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LA SFIDA DEL FUTURO “Il futuro non è il luogo verso il quale stiamo andando, ma quello che stiamo costruendo insieme”

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Presentazione sul tema: "LA SFIDA DEL FUTURO “Il futuro non è il luogo verso il quale stiamo andando, ma quello che stiamo costruendo insieme”"— Transcript della presentazione:

1 LA SFIDA DEL FUTURO “Il futuro non è il luogo verso il quale stiamo andando, ma quello che stiamo costruendo insieme”

2 SFIDE PER L’EDUCAZIONE
Globalizzazione Economia della conoscenza Tecnologie e nuovi media Continui, rapidi, profondi cambiamenti

3 Il cambio di paradigma ( dall’insegnamento al l’apprendimento)
Tra passato e futuro Le grandi trasformazioni che in un breve arco di tempo hanno modificato la nostra società obbligano i sistemi formativi a ripensare al loro compito. I sistemi formativi nella società post-moderna (una linearità interrotta) Il cambio di paradigma ( dall’insegnamento al l’apprendimento) Il costrutto della ‘competenza ‘

4 IL PARADIGMA DELL’APPRENDIMENTO
Dal ‘Libro Bianco’ della Cresson agli impegni di Lisbona Dal ‘Rapporto Faure’ al ‘Rapporto Dèlors <<Insegnare ad apprendere>> ITALO FIORIN UNIVERSITA' LUMSA ROMA

5 IL BIVIO Logica educativa o logica utilitaristica
Competizione /cooperazione Qualità/inclusione Globale/locale

6 COMPETIZIONE/COOPERAZIONE
Come motivare i giovani? Con la promessa di una carriera costruita sul successo individuale, coltivando l’individualismo competitivo come condizione per emergere nella giungla della vita? O c’è un’altra possibilità?

7 QUALITA’/INCLUSIONE Può una scuola promuovere le competenze dei propri alunni e, al tempo stesso, essere accogliente? Oppure si tratta di due visioni inconciliabili? Si è veramente costretti a scegliere tra qualità e inclusione, tra merito ed eguaglianza?

8 GLOBALE/LOCALE La sfida della diversità
Un tempo ogni villaggio era un mondo, Oggi il mondo è diventato un villaggio. Costruire muri o ponti?

9 LA SFIDA DELLA SOCIETA’ MULTICULTURALE E GLOBALIZZATA
Massification vs Identity Today the world is a village Yesterday the village was the world

10 GLOBALIZZAZIONE DELL’INDIFFERENZA
Si è instaurata la cultura dello scarto. Quello che non serve si getta. Si scartano i bambini, perché non li si educa o non li si vuole (…) Si scartano gli anziani (…) perché si è instaurato un sistema di eutanasia nascosta: le garanzie sociali li proteggono fino ad un certo punto, poi muoiano pure. Si scartano i bambini, si scartano gli anziani e ora un nuovo enorme scarto: tutta una generazione di giovani senza lavoro … (Papa Francesco) ITALO FIORIN EIS-LUMSA

11 ITALO FIORIN EIS LUMSA ROMA
Non siamo monadi senza legami, palle di bigliardo che si incontrano e scontrano sul tappeto verde della vita. Siamo esseri sociali, però conflittuali, che hanno bisogno di apprendere l'altruismo. In che modo è possibile educare l'intelligenza sociale? (A. Marina) ITALO FIORIN EIS LUMSA ROMA

12 I quattro pilastri dell’educazione(1)
L’educazione nel corso della vita è basata su quattro pilastri: imparare a conoscere, imparare a fare, imparare a vivere insieme e imparare ad essere. Imparare a conoscere, combinando una conoscenza generale sufficientemente ampia con la possibilità di lavorare in profondità su un piccolo numero di materie. Questo significa anche imparare ad imparare, in modo tale da trarre beneficio dalle opportunità offerte dall’educazione nel corso della vita. Imparare a fare, allo scopo d’acquistare non soltanto un’abilità professionale, ma anche, più ampiamente, la competenza di affrontare molte situazioni e di lavorare in gruppo. Ciò significa anche imparare a fare nel contesto delle varie esperienze sociali e di lavoro offerte ai giovani, che possono essere informali, come risultato del contesto locale o nazionale, o formali, che implicano corsi dove si alternano studio e lavoro. ITALO FIORIN LUMSA ROMA

13 <<Professoressa, a che cosa serve la poesia?>>
L’utile o l’indispensabile?

14 I quattro pilastri dell’educazione(2)
Imparare a vivere insieme, sviluppando una comprensione degli altri ed un apprezzamento dell’interdipendenza (realizzando progetti comuni e imparando a gestire i conflitti) in uno spirito di rispetto per i valori del pluralismo, della reciproca comprensione e della pace. Imparare ad essere, in modo tale da sviluppare meglio la propria personalità e da essere in grado di agire con una crescente capacità di autonomia, di giudizio e di responsabilità personale. A tale riguardo, l’educazione non deve trascurare alcun aspetto del potenziale di una persona: memoria, ragionamento, senso estetico, capacità fisiche e abilità di comunicazione. I sistemi educativi formali tendono a sottolineare l’acquisizione delle conoscenze a detrimento di altri tipi d’apprendimento; ma ora è di fondamentale importanza concepire l’educazione in una maniera più globale. Una tale visione deve informare e guidare le future riforme e politiche scolastiche, in rapporto sia ai contenuti che hai metodi. ITALO FIORIN LUMSA ROMA

15 LA SFIDA DELL’ARTIFICIALIZZAZIONE
Le comunità virtuali stanno acquisendo una enorme importanza, mettendo la scuola di fronte ad una inedita sfida: come aiutare le persone a sviluppare i necessari strumenti critici per non essere sopraffatti dal potere dei nuovi media?


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