IL BILANCIO DELLO STATO

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IL BILANCIO DELLO STATO 1 1

IL BILANCIO DELLO STATO IL SISTEMA DEI CONTI PUBBLICI SERVE A COORDINARE … LA POLITICA DELL’ENTRATA E LA POLITICA DELLA SPESA 2 2

IL BILANCIO DI PREVISIONE DOCUMENTO GIURIDICO-CONTABILE IN CUI SONO ESPRESSE LE ENTRATE E LE SPESE CHE LO STATO INTENDE ATTUARE IN UN DETERMINATO PERIODO DI TEMPO 3

FUNZIONE GIURIDICA E AMMINISTRATIVA Il bilancio è approvato con legge, mediante la quale il Parlamento autorizza il Governo a percepire le entrate ed erogare le spese entro limiti prestabiliti e per oggetti determinati. «Diritto al bilancio»  Il Governo propone e il Parlamento, in nome del popolo, approva. 4

Funzione di autorizzazione e di vincolo Funzione giuridico - amministrativa Funzione di autorizzazione e di vincolo Funzione di limite all’erogazione della spesa (limiti quantitativi e qualitativi) Art. 81 Cost. – Il Parlamento approva il bilancio e il rendiconto presentati dal Governo. 5

FUNZIONE ECONOMICA IL BILANCIO E’ UNO STRUMENTO DI PROGRAMMAZIONE  OBIETTIVI DI POLITICA ECONOMICA 6

Profili diversi della funzione del bilancio: Profilo politico  permette agli elettori di conoscere le scelte del Governo Profilo giuridico  il bilancio ha forza di legge e vincola il Governo Profilo tecnico  il bilancio pone le basi per un’ordinata gestione Profilo economico  il bilancio consente di programmare obiettivi e strumenti della finanza pubblica 7

Legge n. 196 / 2009 Legge di contabilità e finanza pubblica NORME SULLA CONTABILITA’ PUBBLICA Legge n. 196 / 2009 Legge di contabilità e finanza pubblica 8

I PRINCIPI DEL BILANCIO ANNUALITA’ (art. 81 Cost.) UNIVERSALITA’ (L. 196 / 2009): tutte le entrate e tutte le spese … Vietate le gestioni di fondi fuori bilancio. INTEGRITA’: le entrate e le spese devono risultare in bilancio per l’intero importo, al lordo delle spese o entrate che possono originare. Vietate le compensazioni. UNITA’: le entrate devo essere indicate in un unico fondo, con il quale si provvede a finanziare le spese. Vietati i “tributi di scopo”. SPECIFICAZIONE: ciascuna voce di entrata e di spesa deve essere specificata, in modo da ridurre la discrezionalità. VERIDICITA’: vietate artificiose stime delle entrate e delle spese. PUBBLICITA’: pubblicazione della legge di bilancio sulla Gazzetta Ufficiale. 9

PROFILI TECNICI DEL BILANCIO L’ANNO FINANZIARIO E’ ... … il periodo di tempo, della durata di dodici mesi, al quale si riferiscono le entrate e le spese riportate in bilancio. In Italia coincide con l’anno civile o solare, e comincia con il 1° gennaio e termina il 31 dicembre. 10

PROFILI TECNICI DEL BILANCIO L’ESERCIZIO FINANZIARIO E’ ... … il complesso delle operazioni amministrative per la gestione delle entrate e delle spese previste nel bilancio di un determinato anno finanziario. 11

Residui attivi: entrate accertate, ma non ancora riscosse LA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO PUÒ DAR LUOGO A RESIDUI. I RESIDUI VENGONO ISCRITTI NEL BILANCIO DI PREVISIONE DELL’ANNO SUCCESSIVO. Residui attivi: entrate accertate, ma non ancora riscosse Residui passivi: spese impegnate, ma non ancora pagate. 12

TIPOLOGIE DI BILANCIO 1 - IN BASE ALL’ANNO FINANZIARIO A CUI SI RIFERISCE ... BILANCIO DI PREVISIONE Funzioni: autorizzazione, vincolo e programmazione RENDICONTO O CONSUNTIVO Funzioni: controllo sulla gestione, controllo sugli obiettivi, eventuali responsabilità politiche e giuridiche 13

BILANCIO DI COMPETENZA TIPOLOGIE DI BILANCIO 2 - IN BASE AL CONTENUTO ... BILANCIO DI COMPETENZA Indica le entrate che sono accertate e le spese che sono impegnate nell’ambito di un esercizio finanziario. BILANCIO DI CASSA Indica le entrate che sono riscosse e le spese che sono pagate nell’ambito di un esercizio finanziario. In Italia il bilancio è sia in termini di competenza che in termini di cassa. 14

3 - IN BASE AL PERIODO CONSIDERATO ... TIPOLOGIE DI BILANCIO 3 - IN BASE AL PERIODO CONSIDERATO ... BILANCIO ANNUALE Funzioni: ordinata contabilità e gestione e controllo e autorizzazione da parte del Parlamento al Governo. BILANCIO PLURIENNALE Funzione: strumento di programmazione per gli interventi di politica economica a medio termine. In Italia il bilancio pluriennale comprende un periodo di tre anni ed è aggiornato per scorrimento. 15

I RISULTATI DIFFERENZIALI RISPARMIO PUBBLICO: è la differenza tra il totale delle entrate correnti (tributarie ed extratributarie) e il totale delle spese correnti. INDEBITAMENTO NETTO: è la differenza fra tutte le entrate e le spese nette (escluse le operazioni relative alle partecipazioni azionarie, nonchè la concessione e la riscossione di crediti e l'accensione e rimborso di prestiti). SALDO NETTO DA FINANZIARE: è dato dalla differenza tra entrate finali e spese finali (escluse le operazioni di accensione e di rimborso dei prestiti). Tale risultato, chiamato anche fabbisogno, misura l'aumento del debito dello Stato per effetto della gestione del bilancio. RICORSO AL MERCATO: rappresenta il risultato differenziale fra il totale delle entrate e il totale delle spese complessive. Ad esso si giunge sommando al saldo netto da finanziare l'ammontare dei prestiti in scadenza nell'anno finanziario a cui il bilancio si riferisce. Questo risultato differenziale indica la somma che lo Stato deve prendere in prestito dal mercato finanziario. 16

I SALDI DI BILANCIO A. ENTRATE B. SPESE SALDI (A-B) ENTRATE CORRENTI (Entrate tributarie + extratributarie) SPESE CORRENTI (+) RISPARMIO PUBBLICO (-) DISAVANZO CORRENTE Entrate correnti + Alienazione e ammortamento beni patrimoniali (al netto dei rimborsi dei crediti ) = ENTRATE NETTE Spese correnti + Spese in conto capitale (al netto Acq. Attività finanziarie) = SPESE NETTE INDEBITAMENTO NETTO Entrate correnti + Entrate in Conto Capitale (Alienazione e ammortamento beni patrimoniali + rimborso crediti) = ENTRATE FINALI Spese correnti + Spese in conto capitale = SPESE FINALI SALDO NETTO DA FINANZIARE Entrate correnti + Alienazione e ammortamento beni patrimoniali ENTRATE FINALI Spese correnti + Spese in conto capitale + Rimborso prestiti SPESE COMPLESSIVE Se il risultato è negativo RICORSO AL MERCATO 17

TEORIE SUL BILANCIO TEORIA DEL BILANCIO NEUTRALE TEORIA DEL BILANCIO CICLICO TEORIA DEL DOPPIO BILANCIO TEORIA DEL BILANCIO FUNZIONALE 18

TEORIA DEL BILANCIO NEUTRALE SCUOLA CLASSICA: LIBERISMO STATO: DEVE FORNIRE SOLO I SERVIZI ESSENZIALI BILANCIO: LE ENTRATE E LE SPESE DEVONO AVERE EFFETTI MINIMI SULLE ATTIVITA’ DEI PRIVATI IL BILANCIO DEVE ESSERE IN PAREGGIO OGNI ANNO AVANZO: NON GIUSTIFICATO, IN QUANTO SIGNIFICA CHE SONO STATE SOTTRATTE RISORSE AL MERCATO DISAVANZO (+ DEBITO PUBBLICO): DISAVANZO GIUSTIFICATO SOLO IN PRESENZA DI SITUAZIONI ECCEZIONALI (GUERRE, CALAMITA’ NATURALI ECC.) 19

TEORIA DEL BILANCIO CICLICO CICLO ECONOMICO: A FASI DI ESPANSIONE SEGUONO FASI DI RECESSIONE FASE DI ESPANSIONE: LO STATO DEVE ACCUMULARE UN AVANZO (AUMENTO DEI TRIBUTI E RIDUZIONE DELLA SPESA PUBBLICA) FASE DI RECESSIONE: LO STATO DEVE FAVORIRE LA RIPRESA ECONOMICA E SOPPORTARE UN DISAVANZO (RIDUZIONE DEI TRIBUTI E AUMENTO DELLA SPESA PUBBLICA) BILANCIO IN PAREGGIO NELL’ARCO DEL CICLO ECONOMICO (PERIODO CHE COMPRENDE PIU’ ANNI): L’AVANZO ACCUMULATO NELLA FASE DI ESPANSIONE SERVE A FINANZIARE IL DISAVANZO NELLA FASE DI RECESSIONE) 20

TEORIA DEL DOPPIO BILANCIO IL BILANCIO CORRENTE DOVREBBE ESSERE IN PAREGGIO OGNI ANNO IL BILANCIO IN CONTO CAPITALE PUO’ ANCHE NON ESSERE IN PAREGGIO: PER LE SPESE DI INVESTIMENTO E’ GIUSTIFICATO IL RICORSO AL DEBITO PUBBLICO IN QUANTO TALI SPESE CONTRIBUISCONO AD AUMENTARE IL REDDITO NAZIONALE E QUINDI ASSICURANO UN AUMENTO DELLE ENTRATE FUTURE. 21

TEORIA DEL BILANCIO FUNZIONALE IL BILANCIO E’ CONSIDERATO IN FUNZIONE DEI SUOI EFFETTI SULL’ECONOMIA NAZIONALE (KEYNES). LE SPESE E LE ENTRATE PUBBLICHE SONO STRUMENTI DI POLITICA ECONOMICA. SI PUO’ SOPPORTARE UN DEFICIT ANCHE PER PIU’ ANNI E AUMENTARE LA SPESA PUBBLICA O RIDURRE I TRIBUTI: IN QUESTO MODO SI FAVORISCE L’ESPANSIONE DELL’ECONOMIA E UN AUMENTO DELL’OCCUPAZIONE (DEFICIT SPENDING). IL DEFICIT E’ FINANZIATO ATTRAVERSO IL RICORSO AL DEBITO PUBBLICO. 22

TEORIA DEL BILANCIO FUNZIONALE IL BILANCIO E’ CONSIDERATO IN FUNZIONE DEI SUOI EFFETTI SULL’ECONOMIA NAZIONALE (KEYNES). LE SPESE E LE ENTRATE PUBBLICHE SONO STRUMENTI DI POLITICA ECONOMICA. SI PUO’ SOPPORTARE UN DEFICIT ANCHE PER PIU’ ANNI E AUMENTARE LA SPESA PUBBLICA O RIDURRE I TRIBUTI: IN QUESTO MODO SI FAVORISCE L’ESPANSIONE DELL’ECONOMIA E UN AUMENTO DELL’OCCUPAZIONE (DEFICIT SPENDING). IL DEFICIT E’ FINANZIATO ATTRAVERSO IL RICORSO AL DEBITO PUBBLICO. 23

TEORIA DEL BILANCIO FUNZIONALE RISCHI DI DISAVANZO CRONICO. LE POLITICHE DI DISAVANZO COMPORTANO UN AUMENTO DEI CONSENSI, LE POLITICHE DI RIDUZIONE DELLE SPESE PUBBLICHE E DI AUMENTO DEI TRIBUTI SONO IMPOPOLARI. IL BILANCIO RIMANE IN DEFICIT E IL DEBITO PUBBLICO E GLI INTERESSI AUMENTANO. 24

RIVALUTAZIONE DEL PRINCIPIO DEL PAREGGIO IL BILANCIO E’ COMUNQUE CONSIDERATO UNO STRUMENTO DI POLITICA ECONOMICA. TEOREMA DI HAAVELMO: E’ POSSIBILE INTERVENIRE SUL SISTEMA ECONOMICO MANTENENDO IL BILANCIO IN PAREGGIO E MODIFICANDO SOLO LA COMPOSIZIONE QUALITATIVA DELLE SPESE E DELLE ENTRATE. 25

RIVALUTAZIONE DEL PRINCIPIO DEL PAREGGIO TEORIA DELLE SCELTE PUBBLICHE (BUCHANAN). LE DECISIONI DI POLITICA ECONOMICA DIPENDONO DAL CICLO ELETTORALE (AD ESEMPIO PRIMA DELLE ELEZIONE SI RIDUCONO I TRIBUTI). LE POLITICHE RESTRITTIVE SONO IMPOPOLARI. E’ NECESSARIO APPROVARE NORME COSTITUZIONALI CHE VINCOLANO I POTERI DEL LEGISLATORE E DELL’ESECUTIVO. 26

RIVALUTAZIONE DEL PRINCIPIO DEL PAREGGIO TRATTATO DELL’UE (1992) E TRATTATO DI AMSTERDAM (1997) DEFICIT/PIL: MASSIMO 3% DEBITO PUBBLICO/PIL: MASSIMO 60% PATTO DI STABILITA’ E CRESCITA OGNI ANNO GLI STATI DEVONO PRESENTARE UN PROGRAMMA DI STABILITA’ PER IL TRIENNIO PER GLI ENTI TERRITORIALI MINORI E’ PREVISTO UN PATTO DI STABILITA’ INTERNO FISCAL COMPACT: OBBLIGO DEL PAREGGIO DI BILANCIO 27

IL FISCAL COMPACT E IL PRINCIPIO DEL PAREGGIO Il “Trattato sulla stabilità, il coordinamento e la governance nella Unione economica e monetaria” (cosiddetto Fiscal compact), firmato il 2 marzo 2012 da 25 Stati dell’UE, concordato al di fuori della cornice giudica dei Trattati, ha impegnato le Parti contraenti ad applicare e ad introdurre, entro un anno dall’entrata in vigore del Trattato, con norme preferibilmente di tipo costituzionale, le seguenti regole: - il bilancio dello Stato dovrà essere in pareggio o in attivo; tale regola si considera rispettata se il disavanzo strutturale dello Stato è pari all’obiettivo a medio termine specifico per Paese, con un deficit che non eccede lo 0,5% del PIL; gli Stati contraenti potranno temporaneamente deviare dall’obiettivo a medio termine o dal percorso di aggiustamento solo nel caso di circostanze eccezionali. 28 28

LA RIFORMA COSTITUZIONALE E IL PRINCIPIO DEL PAREGGIO DI BILANCIO La legge di revisione costituzionale n.1/2012, pubblicata nella G.U. del 23 aprile 2012 è entrata in vigore dal 1° gennaio 2014. La legge, novellando gli articoli 81, 97, 117 e 119 Cost., introduce il principio dell’equilibrio tra entrate e spese del bilancio, cd. “pareggio di bilancio”, correlandolo a un vincolo di sostenibilità del debito di tutte le pubbliche amministrazioni. Ai sensi del secondo comma dell’articolo 81, alla regola generale dell’equilibrio di bilancio è possibile derogare, facendo ricorso all’indebitamento, solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e al verificarsi di eventi eccezionali (gravi recessioni economiche, crisi finanziarie e gravi calamità naturali). 29 29