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ESEMPI DI PdM degli IC delle MARCHE

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Presentazione sul tema: "ESEMPI DI PdM degli IC delle MARCHE"— Transcript della presentazione:

1 ESEMPI DI PdM degli IC delle MARCHE
Stresa Agosto 2016

2 Obblighi» imposti nel RAV, per la pianificazione del miglioramento
…Le priorità che la scuola si pone devono necessariamente riguardare gli esiti degli studenti…(RAV 5,1) Risultati scolastici, Risultati nelle prove standardizzate nazionali, Competenze chiave e di cittadinanza, Risultati a distanza.

3 «Obblighi» imposti nel RAV, per la pianificazione del miglioramento
1. Specificare quale delle quattro aree degli Esiti si intenda affrontare – Risultati scolastici, – Risultati nelle prove standardizzate nazionali, – Competenze chiave e di cittadinanza, – Risultati a distanza… 2. Articolare all'interno di quella scelta, quali priorità (obiettivi) si intendano perseguire. Ad esempio: – Diminuzione dell'abbandono scolastico; – Riduzione della variabilità fra le classi; – Sviluppo delle competenze sociali degli studenti di secondaria di I grado

4 Individuazione delle priorità del miglioramento (5.1 RAV)

5

6 Indicazioni per la formulazione del PdM da inserire nel PTOF
Primo passo: Scegliere tra gli obiettivi di miglioramento indicati nel RAV, quello/i che assumeranno veste compiuta di «progetti» (opera il nucleo di valutazione interno Secondo passo: Formulare una scheda di progetto che ne riassuma caratteri, obiettivi, scadenze, prodotti, indicatori, personale coinvolto, per grado di intensità e di interesse diretto e indiretto. Terzo passo: individuare il «team» di progetto

7 Il modello di progettazione del miglioramento INDIRE
ll Piano di Miglioramento si articola in 4 sezioni: 1.Scegliere gli obiettivi di processo più utili e necessari alla luce delle priorità individuate nella sezione 5 del RAV. 2.Decidere le azioni più opportune per raggiungere gli obiettivi scelti. 3.Pianificare gli obiettivi di processo individuati. 4.Valutare, condividere e diffondere i risultati alla luce del lavoro svolto dal Nucleo Interno di Valutazione. ●Le sezioni 1 e 2 sono opzionali, le sezioni 3 e 4 sono obbligatorie. La compilazione di ogni sezione è accompagnata da domande guida

8 Stesura dettagliata delle fasi del PdM
Sezione 1 Obiettivi di processo 1.1 Congruenza tra obiettivi di processo e priorità/traguardi espressi nel Rapporto di Autovalutazione (RAV) 1.2 Scala di rilevanza degli obiettivi di processo 1.3 Elenco degli obiettivi di processo alla luce della scala si rilevanza Sezione 2 Azioni previste per raggiungere ciascun obiettivo di processo Sezione 3 Pianificazione delle azioni previste per ciascun obiettivo di processo individuato 3.1 Impegno di risorse umane e strumentali 3.2 Tempi di attuazione delle attività 3.3 Monitoraggio periodico dello stato di avanzamento del raggiungimento dell'obiettivo di processo Sezione 4 Valutazione, condivisione e diffusione dei risultati del piano di miglioramento 4.1 Valutazione dei risultati raggiunti sulla base degli indicatori relativi ai traguardi del RAV 4.2 Processi di condivisione del piano all'interno della scuola 4.3 Modalità di diffusione dei risultati del PdM sia all'interno sia all'esterno dell'organizzazione scolastica 4.4 Componenti del Nucleo di valutazione e loro ruolo

9 Grafici delle scelte delle PRIORITÀ e degli OBIETTIVI DI PROCESSO
Piani di Miglioramento Rete AUMIRE Suddivisione scuole per Provincia Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro 38,36% 17,16% 18,17 % 33,31 %

10 Risultati nelle prove standardizzate nazionali
Risultati scolastici Risultati nelle prove standardizzate nazionali Competenze chiave e di Cittadinanza Risultati a distanza 5 10 15 20 25 30 35 40 45 42 33 37 Scelta delle PRIORITÀ Dati regionali

11 SCELTA OBIETTIVI DI PROCESSO SCUOLE RETE AU.MI.RE

12 CURRICOLO PROGETTAZIONE E VALUTAZIONE
SEZIONE 1 - SCEGLIERE GLI OBIETTIVI DI PROCESSO PIÙ RILEVANTI E NECESSARI IN TRE PASSI PASSO 1 – VERIFICARE LA CONGRUENZA TRA OBIETTIVI DI PROCESSO E PRIORITÀ/TRAGUARDI AREA DI PROCESSO OBIETTIVO DI PROCESSO PRIORITA’ CUI E’ CONNESSO CURRICOLO PROGETTAZIONE E VALUTAZIONE 1. potenziare a livello di programmazione momenti di confronto per una maggiore condivisione di buone pratiche e scambio di strategie operative Potenziare interventi relativi alla promozione dell’eccellenza. (ESITI) Potenziare momenti di confonto e Condivisione tra insegnanti per attenuare la discontinuità dovuta all’alternarsi annuale di docenti. (INVALSI) 1. studio prove INVALSI ed esiti 2. potenziare le prove strutturate comuni funzionali a monitorare gli esiti e a riflettere sulla propria prassi

13 SEZIONE 1 - SCEGLIERE GLI OBIETTIVI DI PROCESSO PIÙ RILEVANTI E NECESSARI IN TRE PASSI
PASSO 1 – VERIFICARE LA CONGRUENZA TRA OBIETTIVI DI PROCESSO E PRIORITÀ/TRAGUARDI AREA DI PROCESSO OBIETTIVO DI PROCESSO PRIORITA’ CUI E’ CONNESSO AMBIENTE DI APPRENDIMENTO 1. potenziare i momenti in cui gli alunni possano lavorare in gruppi o tra pari Potenziare interventi relativi alla promozione dell’eccellenza. (ESITI) Potenziare momenti di confronto/condivisione tra insegnanti per attenuare la discontinuità dovuta all’alternarsi annuale di docenti. (INVALSI) 2. potenziare i momenti in cui gli alunni possano concorrere alla co-costruzione delle conoscenze, sperimentandosi in "richieste autentiche"

14 Ci sono obiettivi che sebbene importanti non è possibile realizzare?
PASSO 2– ELABORARE UNA SCALA DI RILEVANZA DEGLI OBIETTIVI DI PROCESSO Ci sono obiettivi che sebbene importanti non è possibile realizzare? Su quali obiettivi è opportuno concentrare le risorse a disposizione? OBIETTIVI DI PROCESSO ELENCATI FATTIBILITA’ (1-5) IMPATTO PRODOTTO:VALORE CHE IDENTIFICA LA RILEVANZA DELL’INTERVENTO potenziare a livello di programmazione momenti di confronto per una maggiore condivisione di buone pratiche e scambio di strategie operative 5 4 20 potenziare le prove strutturate comuni funzionali a monitorare gli esiti e a riflettere sulla propria prassi 25 potenziare prove di valutazione autentiche / utilizzo rubriche di valutazione

15 PASSO 2– ELABORARE UNA SCALA DI RILEVANZA DEGLI OBIETTIVI DI PROCESSO
PASSO 2– ELABORARE UNA SCALA DI RILEVANZA DEGLI OBIETTIVI DI PROCESSO Ci sono obiettivi che sebbene importanti non è possibile realizzare? Su quali obiettivi è opportuno concentrare le risorse a disposizione? OBIETTIVI DI PROCESSO ELENCATI FATTIBILITA’ (1-5) IMPATTO PRODOTTO:VALORE CHE IDENTIFICA LA RILEVANZA DELL’INTERVENTO potenziare i momenti in cui gli alunni possano lavorare in gruppi o tra pari 4 16 potenziare i momenti in cui gli alunni possano concorrere alla co-costruzione delle conoscenze, sperimentandosi in "richieste autentiche 5 25

16   PASSO 3 – RIDEFINIRE L’ELENCO DEGLI OBIETTIVI DI PROCESSO E INDICARE I RISULTATI ATTESI, GLI INDICATORI DI MONITORAGGIO DEL PROCESSO E LE MODALITÀ DI MISURAZIONE DEI RISULTATI  OBIETTIVI DI PROCESSO IN VIA DI ATTUAZIONE RISULTATI ATTESI INDICATORI DI MONITORAGGIO MODALITA’ DI RILEVAZIONE Potenziare a livello di programmazione momenti di confronto per una maggiore condivisione di buone pratiche e scambio di strategie operative. Sviluppare un metodo di insegnamento più efficace. Aumentare la ricerca e la condivisione delle buone pratiche esistenti all’interno della scuola. Incrementare la consapevolezza del lavoro di squadra. Incontri di dipartimento (di norma a cadenza mensile e/o al termine di ogni UDA). N. 6 / 8 Incontri coordinatori, CC / Equipe pedagogica (periodizzazione: ottobre, gennaio, marzo, maggio). N. 4 Report incontri: 1) PUNTI DI FORZA – PUNTI DI DEBOLEZZA del percorso intrapreso, 2) obiettivo raggiunto: SI’-NO-IN PARTE. Piano di lavoro disciplinare sviluppato per UDA. Studio prove INVALSI ed esiti classe/scuola Ridurre la differenza degli esiti tra classi. Incontro per studio esiti classi 2^ e 5^ primaria e 3^ secondaria dell’anno precedente. N. 1 incontro Prove INVALSI comuni N. 1 somministrazioni Report incontro. Tabulazione esiti.

17   SEZIONE DECIDERE LE AZIONI PER RAGGIUNGERE CIASCUN OBIETTIVO DI PROCESSO IN DUE PASSI  PASSO 1 - IPOTIZZARE LE AZIONI DA COMPIERE CONSIDERANDO I POSSIBILI EFFETTI NEGATIVI E POSITIVI A MEDIO E LUNGO TERMINE     AZIONE PREVISTA EFFETTI POSITIVI A MEDIO TERMINE EFFETTI NEGATIVI A A MEDIO TERMINE EFFETTI POSITIVI A LUNGO TERMINE EFFETTI NEGATIVI A LUNGO TERMINE Ideare percorsi comuni (UDA disciplinari e pluridisciplinari; rubriche); condividere buone pratiche; scambiarsi strategie operative. Incontri di dipartimento con consegne chiare e condivise. Graduali e potenziali cambiamenti del processo di insegnamento-apprendimento / pratica d’aula. Potenziale adattamento a pratiche non completamente condivise. Resistenza ad introdurre cambiamenti non completamente sentiti. Azione di miglioramento graduale dall’interno. Capitalizzazione delle risorse umane e delle pratiche virtuose (banca dati). Azione di miglioramento non completamente condivisa, quindi attuata meccanicamente. Potenziale “dispersione” delle risorse umane resistenti. Ideare prove strutturate comuni funzionali a monitorare gli esiti e a riflettere sulla propria prassi. Riflessione indotta sulla propria pratica d’aula. Presupposto oggettivo per il superamento del divario tra il dichiarato e l’agito. Meccanismo della negazione Meccanismo della razionalizzazione Rischio di perdere di vista l’aspetto formativo della valutazione. Azione percepita come imposta, con il rischio di miglioramento parziale.

18 CARATTERI INNOVATIVI DELL’OBIETTIVO
  SEZIONE DECIDERE LE AZIONI PER RAGGIUNGERE CIASCUN OBIETTIVO DI PROCESSO IN DUE PASSI  PASSO 2- RAPPORTARE GLI EFFETTI DELLE AZIONI A UN QUADRO DI RIFERIMENTO  Le azioni possono essere connesse a qualcuno degli obiettivi previsti dalla Legge 107/2015? Le azioni prevedono modifiche agli ambienti di apprendimento e/o all’organizzazione scolastica? Nelle azioni descritte si può riconoscere una linea di tendenza che porta verso l’innovazione?     CARATTERI INNOVATIVI DELL’OBIETTIVO CONNESSIONE CON IL QUADRO DI RIFERIMENTO DI CUI IN APPENDICE A e B Premesso che la scuola ha sempre curato l’inclusione scolastica e il diritto allo studio degli alunni con bisogni educativi speciali attraverso percorsi personalizzati e individualizzati, il PdM si prefigge lo scopo di potenziare interventi relativi alla promozione dell’eccellenza (AMBITO: ESITI), contestualmente alla riduzione della varianza tra alcune classi (AMBITO: INVALSI). I processi coinvolti nel raggiungimento delle priorità identificate riguardano, a livello di personale docente, i momenti di lavoro comuni (intervenire sui processi anche con l’utilizzo delle TIC per modificare gli esiti), mentre prevedono a livello di alunni il potenziamento di prove autentiche e dei lavori in gruppi o tra pari anche con l’utilizzo di rubriche di valutazione e delle TIC, con conseguente trasformazione del modello trasmissivo della scuola e parziale modifica all’organizzazione scolastica (azioni di potenziamento a classi aperte in orario antimeridiano e talvolta pomeridiano). Le azioni possono essere connesse ad alcuni degli obiettivi previsti dalla Legge 107/2015 dallo sviluppo delle competenze digitali allo sviluppo di comportamenti responsabili, alla valorizzazione e potenziamento delle competenze linguistiche e matematico-logiche. APPENDICE A a) Potenziamento delle competenze linguistiche. b) Potenziamento delle competenze matematico-logiche. e) Sviluppo di comportamenti responsabili ispirati alla conoscenza e al rispetto della legalità, della sostenibilità ambientale, dei beni paesaggistici, del patrimonio e delle attività culturali. h) Sviluppo delle competenze digitali degli studenti. APPENDICE B Trasformare il modello trasmissivo della scuola. Sfruttare le possibilità offerte dalle ICT e dai linguaggi digitali per supportare nuovi modi di insegnare, apprendere, valutare. Investire sul “capitale umano” ripensando i rapporti. Promuovere l’innovazione perché sia sostenibile e trasferibile.

19 SEZIONE 3 - PIANIFICARE LE AZIONI DI CIASCUN OBIETTIVO DI PROCESSO INDIVIDUATO IN TRE PASSI
PASSO 1 - DEFINIRE L’IMPEGNO DELLE RISORSE UMANE E STRUMENTALI - anno scolastico 2016/17  Quali sono le risorse umane esterne necessarie ad attivare i processi in modo efficace? Quali sono le fonti finanziarie da cui la scuola intende attingere per coprire le spese necessarie?

20 ORE AGGIUNTIVE PRESUNTE
FIGURE PROFESSIO NALI TIPOLOGIA DI ATTIVITA’ ORE AGGIUNTIVE PRESUNTE COSTO PREVISTO FONTE FINANZIARIA Figure di sistema coordinatori dipartimento, referenti didattica e FFSS continuità - valutazione Insegnanti impegnati nella sperimentazione (rubriche ITA: 3 MM, 2EE – ICT: 4 MM, 2 EE) Animatore Digitale Team innovazione digitale Coordinamento azioni comuni. Operatività: progettazione comune, confronto in itinere, bilancio finale. Coordinamento Formazione Supporto ICT Formazione ICT 2h x 8 incontri x 6 pex (ITA-MAT-INGL)= h. 96 8h x 3 referenti didattica = h. 24 FFSS 2h x 8 incontri x 7 pex = h. 112 (MM) 2h x 4 incontri x 4 pex = h. 32 (EE) 100 h. x 1 pex = h. 100 12 h. c 3 pex = h. 36 IMPORTO FORFETARIO € 1200 € 420 € 1400 € 400 € 1000 € 450 MOF – PROGETTI - L. 107/2015 c.128 MOF - PROGETTI MOF - L. 107/2015 c.128 MOF - PROGETTI - L. 107/2015 c.128 DS Supporto / coaching Supervisione Risorse umane esterne: ERICKSON Formazione Problem solving 12 ore € 1.737,20 FORMAZIONE Rete AU.MI.RE Consulenza formativa PdM € 100,00 RISORSE STRUMENTALI libri € 158,00

21 PdM PIANIFICAZIONE PREVENTIVO 2015/19
PASSO 2 - DEFINIRE I TEMPI DI ATTUAZIONE DELLE ATTIVITÀ PdM PIANIFICAZIONE PREVENTIVO 2015/19 ATTIVITA’ 1 sett. 2 ott. 3 nov. 4 dic. 5 genn. 6 febbr. Formazione problem solving e relative azioni in aula Bilancio finale Formazione ICT Sperimentazione ICT Identificazione classi (primaria e sec.) Sperimentazione ICT: MAT SCIEN. TECNO Sperimentazione lavoro in gruppo e tra pari Prove INVALSI (studio esiti classe/scuola ed operatività comune) Periodo immediatamente successivo a restituzione dati 1 prova comune sul modello INVALSI (ITA-MAT) per le classi presidiate e relativo bilancio Curricolo disciplinare e competenze chiave – Modello UDA – Scheda operativa compito di realtà. PdM e PTOF (condivisione con nuovi insegnanti) Lavori per dipartimento, CC/Equipe (pianificazione/ buone pratiche/confronto ...) + CC/Equipe UDA comprensive delle dovute differenziazioni (inclusione e eccellenze) e di quanto emerso dallo studio prove INVALSI e dalla formazione Prove strutturate comuni e relativa documentazione 1° quadrimestre: 1^ prova comune PRIMARIA: ITA-MAT (2^-5^) SEC. 1° GR: ITA–MAT-LLSS-TECNO (tutte le classi ) Studio esiti in uscita: 5^ prim. e 1^ sec. 1° gr. 3^ sec. 1° gr. e 1^ sec. 2°gr.

22 SEZIONE4 - VALUTARE CONDIVIDERE E DIFFONDERE I RISULTATI DEL PIANO DI MIGLIORAMENTO IN QUATTRO PASSI
PASSO 1 - VALUTARE I RISULTATI RAGGIUNTI SULLA BASE DEGLI INDICATORI RELATIVI AI TRAGUARDI DEL RAV ESITI STUDENTI (dalla sez. 5 RAV) TRAGUARDO DATA RILEVAZIONE INDICATORI SCELTI RISULTATI ATTESI RISULTATI RISCONTRATI CONSIDERAZIONI CRITICHE E PROPOSTE INTEGRAZION/MODIFICA RISULTATI SCOLASTICI Incrementare il numero degli alunni che raggiungono l’eccellenza Termine di ogni anno scolastico N. e tipologia di interventi relativi alla promozione dell’eccellenza. (offerta formativa, piano di lavoro della classe e relazione finale) Aumento della percentuale relativa all’eccellenza al termine del ciclo di studi.

23 STRATEGIE DI CONDIVISIONE DEL PdM ALL’INTERNO DELLA SCUOLA
PASSO 2 - DESCRIVERE I PROCESSI DI CONDIVISIONE DEL PIANO ALL’INTERNO DELLA SCUOLA ? STRATEGIE DI CONDIVISIONE DEL PdM ALL’INTERNO DELLA SCUOLA MOMENTI DI CONDIVISIONE INTERNA PERSONE COINVOLTE STRUMENTI CONSIDERAZIONI NATE DALLA CONDIVISIONE Collegio dei docenti settembre – marzo – maggio di ogni anno Promuovere accettazione dell’autovalutazione come strumento professionale sistemico, interpretativo e formativo, a disposizione del singolo e della scuola per indagare e ripensare le proprie azioni organizzative ed educative. Agire un conseguente PdM Nucleo Autovalutazione Personale docente PdM report Dipartimenti Coordinatore di dipartimento Report

24 ESEMPI DI OBIETTIVI INDIVIDUATI NELLE VARIE AREE
AREE di processo OBIETTIVI di processo Curricolo, progettazione e valutazione A partire dall'analisi approfondita dei risultati delle prove invalsi a.s. 2013/2014 , sulla base del QdR potenziare a livello di programmazione e momenti di confronto per una maggiore condivisione di buone pratiche e scambio di strategie operative. Riflettere sulle proprie programmazioni nell’ottica delle indicazioni nazionali per il curricolo e approfondire la didattica per competenze sotto la supervisione di un tutor esperto. 1 Consolidare l’utilizzo del curricolo verticale d'Istituto come strumento di riferimento per la progettazione e la programmazione delle attività didattiche.  Elaborare attività didattiche e prove di verifica per classi parallele. Elaborare criteri di valutazione condivisi e predisporre una griglia di valutazione per conoscenze e abilità con i descrittori riferiti a ciascun voto Realizzare prove comuni iniziali, intermedie e finali, anche su modello INVALSI, nei diversi ordini di scuola. Realizzare un piano di formazione per la condivisione di criteri valutativi Sì Realizzare un piano di formazione per l'aggiornamento delle pratiche di insegnamentoapprendimento

25 ESEMPI DI OBIETTIVI INDIVIDUATI NELLE VARIE AREE
AREE di processo OBIETTIVI di processo Ambiente di apprendimento Avviare un processo di rilevazione a distanza degli esiti dei nostri alunni Realizzare attività extracurricolari finalizzate allo sviluppo di competenze progettuali e pratiche Revisionare il curricolo d'Istituto in ottica di continuità attraverso i dipartimenti verticali Elaborare ed attuare metodologie didattiche diversificate e innovative, finalizzate ad un maggior coinvolgimento degli alunni e all’innalzamento degli esiti degli apprendimenti Potenziare i momenti in cui gli alunni possono lavorare in gruppi Concorrere alla co-costruzione e potenziare i momenti in cui gli alunni possano e delle conoscenze, sperimentandosi in "richieste autentiche

26 ESEMPI DI OBIETTIVI INDIVIDUATI NELLE VARIE AREE
AREE di processo OBIETTIVI di processo Orientamento strategico ed organizzazione della scuola Inserimento nell'organico dell'autonomia del PTOF di 5 docenti da utilizzare nelle attività a classi aperte della Scuola Primaria  Flessibilità nell'utilizzo di spazi e tempi funzionali alla didattica nella Scuola Primaria (classi aperte, gruppi di livello) Formazione dei docenti di Scuola dell'Infanzia sul Globalismo affettivo Formazione dei docenti tramite corsi sulla didattica delle competenze linguistiche, sulla didattica digitale e sulla valutazione e certificazione delle competenze Formulazione e presentazione del progetto “Geometricamente giocando”; alla Fondazione Cariverona per l'acquisto di materiale tecnologico-informatico Partecipazione ai progetti PON per l'implementazione tecnologica nelle aul

27 ESEMPI DI OBIETTIVI INDIVIDUATI NELLE VARIE AREE
AREE di processo OBIETTIVI di processo Avviare un processo di rilevazione a distanza degli esiti dei nostri alunni Realizzare attività extracurricolari finalizzate allo sviluppo di competenze progettuali e pratiche Revisionare il curricolo d'Istituto in ottica di continuità attraverso i dipartimenti verticali  Definire e Condividere almeno 4 indicatori per la valutazione e 'autovalutazione di competenze di cittadinanza e sociali Continuità ed Orientamento

28 Osservazioni Le scuole tutte hanno affrontato con serietà e rispetto dei tempi la stesura del PdM Molte scuole hanno peccato di ottimismo scegliendo, nonostante le nostre indicazioni troppi obiettivi di processo rischiando l’insuccesso nel momento di attuarlo Alcune scuole hanno scelto obiettivi troppo vaghi e poco operativi Spesso si è data troppa importanza al FORMAT come se il progetto fosse quello e non solo uno strumento di aiuto Tutte comunque hanno avuto bisogno ed apprezzato il supporto della formazione, ma soprattutto quella della consulenza online ed in presenza fatto dai tutor e dagli esperti Il Format è un molto utile per il confronto, ma, soprattutto rispetto a modello di PROGETTO di MIGLIORAMENTO offerto dalla rete AU.MI.RE gli anni precedenti, manca di una parte importante : ANALISI DELLE CAUSE con una formulazione di ipotesi da verificare Un semplice DIAGRAMMA DI GANT e una tabella di chi fa cosa, quando e come poteva essere più semplice ed operativo

29 Da «Il Sole 24 ore» di Claudio Tucci
Le scuole si autovalutano: i punti di debolezza sono chiari, le azioni di miglioramento no L’INVALSI ha scelto un campione rappresentativo di 408 IC e di 25 scuole secondarie di II grado delle regioni Obiettivo (Calabria, Campania, Puglia, Sicilia) aderenti al progetto su base volontaria.

30 Da «Il Sole 24 ore» di Claudio Tucci
La maggioranza delle scuole ha scelto come area di miglioramento la progettazione didattica e la valutazione degli studenti, l’offerta formativa, l’autovalutazione. I piani di miglioramento risultano pertinenti nel 90% dei casi e raccolgono le indicazioni contenute nel rapporto di valutazione Oltre la metà dei piani, il 54%, presenta una buona coerenza interna tra finalità, obiettivi, attività previste e risultati attesi. La fattibilità delle azioni proposte risulta l’elemento sul quale i piani presentano una maggiore criticità: Il 30% ha una buona pianificazione delle attività, Il 32,6% prevede in modo adeguato le risorse necessarie e Il 37,5% ha previsto un metodo di valutazione dell’efficacia delle azioni proposte.

31 GRAZIE PER L’ATTENZIONE


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