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“Confronto pubblico sulle prospettive dell’alta tecnologia a Genova” Domande ai candidati alla Presidenza della Giunta Regione Liguria On. Sandro Biasotti.

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1 “Confronto pubblico sulle prospettive dell’alta tecnologia a Genova” Domande ai candidati alla Presidenza della Giunta Regione Liguria On. Sandro Biasotti e On. Claudio Burlando e relative risposte Genova, marzo 2010

2 PREMESSA a. Dalle analisi condotte di recente dalla Banca d’Italia sulla base dei dati forniti da Eurostat (che ha raggruppato le regioni europee più simili per struttura economica e produttiva nelle quali è probabile che si localizzino i competitor naturali delle nostre regioni) emerge che il cluster in cui – secondo Eurostat - ricade la Liguria è quello delle regioni a reddito medio-basso e marcata specializzazione nei settori ad elevata intensità di conoscenza. Nel medesimo raggruppamento rientrano il Lazio, sette regioni francesi (Lorraine, Aquitaine, Midi-Pyrénées, Limousin, Auvergne, Languedoc-Roussillon, Provence-Alpes-Cote d’Azur), una regione belga (Wallone) e le regioni di Madrid e di Berlino. Sottolinea la Banca d’Italia che: “La specializzazione della Liguria riguarda in primo luogo il comparto manifatturiero, nel quale la quota di addetti nei settori delle alte tecnologie supera sia la media nazionale sia quella del cluster di riferimento”. Tuttavia, negli ultimi dieci anni, osserva Banca d’Italia, la Liguria ha mostrato una capacità di espandere le proprie dotazioni scientifiche-tecnologiche inferiore a quella delle regioni europee aventi simili caratteristiche. Ecco perché è decisivo che nel triennio 2010/2012 la Liguria ed in particolare Genova punti con decisione sulla valorizzazione del comparto delle imprese tecnologiche. E’ un’opportunità strategica che va colta da subito e perseguita con opportune politiche regionali. b. Si può oggi stimare che le aziende ad alta tecnologia presenti a Genova siano oltre 150 con un occupazione di circa addetti se si tiene conto delle relative aziende Finmeccanica (Ansaldo Energia, Ansaldo Nucleare, Selex, Ansaldo STI, Elsag), delle divisioni delle aziende multinazionali quali Siemens, Ericsson, ABB, Carestream, e di altre aziende quali Datasiel, Esaote, Paul Wurth, Tenova, ecc…. e di oltre 130 aziende di media e piccola dimensione. Genova può inoltre contare su l’IIT, su strutture universitarie di eccellenza, quale la Facoltà di Ingegneria, sui laboratori del CNR e su un’iniziativa di grande valore qual è il Festival della Scienza. Questa è la base da cui partire per progettare il futuro tecnologico della Regione. 2

3 Domanda 1Risposta on. BiasottiRisposta on. Burlando Qual è la Sua valutazione sul ruolo del sistema delle imprese ad alta tecnologia in Liguria ed in particolare a Genova? Il nostro obiettivo di governo è quello di creare lavoro per i giovani, per le donne e per i precari e allo stesso tempo consolidare quello di quanti in questo momento hanno paura del domani. La Ricerca e Sviluppo a tutti i livelli sia di base che industriale riveste perciò un ruolo strategico e la mia valutazione di quanto è stato fatto dalle imprese a Genova e in Liguria è assolutamente positiva. Consapevoli della sua importanza e della sua strategicità non possiamo non apprezzare lo sforzo del Ministro dell’Istruzione e dell’Università e Ricerca Scientifica Mariastella Gelmini nel cercare di legare i finanziamenti a quegli Atenei e centri di ricerca virtuosi e meritevoli. In questo scenario dobbiamo inquadrare le azioni di governo senza dimenticare che nel quinquennio la mia Giunta ha centrato importanti risultati in questo settore. Penso che se la Liguria abbia una possibilità di uscire positivamente dalla crisi questo sia in gran parte dovuto alla forte presenza di aziende hi-tech. Accanto al sistema di imprese Finmeccanica ci sono realtà importanti e una rete diffusa di aziende anche piccole ma molto qualificate. C’è una Università di qualità nelle facoltà scientifiche. E progetti ai quali la Regione ha dato un contributo importante: penso a Erzelli, con il nostro impegno a garantire il finanziamento (per un totale di 140 milioni di euro) del trasferimento della Facoltà di Ingegneria, all’insediamento dell’IIT (altri 11, 5 milioni per l’acquisizione della sede di Morego), alla creazione dei due distretti tecnologici a Genova (sede inaugurata pochi giorni fa) e alla Spezia. Dall’ultima indagine Dixet Confindustria, presentata nello scorso mese di gennaio, è emerso che il settore dell’high-tech è riuscito, nonostante la profonda crisi internazionale, a mantenere nel 2009 il valore dell’attività produttiva rispetto al E le previsioni indicano una potenziale crescita nel 2010 intorno al 5%. In altre parole, l’high-tech risulterebbe l’unico settore che non solo ha resistito alla crisi, ma che manifesta una potenziale significativa crescita. 3

4 Segue Domanda 1Risposta on. BiasottiRisposta on. Burlando Non possiamo quindi non ricordare che l’insediamento dell’Istituto Italiano delle Tecnologie (IIT) è il fiore all’occhiello di tutta l’azione politica verso la valorizzazione delle ricerca in Liguria. In questo Istituto – voluto con forza battendo l’agguerrita concorrenza di importanti realtà come i Politecnici di Milano e Torino e la Normale di Pisa – operano oggi circa 360 ricercatori di cui circa i due terzi rientrati dall’estero per lavorare in Italia centrando appieno l’obiettivo che si era posto l’allora Ministro Moratti di far rientrare i cervelli italiani espatriati. In questo scenario non possiamo non ricordare la nascita del Dixet, del Distretto della robotica industriale formato da una trentina di imprese private tecnologicamente avanzate, il Distretto dei Sistemi Intelligenti Integrati (il SIIT) che fu costruito nel 2004 e ha avuto un’assegnazione di importanti risorse finanziarie del MIUR (allora presieduto dal Ministro Moratti) ed infine la costituzione della società per accelerare la presentazione dei progetti del Distretto delle tecnologie marino- marittime della Spezia. Questo rapporto virtuoso tra iniziative private e ruolo delle istituzioni pubbliche deve continuare e affinarsi ulteriormente: per la Regione è stata e sarà strategica la scelte di favorire ricerca e innovazione. Segue: Domanda 1 4

5 Domanda 2Risposta on. BiasottiRisposta on. Burlando Ritiene che siano corrette queste indicazioni di criticità fornite dalle imprese dell’high tech? Indubbiamente la nostra città e la nostra regione non abbondano di spazi o aree per consentire un adeguato sviluppo di questo importante settore del business. Ben vengano quindi iniziative come quelle previste da Genova High Tech agli Erzelli. E ben accette saranno tutte le iniziative tese a ricercare spazi, anche verticali, di sviluppo. Per quanto riguarda la cultura industriale è vero nel tempo si è un po’ persa l’abitudine di pensare positivo nei riguardi delle industrie e spesso si ha la sensazione che le stesse diano un po’ fastidio. Gli enti e le istituzioni dovrebbero, e questo sarà il mio impegno, essere più attente e svolgere un ruolo più proattivo; infine le infrastrutture sono, da sempre, la carenza più strutturale della nostra città e della nostra regione a cui metteremo rimedio. Le criticità segnalate mi sembrano quelle giuste. Per gli spazi, un’offerta come quella prospettata dal progetto Erzelli mi sembra già una risposta molto importante. Certo, ha un costo: il governo e la Regione devono continuare sulla strada già aperta dall’accordo per l’insediamento di Ericsson. Molto importante è il tema della cultura industriale: personalmente ne sono convinto, anche per formazione personale. Ma il tema è centrale nel nostro programma di governo: il futuro della Liguria è fatto di un mix sempre più virtuoso tra industria, porti e logistica, turismo. E le nuove tecnologie in fondo attraversano trasversalmente tutti i settori. Sulle infrastrutture finalmente siamo a una svolta: opere importanti sono in corso o si stanno finalmente avviando, come il Terzo Valico. Quanto i lavori partono comincia un processo virtuoso, intanto aumenta il lavoro. Nel ruolo delle istituzioni io metto l’assenza, tuttora, di una iniziativa più incisiva del governo di fronte a una crisi che è strutturale e che durerà ancora. Capisco che l’Italia ha un alto debito pubblico e che non può permettersi costi elevati: ma non fare quasi nulla avrà un costo ancora più alto. Non credo che tutto si risolverà con l’illusione di agganciare l’Italia alla ripresa tedesca: la locomotiva Germania trainerà prima di tutto vagoni tedeschi… Noi in Liguria abbiamo operato positivamente grazie al Patto per lo sviluppo stretto con tutte le forze economiche, sociali e sindacali, per liberare le energie locali. Qualcosa di simile dovrebbe essere fatto anche a livello nazionale. Le aziende high-tech hanno segnalato nella recente indagine criticità nelle loro possibilità di sviluppo in Liguria. In percentuale vengono indicati (in ordine decrescente): spazi adeguati (26 %) cultura industriale (19%) ruolo di enti e istituzioni (18%) infrastrutture (15%) altri (22%). 5

6 Domanda 3Risposta on. BiasottiRisposta on. Burlando Secondo Lei risultano sufficienti e adeguati nella loro articolazione i programmi che la Regione Liguria ha avviato nel corso dell’ultima Legislatura per incentivare gli investimenti in ricerca e sviluppo delle imprese tecnologiche? E Lei, nel Suo programma, intende potenziare, e in che misura, gli investimenti in ricerca e sviluppo per le aziende ad alta tecnologia della Liguria? Naturalmente la ricerca di base deve essere accompagnata da quella industriale. Non ho dubbi quindi a confermare che la seconda fase del POR sarà fortemente indirizzata verso le molte imprese di alto livello tecnologico presenti sul nostro territorio e che fanno ricerca. Ecco questo è un esempio, insieme all’IIT al Polo della Robotica industriale ed al SIIT, il Distretto dei Sistemi Intelligenti Integrati, al Dixet di come può essere generata ricchezza e nuovi posti di lavoro per i nostri giovani sia laureati che tecnici impedendo loro di migrare verso altri lidi e di depauperare la nostra realtà industriale, economica ed intellettuale. La Regione ha agito con efficacia per alcune scelte strategiche che ricordavo all’inizio: Erzelli, IIT, distretti tecnologici, impegno per la formazione e l’Università. Ritengo molto importante anche lo sviluppo degli Istituti Tecnici Superiori, per una qualificazione alta ma diversa da quella universitaria. Non nego alcune disfunzioni, da voi segnalate, nella liquidazione di finanziamenti previsti dai bandi europei. Una difficoltà è stata dovuta al recupero di circa 46 milioni di fondi per la verità non utilizzati dalle imprese: li avremmo persi pagando ulteriori penalità. Invece investiamo tutto, così come non un euro andrà perso per i bandi successivi. Ne abbiamo parlato in modo approfondito con Filse, e supereremo i ritardi. Stiamo anche rinnovando le competenze nelle strutture che gestiscono questi fondi. Spero che potremo continuare quest’opera decisiva. D’altra parte, se sarò confermato, intendo dedicare metà del nostro tempo a semplificare al massimo tutte le procedure burocratiche. Le aziende high-tech presentano un’incidenza elevata della ricerca e sviluppo sul fatturato (per quasi la metà delle aziende genovesi superiore al 5%) in un Paese che si caratterizza per un rapporto tra la spesa per la ricerca e sviluppo e il PIL, di poco superiore al 1%. 6

7 segue Domanda 3Risposta on. BiasottiRisposta on. Burlando Naturalmente la ricerca di base deve essere accompagnata da quella industriale. Molte imprese di alto livello tecnologico presenti nel nostro territorio, già da tempo dedicano risorse nei settori dell’Information and Communication Technology (ICT), del biomedicale, dell’elettronica di potenza per i motori ferroviari, dell’elettronica fine per il segnalamento e l’automazione ferroviaria, della cantieristica navale di qualità, dell’energia e della nuova grande opportunità che è il nucleare, dove Genova vanta una lunga tradizione di conoscenze e di competenze e noi presteremo loro molta, molta attenzione. Forse la Regione, vista la situazione generale, darà meno finanziamenti, ma dovrà assolutamente far risparmiare tempo e denaro alle imprese. Aiutarle a contenere i costi e a essere più efficienti. Rendendo più efficiente, prima di tutto, la macchina burocratica. Segue: Domanda 3 7

8 Domanda 4Risposta on. BiasottiRisposta on. Burlando Nel Suo programma sono previsti incentivi finanziari per le medie e piccole imprese ad alta tecnologia che si impegnano ad aumentare l’occupazione nel corso del prossimo triennio? Sì certo anche attraverso la rimodulazione e la destinazione dei fondi POR Innovazione Già ora abbiamo un programma straordinario per assegnare incentivi a tutte le aziende che assumono. Sono contributi da 5000 a euro per ogni assunzione. Nel solo primo mese di attuazione ciò ha reso possibile 1500 assunzioni. Si tratta di posti di lavoro recuperati dopo gli effetti della crisi. Ma da pochi giorni è partito un nuovo bando che è aperto anche a chi è in cerca di primo lavoro o è disoccupato da molto tempo. Non escludo che poi si possano valutare iniziative specifiche per le aziende hi-tech, ma queste opportunità possono essere colte subito. 8

9 Domanda 5Risposta on. BiasottiRisposta on. Burlando Qual è la Sua valutazione su questa iniziativa che vedrà presenti - già dalla fine del aziende tecnologiche - a partire da Ericsson - a cui faranno seguito, negli anni successivi, l’insediamento, oltre ad altre aziende tecnologiche, della Facoltà di Ingegneria, i laboratori genovesi del CNR, e così via? In particolare, è possibile estendere ad altre grandi aziende l’Accordo di Programma similmente a quanto già firmato lo scorso anno tra il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero della Ricerca Scientifica e dell’Università, la Regione Liguria ed Ericsson? Come ho già detto prima è una iniziativa molto importante, una vera svolta nel sistema di fare impresa a valore aggiunto e ricerca nella nostra città. Sarà un polo di attrazione formidabile per far crescere tutto il nostro sistema economico. Sarà compito e impegno della mia Giunta, se sarò eletto, quello di avviare un’azione di sensibilizzazione in tal senso. Ritengo che più è importante la massa critica delle imprese che opereranno agli Erzelli più sarà facile creare le condizioni per l’attrazione di investimenti esogeni di imprese non tradizionalmente presenti sul nostro territorio. Mi auguro sicuramente che altri Accordi di Programma – ad. esempio con Siemens - possano essere definiti sul modello di quello per Ericsson. Naturalmente sarà essenziale la continuità dell’impegno del governo nazionale. E’ molto importante che in quest’area cruciale le normative europee consentano incentivi anche alle imprese di grandi dimensioni. Il che non deve farci scordare i più piccoli: non a caso per il SIIT (distretto tecnologico di Genova) abbiamo lavorato per l’inclusione anche di piccole e medie aziende, insieme alle imprese maggiori, l’Università e gli altri soggetti. Il Parco Scientifico e Tecnologico degli Erzelli viene considerato dalle aziende genovesi dell’alta tecnologia una grande opportunità strategica. 9

10 Domanda 6Risposta on. BiasottiRisposta on. Burlando E’ possibile prevedere un progetto ad hoc per incentivare finanziariamente il trasferimento di piccole e piccolissime aziende nel Parco Scientifico e Tecnologico? Dovremmo verificare, come dicevo prima, se all’interno della seconda fase del POR , a partire dalla metà del 2011, possono esserci gli spazi per finanziare e sostenere ed incentivare il trasferimento di piccole imprese nel Parco Scientifico e Tecnologico. Sarebbe utile, come dicevo prima, cercare di creare una massa critica di imprese che consenta anche l’insediamento di nuovi soggetti industriali. Ma è una cosa che studieremo assieme. Elaboreremo un progetto specifico per favorire l’insediamento di piccole e piccolissime imprese a Erzelli e favorire questi processi anche operando su più piani. Prevediamo di costituire un fondo per il Venture capital che dovrebbe agevolare la formazione di nuove imprese indotte dalle ricerche aperte all’IIT, all’Università, al CNR. Si tratta di attivare un sistema Spin Off mirato e efficiente. Ricordo che già adesso le imprese possono ottenere credito agevolato grazie al fondo di garanzia che la Regione ha creato insieme a Unioncamere e alla rete Confidi. Per la prima volta i finanziamenti riguardano anche il capitale circolante. E’ evidente il valore strategico della presenza di piccole e piccolissime aziende tecnologiche agli Erzelli, accanto alle grandi aziende 10

11 Domanda 7Risposta on. BiasottiRisposta on. Burlando Quale, secondo Lei, dovrebbe essere il ruolo di Genova in questo settore che è esemplare dell’alta tecnologia? E che cosa pensa di fare il Governo regionale per lo sviluppo del progetto nucleare? Il progetto del Governo di riavviare il programma nazionale sull’energia nucleare ci vede fortemente favorevoli. Noi saremo pronti a sostenere tutte le iniziative che il Governo vorrà mettere in campo per consentire al Paese di affrancarsi dalla dipendenza del petrolio, coniugando e sviluppando iniziative per una nuova energia nucleare pur sempre nel completo rispetto dei processi di ricerca tendenti alla “green economy”. Genova e la Liguria tutta hanno i numeri per rappresentare l’eccellenza nel settore della produzione di impianti di energia, tradizionali e di nuova concezione, ponendosi all’attenzione internazionale per la capacità di coordinare la ricerca in campo nucleare, dando prospettive ed opportunità di lavoro ed occupazione stabile ai nostri giovani. Credo naturalmente che possa essere una grande occasione per aziende come Ansaldo Nucleare e Ansaldo Energia. La Regione ha finanziato con risorse ingenti i master per le specializzazioni nell’energia nucleare. Insieme al Comune di Genova abbiamo appoggiato l’insediamento a Genova dell’Agenzia nazionale per la sicurezza nazionale. Certo, la Liguria ha chiesto, con molte altre Regioni, che le decisioni sull’attuazione del piano siano concertate con i governi regionali. Il governo ha voluto fare una polemica strumentale su questo. Poi resto sconcertato quando un ministro come Zaia, appena è candidato alla presidenza del Veneto dica che lui la centrale nucleare non la vuole. Il Governo ha deciso di avviare un programma sull’energia nucleare che prevede la realizzazione, nell’arco dei prossimi anni, di nuove centrali. Genova ha subìto in passato, a valle del referendum post Cernobyl, un gravissimo danno e un depauperamento delle capacità tecnologiche impiantistiche e sistemistiche relative al nucleare. Tuttavia Genova è nella condizione ideale per aggregare le risorse tecnologiche nazionali, avendo la sede delle attività Finmeccanica del relativo comparto 11

12 segue Domanda 7Risposta on. BiasottiRisposta on. Burlando Ma lasciatemi sottolineare una contraddizione della giunta regionale uscente ovvero: non si può chiedere l’istituzione a Genova dell’Agenzia Nazionale per l’Energia Nucleare, che noi ovviamente sosterremo con tutti i mezzi disponibili come facemmo per l’insediamento dell’IIT, e contemporaneamente ricorrere alla Corte Costituzionale contro la legge del Governo che rilancia il nucleare. Mi sembra un grottesco tentativo di mediare tra le varie anime della vecchia giunta e quella che oggi viene riproposta ai liguri con uno scarso senso dell’equilibrio. Per queste scelte ci vuole coerenza. E’ chiaro che in una regione come la Liguria è arduo ipotizzare l’insediamento di una centrale: su questo sono d’accordo tutti. Nessun atteggiamento ideologico pregiudiziale quindi. Piuttosto mi chiedo se riusciremo a primeggiare nelle tecnologie da fonti rinnovabili, che per un paese come il nostro sono sicuramente strategiche. Segue: Domanda 7 12

13 Domanda 8Risposta on. BiasottiRisposta on. Burlando Ritiene che possa essere importante – per le sinergie che si potrebbero sviluppare – una diretta presenza dell’IIT agli Erzelli, anche in relazione alla sua necessaria espansione? Se l’IIT avesse la necessità di espandersi, per carenza di spazi, non vedo soluzione migliore allo stato dell’arte che immaginare una sua presenza agli Erzelli. Questo naturalmente consentirebbe di avviare sinergie di scala con imprese ed Università molto importanti e creerebbe una significativa massa critica nella ricerca. L’IIT ha scelto la propria sede, ritenuta adatta alle proprie attività, anche per particolari caratteristiche naturali compatibili con il tipo di laboratori che andavano realizzati. Sarebbe interessante fare un IIT 2 agli Erzelli, più rivolto alle aziende di alta tecnologia liguri. Ritengo sia già un buon risultato comunque essere riusciti, in cinque anni, a deciderne la filosofia, a sceglierne e acquisirne la sede, a ristrutturarla grazie all’impegno di ARTE, e rendere operative 430 persone che vengono da tutto il mondo e che ora fanno ricerca. Sarei disponibile a partecipare al cofinanziamento di un secondo modulo agli Erzelli con la presenza delle aziende e della Facoltà di Ingegneria. L’Istituto Italiano della Tecnologia (IIT) rappresenta una realtà di grandissimo significato e in forte espansione. La sede di Morego risulta ormai saturata. 13

14 Domanda 9Risposta on. BiasottiRisposta on. Burlando Ritiene che l’alta tecnologia possa essere l’asse principale sul quale puntare nei prossimi anni per lo sviluppo della Liguria rispetto alla portualità e al turismo? Sarà sicuramente uno degli assi strategici su cui puntare, senza abbandonare e senza dimenticare altri settori industriali come quello portuale e turistico che non sono affatto maturi ma anzi hanno bisogno di una nuova visione e una nuova politica industriale. L’alta tecnologia può essere il nuovo settore trainante ma a Genova e in Liguria abbiamo anche altre eccellenze. Riprenderemo da dove abbiamo lasciato. Riprenderemo con una politica capace di favorire insediamenti come ad esempio quello di Alcatel-Lucent a Genova che nel panorama della multinazionale franco- statunitense occupa una posizione di tutto rispetto e dove preparatissimi ingegneri e tecnici tutti genovesi e liguri stanno sviluppando le tecnologie della banda larga di quarta generazione. Ecco questo è un esempio, insieme, come dicevo sopra, all’IIT, al Polo della Robotica industriale ed al SIIT, il Distretto dei Sistemi Intelligenti Integrati, al Dixet e alla cittadella tecnologica che nascerà sulla collina degli Erzelli, di come può essere generata ricchezza e nuovi posti di lavoro per i nostri giovani sia laureati che tecnici impedendo loro di migrare verso altri lidi e di depauperare la nostra realtà industriale, economica ed intellettuale. Alta tecnologia, portualità e turismo non sono in contrapposizione, ma sono i tre assi sui quali si fonda lo sviluppo della Liguria. Anche per il turismo serve la tecnologia: basti pensare alla banda larga, ormai indispensabile per attrarre i turisti. Il sistema dei porti liguri chiede nuove tecnologie per ottimizzare la movimentazione delle merci riducendone i tempi. La Regione, attraverso Datasiel, ha investito 5 milioni e 800 mila euro sull’innovazione tecnologica anche nella sanità introducendo la digitalizzazione per alcuni esami specifici e l’informatizzazione delle farmacie e dei medici di famiglia. Penso che sia indispensabile procedere anche per rendere sempre più efficiente la burocrazia. La destra tende a dire chele regole non servono o che si possono eludere. Noi pensiamo che le regole devono essere poche, snelle, efficaci, e quindi bisogna seguirle. Se sarò riconfermato, dedicherò come ho già detto molto tempo per realizzare la semplificazione delle procedure. D’altra parte, il secondo mandato ci darà la possibilità di lavorare sulle linee intraprese senza spendere tempo nella definizione dell’impianto di base. In conclusione, emerge un quadro dell’alta tecnologia in Liguria e a Genova di grande significato e di fortissima potenzialità, che può diventare il fattore strategico di sviluppo e di nuova occupazione. 14


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