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P. A. I. PIANO ANNUALE PER L'INCLUSIVITÀ a. s I. C

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Presentazione sul tema: "P. A. I. PIANO ANNUALE PER L'INCLUSIVITÀ a. s I. C"— Transcript della presentazione:

1 P. A. I. PIANO ANNUALE PER L'INCLUSIVITÀ a. s. 2017-2018 I. C
P.A.I. PIANO ANNUALE PER L'INCLUSIVITÀ a.s I.C. “Dante Alighieri”, Salzano (VE)

2 Cos’è il P.A.I. ? Il Piano Annuale per l’Inclusione (Direttiva M. 27/12/2012 e C.M. n°8 del 6/3/2013) è lo strumento descrittivo, ma anche di elaborazione progettuale, che specifica gli interventi, le modalità che il nostro istituto intende attivare e perseguire sul piano dell’inclusività, indicando inoltre le figure professionali coinvolte in questo processo. Il PAI dunque è uno strumento che può contribuire ad accrescere la consapevolezza dell’intera comunità educante sulla centralità e la trasversalità dei processi inclusivi in relazione alla qualità dei “risultati” educativi, per creare un contesto educante dove realizzare concretamente la scuola “per tutti e per ciascuno” (Nota ministeriale 27/06/2013, prot. 1551).

3 Elaborato per la prima volta nell’a. s
Elaborato per la prima volta nell’a.s , aggiornato in data 6/06/2017 dal Gruppo di Lavoro per l’Inclusione (GLI) composto da: Dirigente Scolastico, F.S. d’Istituto, referente d’istituto per alunni stranieri, Referente d’Istituto per alunni con disabilità, Referenti d’Istituto per alunni DSA, Referenti d’Istituto per alunni ALTRI BES, un insegnante per ogni ordine di scuola, Assistente sociale del Comune. Deliberato dal Collegio dei Docenti Unitario in data con voto unanime validamente espresso .

4 PREMESSA

5 L'idea “inclusiva” L’idea di inclusione si basa sull’importanza della piena partecipazione di ogni alunno alla vita scolastica; pertanto l’inclusione rappresenta un processo che permette di valorizzare tutti gli alunni offrendo loro uguali opportunità (T.Booth, M.Ainscow, L’Index per l’inclusione, Erickson, Trento, 2008). In questa prospettiva, il concetto di inclusione diventa un requisito fondamentale per la formazione e la crescita di ogni studente, perciò la scuola si assume la responsabilità di strutturare un’offerta formativa “ordinariamente individualizzata, quando necessario” e una presa in carico degli alunni “bisognosi di una speciale attenzione” (D. Ianes- A. Canevaro, L’integrazione scolastica degli alunni con disabilità, Agenzia Scuola, 2010).

6 I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI
La D.M. 27/12/2012 e la C.M. 8 del 6/3/2013 hanno introdotto la nozione di “Bisogno Educativo Speciale” (B.E.S.) come categoria generale comprensiva di tutte le condizioni richiedenti l’impiego calibrato, in modo permanente o temporaneo, dei CINQUE PILASTRI DELL’INCLUSIVITÀ: - individualizzazione, percorsi differenziati per obiettivi comuni; - personalizzazione, percorsi e obiettivi differenziati; - strumenti compensativi; - misure dispensative; - impiego funzionale delle risorse umane, finanziarie, strumentali e materiali.

7 I 5 PILASTRI dell'INCLUSIVITÀ
L’espressione “impiego calibrato” allude tanto al fatto che ciascuna delle cinque strumentalità potrà essere dosata in ragione delle esigenze di ciascuno che alla possibilità che in esse vengano compresi servizi di aiuto alla persona, abbattimento e superamento di barriere di varia natura ecc... BES I 5 PILASTRI dell'INCLUSIVITÀ

8 Quando c’è un alunno con BES nella scuola inclusiva “si deve già sapere prima cosa si deve fare”; per questo è necessario avere conoscenza preventiva delle varie tipologie di BES e delle risorse e delle strategie necessarie per operare con buona speranza di successo.

9 Il riconoscimento formale (con verbalizzazione motivata) da parte del consiglio di classe/team è il primo momento della “storia inclusiva” dell’alunno con BES legato a “svantaggio”, diverso quindi dalle disabilità certificate o dai disturbi evolutivi specifici, in quanto per questi la formalizzazione consegue a disposizione di legge (L. 104/1992 art. 3, commi 1 e 3 oppure L. 170/2010 come integrata ai punti 1.2 e 1.3 della Direttiva Ministeriale del 27/12/2012).

10 Le scuole, con determinazioni assunte dai
consigli di classe o interclasse tecnico, possono avvalersi anche per questi alunni degli strumenti compensativi e delle misure dispensative previste dalle disposizioni attuative della legge 170/2010 (DM 5669/2011). Strumento privilegiato, anche in questo caso, è il percorso individualizzato e personalizzato redatto in un Piano Didattico Personalizzato (P.D.P.), che ha lo scopo di definire, monitorare e documentare – secondo un’elaborazione collegiale, corresponsabile e partecipata – le strategie di intervento più idonee e i criteri di valutazione degli apprendimenti.

11 Nei punti che seguono vengono riportate le opzioni programmatiche e le variabili significative che orientano le azioni volte a dare attuazione e a migliorare il livello di inclusività della nostra Istituzione Scolastica: 1) All'interno della scuola: una scuola diventa inclusiva quando sa accogliere tutte le diversità; sa e deve riformulare a tal fine le proprie scelte organizzative, progettuali, metodologiche, didattiche e logistiche. Progettare se stessa e tutte le sue variabili articolazioni per essere, in partenza, aperta a tutti, perché l’inclusione non è uno status, ma un processo in continuo divenire; un processo “di cambiamento”.

12 Per la realizzazione di una
didattica inclusiva Gli obiettivi e le azioni che il Collegio dei docenti accoglie sono: Riconoscere i bisogni educativi di ogni singolo alunno Attivare percorsi didattico-educativi in grado di realizzare il successo formativo. Condividere i presupposti pedagogici e le linee metodologiche tra tutte le figure che rientrano nel processo educativo. Valorizzare le potenzialità e le risorse, incluse le competenze non formali, di ogni alunno. 12 12

13 2) Verso l'esterno della scuola attraverso collaborazioni e alleanze tra scuola, famiglia, servizi, istituzioni di vario tipo e associazionismo, in una fitta rete di solidarietà garantita da politiche strutturate e da normative coerenti.

14 Così intesa, l’inclusione diventa un paradigma pedagogico, secondo il quale l’accoglienza non è condizionata dalla disponibilità della “maggioranza” a integrare una “minoranza”, ma scaturisce dal riconoscimento del comune diritto alla diversità; una diversità che non si identifica solamente con la disabilità, ma comprende la molteplicità delle situazioni personali, cosicché è l’eterogeneità a divenire normalità. L’inclusività, quindi, si configura non come un aiuto per scalare la normalità, ma come una condizione connaturata e intrinseca della normalità. L’inclusione deve intervenire sul contesto non meno che sul soggetto.

15 In altri termini, inclusività implica l’abbattimento degli “ostacoli all’apprendimento e alla partecipazione”.

16 Parte I analisi dei punti di forza e di criticità

17 Rilevazione dei BES (aggiornamento al 6/06/2017
1) disabilità certificate (Legge 104/92 art. 3, c ommi 1 e 3) 22 minorati vista minorati udito 1 psicofisici 21 2) disturbi evolutivi specifici disturbi del linguaggio 20 DSA 10 ADHD/DOP Altro 3) borderline cognitivo / 4) svantaggio (indicare il disagio prevalente) 38 socio-economico linguistico-culturale 8 disagio comportamentale/relazionale 2 Altro (cognitivo) 27 Totali 80 n % su popolazione scolastica 8,81 N° PEI redatti dai GLHO N° di PDP redatti dai Consigli di classe in presenza di certificazione sanitaria N° di PDP redatti dai Consigli di classe in assenza di certificazione sanitaria

18 RISORSE PROFESSIONALI SPECIFICHE
Prevalentemente utilizzate in… Sì / No Insegnanti di sostegno Attività individualizzate e di piccolo gruppo Attività laboratoriali integrate (classi aperte, laboratori protetti, ecc.) O.S.S. Assistenti alla comunicazione Funzioni strumentali/coordinamento Tutte le funzioni strumentali Macro-categoria BES Referente di Istituto disabilità Referenti di Istituto DSA Referente di Istituto alunni stranieri Prof.ssa Bernardi Manuela Prof.ssa Guardiola L. (DSA sc. secondaria) Ins Todaro Flavia (DSA sc. primaria) Ins Dalla Costa Chiara (Altri BES) Da definire GLI Gruppo di lavoro per l'inclusione DS, tutte le  Funzioni strumentali, referente alunni con disabilità e referente Altri BES , referenti alunni con DSA, referente alunni stranieri, un insegnante per ordine di scuola, assistente sociale del Comune). Rappresentanti dei genitori di ciascun ordine di scuola (eletti dai genitori nell’’incontro del 29/05/2017) Psicopedagogisti e affini esterni/interni Supporto psicopedagogico: pubblico (S.E.E.N.P.I.) e privati Docenti tutor/mentor Coordinatori di classe Altro: Assistente sociale del Comune Mediatori linguistico-culturali

19 COINVOLGIMENTO DOCENTI CURRICOLARI
Attraverso… Sì / No Coordinatori di classe e team docenti Partecipazione a GLI Rapporti con famiglie Tutoraggio alunni Progetti didattico-educativi a prevalente tematica inclusiva Docenti con specifica formazione Altri docenti

20 COINVOLGIMENTO PERSONALE ATA
Assistenza alunni disabili Progetti di inclusione / laboratori integrati Altro: formazione iniziale e in itinere presentazione/conoscenza dei casi filtro relazionale COINVOLGIMENTO FAMIGLIE Informazione /formazione su genitorialità e psicopedagogia dell’età evolutiva Coinvolgimento in progetti di inclusione Coinvolgimento in attività di promozione della comunità educante (comitato genitori)

21 Rapporti con servizi sociosanitari territoriali e istituzioni deputate alla sicurezza.
ADESIONI ALLE RETI TERRITORIALI Accordi di programma / protocolli di intesa formalizzati sulla disabilità Accordi di programma / protocolli di intesa formalizzati di disagio e simili Procedure condivise di intervento sulla disabilità Procedure condivise di intervento su disagio e simili Progetti territoriali integrati: Mediatori e facilitatori, disabilità, progetto La scuola fa bene a tutti (DSA), Educazione stradale ... Progetti integrati a livello di singola scuola C.T.S. Centri Territoriali di Supporto C.T.I. Centri Territoriali per l’Inclusione R.I.S.M. RETE INTERCULTURALE delle SCUOLE del MIRANESE

22 RAPPORTI CON PRIVATO, SOCIALE E VOLONTARIATO
Progetti territoriali integrati: Veritas/acque risorgive; Avis-Aido; ACLI COOP; Associazioni sportive, parrocchiali (scout, grest), culturali (Comitato festeggiamenti), servizio pre -scuola e dopo-scuola. Progetti integrati a livello di singola scuola CCR

23 FORMAZIONE DOCENTI Strategie e metodologie educativo-didattiche / gestione della classe Didattica speciale e progetti educativo-didattici a prevalente tematica inclusiva Didattica interculturale / italiano L2 Psicologia e psicopatologia dell’età evolutiva (compresi Autismo, DSA, ADHD, disabilità intellettiva e sensoriale) Altro: didattica inclusiva uso delle nuove tecnologie e della LIM PNSD Competenze; progettazione e valutazione per competenze

24 Sintesi dei punti di forza e di criticità rilevati*: 1 2 3 4
1 2 3 4 Aspetti politici, decisionali e organizzativi coinvolti nel cambiamento inclusivo X Disponibilità a strutturare percorsi specifici di formazione e aggiornamento degli insegnanti Adozione di strategie di valutazione coerenti con prassi inclusive; Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all’interno della scuola Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all’esterno della scuola, in rapporto ai diversi servizi esistenti; Ruolo delle famiglie e della comunità nel dare supporto e nel partecipare alle decisioni che riguardano l’organizzazione delle attività educative; Sviluppo di un curricolo attento alle diversità e alla promozione di percorsi formativi inclusivi; Valorizzazione delle risorse esistenti Acquisizione e distribuzione di risorse aggiuntive utilizzabili per la realizzazione dei progetti di inclusione Attenzione dedicata alle fasi di transizione che scandiscono l’ingresso nel sistema scolastico, la continuità tra i diversi ordini di scuola Altro: Collaborazione offerta dai servizi sociosanitari territoriali * = 0: insufficiente 1: scarso 2: accettabile 3: buono 4: eccellente Adattato dagli indicatori UNESCO per la valutazione del grado di inclusività dei sistemi scolastici

25 Parte II Aspetti organizzativi e gestionali coinvolti nel cambiamento inclusivo

26 CHI - FA COSA livelli di responsabilità nelle pratiche di intervento
La scuola, al suo interno, presenta una struttura organizzativa e gestionale volta alla realizzazione degli interventi sul piano dell’inclusività, definendo i ruoli, le responsabilità e le pratiche di intervento dei diversi soggetti coinvolti.

27 Il Dirigente Scolastico
- promuove il processo di integrazione e di inclusione all’interno dell’istituzione, favorendo attività di formazione-aggiornamento, implementando progetti mirati e attivando interventi preventivi; - garantisce i rapporti con gli enti territoriali coinvolti; individua le risorse interne ed esterne per rispondere alle esigenze di inclusione; - assegna i docenti di sostegno; - gestisce le risorse umane e strumentali e promuove l’intensificazione dei rapporti tra i docenti e le famiglie di alunni con BES; - sovrintende alla formazione delle classi; - convoca il GLI e il GLHI

28 Il Collegio Docenti Unitario
delibera il PAI (entro il mese di giugno); - approva attraverso il PTOF un concreto impegno programmatico per l’inclusione; - delibera l’ utilizzo funzionale delle risorse professionali presenti (nomina delle funzioni strumentali); - delibera e partecipa ad azioni di formazione e/o prevenzione.

29 I Referenti: Alunni con disabilità – Altri BES – alunni con DSA – Alunni stranieri
- Collaborano con il Dirigente Scolastico; - supervisionano, in sinergia con il Dirigente Scolastico, la documentazione per gli alunni BES; - informano circa le nuove disposizioni di legge o rispetto ai nuovi ambiti di ricerca o di didattica inclusiva; - accolgono e informano i nuovi docenti riguardo alle problematiche dei singoli alunni BES e rispetto all’organizzazione scolastica e alle prassi inclusive; - forniscono indicazioni sulla modulistica, le modalità e i tempi di presentazione della documentazione; - supportano e collaborano con gli insegnanti per la stesura della documentazione per gli alunni BES; - seguono i passaggi di contatto tra le varie agenzie educative (scuola/famiglia/Asl/Servizi sociali); - divulgano opportunità di formazione sulle tematiche inclusive; partecipano alla commissione H, al GLI/GLHI; - mantengono i contatti con le funzioni strumentali e le famiglie; collaborano per la stesura del Piano Annuale per l’Inclusione.

30 il GLI Procede all’analisi della situazione iniziale e finale; - raccoglie i dati riguardanti gli alunni con BES; - supporta i colleghi sulle strategie/metodologie di gestione delle classi; - elabora le linee guida per il PAI; - altro. il GLHI Gruppi di studio e di lavoro di Istituto, ex art.15 comma 2 Legge n.104/1992: presso ogni circolo didattico ed istituto di scuola secondaria di primo e secondo grado sono costituiti gruppi di studio e di lavoro collaborare alle iniziative educative e di integrazione predisposte dal piano educativo

31 Il Consiglio di classe e interclasse – Team docenti –
- Individua i casi in cui sia necessaria l’adozione di una personalizzazione della didattica ed eventualmente di misure compensative e dispensative; - individua alunni con BES di natura socio-culturale e/o linguistico-culturale o di altro tipo (Nota prot. n° 2563 del 22 novembre 2013 e) motivando e verbalizzando, le decisioni assunte sulla base di considerazioni pedagogiche e didattiche (C.M. 6 marzo 2013); - definisce gli interventi didattico-educativi e le strategie e metodologie utili per la realizzazione della partecipazione degli studenti con BES al contesto di apprendimento; - individua le risorse umane strumentali e ambientali per favorire i processi inclusivi; - stende e applica i Piani di Lavoro (PEI e PDP) in condivisione con l’insegnante di sostegno; - collabora con le famiglie e il territorio.

32 L’insegnante di sostegno
prende contatti con la scuola frequentata precedentemente dall’alunno/a; - esamina la documentazione dell’alunno; - cura le relazioni all’interno del Consiglio di classe e con la famiglia per quanto riguarda la condivisione del PEI, promuovendo il coinvolgimento e la collaborazione di tutti i soggetti coinvolti (O.S.S., assistente alla comunicazione, referenti UOS-NPI e privati); - effettua un riscontro delle attività programmate nel PEI a fine anno scolastico.

33 PNSD (Piano Nazionale Scuola Digitale) L’Animatore digitale e il team per l’innovazione
«Il Piano Nazionale Scuola Digitale è lo strumento con cui il MIUR attua una parte strategica de “La Buona Scuola” (Legge 107/2015). Per ripensare la didattica, gli ambienti di apprendimento, le competenze degli studenti, la formazione dei docenti, il Piano fissa priorità e azioni, stabilisce investimenti, assegna risorse, crea opportunità per collaborazioni istituzionali tra Ministero, Regioni, ed enti locali, promuove un’alleanza per l’innovazione della scuola. Soprattutto, il Piano ambisce a generare una trasformazione culturale che – partendo dalla scuola – raggiunga tutte le famiglie, nei centri maggiormente urbanizzati così come nelle periferie più isolate […] Per far sì che nessuno studente resti indietro. Per far sì che, nell’era digitale, la scuola diventi il più potente moltiplicatore di domanda di innovazione e cambiamento del Paese».

34 La Segreteria didattica
- istituisce un’anagrafe di istituto; - riceve dalla famiglia e protocolla la documentazione (certificazione, diagnosi, relazioni cliniche, verbali finali del GLHO, altre comunicazioni,) dandone immediata comunicazione al Dirigente scolastico; - si confronta e collabora con i referenti alunni BES. I Collaboratori scolastici - su incarico, può accompagnare l’alunno/a negli spostamenti interni relativamente ai bisogni primari (art. 47 C.C.N.L./2007).

35 Altre agenzie e soggetti educativi coinvolti nel processo inclusivo
La famiglia - è corresponsabile del percorso da attuare all’interno dell’istituto, perciò viene coinvolta attivamente nelle pratiche inerenti all’inclusività; - fa pervenire la certificazione/diagnosi/relazione clinica aggiornata; - condivide il PDF/PEI/PDP con il Consiglio di classe e i singoli docenti; - collabora con la scuola al fine di perseguire un armonico sviluppo psicofisico del/la proprio/a figlio/a attraverso la definizione di un percorso didattico personalizzato condiviso; - utilizza gli stessi strumenti di facilitazione in ambito domestico per supportare lo studente; sostiene la motivazione e l’impegno dello studente nel lavoro scolastico e domestico.

36 L’ A.U.L.S.S. 3, tramite i propri Servizi: -costituisce le Unità Multidisciplinari previste dal D.P.R. 24/02/1994, così come integrato dalla Circolare Regionale n. 8/1995; - rilascia la certificazione degli alunni in condizione di disabilità, diagnosi cliniche e relazioni per alunni con BES; - redige la Diagnosi Funzionale; - collabora alla stesura del Profilo Dinamico Funzionale; - incontra i docenti e la famiglia almeno due volte all’anno; - assegna, in ambito scolastico, il personale di assistenza a favore di alunni disabili, in attuazione della vigente normativa statale e regionale in materia.

37 L’Operatore Socio Sanitario (O. S. S
L’Operatore Socio Sanitario (O.S.S.) Operatore dell'area socio-assistenziale che, in base ad una specifica formazione, è preposto allo svolgimento di una serie di attività integrate che, in ambito scolastico, si qualificano come interventi nell'area dell’autonomia personale, della comunicazione, dell’autosufficienza di base e della generalizzazione delle abilità apprese nei vari contesti di vita della persona disabile, al fine di favorire una sempre migliore integrazione scolastica. L'intervento dell'Operatore Socio Sanitario deve in ogni caso rientrare nel P.E.I., al cui interno va anche inserita la documentazione più significativa “prodotta” durante le ore di assistenza (lo Strumento Interattivo).

38 L’Assistente alla comunicazione Figura di supporto, scolastico integrativo, all’autonomia, alla comunicazione e all’apprendimento Finalità: facilitare percorsi formativi degli alunni con disabilità sensoriale (visive e uditive) e cooperare in sinergia con l’insegnante di sostegno, secondo gli obiettivi del P.E.I.

39 Il Comune Il nostro istituto si colloca nel comprensorio-Unione dei Comuni del Miranese. I compiti dei Comuni in ambito inclusivo sono i seguenti: - assicurare il livello di assistenza “Assistenza Scolastica – area disabili fisici, psichici, sensoriali” di cui alla D.G.R. 3972/01 D.P.C.M erogazione di risorse finanziarie da assegnare all’Azienda AULSS attraverso il Bilancio Sociale.

40 Altre risorse professionali
Le Associazioni La scuola ha costruito negli anni una rete di supporto all’utenza grazie alla collaborazione con associazioni di volontariato e non (Operatori di Strada, CARITAS, ecc.). Altre risorse professionali La scuola si avvale della collaborazione di figure professionali esterne quali Carabinieri, Polizia Postale, Polizia Municipale, psicologi per l’educazione all’affettività, Seps, Bimbi in rete, Associazione AIPD, ecc.

41 I Centri Territoriali di Supporto (CTS) (Direttiva BES 27. 12
I Centri Territoriali di Supporto (CTS) (Direttiva BES ) Ripensati nel ruolo e nelle funzioni: - supporto all’inclusione, nel legame con le altre istituzioni operanti sul territorio; - fornitura di servizi con particolare riferimento all’uso delle nuove tecnologie; - consulenza, formazione, nella logica di un modello cooperativo di intervento. I Centri Territoriali per l’Inclusione (CTI) - assegnati nuovi compiti; - ridefinite l’organizzazione e le modalità di lavoro interistituzionali; - ben tratteggiato il profilo professionale del personale chiamato ad operarvi.

42 Parte III Obiettivi di incremento dell’inclusività per l’a. s

43 DISPONIBILITÀ A STRUTTURARE PERCORSI SPECIFICI DI FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO DEGLI INSEGNANTI
La formazione avverrà: come previsto dal Piano di Formazione deliberato dal Collegio Docenti Unitario; online sui siti web a tema; autoformazione.

44 ADOZIONE DI STRATEGIE DI VALUTAZIONE COERENTI CON PRASSI INCLUSIVE
Partecipazione al S.N.V. con aggiornamento del RAV (Rapporto di Autovalutazione) e del PdM (Piano di Miglioramento).

45 ORGANIZZAZIONE DELLE AZIONI DI SOSTEGNO ALL’INTERNO DELLA SCUOLA
BES: - Attivazione di una Commissione BES; - coordinamento tra docenti curricolari e di sostegno per la rilevazione iniziale delle potenzialità e definizione dei percorsi personalizzati; - continuazione progetto screening DSA., “La scuola fa bene a tutti”; - attuazione protocollo USR Veneto e Regione Veneto per l'Individuazione precoce delle difficoltà di apprendimento (febbraio 2014); verifica intermedia di PEI e PDP. GLHI : Gruppi di studio e di lavoro di Istituto, ex art.15 comma 2 Legge n.104/1992: presso ogni circolo didattico ed istituto di scuola secondaria di primo e secondo grado sono costituiti gruppi di studio e di lavoro collaborare alle iniziative educative e di integrazione predisposte dal piano educativo

46 ORGANIZZAZIONE DELLE AZIONI DI SOSTEGNO ALL’ESTERNO DELLA SCUOLA, IN RAPPORTO AI DIVERSI SERVIZI ESISTENTI Rapporti con AULSS (neuropsichiatria e assistenza sociale) con confronti periodici, in occasione degli incontri GLHO per predisporre PEI/PDF/PDP e per l’attivazione di percorsi di educazione all’affettività (SEPS); Collaborazioni con le cooperative (CODESS, SISS, OLIVOTTI); Collaborazioni con Enti pubblici (Comune, AULSS, UST, USR); Collaborazioni con associazioni di volontariato; Collaborazione con le Reti (CTI, RISM, Iniziative formative Rete Ambito 18): Collaborazione con i privati; Creazione di un supporto extrascolastico per gli alunni in difficoltà.

47 RUOLO DELLE FAMIGLIE E DELLA COMUNITÀ nel dare supporto e nel partecipare alle decisioni che riguardano l’organizzazione delle attività educative La comunicazione precisa e puntuale dei risultati educativo-didattici è una premessa indispensabile per la gestione condivisa dei percorsi personalizzati con le famiglie, che dovranno essere ulteriormente coinvolte nei passaggi fondamentali del percorso formativo dei propri figli, anche come assunzione di corresponsabilità educativa rispetto agli impegni assunti. (Patto educativo di corresponsabilità). Incontri periodici con le famiglie per incrementare la collaborazione ai fini del Progetto di vita di ciascun alunno; Coinvolgimento delle risorse (associazioni, strutture, reti) di cui gli alunni possono usufruire come ulteriore opportunità di inclusione in ambito territoriale.

48 SVILUPPO DI UN CURRICOLO ATTENTO ALLE DIVERSITÀ E ALLA PROMOZIONE DI PERCORSI FORMATIVI INCLUSIVI
Valorizzazione della vita sociale: attenzione al progetto di vita, al conseguimento da parte degli alunni delle competenze routinarie; arricchimento e diffusione di metodologie e strategie inclusive: apprendimento cooperativo, per sviluppare forme di cooperazione e di rispetto reciproco fra gli allievi e per veicolare conoscenze, abilità e competenze; tutoring (apprendimento fra pari: lavori a coppie); didattica laboratoriale per sperimentare in situazione (lavoro di gruppo a classi aperte, peer education per piccoli gruppi, omogenei ed eterogenei.

49 VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE ESISTENTI
Individuazione delle risorse umane e delle competenze specifiche e aggiuntive di ciascun docente ai fini dell’attivazione di percorsi e laboratori per l’integrazione di tutti i BES; scoperta e valorizzazione di capacità e potenzialità peculiari di ciascun alunno; personale ATA (collaboratori scolastici): ad inizio anno, come consuetudine, i collaboratori scolastici verranno convocati dal referente alunni BES e/o dal DSGA per essere informati sulle varie tipologie di bisogni degli alunni al fine di pianificare eventuali azioni di collaborazione in sinergia con le altre figure di riferimento coinvolte nel processo di inclusione; valorizzazione della risorsa “alunni”; valorizzazione degli spazi, delle strutture, dei materiali, degli ausili; potenziamento del lavoro sulla continuità in un'ottica di inclusione.

50 ACQUISIZIONE E DISTRIBUZIONE DI RISORSE AGGIUNTIVE UTILIZZABILI PER LA REALIZZAZIONE DEI PROGETTI DI INCLUSIONE Acquisizione di materiale specifico per l’inclusione (hardware e software) funzionali alla metodologia inclusiva.

51 ATTENZIONE ALLE FASI DI TRANSIZIONE che scandiscono l’ingresso nel sistema scolastico, la continuità tra i diversi ordini di scuola Consolidamento della continuità verticale attraverso attività di accoglienza e/o orientamento in entrata e in uscita mediante progetti “ponte” e incontri programmati da effettuarsi in accordo con tutti gli ordini di scuola attraverso iniziative formative integrate che vedono come soggetti l’istituzione scolastica, le realtà socio/assistenziali o educative territoriali; incontri programmati tra insegnanti dei diversi ordini di scuola (dipartimenti verticali); prosecuzione del percorso di continuità con attività programmate e valutazione; costituzione di un gruppo di lavoro per la realizzazione di un format di portfolio delle competenze metacognitive (competenza chiave europea: imparare ad imparare).

52 CURA dei PROCESSI e delle MODALITÀ VALUTATIVE
La valutazione dell’apprendimento è uno strumento per assicurare l’individualizzazione e la personalizzazione in quanto incide positivamente sui livelli motivazionali e di autostima degli alunni e li incoraggia a condividere con i docenti gli obiettivi di apprendimento e le strategie per il raggiungimento del proprio successo scolastico (C. Rubinacci, “Inclusione e Bisogni Educativi Speciali, autonomia e dirigenza”, Roma, luglio 2013).

53 MODALITÀ La scuola adotta strategie di valutazione coerenti con prassi inclusive: - valutazione sistematica delle acquisizioni degli alunni (regolarmente annotata nel registro del docente); - prove di verifica progettate in modo personalizzato e coerente con gli obiettivi individuati nel PEI e nel PDP. - utilizzo di metodi diversi per la valutazione dei progressi didattici ed educativi facendo uso di varie modalità di verifica (interrogazione individuale, test, tecniche di osservazione, role playing, ecc…) - utilizzo di una documentazione di continuità nel passaggio degli alunni da un ordine di scuola all’altro con una completa valutazione finale del percorso educativo didattico effettuato (Certificazione delle Competenze e portfolio individuale). Per tutti gli alunni si tenderà a privilegiare una valutazione formativa che tenga conto dei progressi compiuti, dell’impegno, della motivazione e delle potenzialità di apprendimento dimostrate.

54 Parte IV PAI e Offerta Integrativa

55 Il PAI viene attuato quotidianamente, attraverso le normali attività curricolari e, in maniera particolare, attraverso i progetti e le attività che fanno capo all'area del POF “STARE BENE A SCUOLA” (integrazione – inclusione – prevenzione del disagio). significa -Promuovere tutte le iniziative possibili atte a garantire il diritto allo studio e il benessere a scuola, nonché le concrete opportunità di crescita cognitiva e relazionale degli alunni; - Sensibilizzare gli alunni sulle tematiche inerenti l’accoglienza della diversità e lo scambio culturale; - Educare alla solidarietà, alla collaborazione e alla convivenza democratica attraverso la scoperta e il confronto con l’altro; - Patto di corresponsabilità educativa (scuola secondaria di primo grado e scuola primaria) - Valorizzare gli scambi interculturali per favorire momenti d’incontro e per scoprire che conoscere una cultura differente è fonte di arricchimento e una risorsa per ognuno di noi ; - Promuovere situazioni che favoriscano il benessere psicosociale attraverso apprendimenti collaborativi; - Accompagnare gli alunni nelle crescita affettiva.

56 ALCUNI PROGETTI ESEMPLIFICATIVI
Prevenzione e promozione della salute Continuità Orientamento Gruppi di lavoro : GLI - GLHI - CH Integrazione alunni con disabilità Progetto DSA Inclusione alunni con altri BES La scuola fa bene a tutti Integrazione degli alunni stranieri; recupero didattico-motivazionale al fine dell'inclusione


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