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Epica classica. èpos parola racconto di imprese eroiche epica.

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Presentazione sul tema: "Epica classica. èpos parola racconto di imprese eroiche epica."— Transcript della presentazione:

1 Epica classica

2 èpos parola racconto di imprese eroiche epica

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5 Omero ? Questione omerica DUBBIO SULLA PATERNITA’ DEI DUE POEMI GRAMMATICI STUDIOSI

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7 epiteti similitudini patronimici formule ripetitive Caratteristiche linguistiche

8 Epiteti: aggettivazioni che servono a meglio descrivere persone, luoghi, oggetti, divinità Similitudini: paragone utilizzato per rappresentare in modo più efficace un personaggio, luogo, azione Patronimici: Designare un personaggio attraverso il nome del padre con l’aggiunta del suffisso - ide Formule ripetitive: formule fisse utilizzate in situazioni simili che servono a favorire il riconoscimento di personaggi, luoghi, e seguire meglio il racconto Achille, piede rapido; Ettore elmo abbagliante; asta ombra lunga Lottarono per Cebrione come due leoni/che sulle cime del monte, per una cerva uccisa,/ entrambi affamati, superbamente combattono… Il pelìde Achille( figlio di Peleo); l’atrìde Agamennone ( figlio di Atreo) Le membra belle si sciolsero; E guardandolo bieco, Achille piede rapido disse:

9 Caratteristiche del proemio IInvocazione alla Musa EEsposizione dell’argomento Iliade: L’ira di Achille per la sottrazione della schiava Briseide da parte di Agamennone Odissea: Il viaggio di Ulisse verso Itaca

10 « Cantami o Diva, del Pelide Achille l'ira funesta che infiniti addusse lutti agli Achei, molte anzi tempo all'Orco generose travolse alme d'eroi, e di cani e d'augelli orrido pasto lor salme abbandonò (così di Giove l'alto consiglio s'adempìa), da quando primamente disgiunse aspra contesa Il re de' prodi Atride e il divo Achille. » Proemio dell’Iliade

11 L’uomo ricco di astuzie raccontami, o Musa, che a lungo / errò dopo ch’ebbe distrutto la rocca sacra di Troia / di molti uomini le città vide e conobbe la mente / molti dolori patì in cuore sul mare / lottando per la sua vita e per il ritorno dei suoi / Ma non li salvò, benché tanto volesse / per loro propria follia si perdettero, pazzi! / che mangiarono i bovi del Sole Iperione / e il Sole distrusse il giorno del loro ritorno… Anche a noi dì qualcosa di queste avventure, o dea, figlia di Zeus. Allora tutti gli altri, quanti evitarono l’abisso di morte / erano a casa, scampati dalla guerra e dal mare / lui solo, che sospirava il ritorno e la sposa / la veneranda ninfa Calipso, la splendida dea, tratteneva / negli antri profondi, volendo che le fosse marito / E quando anche l’anno arrivò, nel girare del tempo / in cui gli filarono i numi che in patria tornasse / in Itaca neppure là doveva sfuggire alle prove / neppure fra i suoi. Tutti gli dei ne avevano pietà / ma non Poseidone; questi serbava rancore violento / contro il divino Odisseo, prima che in patria arrivasse. Proemio dell’Odissea


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