RIFLESSIONE COLLEGIALE SUL P.O.F

Slides:



Advertisements
Presentazioni simili
NEL PAESE DI ARCOBALENIA
Advertisements

G I O R N A T A d e i d i r i t t i d e i b a m b i n i Le scuole di Miradolo Terme Presentano: " Perche' non siano solo parole." In occasione della: 23.
Circolo Didattico COMO 2
MUSICOTERAPIA : EDUCAZIONE E RIABILITAZIONE
I modelli reticolari Rappresentano graficamente le procedure attraverso nodi e linee; 2. Ogni linea rappresenta unattività; 3. Su ogni linea è riportato.
STUDIARE E PARTECIPARE?. Investire nella gioventù significa investire nella ricchezza delle nostre società di oggi e di domani da Un nuovo impulso per.
A cura di Tiziana Cippitelli PIANO DI FORMAZIONE REGIONALE ETWINNING 2011.
La scuola come impresa sociale: responsabilità e rendicontazione
Presentazione Finale Team 2 1. Decomposizione in sottosistemi 2.
Progetto Il giardino segreto
attraverso la conoscenza di sè stesso.
Tutte le classi seconde della Scuola Primaria di Via don Minzoni hanno aderito al progetto Corpo, Mente e Fantasia.
Progetto SeT: la scuola come comunità di ricerca Civitanova Marche, 8 Novembre 2004
I processi auto valutativi e il miglioramento delle azioni della scuola Iseo, 20 novembre 2012 Bruna Baggio.
2.0 Classe 3B scuola primaria
1. 2 LORA DI RELIGIONE Anno scolastico 2004/2005 PERCHÉ SCEGLIERLA? Anno scolastico 2004/2005 PERCHÉ SCEGLIERLA?
PATTO EDUCATIVO TERRITORIALE ISTITUTO COMPRENSIVO M. GANDHI ROMA Verso un…
OBBLIGO DI ISTRUZIONE AUTONOMIA SCOLASTICA PERNO DELLINNOVAZIONE Sperimentazione /ricerca azione.
VALUTAZIONE DI UN PERCORSO Ricadute educativo / didattiche.
Scuola primaria Cagliero/Rodari
Competenze Abilità Conoscenze Spirito di collaborazione Gratificazione.
Solo un ridotto numero di studi ha esaminato luso di compiti a casa nelleducazione motoria ed è stato ipotizzato che questi possono: Aumentare i tempi.
PROGETTO «DIRITTI A SCUOLA»
11 FEBBRAIO 2010 ORE 20,30 ISTITUTO COMPRENSIVO MARIA PIAZZOLI RANICA PRESENTAZIONE OFFERTA FORMATIVA a.s
Le varie fasi del progetto sono state veramente ricche di emozioni e di interrogativi : pensare ad una idonea metodologia per adoperarsi nella comunità
Corso frutto del progetto Socrates-Comenius 2.1 SEDEC – SCIENCE EDUCATION FOR THE DEVELOPMENT OF EUROPEAN CITIZENSHIP destinatari30 partecipanti insegnanti.
QUALI REGOLE? Regole sociali-giuridiche Regole di convivenza
T.4T Technology for Teacher 3 Giorni per la Scuola IX edizione Città della Scienza, Ottobre 2011 Francesco Orciuoli DIEII – Università di Salerno.
Alcuni docenti dell’Istituto Comprensivo Trento 6 che hanno avuto l’opportunità di partecipare, alla seconda edizione del corso di aggiornamento: propongono:
Orientamento per il successo scolastico e formativo DAL PERCORSO DI ORIENTAMENTO AL PROCESSO DECISIONALE 1° incontro – seconda parte USR Lombardia.
Gruppo 1 - Microseminario sulle Indicazioni per il Curricolo Sondrio – 8 aprile - 21 aprile – 12 maggio 2008 Il gruppo si è impegnato nellapprofondimento.
INNOVAZIONE NELLA SCUOLA E T.I.C.
3 ° Circolo Didattico G.Siani Marano A.S.2010/11
Fondo per lintegrazione di cittadini paesi terzi UNIONE EUROPEA.
I.P.S.S.C.T.P.DE PACE. ALTERNANZA SCUOLA LAVORO che cos'è Se hai compiuto quindici anni,la tua scuola, attuando il D.L. 77 del 15 aprile 2005, ti dà l'opportunità
1 circolare n° 8 circolare n° 8 6 marzo La direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012 estende a tutti gli studenti in difficoltà il diritto a.
Sommario Sommario Lo sviluppo fisico Lo sviluppo fisico Lo sviluppo cognitivo: Le operazioni formali Lo sviluppo cognitivo: Le operazioni formali Il.
CLASSE 2^ A settore chimico - biologico CASARANO (LE) a. s Il campeggio ……in verde! Progetto di Ricerca sulla Macchia mediterranea Realizzazione.
Programma Branca RYS 2006/07 La forza di appartenere Incontri Pattuglia-IABZ Incontro con Capi R/S EPPPI (Ross, WE Partenti) La capacità di essere la differenza.
Diagramma di Gowin “Le vacanze”
IL DIARIO DI BORDO ANNO ACCADEMICO 2009/ 10
EUROPEAN YOUTH MEET THE CULTURAL HEREDITAGE WORKSHOP MALTA OTTOBRE 2011.
ASSEMBLEA CLASSE PRIMA a.s
PROF: LUIGI SCALA Progetto lavoro Area4 multimedialità a.s
P iano dell O fferta F ormativa descrizione dellidentità istituzionale, organizzativa, pedagogica, educativa dellistituzione Scolastica.
I mille volti della formazione dalle-learning allemployergame Novembre 2012 I mille volti della formazione: dalle-learning allemployergame 4° Release Novembre.
Liceo Statale Martin Luther King Viale Pietro Nenni,136 – Favara (AG) Tel sito web: -
SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO CLASSI III A E III B ISTITUTO COMPRENSIVO T. GULLUNI Colonna (Roma)
"Ricerca-azione triennale sugli OBIETTIVI di SVILUPPO del MILLENNIO condotta attraverso le ICT nella scuola secondaria di II grado" Ipsia Carlo Cattaneo.
AUTOVALUTAZIONE D’ISTITUTO
OBIETTIVO 7 ASSICURARE LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE
Analisi del video: Come può essere così difficile? Dopo aver visto il documentario, sul sito
La Ricerca/azione. cosè la ricercazione la ricercazione risponde alla necessità, per la sociologia, di un approccio più comprensivo, attento ai fattori.
Istituto Comprensivo di Cogoleto Scuola secondaria di 1°grado
Progetto Scuola Innovazione Classe 2° Sez. A A.S. 2008/09
Scuola Primaria “Marino Marini”
Gruppo 4: Gelmi Martina, Morelato Francesca, Parisi Elisa La mia scuola ha un sito Web: modelli per la qualità dei siti (Ingegneria del Web)
Autovalutazione del sistema scolastico
Computer & Scuola Realizzare la fase dimplementazione delle nuove tecnologie in Europa.
Il ruolo del docente nei gruppi cooperativi
La gestione dei conflitti
PROGETTO CURRICOLO A cura del gruppo delle Funzioni Strumentali
ICF e Politiche del Lavoro
Riflessioni sul lavoro compiuto durante il percorso formativo Marzo 2011 Sant’Ambrogio Daniela Robasto Dipartimento di scienze dell’educazione e della.
Giancarlo Colferai - CEPAS
7 giugno 2012 Presentazione Rete Provinciale Orientamento.
IL CURRICOLO VERTICALE
AUTOANALISI dISTITUTO Scuola Secondaria 1°grado a.s QUESTIONARIO DOCENTI Totale docenti 24 Totale docenti Villatora14 Totale docenti Saonara.
PROGETTI Perché e Come: Perché e Come: Pensarli Pensarli Descriverli e presentarli Descriverli e presentarli Realizzarli Realizzarli Relazionarli Relazionarli.
Linee e obiettivi delle Politiche sociali regionali LA PARTECIPAZIONE Valorizzare le intelligenze e le risorse presenti; affermare diritti e responsabilità
Transcript della presentazione:

RIFLESSIONE COLLEGIALE SUL P.O.F D.D 3° CIRCOLO DI MODENA A.S 2010/2011 RIFLESSIONE COLLEGIALE SUL P.O.F Tema scelto: AUTONOMIA

GRUPPI DI LAVORO IN ORIZZONTALE 9 maggio 2011 Tutti gli insegnanti si dividono per classi parallele di Circolo e, dopo una prima fase di confronto e discussione sul significato del termine AUTONOMIA, si propongono come obiettivo finale la realizzazione di una definizione chiara e condivisa del termine AUTONOMIA.

P.O.F DOCENTI CLASSI PRIME TAPPE DEL PROCESSO: BRAINSTORMING: “Che cos’è per te l’AUTONOMIA?” (Gli insegnanti scrivono le loro teorie implicite su un foglietto) CONDIVISIONE DELLE RISPOSTE INDIVIDUALI E DISCUSSIONE COLLETTIVA DEFINIZIONE CONDIVISA DEL TERMINE “AUTONOMIA”

P.O.F DOCENTI CLASSI PRIME Dalla discussione collettiva sono emersi i diversi tipi di autonomia: AUTONOMIA PERSONALE AUTONOMIA COGNITIVA AUTONOMIA SOCIALE Si conviene sul fatto che queste “autonomie” debbano essere promosse parallelamente anche se in base all’età se ne può privilegiare una in particolare. Es: nella scuola materna si privilegia l’autonomia personale

P.O.F DOCENTI CLASSI PRIME DAL DIBATTITO SONO SCATURITE LE SEGUENTI DOMANDE: Esiste anche un’AUTONOMIA EMOTIVO- AFFETTIVA? Quale ruolo ha quest’ultima rispetto alle altre? In quale modo, con quali strumenti l’insegnante può intervenire per gestire questa forma di autonomia nella misura in cui quest’ultima viene esasperata? CONCLUSIONE L’autonomia emotivo-affettiva permea le altre autonomie ed è quella che permette all’alunno di gestire le frustrazioni, gli insuccessi che gli si presentano nel percorso scolastico.

P.O.F DOCENTICLASSI PRIME DURANTE IL DIBATTITO, NEL TENTATIVO DI FORMULARE UNA DEFINIZIONE CONDIVISA SUL SIGNIFICATO DELLA PAROLA “AUTONOMIA”, LE INSEGNANTI HANNO MANIFESTATO LE SEGUENTI CONSIDERAZIONI: Per essere autonomo e applicare l’autonomia nei vari contesti di vita, è necessario passare dal “duro lavoro” e dalla fatica, cioè fare, rifare, e riprovare finchè non si ottengono i risultati auspicati QUINDI L’autonomia è un processo in continua evoluzione che si raggiunge attraverso l’impegno e la costanza.

P.O.F DOCENTI CLASSI PRIME ALLA FINE DELL’INCONTRO, IL GRUPPO HA CONDIVISO LA SEGUENTE DEFINIZIONE: “L’autonomia è un processo in continua evoluzione che coinvolge la sfera emozionale, sociale e cognitiva. L’autonomia permette all’alunno di affrontare le varie situazioni problematiche e di adattarvisi in modo adeguato cioè individuando strategie opportune”.

P.O.F DOCENTI CLASSI SECONDE TAPPE DEL PROCESSO: BRAINSTORMING: “Che cos’è per te l’AUTONOMIA?” (Gli insegnanti scrivono le loro teorie implicite su un foglietto) CONDIVISIONE DELLE RISPOSTE INDIVIDUALI E RELATIVA CLASSIFICAZIONE LETTURA DELLE PARTI RELATIVE ALL’AUTONOMIA PRESENTI NEL P.O.F, DISCUSSIONE COLLETTIVA DELLA FRASE “Educazione all’impegno e al senso di responsabilità” E RELATIVA DECLINAZIONE; ELABORAZIONE DI ASPETTI CONCRETI RELATIVI AI VARI TIPI DI AUTONOMIA DEL BAMBINO NEL CONTESTO SCOLASTICO.

P.O.F DOCENTI CLASSI SECONDE Dalla lettura collettiva, vengono individuati e titolati 5 gruppi di definizioni centrate: sul sé, sulla persona, sull’identità, sulla responsabilità personale; (1) sul sé ma in relazione con il gruppo, con gli altri (1) sull’organizzazione dell’attività scolastica (4) sulla capacità cognitiva e operativa in riferimento a una situazione problematica (7) Sulla consapevolezza di sé nella capacità di mettersi in gioco mettendo in atto procedure adeguate (3) Tra parentesi viene indicato il numero delle definizioni di ogni gruppo.

P.O.F DOCENTI CLASSI SECONDE Gli insegnanti leggono il P.O.F e si soffermano sulla seguente frase: “EDUCAZIONE ALL’IMPEGNO E AL SENSO DI RESPONSABILITA’” Dopo una breve discussione, gli insegnanti del gruppo procedono a una declinazione più concreta giungendo al seguente risultato: “Nell’attività scolastica si cerca di abilitare i bambini ad organizzare procedure adeguate in ordine a situazioni di tipo pratico, cognitivo e relazionale. Per potenziare la competenza dell’autonomia del bambino, tanto compromessa dall’odierno vivere sociale, è necessario che l’azione educativa della scuola coinvolga e si coordini all’azione famigliare cercando di trovare una condivisione su ciò che si intende per autonomia e sui modi concreti per promuoverla e favorirla. Pertanto vanno valorizzati gli strumenti idonei a questo scopo; essi vengono individuati principalmente nei colloqui personali coi genitori, nelle assemblee di classe e in eventuali proposte pedagogiche mirate. Queste opportunità istituzionali e non vanno maggiormente sfruttate e finalizzate anche in questo senso. tuttavia da parte degli insegnanti occorre trovare modi creativi e stimolanti per suscitare la partecipazione e la collaborazione dei genitori stessi. La progettazione di eventuali forme di collaborazione educativa andrebbe collocata in un lavoro congiunto tra gli insegnanti e il Comitato genitori già operante nelle nostre scuole”.

P.O.F DOCENTI CLASSI SECONDE Gli insegnanti elaborano inoltre aspetti concreti relativi a tre tipi di autonomia: AUTONOMIA PRATICA Saper gestire la propria persona: lavarsi, vestirsi, allacciarsi le scarpe.. Saper gestire i propri materiali scolastici e non: zaini, astucci, indumenti; Saper portare a termine piccoli incarichi organizzativi utili alla vita della classe; Saper orientarsi nell’ambiente scolastico: raggiungere aule o spazi noti; sistemare o spostare materiali da un luogo ad un altro; Saper rispettare, utilizzare e riordinare materiali, oggetti e strumenti di uso didattico e non. AUTONOMIA RELAZIONALE Sapersi relazionare in modo adeguato e corretto con gli insegnanti e gli adulti in genere: senso del rispetto; Sapersi relazionare in modo positivo e collaborativo con i compagni in situazioni ricreative e di gioco; Sapersi relazionare in modo positivo e collaborativo con i compagni nelle conversazioni e nelle situazioni didattiche operative; Saper risolvere in modo positivo i piccoli conflitti della quotidianità scolastica senza l’aiuto dell’insegnante o saper ricorrere al suo aiuto quando serve. AUTONOMIA DIDATTICA E COGNITIVA Saper organizzare i propri materiali in funzione del compito didattico; Saper individuare e organizzare le procedure per portare a termine una data consegna didattica; Saper individuare e chiedere all’insegnante le informazioni che servono per portare a termine un dato compito didattico; Saper individuare e ricercare le informazioni che servono per portare a termine un dato compito didattico coi materiali adatti (quaderni, libri, schemi predisposti, internet o altro) Saper intervenire in modo pertinente e secondo il proprio turno in una conversazione didattica Saper collaborare in modo utile e funzionale in un lavoro di gruppo organizzato (lavoro a coppia, in piccolo gruppo, cooperative learning)

P.O.F DOCENTI CLASSI TERZE TAPPE DEL PROCESSO: BRAINSTORMING: “Che cos’è per te l’AUTONOMIA?” (Gli insegnanti scrivono le loro teorie implicite su un foglietto) CONDIVISIONE DELLE RISPOSTE INDIVIDUALI RAGGRUPPAMENTO DELLE VARIE PAROLE CHIAVE RELATIVE ALL’AUTONOMIA IN UNA MAPPA CONFRONTO SULLE “PRATICHE DIDATTICHE”CHE VENGONO ATTIVATE PER STIMOLARE L’AUTONOMIA NEGLI ALUNNI

P.O.F DOCENTI CLASSI TERZE Dopo aver letto e condiviso tutte le definizioni relativa all’autonomia, gli insegnanti non riuscendo a dare una definizione unica del termine hanno individuato parole chiave indicate nella seguente mappa: CAPACITA’ DI GESTIRE RESPONSABILITA’ CREATIVITA’ PPOTERE DECISIONALE LIBERTA’ INDIPENDENZA AUTONOMIA E’: CONFRONTO CRITICO SODDISFAZIONE DI BISOGNI SAPER ORGANIZZARE AIUTO RECIPROCO CONSAPEVOLEZZA SAPER RISOLVERE

P.O.F DOCENTI CLASSI TERZE Gli insegnanti si confrontano sulle pratiche didattiche per stimolare l’autonomia nei ragazzi: AUTONOMIA PERSONALE Incarichi Orario settimanale/diario Cura del materiale/predisposizione ambiente Muoversi liberamente nell’ambiente scolastico Consapevolezza dei propri compiti AUTONOMIA COGNITIVA Metodologia che accompagna il bambino a costruire il proprio sapere:discussioni,situazioni stimolo,…. Lavoro di coppia/gruppo Strategie per risolvere problemi emersi Raccordi pluri ed interdisciplinari Consapevolezza del proprio percorso di apprendimento AUTONOMIA SOCIALE  Regole condivise e coerenti Gestione delle relazioni Accompagnare nella risoluzione autonoma dei conflitti Capacità di argomentare, mettere in discussione un proprio pensiero

P.O.F DOCENTI CLASSI QUARTE TAPPE DEL PROCESSO: BRAINSTORMING: “Che cos’è per te l’AUTONOMIA?” (Gli insegnanti scrivono le loro teorie implicite su un foglietto) CONDIVISIONE DELLE RISPOSTE INDIVIDUALI E DISCUSSIONE COLLETTIVA DEFINIZIONE CONDIVISA DEL TERMINE “AUTONOMIA”

P.O.F DOCENTI CLASSI QUARTE Dalla discussione collettiva sono emerse le seguenti considerazioni “mappate” alla lavagna nel modo seguente: CAPACITA’ DI RISOLVERE I PROBLEMI Cos’è? CAPACITA’ DI SODDISFARE I PROPRI BISOGNI SERVE PER ESSERE INDIPENDENTI E SAPERSI GOVERNARE A che cosa serve? LIBERTA’ ASSOLUTA ESPERIENZA ED EDUCAZIONE Due variabili importanti AUTONOMIA DEL CORPO, FISICA, PERSONALE AUTONOMIA METODOLOGICA, ORGANIZZATIVA AUTONOMIA EMOTIVA, RELAZIONALE AUTONOMIA DI PENSIERO, COGNITIVA legata al soddisfare i bisogni primari legata alla gestione del lavoro e alla gestione dei materiali (comportamento di lavoro) legata sia alla capacità individuale del saper gestire le proprie emozioni sia alla capacità di saper entrare in relazione con gli altri legata alla consapevolezza di essere un “essere pensante” che è capace di avere un pensiero critico

P.O.F DOCENTI CLASSI QUARTE DAL DIBATTITO SONO SCATURITE LE SEGUENTI DOMANDE: I vari tipi di autonomia sono da intendere in ordine cronologico (1,2,3,4) oppure possono stare sullo stesso piano? Per essere veramente autonomi bisogna potenziare un tipo di autonomia piuttosto che un’altra? Da cosa dipende? Autonomia emotiva e autonomia relazionale? Sono la stessa cosa? In che rapporto stanno? NEL TENTATIVO DI DARE RISPOSTA AI SEGUENTI INTERROGATIVI E AD ALTRI CHE SONO NATI DURANTE LA DISCUSSIONE, SIAMO ARRIVATI A ELABORARE UNA PARTICOLARE DEFINIZIONE DI AUTONOMIA DA TUTTI CONDIVISA:

P.O.F DOCENTI CLASSI QUARTE Dalla discussione collettiva e dal confronto è nata la nostra definizione di autonomia: “L’autonomia è la capacità di risolvere i problemi, di soddisfare i propri bisogni e di prevedere quelli degli altri. L’autonomia serve per essere indipendenti, sapersi governare e conquistare la libertà di decidere consapevolemente ciò che è meglio per me. L’autonomia dipende dalle esperienze personali e dall’educazione ricevuta. Esistono vari tipi di autonomia: Autonomia del corpo, fisica Autonomia metodologica, organizzativa Autonomia emotiva, relazionale, sociale Autonomia di pensiero, mentale, cognitiva I vari tipi di autonomia sono legati ai bisogni che si devono soddisfare e ai problemi che si devono risolvere nella vita”.

P.O.F DOCENTI CLASSI QUINTE TAPPE DEL PROCESSO: 0. DISCUSSIONE SUL PERCHE’ FOSSE NECESSARIO DISCUTERE E CONFRONTARSI SUL P.O.F BRAINSTORMING: “Che cos’è per te l’AUTONOMIA?” (Gli insegnanti scrivono le loro teorie implicite su un foglietto) CONDIVISIONE DELLE RISPOSTE INDIVIDUALI E RELATIVA CLASSIFICAZIONE DEI VARI TIPI DI AUTONOMIA

P.O.F DOCENTI CLASSI QUINTE Dopo aver condiviso le definizioni scaturite del brainstorming, gli insegnanti procedono all’individuazione di tre forme di autonomia: AUTONOMIA = GESTIONE DI SE’ DELLA PERSONA (da solo so…) COGNITIVA (da solo imparo…) SOCIALE (insieme agli altri posso…) VESTIRMI LAVARMI GESTIRE IL BAGNO FACCIO LA CARTELLA IL MATERIALE LO STUDIO/ I COMPITI RISOLVERE I CONFLITTI MEDIARE CAPIRE I “SEGNALI SOCIALI” ADEGUARMI CURIOSITA’ RICERCA DI SOLUZIONI DALL’ESEMPIO ALLA REGOLA ORIGINALITA’ CREATIVITA’

GRUPPI DI LAVORO IN VERTICALE 13 giugno 2011 ORGANIZZAZIONE DELLA GIORNATA 1° PARTE DELLA GIORNATA ORe: 9.00/ 10.00 in plenaria: restituzione dei lavori di gruppo in orizzontale (lavori svolti in data 9 maggio) Ore: 10.00/10.30 pausa caffè ORE: 10.30/12.30 lavori di gruppo in verticale: lettura delle definizioni di autonomia e discussione DOMANDA STIMOLO “ Quali metodologie/strategie utilizzi per raggiungere l’autonomia personale/pratica? “ (es. cura del proprio corpo, gestione dei materiali scolastici e non; organizzazione del mio spazio; orientamento in spazi “vissuti”) STRATEGIA DI LAVORO: struttura del cooperative learning “INTERVISTA A TRE PASSI “ FASI DI LAVORO: Si risponde al quesito proposto individualmente : tempo 15 minuti; a coppie: confronto con un collega del gruppo che prevede la lettura delle reciproche opinioni e relativa trascrizione su un unico foglio delle strategie individuate ( tempo 20 minuti ); a gruppi di quattro: una coppia si confronta con un'altra coppia condividendo ed aggiungendo su un unico foglio le nuove strategie individuate ( tempo 20 minuti); gruppi di otto: il quartetto si confronta con un altro quartetto seguendo le modalità descritte precedentemente e registrando su un unico foglio condiviso da tutti le strategie individuate.   ORE: 12.30/14.30 pausa pranzo 2° PARTE DELLA GIORNATA ORE: 14.30/17.30 restituzione dei lavori svolti nella mattinata e confronto con i risultati emersi nei vari gruppi di lavoro;

GRUPPI DI LAVORO IN VERTICALE 13 giugno 2011 Prima di procedere coi lavori previsti per la giornata odierna, i coordinatori di ogni gruppo rileggono le definizioni sul significato del termine AUTONOMIA elaborate il 9 maggio 2011. Si procede a un confronto alla fine del quale vengono discussi alcuni aspetti delle definizioni precedenti e vengono proposte altre due definizioni del termine AUTONOMIA.

DEFINIZIONE ELABORATA DAL GRUPPO “AUTONOMIA PERSONALE” “ L’autonomia è un processo in continua evoluzione legato alla capacità di porsi in modo creativo di fronte ai problemi e di saper risolvere situazioni problematiche riuscendo a trarne occasioni di crescita e cambiamento; coinvolge la sfera emozionale, sociale e cognitiva (considerando tali ambiti in modo dialettico e interdipendente). Il livello di autonomia personale di partenza dipende dalle esperienze personali e dell’educazione ricevuta”.

DEFINIZIONE ELABORATA DAL GRUPPO “AUTONOMIA SOCIALE” “ L’autonomia è un processo in continua evoluzione che coinvolge la sfera corporea, emozionale, sociale e cognitiva. L’autonomia permette al bambino di soddisfare i propri bisogni e quelli altrui e di affrontare le varie situazioni, legate alla necessità e ai problemi che si devono risolvere nella vita, con pensiero critico e individuando strategie opportune”.

GRUPPI DI LAVORO IN VERTICALE 13 giugno 2011 I docenti sono stati suddivisi in 5 gruppi in verticale (dalla 1° alla 5°) e ciascun gruppo ha approfondito un tipo di autonomia a scelta tra le seguenti: AUTONOMIA PERSONALE AUTONOMIA COGNITIVA E METACOGNITIVA AUTONOMIA RELAZIONALE/INTERPERSONALE AUTONOMIA EMOTIVA/INTRAPERSONALE AUTONOMIA SOCIALE

AUTONOMIA PERSONALE “Quali metodologie/strategie utilizzi per raggiungere l’autonomia personale?” COSA FARE PER RAGGIUNGERLA: Rendere l’insegnante regista e coordinatore e rendere il gruppo classe attore e protagonista Favorire la discussione e la verbalizzazione come strumento metodologico collettivo Considerare l’errore come opportunità di crescita e cambiamento in positivo Organizzare in modo chiaro e definito gli spazi della classe Favorire l’organizzazione dei materiali in modo funzionale allo spazio e al tempo Favorire l’assunzione di comportamenti adeguati alle diverse situazioni Concordare un patto educativo con il gruppo classe Concordare un patto educativo con la famiglia ricercandone l’alleanza Dare importanza a routines quotidiane: lavare le mani, rispettare gli orari, atteggiamento a mensa, la fila, abbigliamento…)

AUTONOMIA PERSONALE COME FARE PER RAGGIUNGERLA: Giochi allo specchio per controllare l’aspetto fisico Riflessioni metacognitive sull’importanza e sulla funzione delle routines quotidiane Definizione di incarichi all’interno della classe organizzata come micro-società Cooperative learning Tutoraggio tra bambini Definizione di regole condivise da tutto il gruppo classe Momenti di auto-gestione

AUTONOMIA COGNITIVA E METACOGNITIVA “Quali metodologie/strategie utilizzi per raggiungere l’autonomia cognitiva e metacognitiva?” COSA FARE PER RAGGIUNGERLA: Insegnare ad usare la lingua come strumento per comprendere, esprimersi, ragionare e comunicare Favorire la formulazione di ipotesi Favorire la capacità di selezionare i contenuti principali Far analizzare situazioni da vari punti di vista Favorire la capacità di argomentare con senso critico Favorire il trasferimento di conoscenze da un ambito all’altro Potenziare l’attenzione e la concentrazione Insegnare a fare inferenze tra i concetti Valorizzare il percorso personale dell’alunno che è in grado di pianificare e di autovalutarsi Far accettare l’errore come risorsa Rendere consapevoli gli alunni dei propri punti di forza e di debolezza per valorizzare i primi e accettare gli ultimi Creare un clima di classe sereno, privo di giudizi di valore

AUTONOMIA COGNITIVA E METACOGNITIVA COME FARE PER RAGGIUNGERLA: Presentazione di situazioni problematiche pratiche e concrete Compiti sempre nuovi e diversi Schemi per lo studio Mappe concettuali Tracce per i testi (scalette) Riassunto Cloze Sottolineatura nei testi Compiti di realtà Dibattiti Discussione Conversazioni Brainstorming Strategia dei “sei cappelli per pensare” Cooperative learning Testi scritti nel quale l’alunno è chiamato a esprimere un parere personale Chiedere sempre una motivazione alla risposta data Portfolio come dossier d’apprendimento Realizzazione di planning di lavoro settimanale o quindicinale

AUTONOMIA RELAZIONALE/INTERPERSONALE “Quali metodologie/strategie utilizzi per raggiungere l’autonomia relazionale /interpersonale?” COSA FARE PER RAGGIUNGERLA: Valorizzare gli aspetti positivi di ciascuno Valorizzare le differenze come arricchimento Condividere obiettivi e problematiche relazionali con tutto il team docente e con il gruppo classe Favorire negli alunni il sentirsi parte integrante del gruppo classe e rilevarne l’importanza in ogni occasione Favorire la riflessione sui conflitti analizzandone gli aspetti positivi e negativi, ricercando soluzioni alternative per risolvere la situazione e gestirla Trovare strategie per evitare il conflitto Favorire la conoscenza di se stessi Favorire la conoscenza dell’altro e delle sue peculiarità caratteriali Valorizzare l’errore didattico e comportamentale come: -stimolo a far meglio (per l’alunno) -stimolo per conquistare le fiducia e indurlo a riflettere (per il docente)

AUTONOMIA RELAZIONALE/INTERPERSONALE COME FARE PER RAGGIUNGERLA: Attività di riflessione metacognitiva relativa a: gusti, interessi, preferenze, come mi sento, cosa mi fa stare bene/male, come reagisco, come risolvo i problemi? Attività di riflessione metacognitiva sull’altro e sulle sue peculiarità caratteriali: i suoi gusti, interessi, le sue preferenze, come si sene, cosa lo fa stare bene/male, come reagisce, come risolve i problemi? Ricerca di regole condivise e super partes che garantiscano a ognuno pari opportunità nell’esposizione del proprio pensiero Scambi frequenti dei compagni di banco per favorire la conoscenza Situazioni nelle quali l’alunno è chiamato a comunicare agli altri il proprio stato d’animo attraverso un gioco o l’uso di un cartellone Giochi di gruppo: fiore dell’amicizia, amici dell’arcobaleno, giochi di società Esprimere con parole, simboli, colori, metafore i propri stati d’animo/bisogni/contrarietà Role play (giochi di ruolo) Drammatizzazione Cooperative learning Stimolare gli alunni a provare a risolvere da soli i conflitti oppure con l’aiuto del gruppo e alla fine chiedere aiuto al docente se è proprio indispensabile Rotazione incarichi all’interno del gruppo classe Chiedere agli alunni di scrivere periodicamente su un biglietto due aspetti positivi e due aspetti negativi di un compagno e chi riceve il biglietto ha la possibilità di riflettere sulla percezione che dà di sè (non si giudica ma si tollera il negativo in quanto viene messo in evidenza il positivo) Rassicurazioni al ragazzo dicendo: “Anch’io ero…. Ho fatto….. E’ normale quello che hai fatto, ma non è meglio se….” letture mirate alla condivisione di valori Cerchio magico Cerchio della narrazione Imparare a dire all’altro come ci si sente in ogni momento Utilizzo di sociogrammi

AUTONOMIA EMOZIONALE “Quali metodologie/strategie utilizzi per raggiungere l’autonomia emozionale /intrapersonale?” COSA FARE PER RAGGIUNGERLA: Creare un clima di classe sereno, libero da giudizi di valore e accogliente (ambiente) Programmare e cogliere momenti di riflessione nei quali dare voce alle emozioni che vengono da tutti condivise sfruttando le occasioni positive e/o negative che avvengono nella quotidianità Promuovere l’ascolto “attivo” di se stessi, degli altri e del mondo che ci circonda Programmare attività finalizzate al rinforzo dell’autostima Insegnare ad esprimere le proprie idee e le proprie emozioni Mettersi, come adulto, nei panni dei bambini (“essere un po’ bambini come i bambini”) pur nella consapevolezza della specificità dei ruoli Valorizzare l’errore come risorsa e non come vincolo/ostacolo

AUTONOMIA EMOZIONALE COME FARE PER RAGGIUNGERLA: Dialogo individuale insegnante-alunno Discussioni collettive in piccolo/grande gruppo per aumentare la consapevolezza Cooperative learning Valorizzazione dei “prodotti” dei bambini Giochi di ruolo (role play) Analisi della situazione nei suoi aspetti positivi e negativi Letture mirate Circle time Tutoraggio Espressione libera attraverso il disegno Cerchio magico Attività teatrali davanti ad un pubblico Sostegno nelle interrogazioni a voce alta Dare buoni esempi oltre che buone parole Giochi per la conoscenza reciproca Strategia de “I sei cappelli per pensare” Il gioco dei colori Valutazioni scritte e orali che sostengano il percorso dell’alunno e lo rinforzino positivamente Commenti positivi e lodi dell’insegnante Discussione sull’errore come opportunità per capire e migliorare

AUTONOMIA EMOZIONALE IL GRUPPO NON HA AVUTO MODO DI RIFLETTERE SULLA SEGUENTE DOMANDA/STIMOLO: “Non si è parlato delle punizioni e dei loro effetti negativi: quale ricaduta possono avere sull’autonomia emotiva?

AUTONOMIA SOCIALE “Quali metodologie/strategie utilizzi per raggiungere l’autonomia sociale?” COSA FARE PER RAGGIUNGERLA: Promuovere la conoscenza reciproca Fare emergere la potenzialità di ognuno Promuovere l’assunzione e la condivisione di regole per garantire il rispetto di sé e dell’altro all’interno del contesto scuola Stimolare l’aiuto reciproco Favorire la capacità di entrare in empatia

AUTONOMIA SOCIALE COME FARE PER RAGGIUNGERLA: Giochi di ruolo Giochi di relazione e fiducia Attività ludiche volte all’inclusione Cooperative learning Cerchio narrativo Setting strutturato Discussioni Conversazioni Confronto e condivisione delle decisioni