LE BUONE PRASSI di Andrea Canevaro

Slides:



Advertisements
Presentazioni simili
Lucia de Anna, Ordinario di Pedagogia Speciale – IUSM Roma
Advertisements

EDUCAZIONE TRA PARI: percorsi itineranti nelle periferie cittadine
Piano di Zona 2011 – 2013 dellAmbito del Ciriacese PRIORITA E OBIETTIVI STRATEGICI PRIORITA E OBIETTIVI STRATEGICI.
Pone laccento sulla salute e sul funzionamento piuttosto che sulla disabilità È uno strumento per misurare il funzionamento delle persone NELLA società,
Scafati, 13 novembre … IN CAMMINO CON I GIOVANI A cura dellOsservatorio Permanente delle povertà e delle risorse della Caritas Diocesana di Nola.
LA COSTRUZIONE DELLA RETE Collaborare= Considerare laltro come soggetto che: presenta delle potenzialità presenta delle potenzialità è in grado di autodeterminarsi.
Gli strumenti operativi:la riunione
Nuove tecnologie al servizio dei cittadini e delle imprese. Giovanni Ferrero Provincia di Torino.
Strumenti e percorsi per la protezione civile locale Antonio Triglia - Formez Torino, 28 Giugno 2006 Progetto Sindaci.
Accoglienza e presa in carico dell'alunno con disabilità:
La valutazione dei corsisti I si i no i pensavo e i vorrei dei commenti finali …..ad un certo punto della vita si pensa di sapere tutto poi si scopre.
Caratteristiche del lavoro sociale
Coordinamento e la collaborazione La realizzazione di qualsiasi intervento pubblico richiede lazione congiunta di molteplicità di attori e centri decisionali.
Caratteri di una formazione diretta allo sviluppo di competenze Michele Pellerey 1Montesilvano 19 marzo 2010.
FATTORI DI QUALITA DELLINTEGRAZIONE - IL CONTESTO ISTITUZIONALE - LORGANIZZAZIONE DELLA CLASSE Luciano Rondanini.
PROGETTO di Formazione-Intervento®
L'INSEGNANTE SPECIALIZZATO PER LE ATTIVITA' DI SOSTEGNO
Socializzazione e integrazione un intreccio di linguaggi
II LEZIONE AMBITO: MACROAREA 7A - PROMOZIONE E PROGETTAZIONE DELLE ATTIVITÀ MOTORIE, EDUCATIVE, RICREATIVE E SPORTIVE ADATTATE PER PERSONE CON DISABILITÀ.
Disegnare la SO nella fase di costituzione
CSA DI BRESCIA La qualità dellintegrazione scolastica e lAccordo di Programma Giancarlo Onger,Milano, Expo,1 marzo 2005 Premessa filosofica Nulla di scontato.
La specifica attenzione al valore e ai compiti dei fattori ambientali in qualità di barriere o di facilitatori permette di descrivere (e poi di valutare)
1 Lintegrazione come il nuovo impegno per le professioni che operano nel sociale Renzo Scortegagna.
C.T.I. Provincia di Treviso
Analisi e rapporto di ricerca a cura di: Maria Antonia Moretti
Che cosè la psichiatria? Universit à degli Studi di Trieste Facolt à di Psicologia Corso di Psichiatria Sociale a.a. 2004/2005.
Che cosè la psichiatria? Università degli Studi di Trieste Facoltà di Psicologia Corso di Psichiatria Sociale a.a. 2007/2008.
14 novembre 2006 Recupero e valorizzazione di indicatori relativi alla didattica orientativa Prof. Ermenegildo Ferrari
PRESENTAZIONE DELLATTO DI INTESA TRA IL COMUNE DI CREMONA E LUFFICIO SCOLASTICO TERRITORIALE SUL TEMA: INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI FRAGILI Progetto.
Il docente di sostegno: un ruolo nella scuola dell’inclusione
La comunicazione interna 4° e 5° lezione 1 ottobre 2009 Anno Accademico 2009/2010.
CI SONO ANGELI IN CITTA Tutte le Aree dellAutismo IL LAVORO IN RETE NEI SERVIZI EDUCATIVI SPECIALISTICI San Salvo PALMA MONICA.
(International Classification of Functioning, Health and Desease)
Volterra 19 Giugno 2009 DOPO DI NOI…. obiettivi e impegni della Regione Toscana Giornata pubblica di presentazione del Progetto COSTRUIAMO INSIEME UN NUOVO.
Fabio Cicciò ORATORIO SAVIO MESSINA. Ogni genere di attività che abbia per scopo la ricreazione e lo svago può essere definita attività di gioco; il tempo.
La società della salute COMUNITA MONTANA DEL MUGELLO CHE COSA E: definizione DALLA SANITA (diagnosi- cura- riabilitazione) gli obiettivi della politica.
La formazione del personale docente
INTERVISTA AL DIRIGENTE
Chi è lo Psicologo? Lo psicologo è un professionista della salute.
Integrazione, Inclusione, Partecipazione Riflessioni in prospettiva
Best Practice e Accessibilità
RIPENSARE IL PROPRIO RUOLO DI DOCENTE e LA TRASMISSIONE DEI SAPERI Associazione Il progetto Alice.
Che cosè la psichiatria? Università degli Studi di Trieste Facoltà di Psicologia Corso di Psichiatria Sociale a.a. 2009/2010.
IL GRUPPO e LA RETE 16 FEBBRAIO 2013.
Il futuro è oggi. Orientare per non disperdere
(DIRETTIVA MINISTERIALE 27 DICEMBRE 2012)
CHE COS’É? E’ un DOCUMENTO finalizzato a definire in maniera dettagliata e condivisa diritti e doveri nel rapporto tra scuola-studenti famiglie E’ uno.
Handicap e tecnologie: quale connubio?
La scuola come non dovrebbe essere
TECNOLOGIE E DISABILITÀ Prof.ssa Floriana Falcinelli.
Giuseppe Richiedei ESSERE GENITORI ATTIVI e la sfida educativa Rosolina Mare 22 maggio 2011.
Dalla diagnosi al PEI Dott.ssa Sasanelli.
“E’ una persona integrata quella che conserva una propria identità diversa dalle altre e con il suo posto nel gruppo”
DIVERSI … alla PARI Peer education e cittadinanza attiva per gli alunni sinofoni di Bagnolo Piemonte (CN)
Salerno 10 maggio LA FAMIGLIA PROTAGONISTA DELLA VITA SOCIALE a) Solidarietà familiare b) Famiglia, vita economica e lavoro CDSC
Area Anziani Piano di Zona Ambito Territoriale 1 di Bergamo.
LE MOTIVAZIONI A FONDAMENTO DEL PROPRIO LAVORO Cfr - Materiale tratto dal corso di formazione aziendale dott. Stefano Colferai.
Progetto Biblioteca Spazio Nuovo. "Ogni bambino ha diritto ad essere protetto non solo dalla malattia e dalla violenza ma anche dalla mancanza di adeguate.
Il ruolo della Comunità:
Istituto Comprensivo Statale “ Piazza Marconi” - Vetralla A.S. 2012/2013 Funzioni Strumentali al Piano dell’Offerta formativa FUNZIONE STRUMENTALE PER.
48° C. D. “Madre Claudia Russo”di Napoli “A piccoli passi verso… la qualità “ DS Prof.ssa Rosa SecciaRQ Teresa Pedone.
G. Albano – DIEM, Università di Salerno. si occupa di categorizzare la realtà, di ricercare cause di ordine generale, applicando argomentazioni dimostrative…
Sintesi lavori della Sessione 5 Le politiche e i servizi per l’accoglienza Un decennio di contrasto alla istituzionalizzazione di bambini e adolescenti.
TAVOLO DI COORDINAMENTO TRA MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI E LE CITTA’ RISERVATARIE AI SENSI DELLA LEGGE 285/97 INCONTRO TECNICO ROMA,
L’INSEGNANTE SPECIALIZZATO PER IL SOSTEGNO
Dott. Amedeo Amadeo Quali competenze deve avere un Direttore generale di azienda sanitaria? In verità non si sa o non si capisce bene.
ICF Classificazione internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute Servizio Studenti Disabili – Università di Bologna Formazione insegnanti.
CON QUESTA ESPRESSIONE, SI INDICA L’INSIEME DEI SOGGETTI CHE OPERANO SECONDO LOGICHE E MECCANISMI CHE NON APPARTENGONO NE’ ALLO STATO NE’ AL MERCATO.RIENTRANO.
La fiducia Prof.ssa Alberta Giani. La fiducia come processo Fiducia Propensione / atteggiamento / disponibilità di un interlocutore Più spesso ad un.
Transcript della presentazione:

LE BUONE PRASSI di Andrea Canevaro “ Il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è la politica. Sortirne da soli è l’avarizia.” (Lorenzo Milani)

LE BUONE PRASSI NON SONO LE BUONE AZIONI, NON SONO LE AZIONI MIGLIORI E’ PIUTTOSTO L’ORGANIZZAZIONE CHE TIENE CONTO: DELLA PLURALITA’ DEI SOGGETTI, DELLE LORO DIVERSITA’ - DI GENERE, - DI CULTURA, - DI ETA’ - DELLE EVENTUALI DISABILITA’

Una buona azione è quella che permette ad un individuo di superare delle difficoltà dovute ad un deficit, grazie al buon aiuto, alla buona disponibilità delle persone che incontra, che ha la possibilità di avvicinare; diventa “buona prassi” quando questa azione individuale produce la riorganizzazione di un percorso istituzionale che tiene conto di tutti, quindi con una valenza politica che non si può nascondere o dimenticare.

Un esempio: Se studiamo l’integrazione scolastica e prendiamo in considerazione unicamente il perimetro definito dal momento in cui è iniziata, non “vediamo” due elementi fondamentali: la scuola media unica, e l’organizzazione delle classi per percorso e non per livelli (ovvero: il percorso in un ordinamento scolastico non viene interrotto se manca il raggiungimento di un dato livello, e il gruppo-classe può avere una configurazione eterogenea, pur all’interno di un certo ventaglio), e mantiene gli stessi insegnanti per l’intero percorso. Questi due elementi organizzativi precedono l’avvio dell’integrazione, e non sono stati pensati esplicitamente per l’integrazione. Ma le conseguenze sono nell’ottica dell’aver costruito buona prassi. Ed è tanto vero, che sentiamo minacciata la qualità dell’integrazione quando vediamo che vengono prese decisioni che rimettono in discussione quei due elementi organizzativi ricordati.

SEGUIRE UN PERCORSO DI BUONE PRASSI SIGNIFICA: dare avvio alla costruzione di un modello che si perfeziona in itinere con il coinvolgimento di tutte le persone interessate.

Realizzare buone prassi non è un’operazione semplice. Perché? Le stesse persone disabili potrebbero avere come riferimento, per la risposta ai propri bisogni, il modello che non è delle buone prassi, e quindi richiedere percorsi speciali non integrabili nella riorganizzazione: ottenere sostegni, ausili particolari, piste facilitate, straordinarie, e quindi far sempre riferimento alla eccezionalità e non alla buona prassi normale.

Per superare questo rischio comprensibile, occorre che le persone disabili siano coinvolte nella progettazione delle buone prassi, nella comprensione della logica che sta sotto le buone prassi, e devono diventare protagoniste competenti di una realizzazione che va un po’ oltre la soddisfazione immediata del bisogno, perché esige non tanto il superamento, in qualsiasi modo dell’ostacolo, quanto l’organizzazione che consenta di ridurre o eliminare gli ostacoli organizzativi.

BUONE PRASSI E PROFESSIONALITA’ LA LOGICA DELLE BUONE PRASSI HA BISOGNO DI TUTTI: non ha bisogno solo degli specialisti, dei professionisti che si occupano di disabilità ma riguarda un’organizzazione sociale nel suo complesso, e quindi tutti coloro che ne fanno parte, con altre professioni che non ritenevano, preventivamente di doversi occupare di persone disabili e handicappati, di riduzione di handicap.

COMPETENZE DI TUTTI E ACCADEMICHE Le competenze “grezze” hanno bisogno di un collegamento con le competenze accademiche; devono essere valorizzate, riconvertite,non dissipate. Le competenze vanno utilizzate in funzione della rete sociale a cui apparteniamo, stabilendo CONTINUITA’ tra chi ha un ruolo di cittadinanza senza competenze ufficiali e chi è SPECIALISTA

LA LOGICA DELLE “BUONE PRASSI” VA NELLA LINEA DI FAVORIRE UN’ASSUNZIONE DI RESPONSABILITÀ DI CIASCUNO.

LA BUONA PROFESSIONE È COLLEGATA ALLO SVILUPPO DELLE BUONE PRASSI. La buona professione dei ferrovieri, o di chi organizza le ferrovie, dovrebbe avere escogitato dei sistemi di accoglienza per le persone che hanno delle disabilità, o di transizione, o permanenti, o per il percorso esistenziale, tali da non rendere sempre straordinaria l’apparizione di un disabile in una stazione ferroviaria o su un treno. Buone pratiche vuol dire previsione. Chi fa le previsioni? I buoni professionisti. Diversamente bisogna ricorrere al volontariato.

VOLONTARIATO E BUONE PRASSI Anche il volontariato è migliore se ha alle spalle buone pratiche e buoni professionisti, altrimenti risulta un volontariato che risolve la continua emergenza

LINEA DI CONTINUITA’ La possibilità di abbattere le barriere organizzative è legato al riconoscimento di una realtà ampia e non amputata, e questo significa: individuare in una condivisione di base dei bisogni l’elemento di appartenenza: apparteniamo a un gruppo umano che ha bisogni simili.

La persona molto capace di far da sé e la persona molto bisognosa dell’aiuto degli altri hanno dei bisogni comuni e le buone prassi hanno bisogno di rivedere leggi, regolamenti, strutture organizzative, per costruire questa linea di continuità.