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I “GIUSTI” E LA MEMORIA DEL BENE Chi salva una vita salva il mondo intero (dal Talmud)

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Presentazione sul tema: "I “GIUSTI” E LA MEMORIA DEL BENE Chi salva una vita salva il mondo intero (dal Talmud)"— Transcript della presentazione:

1 I “GIUSTI” E LA MEMORIA DEL BENE Chi salva una vita salva il mondo intero (dal Talmud)

2 CHI SONO I GIUSTI Dalla legge Kessner, 1953: “I giusti fra le nazioni rischiarono la vita per salvare degli ebrei” Circa 20000 persone sono state fino ad ora insignite di questo titolo 400 italiani

3 YAD VASHEM Memoriale dell’Olocausto istituito dal governo israeliano nel 1953 Luogo più significativo della memoria della Shoah in Israele

4 LA FORESTA DEI GIUSTI Per ogni uomo che si è opposto alla Shoah è stato piantato una albero a ricordo della sua opera Il “giardino degli uomini normali”

5 La memoria del male radicale non deve essere disgiunta dalla memoria del bene “Le storie dei Giusti provano che era possibile aiutare” Storie esemplari

6 MOSHE BEJSKI Ebreo di Cracovia, uno dei salvati di Oskar Schindler Presidente della Commissione dei Giusti di Yad Vashem dal 1970 al 1995 “Il Giusto è colui che non rinuncia ad essere uomo, e non vuole accettare, per un meccanismo misterioso e indecifrabile, di rimuovere il sentimento interiore di compassione per l’altro”

7 GIUSTI IN EUROPA: i ragazzi della Rosa Bianca a Monaco

8 GIUSTI IN ITALIA Circa 50000 ebrei presenti nel territorio nazionale Il problema: dal settembre 1938 norme antiebraiche De Felice: chi fece le leggi non conosceva bene la realtà degli ebrei italiani, completamente integrati e assimilati, materialmente e moralmente, al resto della popolazione italiana. Un taglio netto era irrealizzabile.

9 Prima della caduta del fascismo Discriminazioni, separazione dalla comunità nazionale Dall’entrata in guerra: censimento ed internamento degli ebrei “pericolosi” Comuni di terraferma (nel settembre 1940 più di 400) o campi di concentramento (nel settembre 1940 già 15)

10 Prima della caduta del fascismo Febbraio ‘40 ordine di espatrio Maggio ‘42 precettazione civile a scopo di lavoro per gli ebrei italiani Maggio ‘43 istituzione di campi di internamento e lavoro obbligatorio per ebrei italiani Luglio ‘43 trasferimento a Bolzano degli internati di Ferramonti di Tarsia in Calabria

11 Dopo la caduta del fascismo (24 luglio 1943) Le leggi razziali permangono. Difficoltà per la presenza dei nazisti in Italia. Senza direttive i prefetti, il governo pavido non si muove. Le iniziative in favore degli ebrei sono solo private

12 Dopo l’8 settembre 1943 I nazisti rastrellano quanti più ebrei possono dall’Italia centro meridionale, ritirandosi per l’avanzata degli alleati. Comincia una vera e propria caccia all’ebreo, mentre a sud di Roma passa la linea del fronte. La RSI emana nuove leggi e nuove prescrizioni cui si attengono i fascisti al di sopra della linea Gustav.

13 Dal 1943 al 1945 Nel 1942 viene costituito il campo di concentramento di Fossoli, a 6 km da Carpi Finchè è in mano ai fascisti non gode di cattiva fama; occupato dai nazisti dopo l’armistizio, viene gestito direttamente dalle SS dal gennaio 1944

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15 Fossoli Si attiva il processo di deportazione: Fossoli diventa campo poliziesco e di transito per prigionieri politici e razziali destinati ai Lager del nord Europa. Dalla stazione di Carpi partono, in sette mesi di attività del campo, 8 convogli ferroviari, 5 dei quali destinati ad Auschwitz. Sul primo diretto verso questa meta, il 22 febbraio, viaggia anche Primo Levi. Con queste partenze ha inizio una serie di trasferimenti regolati da un meccanismo in cui nulla è lasciato al caso. Il 2 agosto 1944, il campo viene abbandonato per ragioni di sicurezza e trasferito a Bolzano-Gries. Dal Campo di Fossoli, in quei 7 mesi di gestione nazista, passano circa 5.000 deportati di cui la metà ebrei.

16 Dal 1943 al 1945 Pochissimi ebrei approfittano anche dei bombardamenti per fuggire. Per razzie e massacri tedeschi sono deportati dal 43 al 45 7495 ebrei di cui 6685 morti nei campi in Germania, più 75 trucidati alle Fosse Ardeatine. Molti sono assassinati anche nei rastrellamenti.

17 Alcuni episodi Lago Maggiore, Val d’Aosta Razzia di Roma 26 settembre 1943 Venezia, Trieste

18 Dal 1943 al 1945 Dopo i primi mesi del 44 cessano le razzie ma gli ebrei nel territorio occupato dai nazisti sono comunque braccati e spediti nei lager, se non fucilati. Prima internati nei campi locali, poi a Fossoli, Verona, Bolzano e di lì ai campi di sterminio in Germania (soprattutto Auschwitz). I più fortunati sono quelli che rimangono in mano ai fascisti (campi locali, lavori pubblici). Quelli in mano ai tedeschi subiscono sorte varia, se SS, Esercito, Marina.

19 COME RISPOSERO GLI ITALIANI Spietata caccia all’uomo, ma migliaia di ebrei riuscirono a salvarsi per la solidarietà e l’aiuto della popolazione italiana Presidente UCI Piperno, 1956: “Ogni ebreo dovette la sua salvezza ad un italiano” –pochi casi di delazione –migliaia di casi di concreto e disinteressato aiuto

20 LE RAGIONI Religiosità autentica Senso elementare di giustizia Comuni valori di umanità

21 COME RISPOSERO GLI ITALIANI Ebrei nascosti nelle campagne più numerosi di quelli nascosti in città In città più consistente l’aiuto della Chiesa (ospitalità in luoghi religiosi) Anche valdesi, quaccheri, evangelici.

22 IL CONTRIBUTO DEI CATTOLICI La posizione della Chiesa “Salvare la vita” Aiutare concretamente gli ebrei perseguitati Laici, sacerdoti, istituti, opere, case religiose, parrocchie A Roma gli ebrei aiutati furono circa 4000

23 LE VITTIME DELLA SOLIDARIETA’ Ci furono anche vittime di questa solidarietà. Tanti finirono loro stessi in campo di concentramento e ne morirono Odoardo Focherini

24 LA MEMORIA DEL BENE ACCADUTO


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