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A PIEDI PER TORINO Chi a l'à vedù Turin e nen la Venaria l'á cunusú la mare e nen la fia. (Chi vide Torino e non Venaria conobbe la madre e non la figlia.)

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Presentazione sul tema: "A PIEDI PER TORINO Chi a l'à vedù Turin e nen la Venaria l'á cunusú la mare e nen la fia. (Chi vide Torino e non Venaria conobbe la madre e non la figlia.)"— Transcript della presentazione:

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2 A PIEDI PER TORINO Chi a l'à vedù Turin e nen la Venaria l'á cunusú la mare e nen la fia. (Chi vide Torino e non Venaria conobbe la madre e non la figlia.)

3 CHIESA SAN LORENZO PALAZZO MADAMA CHIESA DELLA CONSOLATA PALAZZO CARIGNANO PALAZZO REALE

4 In città in particolare ricordiamo: Palazzo Reale (residenza dei Savoia fino al 1865) Palazzo Madama (che ospita il Museo di Arte Antica) Palazzo Carignano (sede del Parlamento Subalpino e del primo Parlamento Italiano, dopo l’Unità Nazionale). 1600: periodo di grande splendore per Torino grazie alla collaborazione di grandi architetti. Realizzazione di grandi monumenti come la cappella della Sacra Sindone. Il maggiore esponente del Barocco a Torino fu Guarino Guarini Il barocco caratterizza lo stile di alcune vie e piazze di Torino.

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6 PALAZZO REALE - Luogo: Torino, Piazza Castello -Cronologia: fine ‘500, inizio ‘600 -Destinazione originale: residenza reale -Destinazione attuale: viene utilizzato come sede di mostre -Cenni storici: è la più importante tra le residenze sabaude del Piemonte. Con l’Unità d’Italia il palazzo rimane sede della monarchia fino al Notevole è lo Scalone d’Onore voluto per celebrare la nascita della nuova nazione. -Committente: Emanuele Filiberto I di Savoia -Architetto: Ascanio Vittozzi

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8 CAPPELLA DELLA SACRA SINDONE -Luogo: Torino, Piazza del Duomo. -Cronologia: Destinazione attuale: Duomo, ma anche sede di mostre, custodisce la Sacra Sindone. -Cenni storici: è l’unica chiesa in stile rinascimentale. Fu costruita tra il 1491 ed il 1498 e successivamente ampliata nel Settecento. La Sindone venne gravemente danneggiata nell’incendio del 5 dicembre 1532 a Chambéry, ma rimase intatta nel più recente incendio del duomo, nella notte tra l’11 ed il 12 aprile 1997 quando le fiamme devastarono la cappella barocca seicentesca del Guarini.

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10 CHIESA DI SAN LORENZO LUOGO: Torino, Piazza Castello CRONOLOGIA: dal 1634 al 1680 COMMITTENTE: Emanuele Filiberto di Savoia ARCHITETTO PRINCIPALE: Guarino Guarini (Modena 1624 – Milano 1683) SCOPO: cappella per le cerimonie sacre familiari dei Savoia. Scopo tipico del Barocco, è creare meraviglia e stupore nel visitatore con la ricchezza di decorazioni (cfr. l’interno). FACCIATA: é proseguimento del palazzo. Non è mai stata realizzata una vera e propria facciata per non alterare l'uniformità architettonica della piazza. SUPERFICIE: liscia e uniforme. Predomina la linea retta. PORTALE: collocato al centro della facciata, decorato da due colonnine con capitelli, da una lunetta con il viso di un angelo e una piccola apertura in cui è raffigurata una stella cometa. CUPOLA: divisa in tamburo (parte più bassa) e lanterna (più in alto).

11 DESCRIZIONE: L’architetto Guarino Guarini trasforma l’ originaria pianta a croce latina in pianta centrale costituita da un grande spazio ottagonale racchiuso da una forma quadrata. L’altare è situato al centro della basilica.

12 Interno di San Lorenzo CRONOLOGIA : costruita il 10 agosto 1657, in onore di S. Lorenzo, che aveva offerto ai Savoia protezione durante la guerra. ARCHITETTO: Guarino Guarini. INTERNO: l’abside è affiancata da 2 tipi di colonne: tortili e normali, entrambe in marmi policromi. E’ ricorrente il colore oro (che richiama il “divino”) e il simbolo “8” = infinito (8 sono le nicchie laterali, la cupola a 8 costoloni …). Vicino ad ogni nicchia sono presenti i ritratti dei 4 Evangelisti. Lo spazio interno è buio: l’unica fonte di luce è la cupola.

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14 LUOGO: Torino, Piazza Carignano PERIODO DI REALIZZAZIONE : 1679 COMMITTENTI: Principe Emanuele Filiberto di Carignano e Savoia ARCHITETTO: Guarino Guarini CENNI STORICI: fu una dimora dei Savoia, sede del Parlamento del Regno di Sardegna e del primo Parlamento italiano. Nei primi anni del ‘900 venne realizzato il Museo del Risorgimento, ancora oggi esistente. DESTINAZIONE ORIGINALE: abitazione dei Carignano. DESTINAZIONE ATTUALE: Museo del Risorgimento. DESCRIZIONE FACCIATE: la facciata è simmetrica ed è costituita da parti concave e convesse, ha un andamento curvilineo a ritmo alternato; è in mattone. Nel pian terreno sono presenti un portale e due fasci di finestre a forma rettangolare di diverse dimensioni.

15 Nel primo piano, detto “piano nobile”, si possono notare alle finestre decorazioni con un fregio, che raffigura il tipico copricapo piumato degli Indiani d’America, piccolo elemento esotico originario del Nuovo Mondo.

16 Nell’ultimo piano è presente un frontone in bronzo con lo stemma dei Savoia e la scritta : “Qui nacque Vittorio Emanuele II”

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18 Palazzo madama Lo scalone di Filippo Juvarra A Torino realizzò la facciata di Palazzo Madama, che è l’avancorpo dell’antico castello al centro di Piazza Castello. All’interno si può osservare un immenso atrio nel quale si snodano le maestose doppie rampe dello scalone d’onore. Filippo Juvarra nato a Messina il 7/03/1678 e deceduto a Madrid il 31/01/1736, fu architetto e scenografo italiano, uno dei massimi esponenti del Barocco, ed operò per lunghi anni a Torino, appositamente chiamato a corte dalla famiglia Savoia. "Palazzo Madama è la sintesi in pietra di tutto il passato torinese." Guido Gozzano

19 Palazzo Madama Palazzo Madama prende il nome da Maria Cristina Di Francia duchessa di Savoia, detta “Madama reale”.

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21 LUOGO: Torino, via Maria Adelaide CRONOLOGIA: iniziata nel XVII secolo e completata nel XVIII secolo. ARCHITETTI: Guarino Guarini e Filippo Juvarra. INTERNO: la chiesa è molto luminosa, la luce proviene dalle finestre posizionate nel tamburo e nella lanterna della Cupola. Vi sono diversi altari, il più importante è quello costruito da Filippo Juvarra. Presenti diversi marmi policromi. ESTERNO: il timpano frontale è sostenuto da quattro colonne con capitello misto. Il timpano esterno presenta varie decorazioni (foglie, fiori,…). In mezzo alle due colonne centrali si trova la porta d’ingresso circondata da un cornicione.

22 Gli ex voto sono immagini oppure oggetti realizzati a mano che rappresentano uno scampato pericolo o una guarigione. Venivano donati alle chiese in riconoscenza di una grazia ricevuta.

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