La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Dopo il declino delle monarchie micenee raccontate da Omero nell’Iliade… Achille Ettore.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Dopo il declino delle monarchie micenee raccontate da Omero nell’Iliade… Achille Ettore."— Transcript della presentazione:

1

2 Dopo il declino delle monarchie micenee raccontate da Omero nell’Iliade… Achille Ettore

3 … sorsero governi aristocratici di nobili guerrieri: gli àristoi, i migliori

4 CHI ERA “IL MIGLIORE” NELLA MENTALITA’ GRECA? Il migliore era il più ricco e quello che poteva vantare di essere nato da una famiglia nobile. I Greci chiamano EUPATRIDI (nati da un buon padre) coloro che avevano questi due requisiti. Sono eupatridi Achille, Aiace, Ulisse nell’Iliade: essi rivendicano infatti la loro fetta di potere e bottino rispetto ad Agamennone che è un loro pari. La società sta cambiando.

5 L’idea della città cambia: dalla cittadella fortificata micenea

6 … si passa ad una nuova concezione dello spazio

7 La polis si organizza su tre livelli

8 Cos’era dunque la polis? Quando i Greci parlavano do polis si riferivano ad un organismo territoriale conformato come nella diapositiva, dato dall’unità di centro urbano e contado, ma si riferivano soprattutto a una realtà politica (la parola polis e politica hanno la stessa radice, una vuol dire stato l’altra “arte di amministrare lo stato”) che prevedeva che chi era al potere (gruppo ristretto o tutto il popolo) gestisse il potere stesso non per il proprio bene o per i propri scopi, ma a nome di tutta la collettività

9 La nuova società è però caratterizzata da una distinzione tra molto netta tra: i nobili (eupatridi) che possiedono la terra e il popolo (demos) senza terra da coltivare, tanto più che alla fine del Medioevo ellenico si registra un forte aumento demografico Necessità di espatriare per cercare nuove terre

10 La prima colonizzazione (XIII- XII sec. a. C.)

11 La seconda colonizzazione (VIII-VII): la Magna Grecia

12 La seconda colonizzazione greca ha come impulso la condizione di povertà del popolo dovuta alla stenocoria (mancanza di terra) I Focesi fondarono: Marsiglia I Calcidesi fondarono: Reggio, Cuma, Napoli, Messina, Milazzo, Imera e Catania I Corinzi fondarono: Potidea, Corcira, Selinunte, Agrigento e Siracusa Gli Spartani fondarono: Taranto I Dori fondarono: Cirene

13 I nuovi insediamenti venivano chiamati apoikie (dal greco apò oikos= lontano da casa): le nuove colonie erano legate culturalmente alla madrepatria ma erano completamente indipendenti, cioè senza vincoli politici ed economici, se non quello di commerciare preferenzialmente con la madrepatria

14 La seconda colonizzazione fu molto più strutturata della prima. Era la polis che organizzava lo spostamento di una parte di cittadini, ai quali forniva mezzi di trasporto, supporto tecnico e organizzativo, armi. La scelta della terra su cui sbarcare era probabilmente ispirata da racconti di marinai e mercanti, ma anche da considerazioni più tecniche e concrete come la facilità degli approdi o la presenza di colture mediterranee che già erano familiari. I Greci che partivano verso nuove terre si ponevano sotto l’autorevole figura dell’ecista, uomo di estrazione aristocratica che in virtù del suo prestigio veniva solennemente investito in madrepatria del compito di fondatore della colonia. Le terre su cui i Greci approdavano erano molto spesso abitate da popolazioni autoctone (Lucani, Bruzi, Iapigi, Sanniti, Messapi…).Come è facile immaginare, l’arrivo dei Greci provocò spesso guerre con tali popoli anche se non mancano esempi di una convivenza pacifica. Una volta arrivati ogni colono otteneva un pezzo di terra detto Kleros (pezzo di terra ottenuto in sorte) delle stesse dimensioni. Si costruiva subito un tempio in onore degli dei della polis d’origine, la metropolis (la città madre). Le divinità venerate erano le stesse, identica la lingua e il bagaglio culturale. I coloni mantenevano la doppia cittadinanza; erano per la maggior parte contadini, ma anche artigiani (per il fabbisogno locale) o anche aristocratici andati in rovina.

15 Le conseguenze della colonizzazione 1.Economiche: aumento dell’ artigianato e del commercio; alla ricchezza fondiaria si affianca quella commerciale. Proprio nel VII sec. a.C. si colloca l’introduzione della moneta, inventata dai Lidi, popolo dell’Asia Minore, che la diffuse tra i Greci delle colonie orientali. Inizialmente le monete erano piccoli lingotti metallici, pesanti circa 400 grammi. In seguito furono costituite da una lega d’oro e d’argento che le rese più maneggevoli, l’elettro, più avanti ancora affiancato da monete d’argento e d’oro (queste ultime rare in Grecia per la scarsità di giacimenti auriferi). Ogni città batteva una propria moneta, che recava impresso un simbolo particolare, quello delle nuove colonie avevano il simbolo della nuova colonia e della madrepatria insieme. Con la moneta arrivò anche la pratica del prestito a interesse ed essendo la moneta circolante ancora scarsa, il denaro veniva prestato a interessi molto elevati. Da qui sarebbe derivata una delle piaghe più radicate della società greca antica: la schiavitù per debiti. 2.Sociali e Politiche: nascita della classe media composta da artigiani e commercianti, nuova antagonista dell’aristocrazia terriera. Nelle colonie gli squilibri sociali sono molto meno evidenti, perché le terre erano distribuite in parti uguali. La condizione di maggiore parità economica favorì la nascita di leggi scritte che garantissero l’ isonomia (uguaglianza di fronte alla legge) 3.Culturali: le nuove colonie permisero la diffusione della civiltà greca in tutto il Mediterraneo. Il benessere economico permise anche ad alcuni cittadini di dedicarsi alla cultura e all’arte; la propensione al dibattito e alla comunione di idee nelle colonie favorì anche la nascita e lo sviluppo dell’arte oratoria e della filosofia. La Magna Grecia diventò ben presto la culla di importanti scuole di sapienza, prima fra tutte quella di Pitagora, che originario dell’isola di Samo, emigrò a Crotone dove fondò la sua scuola filosofica

16 Tetradramma ateniese

17 La moneta  ogni città conia monete con un segno particolare che ne permetta l’identificazione  le prime monete erano ‘incuse’, cioè con un’impronta incavata e non a rilievo Moneta incusa di Taranto (VI secolo a. C.) Moneta incusa di Sìbari (circa 550 a. C.)

18 A partire dall’VIII sec. cambiano anche le strategie militari: all’individualismo degli eroi omerici

19 si sostituisce la falange oplitica, fanteria di cui fanno parte gli aristocratici ed i cittadini dei ceti medi

20

21 nella falange oplitica non conta l’eroismo individuale ma la disciplina e la solidarietà con cui si mantiene il posto assegnato: l’integrazione del guerriero nel gruppo è anche integrazione politica

22 Come la falange oplitica influì sullo sviluppo di società a partecipazione politica popolare? I contadini- soldato, chiamati ad armarsi “alla leggera”, ad abbandonare le loro terre per difendere la loro polis in caso di necessità, reclamarono una maggior partecipazione del loro ceto sociale alle decisioni della loro città. L’ecclesia, assemblea popolare, che nelle società più antiche aveva solo un ruolo formale, crebbe d’importanza politica nel corso dei secoli.

23 Le varie forme di costituzione presenti in Grecia Monarchia (assai rara): il re si chiamava Basileus ed era affiancato da un consiglio di nobili anziani: la gherusia che poteva avere anche un potere giudiziario (giudicare su un certo tipo di reati). Il re non era però un monarca assoluto, ma doveva sempre dimostrare di governare per il bene della collettività. Aristocrazia (governo dei “migliori”): a governare è un gruppo ristretto di persone (oligarchia) che si fregia di discendere da famiglie nobili e possidenti (eupatridi).Tali famiglie sono riunite in clan gentilizi che si riconoscono nello stesso capostipite. La maggior parte delle terre è nelle loro mani. Esistono assemblee popolari ma hanno solo un valore formale. Democrazia (governo del demos): tale tipo di costituzione si afferma in età posteriore rispetto alle altre forme costituzionali e non in tutte le poleis (ad esempio Sparta non fu mai democratica). Le costituzioni di questo tipo danno voce al popolo e ai suoi rappresentanti e si articoleranno in vari modi. Spesso le poleis greche avevano una costituzione mista.

24 Tra il VII e il VI secolo a. C. in molte città greche si affermano però anche ordinamenti politici di natura timocràtica ( basati cioè sul possesso della ricchezza, timè + cràtos= forza) In tali ordinamenti spesso a capo delle polis troviamo una sola persona detta tiranno. L’accezione negativa che si dà oggi a tale parola non è presente necessariamente nella lingua greca. La figura del tiranno è legata infatti alla formazione di una classe di nuovi ricchi che si va formando subito dopo il processo di colonizzazione, grazie a commerci internazionali. Tali persone dispongono di ingenti quantità di denaro da spendere, con le quali finanziare lavori pubblici, spettacoli o dare lavoro a chi non ne ha. Attraverso quindi manovre demagogiche, spesso facendo promesse impossibili da mantenere, questi personaggi riescono a guadagnarsi il favore del popolo, che si affida a loro per scacciare i nobili, visti ormai come una “casta” parassitaria che non fa nulla per eliminare le disparità tra poveri e ricchi. In un primo momento i tiranni governano per il bene del popolo e solo secondariamente si comporteranno come monarchi facendosi cacciare dalle polis. Tale struttura politica, la tirannide appunto, fu particolarmente diffusa nelle colonie. I tiranni

25 Pìttaco 600 a. C. I più famosi tiranni Cìpselo VIII secolo a. C. Pisìstrato 550 a. C. Polìcrate VIII secolo a. C.


Scaricare ppt "Dopo il declino delle monarchie micenee raccontate da Omero nell’Iliade… Achille Ettore."

Presentazioni simili


Annunci Google