiche da autoveicoli Copertoni usati Rifiuti urbani pericolosi Sostanze domestiche tossiche e infiammabili Tubi catodici e ingombranti Macchine frigorigene Farmaci scaduti Pile, accumulatori e batterie

SCHEMA PIANI PROVINCIALI Metodologie della campagna di monitoraggio sulle produzioni degli R.S.U. Previsioni delle produttività di R.S.U. SCHEMA PIANI PROVINCIALI Adattamento TMB del CDR in provincia di ……. Impianti di compostaggio A.Q. Sezione di trattamento ingombranti ed elettrodomestici Sezione di trattamento macchine frigorigene Il progetto delle raccolte differenziate Raccolta Differenziata integrata Frazione umida Frazione secca riciclabile Frazione indifferenziata Raccolte Differenziate aggiuntive Contenitori etichettati T/F Lampade a fluorescenza Rifiuti ospedalieri Farmaci scaduti Pile e batterie Oli alimentari esausti Rifiuti ingombranti Rifiuti da automezzi e copertoni usati Carta Vetro Rifiuti ospedalieri Rifiuti inerti Offerta attuale di smaltimento Attuali modalità di conferimento Pretrattamenti attualmente in essere Indicazione dei costi di gestione e smaltimento Attuale livello di diffusione della R.D. Informazioni generali sui rifiuti speciali Il sistema di gestione rifiuti proposto Inquadramento in ambito regionale Il Programma raccolta differenziata per la provincia di ….. Lancio del programma Schema organizzativo del sistema di gestione Oasi ecologica Compostaggio domestico Stazione di trasferenza e compattazione Metodologie della campagna di monitoraggio sulle produzioni degli R.S.U. Previsioni delle produttività di R.S.U.

SCHEMA PIANI PROVINCIALI Localizzazione degli impianti Aspetti ambientali giustificativi dell’ubicazione degli impianti Motivazioni della scelta Esistenza di aree sottoposte a vincoli idrogeologici Esistenza di aree sottoposte a vincoli paesistici Esistenza di aree sottoposte a vincoli archeologici Esistenza di aree sottoposte a vincoli sismici di prima categoria Parchi e riserve naturali Aree degradate da cave o discariche abusive Centri abitati e zone di sviluppo Aree soggette a esondazioni Aree geologicamente instabili Soggetti titolari Aspetti economico-finanziari Costi degli investimenti Investimenti Tempistica di attuazione del Piano Individuazione degli obbiettivi dei diversi livelli di recupero Programmazione delle attività del breve periodo di transitorio prima Dell'attuazione del Piano Metodiche di pubblicizzazione del Piano Criteri e idee per promuovere il programma di raccolta differenziata Avviamento del programma Istituzione di un numero telefonico verde I mass media: giornali, televisione, radio Poster, cartelloni, volantini Pubblicità e inserti postali Incentivi Analisi dei risultati Sistema di controllo 

Vantaggi e svantaggi del sistema proposto Basso o nullo impatto ambientale sostiene e collabora al recupero ambientale del territorio Innovativo ma in linea con l’impiantistica di dotazione Economicamente compatibile ai territori Crea sviluppo e occupazione Integra tutte le risorse territoriali È costruito dal basso Canalizza anche tutte le risorse produttive (finanziamenti alle imprese,contratti di programma, ecc.) Mette in sana competizione i territori Integra tutte le aree (agricoltura, produzione, ambiente, politiche sociali, formazione, ecc.) Svantaggi : Necessità di un cambio di prospettiva che richiede tempi lunghi di assimilazione Richiede una regia attenta e tecnicamente valida e validi sistemi di controllo dell’intero processo con massima partecipazione di tutti i soggetti portatori di interessi. Necessità di uno sforzo importante di attivazione dei processi e di spinta allo sviluppo dell’indotto