LABORATORIO DI LETTURA E SCRITTURA

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Transcript della presentazione:

LABORATORIO DI LETTURA E SCRITTURA INSEGNANTE CECCHIN TATIANA INSEGNANTE TUTOR STEFANI MARIATERESA SCUOLA DELL’INFANZIA XXV APRILE DIREZIONE DIDATTICA 3° CIRCOLO BASSANO DEL GRAPPA DIRIGENTE SCOLASTICO DOTT. ALADINO TOGNON ANNO SCOLASTICO 2008/2009

INTRODUZIONE: PERCHE’ HO SCELTO QUESTO PROGETTO In parallelo alla conquista di un linguaggio orale sempre più articolato, nel bambino prende avvio, sin dai primi anni di vita, un percorso di alfabetizzazione. Come ampiamente descritto dalle Indicazioni Nazionali, nella Scuola dell’Infanzia “la lingua diventa via via uno strumento con il quale: giocare ed esprimersi; riflettere per comprenderne il funzionamento; raccontare e dialogare … Se opportunamente guidati, i bambini estendono il patrimonio lessicale, formulano ipotesi e si cimentano con l’esplorazione della lingua scritta. La scuola dell’infanzia incoraggia il progressivo avvicinarsi dei bambini alla lingua scritta, che potenzia e dilata gli orizzonti della comunicazione attraverso la lettura di libri illustrati e l’analisi di messaggi presenti nell’ambiente”.

Pertanto accompagnare il bambino nella scoperta del linguaggio scritto significa aiutarli ad acquisire gli strumenti per comprendere la realtà in cui vivono e quindi per sentirsi più grandi. Considerando il valore che la Scuola dà alla lingua ho ritenuto importante offrire ai bambini di cinque anni esperienze e opportunità che hanno come finalità il “destare nel bambino curiosità e motivazione per il linguaggio scritto” oltre all’acquisizione dei prerequisiti necessari per poter affrontare in seguito, con successo, l’apprendimento della lettura e della scrittura. ALFABETIZZAZIONE Con questo termine intendiamo un processo molto articolato che precede, segue e accompagna gli apprendimenti scolastici finalizzati al leggere e allo scrivere. L’alfabetizzazione emerge grazie a tutte le esperienze che il bambino fa con la lingua scritta prima di imparare a leggere e a scrivere, quando si rende conto, attraverso l’osservazione o i suggerimenti degli adulti, che i segni sui manifesti, sui giornali, sui contenitori significano qualcosa.

LO SVILUPPO DELLA CAPACITA’ DI LETTURA E DI SCRITTURA Il bambino,fin dai 2/3 anni si dimostra essere un lettore appassionato, esplora ovvero legge con grande interesse gli oggetti di uso quotidiano, guarda e riguarda illustrazioni dei libri, immagini e solo intorno ai sei anni giunge a leggere un testo scritto. La capacità di leggere immagini si forma solo gradualmente con lo sviluppo percettivo e cognitivo: il bambino di tre anni, nella scomposizione di una scena d’insieme, si lascia guidare dagli elementi più vistosi; invece, a partire dai 5 anni il bambino coglie anche gli elementi non vistosi (i cosiddetti “particolari”). Verso i 5/6 anni il bambino può passare dal disegno spontaneo alla scrittura che viene appresa non solo grazie alla curiosità ma anche con l’intervento sistematico dell’adulto. Solamente dopo i 6/7 anni il bambino, con lo sviluppo del pensiero reversibile, riesce a pensare più cose per volta operando delle analisi e delle sintesi.

ELEMENTI DI SOMIGLIANZA NELL’APPRENDIMENTO DELLA LETTURA E DELLA SCRITTURA PERCEZIONE E DISCRIMINAZIONE UDITIVA E VISIVA: per l’apprendimento della letto-scrittura è necessario una grande capacità di analisi che permette di scomporre la parola nelle sue componenti per riconoscere e discriminare (le lettere stampate per la lettura e i suoni nel caso della scrittura). Innanzitutto è utile sapere che alle parole scritte corrispondono dei suoni che possono essere suddivisi in parti più semplici e viceversa che i suoni corrispondono a dei segni che si possono leggere. LA REVERSIBILITA’ DEL PENSIERO: la reversibilità del pensiero che si raggiunge intorno ai 6 anni, consente ai bambini di tener presente contemporaneamente più aspetti di una parola: le forme delle lettere e i suoni ad esse associati. Il pensiero dei bambini di 5 anni non è ancora reversibile, perciò con i miei alunni ho lavorato sui suoni “sillabici” e “fonetici” delle parole. UNA BUONA PADRONANZA DEL VOCABOLARIO: un patrimonio molto ampio di vocaboli favorisce in modo significativo la lettura sia a livello di decodifica della parola che a livello di comprensione testuale; LA MOTIVAZIONE: alimentata da un buon rapporto di amicizia con il libro, stimola il bambino a leggere per scoprire qualcosa che ancora non si sa e a scrivere qualcosa che già si sa per comunicarlo agli altri. La motivazione può essere favorita da giochi che hanno come protagoniste le storie. Come espresso dai relatori del corso “leggero leggere” gli stati emotivi e gli stati cognitivi si influenzano reciprocamente: leggendo una storia non si trasmettono solo conoscenze ma anche emozioni, pertanto è importante tener presente i desideri e l’interesse che il bambino ha per un determinato libro rispetto ad un altro.

PREREQUISITI NECESSARI PER L’APPRENDIMENTO DELLA LETTURA E SCRITTURA L’apprendimento della letto-scrittura procede percorrendo due strade parallele di uguale importanza e vede alcuni elementi di somiglianza. Mentre il primo percorso sviluppa le capacità visivo-percettive e grafo-motorie, il secondo stimola nel bambino le competenze linguistiche: la consapevolezza fonologica, la comprensione e la produzione di messaggi verbali. PRIMO PERCORSO: BUONA STRUTTURAZIONE DELLO SPAZIO VISIVO La percezione visiva viene favorita partendo dalla manipolazione di oggetti e dall’esplorazione guidata di immagini per poi giungere ad analizzare e riconoscere le lettere. I processi cognitivi interessati per questa attività sono la percezione e il riconoscimento di segni grafici come linee orizzontali, verticali, oblique e curve. Pertanto vengono esercitate la capacità di analisi, di confronto; L’ORIENTAMENTO NELLO SPAZIO dall’alto verso il basso, da sinistra verso destra; LA COORDINAZIONE OCULO-MANUALE e quindi lo sviluppo della motricità fine.

SECONDO PERCORSO: LE ABILITA’ METALINGUISTICHE: Il termine metalinguistica nasce proprio per indicare un atteggiamento di riflessione nei confronti del linguaggio e del suo uso. Una forma di consapevolezza metalinguistica è costituita dalla consapevolezza fonologica. CONSAPEVOLEZZA FONOLOLGICA: Si tratta della capacità di analizzare separatamente i suoni all’interno della parola per poterli tradurre in seguito in codice scritto. E’ un prerequisito fondamentale perché una buona consapevolezza fonologica facilita l’apprendimento della lettura e scrittura che il bambino acquisisce gradualmente. Questo tipo di consapevolezza riguarda operazioni come: -Segmentazione sillabica della parola; -Riconoscimento della sillaba iniziale e finale, uguale in parole diverse; -Riconoscimento del suono iniziale della parola (fonema); -Riconoscimento e produzione di rime.

CONSAPEVOLEZZA TESTUALE: E’ la capacità di comprendere il significato di un testo. Questa consapevolezza viene raggiunta dal bambino in modo naturale ed è favorita da alcune circostanze ambientali come l’abitudine degli adulti a leggere a voce alta e la possibilità di avere a disposizione molti libri illustrati. La narrazione di fiabe (racconti di fantasia) e di storie costituiscono una delle attività più comuni nel corso della scuola dell’infanzia; in esse viene coinvolta la sfera emotiva, contribuiscono alla strutturazione del Sé, tramandano valori e conoscenze. Per le forme sequenziali che le caratterizzano, la fiaba e la storia giocano un ruolo intermedio verso le forme scritte del discorso rappresentando un ponte tra la lingua orale e la lingua scritta. Una fiaba segue una particolare struttura: Situazione iniziale (ambiente); Protagonista che entra in azione; Antagonista che rappresenta un problema; L’eroe che risolve il problema; Lieto fine.

TEORIA LINGUISTICA DEL BAMBINO Il bambino grazie ad esperienze spontanee e occasionali, in presenza di figure e scritte adotta comportamenti di ricerca di significato, pertanto, mediante attività costruttive si crea un insieme di idee, elabora ipotesi, confronta attivando processi cognitivi molto importanti che favoriscono la costruzione autonoma di una propria teoria linguistica. I bambini conoscono la lingua scritta già molto tempo prima del loro ingresso alla Scuola Primaria. Vari autori, come Ferreiro e Stella hanno condotto delle ricerche a proposito dell’evoluzione spontanea del linguaggio scritto nel bambino. Tale evoluzione procede per fattori sociali e culturali che fanno si che il bambino sia immerso molto precocemente nel mondo dei segni. Il bambino non solo comincia presto ad utilizzare segni grafici per realizzare atti di scrittura, ma è in grado di selezionare tra tutti i segni disponibili, la classe particolare dei segni alfabetici.

I PRINCIPI UNIVERSALI DELLA SCRITTURA DEL BAMBINO Le riflessioni linguistiche che i bambini in età prescolare sono in grado di compiere sembrano essere orientate alla determinazione di regole ricavate mediante l’osservazione sugli oggetti scritti (figure, scritte, targhe …). Attraverso immagini e parole conosciute riconoscendo lettere uguali in situazioni diverse, i bambini cominciano a costruire una loro pratica di lettura fatta di indizi diversi. 1. IL PRINCIPIO DELLA QUANTITA’ MINIMA Il bambino ritiene che la parola scritta debba essere costituita da una sequenza di segni ortografici, che in genere non sono meno di tre. 2. IL PRINCIPIO DELLA VARIABILE INTRAFIGURALE Il bambino produce in genere sequenze di segni diversi l’uno dall’altro e non considera come parola sequenze ripetute di lettere identiche es. (RRRR) 3. IL PRINCIPIO DELLA VARIABILITA’ INTERFIGURALE il bambino scrive parole diverse utilizzando lettere diverse o ricombinando in sequenze diverse il suo repertorio di segni grafici ad esempio utilizzando le lettere del proprio nome. La teoria linguistica che esprime ogni bambino può essere capita attraverso l’analisi dei suoi atti di scrittura spontanea e delle sue ipotesi di lettura.

LA SCRITTURA SPONTANEA In questa attività, che favorisce l’emergere della teoria linguistica, il bambino viene sollecitato a scrivere parole e frasi che vengono proposte in modo naturale, senza nessuna segmentazione sillabica o fonetica da parte di chi li detta. VALUTAZIONE DELLA SCRITTURA Parametro esecutivo: si riferisce all’osservazione degli aspetti visibili relativi alle abilità oculo- manuali Comprende: La direzionalità della scrittura; L’orientamento delle lettere nello spazio; L’adeguatezza del segno grafico. Parametro costruttivo: si riferisce agli aspetti visibili relativi all’atto dello scrivere, ossia alle operazioni cognitive e linguistiche necessarie per tradurre le rappresentazioni mentali e le forme linguistiche orali nel sistema simbolico proprio della lingua scritta Il tipo di segni usati e la loro quantità; Verifica del valore sonoro convenzionale delle lettere scritte.

SCRITTURA PRECONVENZIONALE Si definisce così quando non c’è nessuna corrispondenza tra il valore sonoro convenzionale della parola e le lettere scritte. Livello presillabico: il bambino usa lettere dell’alfabeto combinate a caso; adotta il principio della quantità minima (occorrono 3 caratteri per scrivere una parola) e della variabile intrafigurale (i 3 caratteri devono essere diversi tra loro); inoltre stabilisce una relazione tra il numero dei segni componenti la parola e le caratteristiche del referente. In questo caso il bambino per scrivere il nome di un oggetto grande usa più lettere, mentre per un oggetto piccolo ne scrive meno. Livello sillabico preconvenzionale: ad ogni sillaba il bambino fa corrispondere una lettera che però non ha corrispondenza reale con il suono della parola. SCRITTURA CONVENZIONALE Livello sillabico convenzionale: il bambino rappresenta ogni sillaba con una lettera che ha valore sonoro; Livello sillabico alfabetico: il bambino utilizza una forma di scrittura mista, in cui il valore assegnato a ciascun carattere non è stabile, incomincia a scrivere alcune sillabe con due lettere, altre con una; Livello alfabetico: il bambino fa corrispondere tutti i singoli suoni della parola alle lettere scritte.

SCRITTURA SPONTANEA SU DISEGNO LIBERO

SCRITTURA SPONTANEA SU IMMAGINI

SCRITTURA SPONTANEA SU DETTATURA

SCRITTURA SPONTANEA SU DISEGNO LIBERO In questa prima scrittura spontanea proposta a novembre il bambino scrive le lettere dell’alfabeto combinate a caso, per questo il livello di scrittura è di tipo preconvenzionale.

ANALISI DELLA SCRITTURA SPONTANEA DI UN DISEGNO LIBERO In questo lavoro, proposto a gennaio, sono evidenti diversi livelli di scrittura. Nelle parole palle di neve, albero e pupazzo troviamo una scrittura preconvenzionale in quanto le lettere sono ancora combinate a caso e non hanno valore sonoro con la parola, mentre la parola montagna rappresenta invece il passaggio tra la scrittura preconvenzionale e convenzionale sillabica, infatti sono presenti alcune lettere che rappresentano delle sillabe. Nella parola neve si nota una scrittura convenzionale sillabica perché ogni lettera rappresenta una sillaba che ha valore sonoro. Anche la parola bambino possiamo considerarla come convenzionale sillabica perché spesso i bambini confondono due suoni simili come la B e la P, anche in questo caso ogni lettera rappresenta una sillaba.

SRITTURA SPONTANEA SU IMMAGINI In questo lavoro proposto a marzo, è evidente una scrittura convenzionale sillabico- alfabetico ed è una scrittura di tipo mista in quanto sono presenti delle sillabe e delle singole lettere che ne rappresentano altre

SCRITTURA SPONTANEA SU DETTATURA In questa scrittura spontanea, proposta a maggio, ci sono parole come limone e arancia dove si nota una scrittura di tipo sillabico-alfabetico perchè sono presenti alcune sillabe e dei singoli suoni come limone e caramella mentre altre parole rappresentano una scrittura di livello alfabetico dove ad ogni suono il bambino fa corrispondere una lettera come pane anche se all’interno della parola confonde il suono della N con quello della L, latte, piselli, pasta .