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alle radici della Congregazione delle suore Orsoline SCM.

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Presentazione sul tema: "alle radici della Congregazione delle suore Orsoline SCM."— Transcript della presentazione:

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2 alle radici della Congregazione delle suore Orsoline SCM

3 Sant’Angela Merici * Nasce a Desenzano nel 1474 circa * Fonda la Compagnia di Sant’Orsola, Figlie di sant’Angela * Vive a Desenzano, Brescia e Salò *Muore il 27 gennaio 1540

4 ORIGINI La sua vita si sviluppa nel clima semplice e cristiano della famiglia, sull'esempio dei genitori, acquistando una solida formazione spirituale. A diciotto anni Angela resta sola; viene accolta nella casa di un agiato zio materno, a Salò. Qui per contrastare lo spirito mondano si dedica ad una vita di mortificazione, si fa Terziaria francescana, frequentando i Sacramenti della Confessione e della Comunione.

5 LA SCALA A 26 anni ritorna a Desenzano. Tale permanenza è segnata dall'esperienza di una visione in località Brudazzo (1506): raccolta in preghiera le pare che il cielo si apra e vede scendere angeli e vergini, prefigurazione della futura Compagnia.

6 Nel 1516 si stabilisce a Brescia e diviene la benefattrice e la consigliera più ricercata della città. Sono di questo periodo i pellegrinaggi di Angela: - a Mantova (1520) - in Terra Santa (1524) - a Roma (1525) - al Sacro Monte di Varallo (1529) BRESCIA

7 LA COMPAGNIA - 1 Propone ad altre donne lo stile di vita maturato nella preghiera e nella riflessione. Nel 1531 raccoglie un gruppo di dodici amiche, di ogni classe sociale, con l'impegno di «santificare se stesse per Santificare le famiglie e la società restando nel secolo»!

8 La Compagnia novembre 1535: avvio ufficiale della Compagnia di S. Orsola Itinerario pedagogico-spirituale nel trittico: Regola, Ricordi e Testamento

9 Sant’Orsola

10 Novità di sant’Angela * Grande spirito di comunione ecclesiale: Tenete l’antica strada e usanza della Chiesa, ordinate e confermate da tanti Santi per ispirazione dello Spirito Santo. E fate vita nuova * Partecipazione/coinvolgimento agli eventi sociali. Vive con sofferenza la realtà sociale, politica, religiosa della sua città.

11 Novità di sant’Angela La “questione femminile”: Angela la rileva, la soffre e la affronta con audacia evangelica. L’educazione delle giovani. Alle responsabili: “Abbiatele tutte scolpite nel cuore, una ad una…”. Pedagogia caratterizzata da sentimenti di maternità e di tenerezza: “Siate affabili ed umane con le vostre figlioline”.

12 Novità di sant’Angela Specialmente abbiate cura che siano unite e concordi nel volere, come si legge degli Apostoli e degli altri cristiani della Chiesa primitiva: cioè eran tutti d’un sol cuore”. L’ultima raccomandazione mia che vi faccio, e con la quale fin col sangue vi prego, è che siate concordi, unite insieme tutte d’un cuore e d’un volere. Siate legate l’una all’altra col legame della carità, apprezzandovi, aiutandovi, sopportandovi in Gesù Cristo. Perché, se vi sforzerete di essere così, senza dubbio il Signore Dio sarà in mezzo a voi. Considerate dunque quanto è importante tale unione e concordia. Allora desideratela, cercatela, abbracciatela, conservatela con tutte le vostre forze.

13 Giovanna novelle serve del Signore animate da uno spirito di abnegazione perfetta di sé e zelo indefesso per la salvezza delle anime salvezza e santificazione della classe popolare femminile

14 GIOVANNA Nacque il 23 maggio 1868 a Bolzano Vicentino, mentre i genitori, abitanti a Grigno nel Trentino, allora territorio austriaco, erano di ritorno con il gregge verso la loro casa, sul Colle “dei Meneghini”.

15 Il giorno dopo si fecero premura di farmi battezzare

16 A Breganze… Se supponiamo una persona dabbene ci lasciasse fuori dal paese una casa, sempre perché venisse fondata là la comunità Religiosa, sarei contenta? No, perché più volte il Signore mi ha fatto conoscere che concede questa grazia sì, ma nella terra di Breganze.

17 La chiamata In quell'anno il nostro Arciprete fece un corso d’esercizi alle Figlie di S. Angela Orsoline di Brescia e là concepì il pensiero di istituire nella parrocchia tale congregazione. Il I° Giugno infatti dopo qualche difficoltà fece la prima adunanza e le iscritte furono 7.

18 Verso la sera del 5 Gennaio 1907 arrivò per prima Orsola Balasso… Epifania

19 La fondazione Amatissime nel Signore vi mando tutte unite un saluto ed un bacio… nutro fiducia che si avveri in Noi il detto di S. Angela la quale dice, ove regnerà la pace e il buon accordo ivi sarà la benedizione di Dio. Oh! sì, sia sempre così e Gesù benedetto faccia che la nostra vita si conformi in tutto al Suo santo volere.

20 Le nostre Costituzioni … Il nostro istituto, avendo a fondamento ispiratore la regola di sant’Angela, si considera un ramoscello del grande albero piantato dalla Merici nel giardino mistico della chiesa. (C 15). La nostra missione nella chiesa ci impegna a vivere il mistero del Verbo incarnato, venuto in mezzo a noi non per essere servito ma per servire, a testimoniarlo in uno stile di vitale inserimento nella chiesa e nel mondo ed annunciarlo nel messaggio evangelico e nelle scelte apostoliche per la salvezza e santificazione della donna. (C 16 ) In forza delle prospettive apostoliche alle quali ci apre il carisma, secondo la scelta della nostra fondatrice e la tradizione orsolina, partecipiamo all’opera evangelizzatrice della chiesa promovendo una cultura cristiana nel nostro servizio educativo, pastorale e sociale, specialmente rivolto allo sviluppo del femminile, nei contesti culturali in cui siamo inserite. (C20)

21 2 marzo Oggi 2 marzo 1918 alle ore 3 del pomeriggio nel momento in cui le campane suonavano a festa, perché era di Sabato, spirò la venerata Superiora e Fondatrice Giovanna Meneghini, di vita esemplare e di carattere mite circondata dalle sue quindici figliuole spirituali, lasciandoci nel dolore più intenso, sapendo di aver perduto non un essere qualunque, ma un angelo di bontà e di carità.

22 Gli Scritti di madre Giovanna

23 Tutto è buono e dolce quando lo si prende dalle mani di Dio. Nell’osservare il complesso delle cose scorgo essere sempre più la mano di Dio che conduce tutto… abbi di mira la gloria di Dio, non perdere un minuto che non sia a Lei consacrato e vivi felice nelle Sue mani. (Lett. n. 54) Le differenze a volte sono fastidiose, ma lo Spirito Santo, che suscita questa diversità, può trarre da tutto qualcosa di buono... (EG 131)

24 Coraggio, amatissima sorella, è un monte alto da salire, ma il cammino sarà leggero e soave se saremo unite al nostro diletto Sposo Gesù. Lett. n. 23) Tutta la società può venire arricchita grazie al dialogo che apre nuovi orizzonti al pensiero e amplia le possibilità della ragione. Anche questo è un cammino di armonia e di pacificazione. (EG 242)

25 Il buon Iddio mi faceva sempre più conoscere il niente di questa misera vita, ora con inviti amorosi, ora con rimproveri poiché voleva in certa maniera farmi persuasa che dalla mia corrispondenza al suo amore sarebbe dipeso il buono o il cattivo esito delle cose. La salvezza che Dio ci offre è opera della sua misericordia… Dio, per pura grazia, ci attrae per unirci a Sé. Egli invia il suo Spirito nei nostri cuori per farci suoi figli, per trasformarci e per renderci capaci di rispondere con la nostra vita al suo amore (EG 112).

26 In queste solenni chiamate mi sembrava di avere un cuore così grande e un desiderio così ardente per la salvezza delle anime bastante per abbracciare tutto il mondo. Condividiamo la vita con tutti, ascoltiamo le loro preoccupazioni, collaboriamo materialmente e spiritualmente nelle loro necessità, ci rallegriamo con coloro che sono nella gioia, piangiamo con quelli che piangono e ci impegniamo nella costruzione di un mondo nuovo, gomito a gomito con gli altri. (EG 269)

27 Vi prego specialmente per le gocce che scorrono dalla ferita del Cuore dolcissimo di Gesù, di volervi bene, di trattarvi con grandissima Carità, di compatirvi a correggere i vostri difetti scambievolmente, onde essere forti e costanti nella via incominciata (Lett. n. 49) Per condividere la vita con la gente e donarci generosamente, abbiamo bisogno di riconoscere anche che ogni persona è degna della nostra dedizione. Non per il suo aspetto fisico, per le sue capacità, per il suo linguaggio, per la sua mentalità… Ogni essere umano è oggetto dell’infinita tenerezza del Signore, ed Egli stesso abita nella sua vita. Gesù Cristo ha donato il suo sangue prezioso sulla croce per quella persona. (EG 274)

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