XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO ANNO C

Slides:



Advertisements
Presentazioni simili
Musica: “Cristo si è fatto obbediente fino alla morte”
Advertisements

Domenica XXlV Tempo ordinario
“Dio il garante del vero sviluppo per l’uomo” (nn )
LA STORIA DI MOSE’.
DOMENICA 2 Anno B.
13 giugno 2010 Domenica XI tempo ordinario anno C.
Domenica XII Tempo ordinario 20 giugno 2010 Anno C.
VENDI QUELLO CHE HAI E SEGUIMI
all’intervento di DIO in Cristo
Galilea IL REGNO È IN MEZZO A NOI FIGLIO, QUELLO CHE È MIO È TUO IL REGNO È IN MEZZO A NOI FIGLIO, QUELLO CHE È MIO È TUO Il giardino degli specchi di.
Domenica XVII 28 luglio 2013 Tempo ordinario
Io Sono Il Vivente ! ( terza parte).
XXiV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO ANNO C
DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO ANNO C
Prima Lettura Dal libro del Levìtico Lv 13,
PENTECOSTE 19 maggio 2013 Domenica di
LA VOCAZIONE: CHIAMATE GRATIS VERSO TUTTI
“Mentre cenavano” di T. L. de Victoria, evoca le Eucaristie pasquali
Ho bisogno d’incontrarti nel mio cuore, di trovare te di stare insieme a te
Tu sei importante. Si, tu.. Tu sei importante. Si, tu.
LE PARABOLE DI GESU’ Gesù trasmise gran parte del suo insegnamento attraverso le parabole. La parabola era un tipo di racconto a carattere religioso molto.
La parabola del ricco e del povero Lazzaro
Domenica XXVI 29 settembre 2013 Tempo ordinario Salmo dei pellegrini
Questa è una rielaborazione sulle letture della Messa
N A T A L E G I O R N D Ascoltando “Che offriremo al figlio di Maria” (Pop. Catalana) pensiamo alla nostra offerta Monjas de Sant Benet de Montserrat.
DOMENICA 2 Anno B “Mentre cenavano” di T. L. da Vittoria, evoca il DONO pasquale che è l’Eucaristia.
Se condividessimo quanto abbiamo, ci sarebbe il sufficiente per tutti.
Canto della liturgia giudeo spagnola
Seconda domenica di Pasqua
12°incontro
L’INCONTRO CON ALTRE CULTURE
LA SAMARITANA I 5 MARITI PARTE SECONDA (Gv 4, 16-26)
Ecco l"Amore" più forte della morte!.
4° quar A «Va’ a Sìloe» e lavati! significa: “Inviato”.
Gv 11 5° quar A IO SONO LA RISURREZIONE E LA VITA.
Oltre la vita Illustrazione di Luca 16: /09/20141CEV - CRISTIANI EVANGELICI - JESI (AN)
VI E’ GIOIA DAVANTI AGLI ANGELI PER UN SOLO PECCATORE CHE SI CONVERTE
4 Quaresima C DOMENICA Monges de Sant Benet de Montserrat
8 marzo 2009 Domenica II di Quaresima Domenica II di Quaresima Musica: “Dal profondo a te grido” A. Pärt.
Rendere a Dio (moltiplicati) i sui doni
9.00 Benedetto XVI ha introdotto la preghiera mariana dell’ Angelus dal Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo nella XXVI c Domenica del Tempo Ordinario.
26 anno C DOMENICA “Il giardino degli specchi” di Micus, ci invita
Parrocchia San Valentiniano Vescovo Banzano di Montoro (AV)
Parabole di Gesù Il buon samaritano
Veglia Pasquale.
IL REGNO È IN MEZZO A NOI FIGLIO, QUELLO CHE È MIO È TUO IL REGNO È IN MEZZO A NOI FIGLIO, QUELLO CHE È MIO È TUO.
XXVI DOMENICA 29 settembre 2013
Entriamo nel Cenacolo del nostro intimo ascoltando la musica d’Arvo Pärt II di PASQUA Monges de Sant Benet de Montserrat.
G I O R N D N A T L E Ascoltando “Cosa daremo al bimbo della mamma” (Pop. Catalana) presentiamo la nostra offerta Monges de Sant Benet de Montserrat.
IL REGNO È IN MEZZO A NOI FIGLIO, QUELLO CHE È MIO È TUO vangelo di Luca IL REGNO È IN MEZZO A NOI Pasqua nel Sepolcro FIGLIO, QUELLO CHE È MIO È TUO.
Monges de Sant Benet de Montserrat Ricordiamo l’ Amore che Gesù ci ha manifestato ascoltando: T. L. di Victoria II Pasqua B 2009.
Ascoltiamo il “Canto degli uccelli” (popolare catalana)
Ascoltando “Mentre cenavano” della Passione di Vittoria meditiamo l’Eucaristia odierna Anno B 17 TEMPO ORDINARIO Monges de Sant Benet de Montserrat.
3 AVVENTO B Monges de Sant Benet de Montserrat Cantico di Simeone (Schmitt), il Profeta che ha visto la LUCE.
8.00 Benedetto XVI ha introdotto la preghiera mariana dell’ Angelus dal Palazzo Apostolico di piazza san Pietro nella V a domenica di Quaresima.
Domenica XXV 21 settembre 2008 tempo ordinario
2° di Pasqua B vangelo di GIOVANNI. La sera di quel giorno, il primo della settimana,
IV DOMENICA DI QUARESIMA
“Mentre cenavano” di T. L. da Vittoria ci evoca il DONO pasquale “Mentre cenavano” di T. L. da Vittoria ci evoca il DONO pasquale che è l’Eucaristia Regina.
IL REGNO È IN MEZZO A NOI FIGLIO, QUELLO CHE È MIO È TUO vangelo di Luca IL REGNO È IN MEZZO A NOI IL CAMMINO FIGLIO, QUELLO CHE È MIO È TUO.
LE OPERE DI MISERICORDIA CORPORALE. ORIZZONTE DI PARTENZA Capitolo 25 di Matteo il giudizio finale...
IIDOMENICADIPASQUA ANNO C Gv 20, La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli.
XXxi DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO ANNO C Lc 19,1-10.
Capitolo 7 1 Dopo questi fatti Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più andare per la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo.
Capitolo 8 1 Gesù si avviò allora verso il monte degli Ulivi. 2 Ma all'alba si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui ed egli, sedutosi,
V DOMENICA DI QUARESIMA ANNO a Gv 11, b-45.
FIGLIO, QUELLO CHE È MIO È TUO FIGLIO, QUELLO CHE È MIO È TUO
Transcript della presentazione:

XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO ANNO C Lc 16,19-31

In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo,

e ogni giorno si dava a lauti banchetti.

Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe,

bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco;

ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.

Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo.

Morì anche il ricco e fu sepolto Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui.

Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”.

Ma Abramo rispose: “Figlio, ricordati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti.

Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”.

E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”.

Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”.

E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”.

Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».

XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO ANNO C Lc 16,19-31

NELLA VITA, TU HAI RICEVUTO I TUOI BENI, E LAZZARO I SUOI MALI; MA ORA LUI È CONSOLATO, TU INVECE SEI IN MEZZO AI TORMENTI

L’ingiustizia rappresentata da uno stile di vita preoccupato del proprio benessere e totalmente insensibile alle sofferenze e ai bisogni dei poveri: questa la denuncia della pagina evangelica.

Se il nome del povero mendicante è Lazzaro (che significa «Dio aiuta»), il nome del ricco non è ricordato, anzi è espropriato dalla sua stessa ricchezza: egli è il «ricco» (vv. 19.22).

La vertigine che può dare il possedere molto rischia di rendere il ricco spossessato di sé, dimentico dell'essenziale perché sedotto dal troppo delle cose che possiede e che illudono di sfuggire la morte.

Banchettare tutti i giorni, significa sfuggire l'ordine dei giorni, l'economia della successione feria - festa, rendere festa anche la feria, entrare in un eccesso che si sottrae ai limiti della quotidianità.

Il troppo del ricco gli impedisce di vedere il troppo poco di Lazzaro che dalla violenza della vita e dall'indifferenza degli uomini «è gettato» presso l'atrio della sua casa: segno di una contiguità dei poveri alla tavola dei ricchi da cui tuttavia sono sadicamente e consapevolmente esclusi, tanto nella parabola lucana come nella situazione storica attuale.  

La morte è un protagonista importante della parabola La morte è un protagonista importante della parabola. Preziosa memoria dei limiti che scandiscono l'avventura umana, essa è spesso rimossa dalla nostra coscienza grazie a comportamenti che ci illudono di immortalità.

Possedere molti beni, uno stile di vita lussuoso che si manifesta nella qualità degli abiti e nel quotidiano banchettare lautamente senza mai condividere, è tentativo tanto seducente quanto illusorio di sfuggire all’angoscia della morte.

Inoltre, l'ineluttabilità della morte dovrebbe insegnare qualcosa a ogni creatura umana. Viviamo pochi giorni su questa terra: perché non cercare l'essenziale, ciò che veramente ha senso? Perché non cercare di praticare la giustizia e la condivisione, l'amore e la compassione? Perché non ricercare l'incontro e la relazione?

NELLA VITA, TU HAI RICEVUTO I TUOI BENI, E LAZZARO I SUOI MALI; MA ORA LUI È CONSOLATO, TU INVECE SEI IN MEZZO AI TORMENTI