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4°E SIA Informatica A cura di: Gobbi Denise. L’ORGANIZZAZIONE SEQUENZIALE.

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Presentazione sul tema: "4°E SIA Informatica A cura di: Gobbi Denise. L’ORGANIZZAZIONE SEQUENZIALE."— Transcript della presentazione:

1 4°E SIA Informatica A cura di: Gobbi Denise

2 L’ORGANIZZAZIONE SEQUENZIALE

3 Organizzazione logica sequenziale Tra le caratteristiche fondamentali di questo tipo di organizzazione ricordiamo: la possibilità di immissione solo in coda che consente di non perdere l’ordine di immissione; l’utilizzo vantaggioso per le operazioni batch (offline); l’utilizzo svantaggioso per elaborazioni di tipo interattivo (online) a causa degli elevati tempi di risposta; la possibilità di utilizzare esclusivamente un metodo di accesso sequenziale puro.

4 Organizzazione fisica sequenziale Con archivio fisico sequenziale si indica il modo in cui i file sono scritti su disco. Gli archivi sequenziali sono memorizzati sulla memoria di massa attraverso la tecnica dell’allocazione contigua. In questo modo, i blocchi che costituiscono il file sono memorizzati uno di seguito all’altro, ossia in ordine sequenziale. Questo tipo di allocazione presenta vantaggi e svantaggi.

5 I file di testo Esempio: una sezione inizia con la dichiarazione del suo nome racchiuso fra parentesi quadre (nel nostro caso [Sezione1] e [Sezione2]); all’interno di una sezione, l’assegnazione di un valore a un parametro si effettua con un’assegnazione matematica (variabile = valore); una riga che inizia con un punto e virgola (‘;’) è un commento, e in quanto tale viene ignorata.

6 I file CSV i campi sono separati da virgola e vengono racchiusi tra doppi apici se contengono virgole; è preferibile non lasciare spazi prima e dopo i campi; per rappresentare un carattere doppi apici in un campo occorre raddoppiarlo: “ diventa “”.

7 I file XML Un file XML è un file di testo costituito da un insieme di tag. La sua struttura è ad albero: esiste, infatti, un solo tag principale che può contenerne altri, ciascuno dei quali ne può contenere altri ancora e così via.

8 I file binari Un file binario è una pura sequenza di byte, senza alcuna struttura particolare. È un’astrazione di memorizzazione assolutamente generale, utilizzabile per memorizzare informazioni di qualsiasi natura come ”fotografie” della memoria, rappresentazioni interne binarie di numeri, immagini, canzoni campionate e, volendo, anche caratteri! I file binari sono solitamente concepiti come sequenze di byte: i singoli bit che costituiscono il file sono raggruppati in gruppi di otto.

9 LE OPERAZIONI LOGICHE SUGLI ARCHIVI SEQUENZIALI

10 Inserimento Su un archivio non ordinato, l’inserimento non comporta problemi: il record si aggiunge in coda o, se nell’archivio esistono delle posizioni libere, può essere inserito nella prima di esse. I problemi sorgono se l’archivio è ordinato. In questo caso, infatti, occorre individuare l’esatta posizione in cui collocare il record: una volta individuata la posizione occorrerà traslare tutti i record successivi in modo da creare lo spazio.

11 Aggiornamento (riscrittura) Se l’accesso è sequenziale, l’aggiornamento di un record può essere svolto solo riscrivendo l’intero archivio. Le modifiche vengono raccolte in un altro archivio e, successivamente, si provvede all’aggiornamento dell’archivio principale. Nel caso di accesso diretto, invece, l’aggiornamento è una delle operazioni più semplici, da realizzare in tre semplici fasi: ricerca del record di chiave K che si intende aggiornare; modifica del record; riscrittura del record modificato nella stessa posizione.

12 Cancellazione Nel caso di archivi sequenziali ad accesso sequenziale l’unico modo per poter cancellare un record è quello di riscrivere l’intero archivio privato del record stesso servendosi di un archivio di appoggio. Nel caso di archivi sequenziali ad accesso diretto, si effettua una cancellazione logica, predisponendo un apposito campo in grado di contenere un valore la cui presenza indica la cancellazione del record.

13 Ordinamento Occorre fare molta attenzione nella scelta del metodo da applicare per ordinare l’archivio. Molti dei metodi di ordinamento descritti possono essere tranquillamente applicati anche agli archivi sequenziali ad accesso diretto. Ciò non è valido per gli archivi memorizzati su dispositivi ad esclusivo accesso sequenziale.


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