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Nelle profondità del mare, viveva un’intera popolazione di tritoni, ognuno di loro aveva un dono diverso, chi aveva il potere di trasformarsi in un.

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Presentazione sul tema: "Nelle profondità del mare, viveva un’intera popolazione di tritoni, ognuno di loro aveva un dono diverso, chi aveva il potere di trasformarsi in un."— Transcript della presentazione:

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3 Nelle profondità del mare, viveva un’intera popolazione di tritoni, ognuno di loro aveva un dono diverso, chi aveva il potere di trasformarsi in un umano, chi leggeva il pensiero, chi riusciva persino a volare. Tutti avevano un dono, a parte Gough. Gough aveva i capelli scuri e gli occhi chiari e, per via del suo carattere scontroso, aveva perso la capacità di allungarsi che lo rendeva invincibile. Il re riteneva che fosse giusto che lui stesso capisse l’importanza del suo dono, togliendoglielo. L’unica cosa che gli rimase fu il coraggio, che dovette usare per proteggere il fiume della città di Bermud, centro di un’antica civiltà. Il suo compito, infatti, era di proteggere quel fiume e di aiutare chiunque si trovasse in difficoltà.

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6 Quella sera, Gough era sdraiato accanto ad un pino a godersi quella dolce tranquillità e ad ascoltare l’ululato dei lupi provenire da poco più lontano, ma poco dopo fu interrotto da una ninfa, che corse verso di lui, spaventata. “Ti prego, aiutami.” – Lei aveva gli occhi azzurri, i capelli lunghi di colore castano e un viso bellissimo anche se bagnato dalle lacrime. Gough era così incantato dalla sua bellezza, che non si accorse di essere travolto da tante altre ninfe, che correvano in ogni direzione impedendogli di seguirla con lo sguardo. Così, la bella scappò via e quando lui se ne accorse, era troppo tardi.

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8 Potè solo raccogliere i suoi orecchini che aveva perso nella fuga e andare a cercarla dall’altra parte del fiume. Lì trovò tutto distrutto, gli alberi erano stati abbattuti e buttati in fondo al fiume dove c’era una forte corrente, che spingeva ogni cosa verso le cascate. Gough si gettò in acqua e capì il problema. C’era la dea Janet, la dea dei tornadi. “Janet, cosa combini?” – Urlò Gough raggiungendola, lei scosse la testa e scoppiò a piangere: “Non riesco più a controllarmi, dovevo aiutare Jodie… Dovevo proteggerla.” “Jodie? E chi è?” – Gough era confuso, era la prima volta che la sentiva nominare, ma non ci diede molto peso. – “Comunque… è compito mio, dovevi dirlo a me.” Janet scosse la testa e scappò via, senza preoccuparsi del disastro che aveva combinato. Gough non era in grado di sistemare le cose, essendo senza poteri non poteva fare nulla, ma quando al re di Bermud giunse la voce, in un batter d’occhio corse da lui.

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12 Era furioso, rosso dalla rabbia, sembrava volesse esplodere. Gough era pieno di difetti e commetteva spesso errori, stavolta, però, non era colpa sua e nessuno aveva il diritto di accusarlo, ma non potendo raccontare la verità, si addossò la colpa. “Gough! Ti avevo detto di stare molto attento, adesso scordati di tornare nel mare! Resterai qui per sempre!” Gough era amareggiato, il desiderio di tornare nel mare era fortissimo, non voleva restare un altro secondo lì. Pensava di odiare tutto e tutti, non voleva più aiutare nessuno, voleva restare da solo. Così quando il re andò via, andò a nascondersi tra i cespugli e restò lì per giorni e giorni, a pensare alla sua vecchia vita e a quella meravigliosa ninfa, era strano, ma pensava di essersene innamorato. Continuava ad accarezzare quegli orecchini di perle bianche e blu con una stella marina azzurra molto grande, come se fossero l’unica cosa rimasta di lei.

13 Un bel giorno si svegliò e gli venne voglia di tornare al mare. Gough non aveva paura di nulla, avrebbe lottato pur di tornare lì dentro. Durante il tragitto, ebbe molti ripensamenti, ma li scacciò via subito, aveva solo un obiettivo e doveva raggiungerlo. Purtroppo accadde tutto il contrario di ciò che immaginava! Il guardiano del mare, un uomo anziano di bassa statura ma molto muscoloso, con lunghi baffi e barba bianca, lo attaccò, e lo cacciò via, concedendogli di restare solo sulla riva. Gough non poteva fare altro, si sedette su uno scoglio e senza volerlo iniziò a pensare al suo amato fratello Ben che non vedeva più da molti anni e che avrebbe voluto in quel momento insieme a lui. Con questi pensieri si addormentò. In quell’istante qualcuno saltò fuori dal mare, ma il tritone era fin troppo distrutto per guardare e reagire.

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15 “Ehi tu!” – Una voce lo interruppe dai suoi pensieri, costringendolo ad alzarsi e a guardare la persona accanto a lui. Girò lo sguardo e si trovò davanti la bella ninfa dagli orecchini di perla. Restò paralizzato, si perse nei suoi occhi, era bella, bella da morire. – “Ehi.. ci sei?” La ninfa muoveva la mano davanti ai suoi occhi, facendogli distogliere lo sguardo dal suo viso, Gough, sorrise a sua volta annuendo. “Mi chiamo Jodie” – Disse lei arrossendo e gli porse la mano. Gough restò di stucco, non pensava che la ninfa di cui parlava Janet fosse proprio lei. – “Io sono Gough.. Ascoltami.. la dea Janet ti sta cercando…” Jodie fece una strana espressione, quasi confusa, poi abbassò lo sguardo e tirò fuori una conchiglia di colore avorio con striature più scure del vestito. – “Ho un problema... Ascoltami, non posso parlare a lungo. Tienila, parleremo attraverso questa.”

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17 Jodie non gli diede neanche il tempo di spiegare, che scappò via, lasciando Gough in sospeso, con quella conchiglia in mano. I due trascorsero mesi a parlare tramite quel mezzo e Gough scoprì che suo fratello Ben era innamorato di lei e che non voleva rinunciarci, ma lei non lo amava, per cui era scappata via, spaventata. Jodie, intanto, in quei mesi si era innamorata di Gough e non voleva passare il resto della sua vita con suo fratello Ben, per cui gli propose di raggiungerla sull’isola di Yamatai dove nessuno li avrebbe mai trovati. Gough non aspettò neanche un altro secondo lì, partì lo stesso giorno e dopo alcuni mesi, finalmente arrivò da lei. I due si abbracciarono e restarono sulla sabbia scottante a stringersi e a rincuorarsi a vicenda. “Sai, sono felice che tu sia qui” – disse Jodie toccandogli una guancia con il palmo della mano, poi si alzò per ad andare a prendere qualcosa da mangiare.

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19 In quell’istante, arrivò qualcuno dal mare, Gough e Jodie pensavano che nessuno conoscesse quel posto, ma quando videro Ben raggiungerli sulla spiaggia, minacciosamente, capirono tutto. “Tu! Sei sempre stato bravo a rubarmi tutto, adesso non ti permetto di portarmi via anche lei!” – non aspettò nemmeno una sua risposta che prese Gough per il collo e lo buttò sott’acqua, cercando di annegarlo. Gough cercò di difendersi, non voleva lasciare Jodie con lui. Lottò con tutte le sue forze fino a quando riuscì a batterlo e uscì dal mare trascinando il corpo di Ben fin sulla riva. In quel momento Jodie gli corse tra le braccia, ringraziandolo per averla salvata. Quando il re raggiunse l’isola, pronto a condannare Gough a morte, non lo trovò e non riuscì più a rintracciarlo. Gough aveva bisogno di essere felice e solo con la bella Jodie lo era, per cui andarono lontano, ancora più lontano dell’isola di Yamatai, dove nessuno potesse più trovarli e vivere per sempre felici e contenti,

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