Vaccinazioni: ancora utili o dannose?

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Vaccinazioni: ancora utili o dannose? Rocco Russo Pediatra Unità Operative Materno Infantili AA.SS.LL. Benevento e Napoli 1

Malattie infettive nel XX Secolo Tecnologia e industria Viaggi internazionali Cambiamenti ambientali Cambiamenti comportamentali Cambiamenti demografici Fattori che hanno determinato AUMENTO Sicurezza cibi e acqua Le malattie infettive non riconoscono confini geografici e/o politici e tutte, ma in particolare quelle prevenibili da vaccino, richiedono un approccio globale e non localistico per la loro prevenzione ed il loro controllo: le grandi battaglie dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) per l’eliminazione o la rimozione di una malattia infettiva vengono spesso realizzate sulla base di strategie vaccinali globali. Tali strategie richiedono necessariamente l’abbattimento di barriere ideologiche e politiche, ma anche di ostacoli economici e culturali, a favore di un approccio collettivo e globale a difesa della salute delle popolazioni. Anche l’Unione Europea si propone di incentivare lo sviluppo di una comune politica europea di Sanità Pubblica, dal momento che il fenomeno della globalizzazione tende ad allargarsi ed i confini tra Paesi dell’Unione Europea diverranno sempre meno rilevanti . Miglioramento condizioni igieniche ed abitative Antibiotici Vaccinazioni Fattori che hanno determinato DIMINUZIONE

Casi stimati in epoca prevaccinale Casi stimati di alcune malattie infettive degli Stati Uniti in epoca prevaccinale in rapporto ai rispettivi casi di decesso in epoca postavaccinale. * Patologia Casi stimati in epoca prevaccinale (XX Secolo) Decessi nel 2002 Vaiolo 4,81 millioni Poliomielite 1,63 millioni Difterite 17,60 millioni 2 Haemophilus influenzae 2,00 millioni 22 Morbillo 5,03 millioni 36 Parotite 1,52 millioni 236 Pertosse 1,47 millioni 6632 Rosolia 4,77 millioni 20 Tetano 0,13 millioni 13 Impact of vaccines universally recommended for children - United States, 1900–1998. MMWR Morb Mortal Wkly Rep 1999;48:243-8. Roush SW, Murphy TV. Historical comparisons of morbidity and mortality for vaccine-preventable diseases in the United States. JAMA 2007;298:2155-63. * Fonte (modificata): Centers for Disease Control and Prevention (1) and Roush and Murphy (2)

Edward Jenner testa il vaccino sul figlio di 11 mesi 1796 Edward Jenner testa il vaccino sul figlio di 11 mesi Tutto cominciò con Edward Jenner, medico inglese vissuto a cavallo tra il diciottesimo e il diciannovesimo secolo. In quel periodo, in Europa imperversava una sanguinosissima epidemia di vaiolo, che mieteva, in media, una vittima ogni sei contagi. Verso il 1770, Jenner notò che gli allevatori di bovini e equini sembravano essere stranamente immuni alla malattia. Il medico ipotizzò che il fenomeno fosse dovuto al fatto che gli allevatori, contraendo la forma bovina del vaiolo (Variolae vaccinae, per l’appunto), molto lieve per gli esseri umani, sviluppassero delle difese anche contro la forma umana della malattia

“Quando penso a una malattia non è per trovarvi rimedio ma, invece, per prevenirla” La seconda tappa importante arrivò un secolo dopo, con l’introduzione, da parte di Louis Pasteur, del vaccino contro la rabbia, efficace anche se assunto dopo l’insorgenza dei sintomi della malattia. E fu sempre Pasteur a proporre, in onore di Jenner, il nome vaccino – derivato dalle vacche – per tutti i trattamenti di questo tipo

Volantino degli antivaccinatori inglesi 1800 Volantino degli antivaccinatori inglesi

1892 Tratto da: opuscolo che riportava gli eventi avversi della vaccinazione DTP, minimizzandone i benefici

Seduta di vaccinazione di massa

1998

Storia dei vaccini 1993-2011 Nabel G. - N Engl J Med 2013;368:551-60 (modificata)

PREPARAZIONE DI VACCINI IERI OGGI

MODO DI SOMMINISTRAZIONE DEI VACCINI IERI OGGI

Obiettivi di una strategia vaccinale controllo eliminazione eradicazione CONTROLLO: Esempio nel caso della vaccinazione antinfluenzale somministrata agli anziani e nei soggetti a maggior rischio. ELIMINAZIONE: Con l’eliminazione di una malattia da una determinata area geografica rimane comunque il rischio di reintroduzione della malattia da altre aree dove questa è ancora presente oppure di contrarre la malattia durante un viaggio all'estero. Per tale motivo non bisogna abbassare la guardia, continuando a vaccinare ERADICAZIONE: Solo con l’eradicazione non c’è più bisogno di vaccinare visto che non c’è più né la malattia né l’agente patogeno. Questo traguardo è stato finora raggiunto solo per il vaiolo Interruzione della trasmissione endemica di una malattia in una determinata area geografica, con assenza di casi autoctoni di malattia. Riduzione del numero di casi e/o delle sue complicanze Traguardo più ambizioso! Definitiva scomparsa dell’agente causale e della malattia a livello globale.

Use of vaccines as probes to define disease burden Daniel R Feikin, J Anthony G Scott, Bradford D Gessner Lancet Volume 383, Issue 9930, 17–23 May 2014, Pages 1762–1770 Figure: Proportions of diff erent categories of pneumonia attributable to pneumococcus (left) and the eff ect of pneumococcal vaccine (right) On the left, for the more specifi c outcomes towards the top of the triangle, vaccine effi cacy is higher, whereas for the more sensitive outcomes at the base of the triangle, the vaccine preventable disease incidence is higher, as is the public health utility of vaccine.

Cases prevented (in thousands) MMWR / April 25, 2014 / Vol. 63 / No. 16 BENEFITS FROM IMMUNIZATION DURING THE VACCINES FOR CHILDREN PROGRAM ERA — UNITED STATES, 1994–2013 Cynthia G. Whitney, Fangjun Zhou, James Singleton, Anne Schuchat Cases prevented (in thousands) Among 78.6 million American children born during 1994–2013 Vaccine-preventable disease* Illnesses Hospitalizations Deaths Diphtheria 5,073 507.3 Tetanus 3 0.5 Pertussis 54,406 2,697 20.3 Haemophilus influenzae type B 361 334 13.7 Polio 1,244 530 14,8 Measles 70,748 8,877 57.3 Mumps 42,704 1,361 0.2 Rubella 36,540 134 0.3 Congenital rubella syndrome 12 17 1.3 Hepatitis B 4,007 623 59.7 Varicella 68,445 176 1.2 Pneumococcus-related diseases† 26,578 903 55.0 Rotavirus 11,968 327 0.1 Total 322,089 21,055 731.7 * Vaccines were considered as preventing disease for birth cohorts born in all years during 1994–2013 except for the following, which were only in use for part of the 20-year period: varicella, 1996–2013; 7-valent and 13-valent pneumococcal conjugate vaccines, 2001–2013; and rotavirus, 2007–2013. † Includes invasive pneumococcal disease, otitis media, and pneumonia. (PCV7:2000 PCV13:2010) Among 78.6 million children born during 1994–2013, routine childhood immunization was estimated to prevent 322 million illnesses (averaging 4.1 illnesses per child) and 21 million hospitalizations (0.27 per child) over the course of their lifetimes and avert 732,000 premature deaths from vaccine-preventable illnesses Estimated number of illnesses, hospitalizations, and deaths prevented by routine childhood immunization for selected vaccine-preventable diseases among children born during the Vaccines for Children era † Includes invasive pneumococcal disease, otitis media, and pneumonia

Lancet Infect Dis (May 2015);15: 535–43

Measles - All cases - Reported cases previous 12 months Data by Country and Month Current time period: 2015-02 NON VACCINATI 82,3% ≥ 2 DOSI 6,7% 1 DOSE 9,5% DOSI NON NOTE 1,5% Norvegia 3 Svezia 22 Finlandia 2 Lettonia 36 Danimarca 24 Regno Unito 83 Svizzera 74 Lituania 11 Germania 1111 Polonia 76 Belgio 77 Irlanda 34 Rep. Ceca 224 Francia 203 Austria 132 Slovenia 65 Portogallo 2 Corazia 88 Romania 20 Grecia 1 Itala 1199 Spagna 134 Cipro 2

Age groups Unvaccinated OPV 0–9 2,3 43,7 7,1 10–19 2,7 17,7 34,2 20–29 POLIO IMMUNISATION STATUS IN THE AGE GROUPS 0–29 YEARS AMONG THE EU/EEA POPULATION (IN MILLIONS) Estimate based on WHO/CISID vaccine coverage and Eurostat population data Age groups Unvaccinated IPV-only OPV 0–9 2,3 43,7 7,1 10–19 2,7 17,7 34,2 20–29 6,5 7,4 51 Total 0–29 11,5 68,8 92,3

Il messaggio: è assolutamente necessario che vaccinazione e screening si integrino, e che TUTTI gli operatori sanitari sottolineino l’importanza cruciale di coniugare i benefici della prevenzione primaria e della prevenzione secondaria.

Comunicazione Magritte. Les Amants, 1928 “La comunicazione è un processo di interazione che prevede lo scambio di informazioni e di influenzamento fra due o più persone, che avviene in un determinato contesto”

“la buona informazione è la miglior medicina” questo è il motto del National Library of Medicine e……. questo è l’Uomo che ci ha insegnato a metterlo in atto!

Grazie

I determinanti del rifiuto dell’offerta vaccinale Tratto da http://www.epicentro.iss.it/temi/vaccinazioni/pdf/Ulss20Verona_04-2012ReportDeterminantiRifiutoVaccinale.pdf