MAURO DURBANO CORSO DI LAUREA IN SCIENZE E TURISMO ALPINO IL RUOLO ECONOMICO DELLE COMUNITA MONTANE IN PIEMONTE.

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MAURO DURBANO CORSO DI LAUREA IN SCIENZE E TURISMO ALPINO IL RUOLO ECONOMICO DELLE COMUNITA MONTANE IN PIEMONTE

1.Nel 1955 vengono istituiti dal D.P.R. n. 987 i Consigli di Valle, consorzi a carattere permanente formati dai comuni montani, da cui successivamente avranno origine le Comunità montane. 2. Nel 1971 vengono istituite le Comunità montane, con la legge n Si configurano come soggetti di diritto pubblico, organismi elettivi di secondo grado, che radunano i comuni montani in zone omogenee stabilite da leggi regionali in base a criteri territoriali, economici e sociali. 3. Nel 1990 le Comunità montane vengono riformate dalla legge 142 che le trasforma in Enti locali. 4. Nel 1999 con la Legge n. 265, le Comunità montane vengono definite unioni montane, Enti locali costituiti fra comuni montani e parzialmente montani, anche appartenenti a province diverse. 5. Sia la legge n. 142 del 1990 che le successive modifiche ed integrazioni ad essa apportate dalla legge n. 265 del 1999, vengono incluse nel Decreto legislativo 18 Agosto 2000, n. 267 Testo unico delle leggi sull ordinamento degli enti locali, che attualmente disciplina le Comunità montane. ASPETTI STORICI E LEGISLATIVI

FUNZIONI DELLE COMUNITA MONTANE: IL CASO PIEMONTESE La Regione Piemonte disciplina le Comunità montane con la legge regionale 2 Luglio 1999, n. 16 e con la successiva legge regionale 22 Luglio 2003, n. 19 assegnando alle Comunità montane compiti nei seguenti settori: –sviluppo socio-economico; –difesa e tutela ambientale; –promozione turistica; –valorizzazione culturale; –funzioni amministrative. Gli strumenti attraverso cui la Comunità montana esercita le sue funzioni e finalità sono i piani pluriennali di sviluppo, i programmi annuali operativi, attuativi dei piani, ed i progetti integrati.

STRUTTURA DELLE COMUNITA MONTANE PIEMONTESI Le Comunità montane piemontesi sono 48, raggruppano 558 Comuni, per una superficie totale di ha. Il territorio delle Comunità montane rappresenta il 55% della superficie regionale ed è costituito per il 77,65% da montagna, per il 21,07% da collina interna e per l 1,28% da pianura. Nella maggior parte delle Comunità montane la superficie montana supera il 50%. Tuttavia possiamo rilevare che solo 15 sono costituite dal 100% di superficie montana, 6 sono interamente costituite da collina interna (9,42% della superficie totale) ed in 7 la superficie montana è inferiore al 50%. La presenza di aree non montane ha sollevato il dibattito sulla proliferazione di questi Enti e portato ai progetti di riforma.

DISTRIBUZIONE ED ANDAMENTO DELLA POPOLAZIONE Le Comunità montane rappresentano il 19,1% della popolazione della Regione Piemonte. La densità di popolazione nelle Comunità montane è di 59,4 abitanti per chilometro quadrato. Confrontando questo valore con il dato regionale, di 170,9 abitanti per chilometro quadrato, possiamo comprendere quanto sia elevata la dispersione della popolazione sul territorio delle Comunità montane. L esodo della popolazione dalle aree montane inizia nel dopoguerra con l industrializzazione. Nel periodo compreso tra il 1981 ed il 1991 la popolazione delle Comunità montane subisce ancora una diminuzione del 2,15%, mentre nel decennio successivo( ), fa registrare un lieve incremento(0,29%) e dopo tale data, fino al 2006, continua l andamento crescente(2,02%).

IL RUOLO ECONOMICO DELLE COMUNITA MONTANE PIEMONTESI Rispetto al totale regionale gli addetti nelle imprese situate sul territorio delle Comunità montane sono il 15,3%. La piccola dimensione caratterizza queste strutture economiche, infatti le micro-piccole imprese e le imprese artigiane occupano più dell 80% degli addetti nelle imprese delle Comunità montane. Nel periodo si è registrato un incremento del 2,71% di addetti nelle imprese nei territori facenti parte delle Comunità montane, mentre nel resto del Piemonte si è verificato un decremento del 4,13%. Sul territorio delle Comunità montane viene prodotto il 12% del P.I.L.(prodotto interno lordo) piemontese. Il tasso di disoccupazione nei comuni delle comunità montane(5,2%) è inferiore al corrispondente valore regionale,( 6,6%) e significativamente inferiore anche al dato nazionale(11,6%).

Rispetto al totale regionale gli esercizi commerciali presenti sul territorio delle Comunità montane sono il 19,36%. Gli esercizi commerciali più diffusi sul territorio delle Comunità montane sono quelli di vicinato che rappresentano il 92,66% del totale. Ciò evidenzia ulteriormente le piccole dimensioni caratteristiche delle strutture economiche dei territori montani. Nel periodo 2000/2006, esercizi commerciali di grande struttura e di vicinato hanno fatto registrare una crescita rispettivamente dell 11,11% e del 3,15% mentre gli esercizi commerciali di media struttura hanno avuto un decremento del 5,4%.

STRUTTURE TURISTICHE E PRESENZE NELLE COMUNITA MONTANE PIEMONTESI Il territorio delle Comunità montane ospita, rispetto al totale regionale: - il 50,81% delle strutture alberghiere; - il 44,59% delle strutture extralberghiere. La dimensione media degli esercizi alberghieri è più piccola nelle Comunità montane, 42,7 posti letto contro i 46,9 della media regionale, mentre gli esercizi extralberghieri hanno una dimensione superiore(47,6 posti letto contro 38,9). Il territorio delle Comunità montane ospita, rispetto al totale regionale: - il 37,15% delle presenze turistiche in strutture alberghiere; - il 43,42% delle presenze turistiche in strutture extralberghiere. Nel periodo le presenze turistiche sono complessivamente aumentate del 30,63%, i tassi di crescita più elevati si sono registrati nelle zone che hanno beneficiato dell evento olimpico( come l Alta val di Susa) e dell incremento del turismo internazionale( come l Alta Langa).

LE RISORSE ECONOMICHE DELLE COMUNITA MONTANE PIEMONTESI Nel periodo 2002/2006, le Comunità montane piemontesi hanno gestito in media l 8,83% del totale delle risorse a disposizione delle Comunità montane italiane elaborate dall ISTAT in base ai Bilanci consuntivi. Le spese sono risultate inferiori alla media italiana per funzioni generali di amministrazione e controllo(19,68% contro 25,72% ) e per la gestione del territorio e tutela ambientale(31% contro 40%). Le spese sono invece risultate superiori alla media nazionale per istruzione pubblica, cultura e beni culturali(6,81% contro 3,95%), settore sportivo, ricreativo e del turismo(12,73% contro 3.93%), agricoltura, industria,commercio ed artigianato(13,88% contro 11,35%). Le Comunità montane piemontesi hanno destinato, rispetto alla media delle Comunità montane italiane, più risorse alle spese in conto capitale(49,84% contro 42,06%) che alle spese correnti(42,31% contro 44,02%). Ciò dimostra che le Comunità montane piemontesi hanno destinato più risorse ad investimenti a lungo termine rispetto alla media nazionale.

LA RIFORMA DELLE COMUNITA MONTANE PIEMONTESI In seguito alla legge finanziaria 2008 le Regioni, al fine di ridurre la spesa pubblica, hanno dovuto provvedere al riordino delle Comunità montane diminuendo: - il numero complessivo di Comunità montane; - il numero dei componenti degli organi rappresentativi; - le indennità spettanti ai componenti degli organi istituzionali. La Regione Piemonte ha provveduto con la Legge regionale 1° luglio 2008, n. 19 e con il DCR 217 – del 3 Novembre 2008 stabilendo: - l accorpamento delle attuali Comunità montane riducendole da quarantotto a ventidue; - lesclusione dalle nuove zone omogenee di sessantaquattro comuni; - una consistente riduzione del numero dei rappresentanti negli organi rappresentativo ed esecutivo della Comunità montana.

- le indennità dovrebbero diminuire in seguito alla riduzione del numero di consiglieri (-66%); - possibile aumento dei costi per effetto della L.R. 19/2008 che rafforza il ruolo di promozione, sviluppo e tutela del suolo delle Comunità montane riconoscendole quali agenzie di sviluppo del territorio montano, attribuendo loro nuove funzioni proprie in materia di artigianato artistico e tipico,energia, patrimonio forestale, produzioni tipiche, turismo ed usi civici. POSSIBILI EFFETTI DELLA RIFORMA: - il territorio delle Comunità montane dovrebbe essere ridotto del 3%. Tale riduzione però non è definitiva: infatti ai comuni esclusi dalle nuove zone omogenee viene data la possibilità di rientrare in una delle nuove Comunità montane limitrofe se accettati dalle stesse; Il risultato complessivo della riforma è incerto e potrebbe anche essere un aumento dei costi, se non verranno attuati miglioramenti organizzativi ed introdotte nuove tecnologie(informatiche, telematiche ecc.) che permettano un aumento della produttività e quindi una diminuzione dei costi.

IL CASO DELLA COMUNITA MONTANA VALLI ORCO E SOANA La Comunità montana Valli Orco e Soana si trova in provincia di Torino ed il suo territorio si estende totalmente in Canavese. E composta da 11 comuni per una superficie totale di ha(totalmente montani) e abitanti. Nell ultimo decennio ha subito la crisi industriale del Canavese e il devastante evento alluvionale anno Obiettivi della Comunità montana per i propri abitanti e comuni: - ovviare ai disagi derivanti dal territorio montano e dalla lontananza dal centro provinciale(più di 80 Km per i paesi alla testata delle valli); - permettere agli abitanti di queste zone di usufruire di servizi che, a causa dell elevata dispersione della popolazione sul territorio, non verrebbero forniti da aziende in quanto non economicamente vantaggioso. - consentire ai comuni di poter disporre di servizi quali polizia locale, protezione civile, ambulatorio pediatrico e di altri servizi che singolarmente non sarebbero in grado di mantenere.

I principali servizi integrati forniti ai cittadini ed alle aziende sono: - orientamento, assistenza e concessione finanziamenti alle imprese; - centro Assistenza Tecnica alle Aziende Agricole; - sportello Decentrato Catastale; - servizio associato di Polizia locale; - servizio associato di Protezione civile. Oltre alla gestione: - delle reti del servizio pubblico televisivo; - dell erogazione del metano per i comuni di Sparone, Alpette e Locana, avendo costruito un metanodotto di circa 40Km; - del servizio di connettività a banda larga. Nellaumento di addetti nelle imprese piccole(+10,17%), medie(+12,56%) ed artigiane(+10,25%) registrato tra il 1999 ed il 2005 può essere stato importante il contributo della Comunità montana che investe più del 50% delle risorse a disposizione per lo sviluppo economico(agricoltura, industria,commercio ed artigianato). L efficienza della Comunità montana Valli Orco e Soana è stata riconosciuta dalla Regione Piemonte, che, nel riordino territoriale, ha accolto la richiesta dell Ente di mantenere la propria autonomia e non essere accorpato ad altre Comunità montane.

CONCLUSIONI Dato l elevato numero di comuni, la maggior parte dei quali molto piccoli, e l elevata dispersione della popolazione sul territorio le Comunità montane svolgono un ruolo molto importante per la loro aggregazione ed attuazione di politiche per lo sviluppo economico. Infatti le Comunità montane attraverso la gestione associata di numerosi servizi, possono usufruire di economie di scala e di scopo rendendo così accessibili tali servizi anche ai residenti dei comuni montani, molti dei quali in età avanzata(indice di vecchiaia 190,3 rispetto al 175,9 della media regionale). Dato il ruolo assegnatogli dalla legge, questi Enti si pongono in una situazione di sussidiarietà degli altri enti istituzionali, per quanto riguarda le problematiche tipiche delle zone montane.

I dati analizzati con riferimento alle Comunità montane piemontesi permettono di concludere che tali Enti stanno assumendo un ruolo economico di crescente importanza. Dall analisi dei dati, nel periodo considerato, si può notare come, in media, nei territori delle Comunità montane vi sia stata una crescita di popolazione, addetti nelle imprese, esercizi commerciali, strutture e presenze turistiche. Il contributo decisivo a tale crescita è senza dubbio il miglioramento della qualità della vita, a cui hanno sicuramente contribuito, con i loro investimenti e sevizi, anche le Comunità montane. La riduzione dei costi è possibile con un miglioramento organizzativo ed una maggior efficienza nella fornitura dei sevizi. Ma non sempre una riduzione indiscriminata dei finanziamenti porta all aumento della produttività: spesso invece si verifica un peggioramento e comunque, per operare delle riduzioni, sarebbe necessaria una valutazione caso per caso.