La scuola Epistemologico-genetica

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La scuola Epistemologico-genetica A cura di Eleonora Bilotta.
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La scuola Epistemologico-genetica A cura di Eleonora Bilotta

Quadro storico Dopo che la scuola strutturalista si era posto l’obiettivo di studiare e misurare gli elementi costitutivi dei processi mentali, nel 1890 J.M. Cattel, un allievo di Wundt, aveva costruito un test che misurava una serie di funzioni quali la forza muscolare, la velocità di movimento, la sensibilità al dolore, l’acuità visiva, l’acuità uditiva, i temi di reazione, la memoria, ecc.

La scuola epistemologica genetica Mentre queste funzioni potevano essere misurate e trasformate in una serie di variabili quantitative, altre funzioni mentali, quali il ragionamento, la soluzione di problemi sfuggivano alla possibilità di essere quantificati. Krapelin, Ferrari e Binet elaborarono verso la fine dell’800 e la prima guerra mondiale alcuni tests per misurare le funzioni psichiche superiori. In questo clima Jean Piaget creò la scuola epistemologica genetica.

Jean Piaget (1896-1980) Biologo svizzero e psicologo, Jean Piaget fu educato all’Università di Neuchatel, e poi prese un Dottorate in Biologia. Il suo principale contributo alla Psicologia: I quattro stadi dello sviluppo mentale nei bambini.

Idee fondamentali Jean Piaget (1896-1980) è conosciuto come l’inventore di un influente modello di apprendimento e per aver caratterizzato le fasi dello sviluppo del bambino. La teoria di Piaget è basata sull’idea il bambino in sviluppo costruisce le sue strutture cognitive, in altre parole le mappe mentali o gli schemi, o concetti messi in relazione per comprendere e rispondere all’esperienza fisica nel suo ambiente.

Idee fondamentali Piaget inoltre dimostrò che le strutture cognitive del bambino aumentano e migliorano con lo sviluppo, muovendosi da pochi riflessi innati tali come il pianto e il succhiare a attività mentali altamente complesse.

La teoria degli stadi La teoria di Piaget identifica Quattro stadi dello sviluppo dei processi mentali dei bambini. I quattro stadi sono: Stadio Senso-motorio (dalla nascita – fino a 2 anni). Il bambino, attraverso l’interazione fisica con il suo ambiente, costruisce un insieme di concetti sulla realtà nel quale si trova.

La teoria degli stadi Stadio Preoperationale stage (dai 2 fino ai 7 anni). Il bambino non è ancora capace di concettualizzare astrattamente e ha bisogno di situazioni fisiche concrete. Per esempio, un bambino non sa che un oggetto fisico rimane presente anche quando è nascosto.

Esperimento con un bambino

La teoria degli stadi Stadio delle operazioni Concrete (dai 7 fino ai 11 anni). Mentre l’esperienza fisica si accumula, il bambino comincia a concettualizzare, creando strutture logiche che spieghino le sue esperienze fisiche. La risoluzione di problemi astratti è anche possibile durante questo stadio. Per esempio, equazioni aritmetiche possono essere risolte con i numeri, non solo con oggetti.

La teoria degli stadi 4. Stadio delle operazioni formali (dai 11 fino ai 15 anni). Da questo stadio in poi, le strutture cognitive del bambino sono simili a quelle degli adulti, incluso il ragionamento concettuale.

Epistemologia genetica Piaget ipotizzò che le funzioni mentali, intese come adattamento e risoluzione di problemi, non fossero presenti alla nascita, ma che si sviluppassero gradualmente con la crescita evolutiva e con la maturazione del sistema nervoso, attraverso una serie di stadi. La psicologia di Piaget è genetica perché descrive tali stadi e la loro successione è epistemologica perché si pone l’obiettivo di individuare le condizioni che consentono alla mente di riorganizzare cognitivamente la realtà esterna.

Processi di adattamento Le strutture cognitive cambiano attraverso il processo di crescita e di adattamento all’ambiente: assimilazione ed accomodamento sono i due elementi di base di tale processo. L’assimilazione coinvolge l’interpretazione di eventi in termini di strutture cognitive esistenti. L’accomodamento si riferisce al cambiamento delle strutture cognitive per render conto dei cambiamenti ambientali.

Processi di adattamento Lo sviluppo cognitivo consiste di uno sforzo costante per adattarsi all’ambiente in termini di assimilazione e di accomodamento. In tal senso, la teoria di Piaget è simile nella sua natura a quella di altri teorici costruttivisti dell’apprendimento.

Lo sviluppo dell’intelligenza Secondo Piaget, quindi lo sviluppo dell’intelligenza avviene per stadi, periodi dello sviluppo durante i quali i bambini agiscono secondo schemi mentali diversi da quelli dell’adulto, l’intelligenza è una forma di adattamento all’ambiente molto plastica in quanto riesce a trasformarsi durante lo sviluppo e riesce anche a trasformare la realtà in cui l’individuo vive.