Presidio Ospedaliero dei Pellegrini - ASL NA1

Slides:



Advertisements
Presentazioni simili
Complicanze da posizionamento di CVC
Advertisements

OSTRUZIONE COMPLETA O PARZIALE DI UN SEGMENTO VENOSO
Il trattamento del potenziale Donatore
La gestione dei farmaci all’interno dell’unità operativa….
Dott.ssa Ketty Parenzan Cernecca Dirigente Farmacista Ospedaliera
Didattica pratica.
La circolazione del sangue nella cute serve: alla nutrizione dell’apparato tegumentario alla regolazione della temperatura Il sistema arterioso ha il.
Dott.ssa Elisabetta Muccioli
Vie e tecniche di somministrazione dei farmaci
Presidio Ospedaliero dei Pellegrini
Progetto del programma di gestione del Rischio Clinico ASL Roma B
Valutazione qualitativa per la corretta compilazione della Scheda Unica di Terapia (SUT) Dott. Egidio Sesti ASL Roma B Dott. Maurizio Musolino ASL Roma.
SHOCK Enrico Obinu “E.O. Ospedali Galliera Genova”
Divisione di Cardiologia Ospedale di Careggi- Firenze
Stefania Lencioni U.O.C. Cardiologia Ospedale Versilia
Alterazioni emodinamiche Alterazioni dell’equilibrio dei fluidi e della coagulazione Edema Emorragia Trombosi Embolia Infarto Shock.
Dipartimento Oncologico AOUCareggi, Firenze
I DISPOSITIVI INTRAVASCOLARI
LA GESTIONE AMBULATORIALE DEL RISCHIO CARDIOVASCOLARE GLOBALE
Da. QuapoS 2000, with the cooperation of NZW Schema locali preparaz. antibl.
La conduzione dell’anamnesi prevaccinale: utilizzo della scheda standard Piano Nazionale di eliminazione del morbillo e della rosolia congenita
CLASSIFICAZIONE DEI FARMACI
Iscritti allOrdine dei Farmacisti della Provincia di PESARO E URBINO 650.
Febbraio 14 1 imma dardo. SNC =coma Cuore = ridotta compliance,ipocontrattilità Sistema Gastrointestinale=ulcera da stress,perdita della barriera anitibatterica.
Da. QuapoS 2000, with the cooperation of NZW Schema locali preparaz. antibl.
(Na x 2) + (glucosio / 18) + (azoto / 2.8).
L’equilibrio acido-base
TRAUMI TORACICI E ADDOMINALI
Complicanze post operatorie
TRATTAMENTO INTRAOPERATORIO in CHIRURGIA VASCOLARE
IL MICROCLIMA.
Sistemi totalmente impiantabili PORT
Aspetti Infermieristici
LA TERAPIA FARMACOLOGICA E LE RESPONSABILITA' DEGLI INFERMIERI.
F. Niglio (Foggia).
Il Braccialetto Elettronico
LE TERAPIE CONTINUE DI SOSTITUZIONE RENALE
U.F. Chirurgia Oncologica Humanitas Centro Catanese di Oncologia
ORIENTAMENTO ALLA FARMACOLOGIA
GLI AUSILI MAGGIORI: AUSILI PER IL BAGNO
Problematiche Assistenziali in UTIC: Insufficienza Renale Acuta
E’ utilizzato per : Può essere : IL CATETERE VENOSO CENTRALE
APPROPRIATEZZA TERAPEUTICA E ADERENZA ALLA TERAPIA
PATOLOGIE TRAUMATICHE
a cura della Commissione Centrale Medica
IL SISTEMA DI SEGNALAZIONE: INCIDENT REPORTING
FARMACOCINETICA Studia i movimenti del farmaco nell’organismo. Le varie fasi della cinetica di un farmaco sono: Assorbimento Passaggio del farmaco dalla.
FOCUS CLINICI LE SOLUZIONI PER INFUSIONE PARENTERALE (ENDOVENOSA) IMPIEGATE NEL TRATTAMENTO DEGLI SQUILIBRI IDROELETTROLITICI Il trattamento delle alterazioni.
Ripartizione liquidi corporei nell’uomo
LO SHOCK OBIETTIVI Definire il significato di shock;
Alterazioni emodinamiche Alterazioni dell’equilibrio dei fluidi e della coagulazione Edema Emorragia Trombosi Embolia Infarto Shock.
USTIONI Profondità I° grado  epidermide II° grado  intradermica
DEFINIZIONE DI POLIURIA
Azienda Ospedaliero-Universitaria “Policlinico-Vittorio Emanuele” Catania Unità Operativa per la Qualità e Rischio Clinico Responsabile: dott. Vincenzo.
VIE DI SOMMINISTRAZIONE
lateralità dell’intervento
Dott.ssa : Suor Filomena Nuzzo
Docente : dott.ssa Suor Filomena Nuzzo
Docente : dott.ssa Suor Filomena Nuzzo
20/04/2017 Iperlipidemie Rappresentano il maggior fattore di rischio per l’insorgenza dell’aterosclerosi e di tutte le sue manifestazioni cliniche a livello.
La prevenzione del rischio nella gestione dei farmaci
LA VALUTAZIONE PREOPERATORIA DEL PAZIENTE COME STRUMENTO DI PREVENZIONE DELLE COMPLICANZE CONNESSE ALL’IMPIANTO DEGLI ACCESSI VENOSI CENTRALI.
IL SOGGETTO IN STATO DI Dr. Roberto L. Ciccone.
PIANO DI ASSISTENZA ALLA PERSONA CON INSUFFICIENZA VENOSA PERIFERICA: Trombosi venosa Trombosi venosa Ulcere vascolari Ulcere vascolari Menici Riccardo.
Cause delle lesioni cerebrali. Tumori cerebrali Il tumore o neoplasia è una massa cerebrale che cresce indipendentemente dal resto del corpo: Meningiomi.
Disostruzione Meccanica
LE EMORRAGIE DELLE VENE VARICOSE CAUSA: Malfunzione delle “VALVOLE A NIDO DI RONDINE” delle vene VALVOLE A NIDO DI RONDINE: permettono al sangue di fluire.
Accesso vascolare nel neonato di basso peso
Dott.ssa M. Assunta CECCAGNOLI
Emergenze ipertensive
Transcript della presentazione:

Presidio Ospedaliero dei Pellegrini - ASL NA1 U. O. Accettazione Medico-Chirurgica Responsabile dott. V. Helzel INCONTRI FORMATIVI CONGIUNTI LIQUIDI, ELETTROLITI E BICARBONATO I FONDAMENTALI DELLA VITA Il nursing nella terapia infusiva del pz. critico I. Luigi Capuano U.O. Accettazione Con la collaborazione del coordinatore Salvatore Maurino 1

L’infermiere, la terapia farmacologica e le vie di somministrazione nel paziente critico 2

La somministrazione della terapia Rappresenta una delle principali responsabilità dell’infermiere 3

La somministrazione della terapia La posologia dei farmaci va sempre rapportata al peso corporeo dose/kg/die 4

La somministrazione della terapia SOMMINISTRAZIONE ENDOVENOSA PERIFERICA Per accesso venoso periferico si intende il posizionamento di un ago o di una cannula corti in una vena sottocutanea di una estremità e/o del collo. E’ importante provvedere ad una adeguata immobilizzazione della cannula e dell’arto interessato per evitare irritazioni venose o infiltrazioni. Per il posizionamento di un ago, dopo un paio di tentativi infruttuosi è bene rivolgersi ad altro personale competente. 5

La somministrazione della terapia SOMMINISTRAZIONE ENDOVENOSA PERIFERICA Scelta del sito Deve tener conto del comfort e del patrimonio venoso del paziente. Se possibile è bene scegliere una vena lontana da articolazioni per diminuire il rischio di dislocazione. E’ inoltre importante evitare la mano dominante o le estremità inferiori nei pazienti molto attivi. Estremità superiori Estremità inferiori Collo 6

La somministrazione della terapia SOMMINISTRAZIONE ENDOVENOSA PERIFERICA Scelta del sito: estremità superiori Il dorso della mano è un sito di accesso comunemente usato per permettere al pz il maggior numero di movimenti di cui ha bisogno. Vene del dorso della mano: basilica, cefalica, rete venosa dorsale, vene metacarpali Vene della superficie palmare del polso: antebrachiale mediana Vene dell’avambraccio e della fossa antecubitale: basilica, cefalica, mediana cubitale, mediana cefalica, mediana basilica 7

La somministrazione della terapia SOMMINISTRAZIONE ENDOVENOSA PERIFERICA Scelta del sito: estremità inferiori Sono siti di seconda scelta in quanto limitano i movimenti dei pazienti e sono associati a un maggior rischio di infezioni. Vene della faccia dorsale del piede: mediana marginale, arco venoso dorsale Vene del malleolo esterno: piccola safena Vene del malleolo interno: grande safena 8

La somministrazione della terapia SOMMINISTRAZIONE ENDOVENOSA PERIFERICA Scelta del sito: collo Vena giugulare esterna: si usa nei casi in cui non si riescono a reperire altri accessi in quanto la sua incannulazione risulta spesso difficile trattandosi di una vena che tende a ruotare. Questa vena è più facilmente accessibile in quei pazienti che non abbiano un collo particolarmente corto, tozzo o ricco di adipe. Posizione da far assumere al paziente: viene posto in Trendelemburg, con la testa ruotata dalla parte opposta della sede individuata e con le spalle ben appoggiate al lettino; può essere utile posizionare un lenzuolo arrotolato sotto la spalla. 9

La somministrazione della terapia SOMMINISTRAZIONE ENDOVENOSA PERIFERICA Indicazioni Fornire lentamente moderate quantità di liquidi e sostanze nutritive in caso di vomito e se il pz non riesce ad alimentarsi Somministrare farmaci disponibili nella sola forma farmaceutica per via endovenosa Avere a disposizione un accesso venoso per l’emergenza Somministrare farmaci irritanti per altre vie Somministrare sangue e suoi derivati 10

La somministrazione della terapia SOMMINISTRAZIONE ENDOVENOSA PERIFERICA Controindicazioni Lesioni cutanee, ematomi o segni di infiammazione in corrispondenza dei siti di accesso Estremità poco perfuse, edematose o con trauma Nutrizione parenterale totale con osmolarità elevata 11

La somministrazione della terapia SOMMINISTRAZIONE ENDOVENOSA PERIFERICA Complicanze Infiltrazione Flebite Tromboflebite Sepsi Reazione allergica alla cannula Necrosi dei tessuti da stravaso di farmaci caustici Ematomi 12

La somministrazione della terapia SOMMINISTRAZIONE VENOSA CENTRALE Per cateterismo venoso centrale (CVC) si intende l’inserimento di un catetere lungo, la cui estremità termini in prossimità dell’atrio destro o nella vena cava superiore o inferiore. I CVC possono essere inseriti direttamente in una grossa vena come ad esempio la succlavia, la giugulare interna, la femorale, oppure per via periferica, tramite delle vene minori superficiali come la giugulare esterna, la basilica o la cefalica. In base alla durata del trattamento, al tipo di farmaco da somministrare, alle condizioni del paziente e all’età verrà scelto il sito, la tecnica e il tipo di catetere più adatti. 13

La somministrazione della terapia SOMMINISTRAZIONE VENOSA CENTRALE Indicazioni Somministrazione di grosse quantità di liquidi in tempi brevi Impossibilità a reperire un accesso venoso periferico Somministrazione di soluzioni irritanti Monitoraggio della pressione venosa centrale Somministrazione di nutrizione parenterale totale ad alta osmolarità Emodialisi o ossigenazione extracorporea a membrana 14

La somministrazione della terapia SOMMINISTRAZIONE VENOSA CENTRALE Controindicazioni Anomalie vascolari congenite o acquisite Complicanze Occlusione Dislocazione Processi infettivi localizzati al sito di accesso Sepsi Rottura Formazione di trombi Rottura di vasi o del cuore 15

La somministrazione della terapia Evento avverso E’ un evento inatteso correlato al processo assistenziale e che comporta un danno al paziente, non intenzionale e indesiderabile. Gli eventi avversi possono essere prevenibili o non prevenibili. Un evento avverso attribuibile ad errore è un evento avverso prevenibile 16

La somministrazione della terapia Errore di terapia Si intende ogni evento prevenibile che può causare o portare ad un uso inappropriato del farmaco o ad un pericolo per il paziente 17

La somministrazione della terapia Gli errori in terapia farmacologica si possono verificare durante tutto il processo di gestione del farmaco Approvvigionamento, immagazzinamento e conservazione Prescrizione Trascrizione/interpretazione Preparazione Somministrazione (che prevede prima la preparazione) Monitoraggio 18

La somministrazione della terapia Conservazione I farmaci vanno conservati secondo le indicazioni fornite dalla casa farmaceutica Le condizioni che possono alterare le caratteristiche dei farmaci sono essenzialmente : temperatura e luce 19

La somministrazione della terapia La gestione della terapia può essere scomposta in due distinti momenti Atto di prescrizione Atto di somministrazione 20

La somministrazione della terapia La prescrizione La prescrizione deve essere scritta in maniera chiara, leggibile, possibilmente in stampatello; non devono essere usate abbreviazioni, all’infuori di quelle standardizzate Spetta all’infermiere pretendere il chiarimento di ogni eventuale dubbio, da parte del medico prescrivente 21

La somministrazione in senso lato La somministrazione della terapia La somministrazione in senso lato L’atto di somministrazione è un atto unitario, quindi deve essere compiuto da una sola persona L’atto di somministrazione della terapia è anche da considerarsi consequenziale e cronologico 22

La somministrazione della terapia La regola delle 6 G Giusto farmaco Giusta dose Giusta via Giusto orario Giusta persona Giusta registrazione 23

La somministrazione della terapia Monitoraggio Si intende il controllo degli effetti che determina il farmaco durante o dopo la somministrazione Efficacia del trattamento Il verificarsi di effetti avversi (reazioni anafilattiche) 24

Riequilibrio idroelettrolitico Fluidoterpia Deficit di volume • Assoluti Emorragia,disidratazione • Relativi Vasodilatazione, riscaldamento Danno generalizzato delle barriere endoteliali Infiammazione

Riequilibrio idroelettrolitico Fluidoterpia Deficit di volume • Intervento chirurgico • Trauma • Patologie mediche • Malattia critica (ICU)

Riequilibrio idroelettrolitico Fluidoterpia Scopi •Stabilità emodinamica •⇑ Flusso microcircolazioni (effetti reologici)

Riequilibrio idroelettrolitico Fluidoterpia Correzione ipovolemia • Deficit volume intravascolare • Deficit volume interstiziale/intracellulare

Riequilibrio idroelettrolitico Parametri clinici indici di VEC: •FC •PA •Diuresi •Stato mentale

Riequilibrio idroelettrolitico Fluidoterapia I fluidi vengono distinti in base alla capacità di attraversare le membrane che separano i compartimenti intravascolare ed extravascolare (interstiziale): •Cristalloidi •Colloidi •Plasma

Riequilibrio idroelettrolitico •Isotonici (NaCl 0.9%, Ringer lattato) Fluidoterapia CRISTALLOIDI •Ipotonici •Isotonici (NaCl 0.9%, Ringer lattato) •Ipertonici (NaCl 7.5%) I cristalloidi passano liberamente attraverso le membrane.Solo il 25 % del volume infuso rimane nello spazio intravscolare

Riequilibrio idroelettrolitico Fluidoterapia Vantaggi •Minor costo •Scarsi effetti collaterali Svantaggi •Edema tissutale •Ipercoagulabilità •Acidosi ipercloremica (NaCl) •Effetto proinfiammatorio (Ringer Lattato)

Riequilibrio idroelettrolitico COLLOIDI Il principale vantaggio dei colloidi è la ricostituzione più efficace del volume plasmatico. La potenza di un colloide è in gran parte determinanta dalla pressione colloido-osmotica esercitata dai fluidi stessi.

Riequilibrio idroelettrolitico COLLOIDI • Albumina • Emagel • Voluven

• Distribuzione intravascolare • Facile conservazione Colloide ideale proprietà generali • Distribuzione intravascolare • Disponibilità • Lunga emivita • Ridotto costo • Facile conservazione • No limiti di dosaggio

Presidio Ospedaliero dei Pellegrini - ASL NA1 U. O. Accettazione Medico-Chirurgica Responsabile dott. V. Helzel INCONTRI FORMATIVI CONGIUNTI LIQUIDI, ELETTROLITI E BICARBONATO I FONDAMENTALI DELLA VITA Il nursing del bilancio idrico nel pz. critico in PS I. Luigi Capuano U.O. Accettazione Con la collaborazione del coordinatore Salvatore Maurino 53