PRESENTAZIONE DEL PERCORSO FORMATIVO DEGLI ALUNNI DISABILI”

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PRESENTAZIONE DEL PERCORSO FORMATIVO DEGLI ALUNNI DISABILI” “PENSARE PEDAGOGICO in ICF PER PROGETTARE E REALIZZARE L’INCLUSIONE  SCOLASTICA DEGLI ALUNNI DISABILI” (Dimensioni ICF per PEI) Isp. Luigi FAVRO a.s.2012/13

DELL’INTEGRAZIONE SCOLASTICA LA VIA ITALIANA DELL’INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI DISABILI * Italia abbandona le scuole speciali * validi i principi della scuola inclusiva * realizzazione problematica: necessario ripensamento pedagogico, organizzativo, formazione docente, allocazione risorse,…

ante anni ‘60: dall’esclusione alla medicalizzazione anni ‘60/’75: dalla medicalizzazione all’ inserimento anni ‘70/’90: dall’ inserimento all’ integrazione post anni ’90: dall’ integrazione all’ inclusione

BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI Secondo l’OCSE gli alunni con BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES/EES/SEN) con DISABILITA’ (ex L.104/92) con DIFFICOLTA’ (emotive, comportamentali, di apprendimento -specifiche: DSA-, ecc.) con SVANTAGGIO (culturale, sociale, economico, socio-linguistico, ecc.)

ACCOGLIERE NELLA ORDINARIETA’ SCOLASTICA TUTTE LE DIVERSITA’, INCLUDERE significa ACCOGLIERE NELLA ORDINARIETA’ SCOLASTICA TUTTE LE DIVERSITA’, trattando le DIFFERENZE INDIVIDUALI e le DIFFICOLTA’ con una “DIDATTICA PLURALE” capace di

valorizzare le differenze iniziando dal superamento della indifferenza verso le diversità affrontare le difficoltà, a partire dalla loro trasformazione da ostacolo per l’allievo ad obiettivo per gli insegnanti, mediante l’uso creativo dell’intervento didattico far apprendere ogni allievo e portarlo al massimo livello possibile di formazione

Una scuola è inclusiva quando - è in grado di accogliere le diversità/differenze e di costruire percorsi individualizzati capaci di portare ciascun allievo, dati i livelli di partenza, al massimo livello possibile di formazione - è un’organizzazione capace di far apprendere ciascun allievo Il POF è inclusivo quando prevede nella quotidianità azioni da compiere, interventi da adottare e progetti da realizzare la possibilità di dare risposte precise ad esigenze educative individuali; per cui la presenza a scuola di alunni disabili non è un‘emergenza da presidiare ma un evento che richiede una prevista riorganizzazione del sistema, occasione di crescita per tutti

Ci si deve attrezzare per una scuola sempre più inclusiva quale scelta irrinunciabile: per rispondere ai BES di una scuola “per tutti e per ciascuno” (alunni disabili, con difficoltà, svantaggiati) in coerenza con il modello ICF, che guarda al benessere globale di tutti gli individui quale risultato di positiva interazione fra fattori bio-psico-sociali ed i loro contesti ambientale e personale di vita

L’ICF è uno strumento voluto dall’OMS, adottato nel 2001, per descrivere non solo la disabilità ma il funzionamento umano in generale ICF è l’acronimo dell’inglese International Classification of Functioning, Disability and Health (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute) E’ stato realizzato un adattamento per l’infanzia e l’adolescenza (ICF-CY), la cui versione italiana è del 2007

- ORDINATORE CONCETTUALE L’ICF quale - ORDINATORE CONCETTUALE “Di quale salute, di quale disabilita si parla?” Diversi i modelli di riferimento: medico, sociale e bio-psico-sociale (quest’ultimo fatto proprio dall’ICF) - COMUNE LINGUAGGIO CONDIVISO per descrivere funzionamento e disabilità METALINGUAGGIO - CLASSIFICAZIONE DESCRITTIVA “Profilo descrittivo di funzionamento” L’ICF non è…

* l’ICF è una CLASSIFICAZIONE OMS(2001) che In sintesi: * l’ICF è una CLASSIFICAZIONE OMS(2001) che - s’avvale di un MODELLO CONCETTUALE - contiene la DESCRIZIONE - da’ informazioni sullo stato funzionale della persona su . funzionamento . disabilità . ambiente * l’ICF supera le precedenti definizioni / categorie di - Menomazione - Disabilità - Handicap

? ICF ed INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI normativa vigente: - Convenzione ONU Disabilità 2006 - Intesa Stato/Regioni 2008 - Linee Guida MIUR 2008 - L.R. n. 28/2009 - DGR Piemonte n. 34/2010 DGR Piemonte n. 34/2010 - ridefinisce il percorso certificatorio - ingloba D. F. e P. D. F. con il “Profilo descrittivo di funzionamento” dell’ICF - prevede un “Progetto Multidisciplinare” quale base per redigere il PEI

avvicinare tutto il personale OBIETTIVO DEL PERCORSO FORMATIVO avvicinare tutto il personale scolastico all’ICF ICF quale MODELLO CONCETTUALE COMUNE LINGUAGGIO CONDIVISO CLASSIFICAZIONE DESCRITTIVA a “taglio scolastico”

col pensiero psicopedagogico e le quotidiane - esperendo la possibilità di coniugare il modello ICF col pensiero psicopedagogico e le quotidiane esigenze didattiche, sia progettuali che operative, proprie dell’inclusione scolastica degli alunni, anche disabili - aiutando tutti gli Insegnanti, che restano titolari dei processi di insegnamento/apprendimento, ad acquisire le necessarie conoscenze/competenze per * integrare scientemente lo specifico contributo della professionalità docente con gli interventi sia di altri operatori socio-sanitari che seguono il minore sia dei suoi famigliari (nella redazione del Profilo di funzionamento e del Progetto multidisciplinare) * redigere / attuare il PEI secondo l’impostazione e le implicazioni ICF

aiutando tutto il personale scolastico coinvolto nell’integrazione degli alunni a creare con intenzionalità pedagogica ordinari ambienti scolastici volti alla individuazione e quindi alla eliminazione di possibili “barriere“ e nel contempo all’introduzione di “facilitatori“ che insieme consentano la effettiva positiva evoluzione negli alunni delle loro reali “capacità” Attraverso un sia pur breve percorso di formazione / informazione di 5 incontri di 3 ore ciascuno, curato da “Docenti consulenti esperti ICF” -concepiti a “step” progressivi- (con possibilità, per chi lo desidera, di successivi momenti esperienziali di simulazione operativa)

(Dimensioni ICF per PEI) “PENSARE PEDAGOGICO in ICF PER PROGETTARE E REALIZZARE L’ INCLUSIONE   SCOLASTICA DEGLI ALUNNI DISABILI*” (Dimensioni ICF per PEI)

a- CARATTERISTICHE del PERCORSO FORMATIVO/INFORMATIVO * Target . Dirigenti . Docenti . Operatori scolastici * Universalità * Essenzialità * Operatività

PERCORSO FORMATIVO / INFORMATIVO b- FINALITA’ del PERCORSO FORMATIVO / INFORMATIVO CONIUGARE il MODELLO ICF con le ESIGENZE PSICOPEDAGOGICHE DELL’INTEGRAZIONE ed APPLICARLO nel “PEI SECONDO ICF” - INTEGRARE gli INTERVENTI PEDAGOGICI SCOLASTICI con QUELLI SOCIO-SANITARI e dei FAMIGLIARI (PEI – “PROGETTO DI VITA”)* QUALIFICARE L’INCLUSIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI - STRUMENTI PER PERSONALIZZAZIONE

PROGRAMMA PREMESSE INTRODUTTIVE DEL FUNZIONAMENTO, DELLA 1° Incontro PREMESSE INTRODUTTIVE presentazione del percorso formativo: caratteristiche, finalità e scansioni cenni sulla “via italiana all’integrazione scolastica” sintesi della normativa relativa all’inclusione scolastica degli alunni disabili (“Le Linee guida”) LA CLASSIFICAZIONE INTERNAZIONALE DEL FUNZIONAMENTO, DELLA DISABILITA’ E DELLA SALUTE (ICF) L’ICF quale * ordinatore concettuale: i modelli medico, sociale, bio-psico-sociale * comune linguaggio condiviso * classificazione descrittiva

CENNI DI CODIFICA / DECODIFICA 2° Incontro STRUTTURA DELL’ICF e CENNI DI CODIFICA / DECODIFICA Le dimensioni di Funzionamento e Disabilità - Funzioni e Strutture corporee, - Attività e Partecipazione - Fattori contestuali (ambientali e personali) Qualificatori e scala di gravità Checklist e Profilo descrittivo di funzionamento della persona Codifica e decodifica ICF-CY Esemplificazioni e simulazioni di codifica/ decodifica

3° Incontro DGR n. 34/2010 ed ALLEGATI Normativa regionale per gli interventi a supporto dell’integrazione scolastica e del percorso di individuazione/certificazione/presa in carico socio-sanitaria-assistenziale Sperimentazione ICF in Piemonte Delibera Regionale n. 34/2010: finalità ed obiettivi Allegati alla DGR n. 34/2010, (in particolare PEI) - All. 1: il percorso di certificazione - All. A: Modulo di consenso informato - All.B: Profilo descrittivo di funzionamento della persona e Progetto multidisciplinare - All.C: Schema di verbale UMVD-Minori - All.D: Dati per il sistema informativo NPINET - All.E: Piano Educativo Individualizzato

NELLA PEDAGOGIA DELL’INCLUSIONE SCOLASTICA 4° Incontro “PENSARE in ICF” NELLA PEDAGOGIA DELL’INCLUSIONE SCOLASTICA modello concettuale ICF e PEI-PROGETTO DI VITA in correlazione alla programmazione di classe le “novità operative” - il Profilo descrittivo di funzionamento dell’alunno - il Progetto multidisciplinare - il punto di vista dell’alunno - il PEI / Piano di vita, - integrazione degli operatori della “rete” e dei genitori

le “novità del modello culturale” bio-psico-sociale dell’ICF: i concetti di salute, funzionamento, disabilità, ambiente di vita, barriera/facilitatore, capacità, performance,.. individuare capacità, performance e performance 1 influsso dell’ambiente scolastico e riconoscimento della funzione di facilitatore / barriera la costruzione di un contesto scolastico da barriera a facilitatore: declinazioni pedagogico-didattiche per il potenziamento delle “capacità”

VERSO IL “PEI SECONDO ICF” 5° Incontro VERSO IL “PEI SECONDO ICF” dal PEI - 11/Sap. al “PEI secondo ICF” il profilo descrittivo di funzionamento ed il progetto multidisciplinare: implicazioni ed applicazioni per la redazione del “PEI secondo ICF” il rapporto pedagogico-didattico fra PEI e programmazione di classe: collegamento fra percorso individualizzato e percorso collettivo la valutazione nell’ICF (costrutti di capacità, performance, performance1,…) la valutazione del percorso individualizzato esemplificazioni e simulazioni di redazione del “PEI secondo ICF”

N.B. Le slide utilizzate negli incontri sono destinate ai corsisti del percorso informativo/formativo proposto dall’U.S. R. per il Piemonte in collaborazione con gli U. S. T. sull’utilizzo dell’ICF nella scuola ed hanno esclusiva finalità didattica in relazione al percorso stesso, dovendo consentire ai corsisti di avere a disposizione  un sia pur minimale materiale di sintesi quale riferimento per la “disseminazione” del modello concettuale ICF presso i colleghi della scuola di appartenenza. Pertanto dette slide sono state intenzionalmente redatte con  la caratteristica di prevalente “usufruibilità discorsiva e concettuale”, anche a scapito della dimensione iconica o grafica d’immagine maggiormente accattivante”