La nascita del linguaggio
Problema Se l’essere umano possiede caratteri «metafisici» specifici e se tra questi c’è la perfettibilità, quale meccanismo gli consente di porli in atto e di generare il cammino verso la civilisation?
L’uso della parola È probabilmente la parola/il linguaggio a favorire l’inizio del processo. Ma come e quando è nato il linguaggio? (= carattere naturale, ma non originario)
Percorso ipotizzato JJR ipotizza un percorso per la nascita del linguaggio che non è affatto lineare e conseguente, che sovrappone piani e anticipa temi che svilupperà in seguito sulla storia ipotetica dell’umanità, per poi tornare indietro.
Fasi del percorso 1.Necessità di trasmettere le «conquiste» del côté; 2.Rozzezza dell’uomo primitivo = impossibilità di elaborare sistemi di trasmissione di queste; 3. Le lingue sono uno strumento adatto a questo scopo; 4. Rifiuto della tesi di Aristotele, per cui linguaggio = società; 5. Esposizione e discussione di alcune tesi (Condillac); 6. Problema della relazione tra pensiero e parola; 7. Grido della natura; 8. Possibili sviluppi della comunicazione; 9.Formalizzazione del linguaggio e trasformazione in lingua; 10.Quale il rapporto tra socializzazione e lingua.
Tesi di Condillac Étienne Bonnot, abbé de Condillac ( ) Essai sur l’origine des connaissance humaines, (1746): la società post-diluviana dei due bambini di sesso diverso che, formando una prima società, hanno necessità di comunicare tra loro. Obiezione di JJR: si suppone l’esistenza della società e successivamente l’invenzione del linguaggio.
I tesi di JJR 1.Il bambino «inventa» il linguaggio perché ha bisogno di comunicare con la madre, ma ciò implica che: a)si crei un linguaggio «individuale»; b)esso muore con il suo inventore.
II tesi di JJR La prima espressione del linguaggio è le cri naturel = il linguaggio esprime un moto dello spirito (paura, bisogno di aiuto, stupore) e questo è il primo passo verso il linguaggio, possibile anche in uomini che vivono in isolamento. Il secondo momento si ha quando si crea l’esigenza, tra uomini che si incontrano e riconoscono, di mutare i segni in parole (dal linguaggio ostensivo a quello verbale). In entrambi i casi il linguaggio nasce dal bisogno.
Sintesi conclusiva della tesi di Rousseau I 1.Il linguaggio originario può anche essere non verbale; 2.Il linguaggio diventa gradualmente verbale (a partire dal semplice «cri naturel»); 3.Questo mutamento può avvenire anche per semplice imitazione; 4.In una fase avanzata e con una società formata si arriva a una formulazione convenzionale del linguaggio.
Sintesi conclusiva della tesi di Rousseau II Il linguaggio: è prima ostensivo, poi convenzionale; utilizza parole generiche; si introduce la distinzione tra 1) sostantivi, 2) verbi 3)aggettivi; in questa fase un nome=un oggetto; il verbo non si coniuga; dalla somiglianza delle cose ci si abitua a chiamarle con un solo nome; dalle parole derivano le idee generali; da qui: parti del discorso, distinzione di generi e specie, fino alle lingue contemporanee, totalmente convenzionali.