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1 IL RAPPORTO DI LAVORO (retribuzione, prestazione di lavoro, tempo di lavoro) Lezione 7 a.a. 2007-2008 Piera Campanella.

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1 1 IL RAPPORTO DI LAVORO (retribuzione, prestazione di lavoro, tempo di lavoro) Lezione 7 a.a Piera Campanella

2 2 CONTENUTO DEL RAPPORTO DI LAVORO Datore di lavoro Obbligazioni fondamentali Obbligo di retribuire Dovere di sicurezza Ulteriori posizioni Poteri: direttivo Lavoratore Obbligazioni fondamentali Obbligo di prestare lavoro Obbligo di diligenza Ulteriori posizioni Dovere di obbedienza Obbligo di fedeltà disciplinare controllo

3 3 LA RETRIBUZIONE: FONTI Fonti Legge Art. 36 proporzionalità sufficienza Art. 37 Non discriminazione per sesso ed età Contrattazione Costituzione Artt ss.Codice civile Voci retributive Misura retribuzione collettivaindividuale Es. Superminimi individuali

4 4 NOZIONE DI RETRIBUZIONE La retribuzione costituisce loggetto dellobbligazione principale cui è tenuto il datore di lavoro come corrispettivo della prestazione lavorativa Principio onnicomprensività Determinatezza (art c.c.) Obbligatorietà (art c.c.) Corrispettività (art c.c.) Continuità (art c.c.) Finalità Retribuzione - corrispettivo Retribuzione - parametro Ma: pluralità nozioni Inesistenza di un principio di onnicomprensività della retribuzione. Necessità di interpretazione di volta in volta della legge o della clausola del contratto collettivo

5 5 FORME LEGALI DI RETRIBUZIONE Art c.c. Tempo Cottimo Provvigione In natura Partecipazione ai prodotti Partecipazione agli utili Unica a poter essere esclusiva Art. 36 Cost.

6 6 VOCI RETRIBUTIVE CONTRATTUALI Retribuzione tabellare in base a qualifica contrattuale del lavoratore Indennità vacanza contrattuale Adeguamento in percentuale allinflazione in caso di ritardo nel rinnovo del CCNL di oltre 3 mesi Superminimi Compensi in cifra fissa a carattere collettivo o individuale Scatti di anzianità In genere biennali Premi Vedi: retribuzione variabile del Protocollo del luglio 1993 Gratifiche Esempio: tredicesima Indennità varie Esempio: indennità di reperibilità o quelle ex art c.c. Trattamento di fine rapporto Elemento di retribuzione differita

7 7 LA PRESTAZIONE DI LAVORO MANSIONI-QUALIFICHE- CATEGORIE Mansioni (tipo di attività oggetto dellobbligazione di lavoro) Qualifiche (gruppi di mansioni risultanti dalla classificazione) Categorie (raggruppamenti di qualifiche) Categorie (art c.c.) Dirigenti Quadri (L. n. 190/1985) Impiegati (R.D.L. n. 1825/1924) Operai

8 8 IMPIEGATI E OPERAI: CRITERI DISTINTIVI Criteri definitori della categoria impiegatizia art. 1 R.D.L. n. 1825/1924 (c.d. legge sullimpiego privato) Svolgimento di attività professionale con funzioni di collaborazione, tanto di concetto che di opera, eccettuata ogni prestazione di mera manodopera Tendenza al superamento della distinzione tra operai e impiegati

9 9 QUADRI Nozione Sono quei lavoratori che, pur non appartenendo alla categoria dei dirigenti, svolgono funzioni con carattere continuativo di rilevante importanza ai fini dello sviluppo e dellattuazione degli obiettivi dellimpresa Requisiti di appartenenza Rinvio alla contrattazione collettiva nazionale o aziendale Disciplina Tutela delle innovazioni ed invenzioni Assicurazione contro il rischio di responsabilità civile verso i terzi Disciplina ad hoc per le mansioni superiori

10 10 DIRIGENTI Disciplina speciale del rapporto Disciplina legale negativa (Inapplicabilità di una serie di tutele) Disciplina contrattuale positiva (migliorativa specie per preavviso, retribuzione, fringe benefits) Criteri di identificazione Per i giudici, è dirigente lalter ego dellimprenditore, preposto alla direzione dellintera impresa o ad un ramo importante e autonomo di questa e provvisto a tal fine di piena autonomia nellambito delle direttive generali dellimprenditore Allargamento della categoria: qualifica convenzionale e crisi dellunitarietà della categoria Il dirigente apicale o top manager

11 11 INQUADRAMENTO CONTRATTUALE Rilevanza di qualifiche e categorie Disciplina contrattuale di qualifiche e categorie Il c.d. inquadramento unico: classificazione unica delle varie categorie in base ad un numero ridotto di livelli, con collocazione qui delle varie qualifiche a fini retributivi, identificate mediante declaratorie generali e descrizione esemplificativa delle mansioni ricondottevi. Levoluzione del sistema: tentativi di sperimentazione di nuovi modelli, di classificazione più flessibile, per aree

12 12 OBBLIGHI DEL LAVORATORE Prestazione di lavoro subordinato Diligenza (art. 2104, c. 1, c.c.) Obbedienza (art. 2104, c. 2, c.c.) Fedeltà (art. 2105)

13 13 DILIGENZA E OBBEDIENZA Costituiscono specificazioni dellobbligazione lavorativa OBBLIGO DI DILIGENZA Nozione: criterio di misura della prestazione. Contenuto della obbligazione lavorativa è la prestazione diligente. Parametri : 1) la natura della prestazione: il riferimento è alla qualità del lavoro prestato, risultante dalle mansioni, dalle qualifiche o dai profili professionali che la definiscono; 2) interesse della produzione nazionale: abrogato con la caduta del regime corporativo; 3) linteresse dellimpresa: la prestazione va rapportata, oltre che ai caratteri dellattività lavorativa in senso stretto, alle particolari esigenze dellorganizzazione cui il rapporto si inserisce. Deve poter essere utilmente coordinata nellambito della complessiva organizzazione aziendale. DOVERE DI OBBEDIENZA Nozione: Si tratta non di un obbligo a sé, ma della posizione del lavoratore correlativa al potere direttivo del datore. Lobbedienza implica losservanza delle disposizioni impartite dallimprenditore e dai collaboratori di questo dai quali il lavoratore dipende per la esecuzione e per la disciplina del lavoro.

14 14 FEDELTA Obbligo accessorio allobbligazione principale di lavorare Nozione: Inesistenza di un obbligo di fedeltà in senso proprio, che implicherebbe un vincolo particolarmente intenso, esteso ad ogni condotta attiva o omissiva richiesta dalla realizzazione dellinteresse dedotto nel rapporto. Un vincolo che non si giustifica nella nostra concezione contrattualistica del rapporto di lavoro. Così lobbligo di fedeltà si riduce in semplici comportamenti omissivi, integrativi ed accessori rispetto alla prestazione principale di lavorare Contenuto: tutela di un interesse del datore distinto da quello primario alla prestazione di lavoro, linteresse, cioè, alla capacità di concorrenza dellimpresa e alla sua posizione di mercato. Il duplice obbligo, di non concorrenza e di riservatezza Obbligo di non concorrenza:astensione del lavoratore da ogni atto di concorrenza suscettibile di recare danno allimpresa (c.d. concorrenza differenziale); permane solo in vigenza del rapporto di lavoro Patto di non concorrenza: Riferimento normativo: art c.c. Requisiti: a) Forma scritta ad substantiam; b) Durata (3 anni; 5 per i dirigenti); c) Oggetto d) Luogo e) Corrispettivo Obbligo di riservatezza aziendale: divieto per il lavoratore di divulgare le notizie di carattere organizzativo e produttivo conosciute in ragione del suo inserimento nellimpresa, nonché di farne uso in modo da potervi recare pregiudizio. Oggetto di tutela sono tutte le notizie sia esclusive dellazienda (Know – how, elenco clienti), sia in sé neutre (bilancio non pubblicato, organigramma), la cui conoscenza esterna sia anche solo potenzialmente pericolosa per l'azienda stessa. Lobbligo persiste anche dopo la cessazione del rapporto

15 15 Art. 36 Cost. Artt cod. civ. D.Lgs. n. 66/2003 HA ATTUATO LA DIR. N. 94/103/UE ha abrogato il precedente RDL n. 692/1923 e art. 13 L. n. 196/1997 D.Lgs. n. 66/2003 HA ATTUATO LA DIR. N. 94/103/UE ha abrogato il precedente RDL n. 692/1923 e art. 13 L. n. 196/1997

16 16 conformemente allorientamento del legislatore comunitario, si opera in direzione di Unapertura verso forme di gestione flessibile dellorario Una valorizzazione in tal senso dellopera della contrattazione collettiva

17 17 Orario NORMALE (40 ore settimanali) eventualmente MULTIPERIODALE (media in periodo max annuale) (ART. 3) Orario NORMALE (40 ore settimanali) eventualmente MULTIPERIODALE (media in periodo max annuale) (ART. 3) Orario MASSIMO settimanale (ordinario e straordinario = 48 ore in media) (ART. 4) Orario MASSIMO settimanale (ordinario e straordinario = 48 ore in media) (ART. 4) Orario MASSIMO giornaliero (di regola 13 ore) PUO DEDURSI SOLO IMPLICITAMENTE (ART. 7) Orario MASSIMO giornaliero (di regola 13 ore) PUO DEDURSI SOLO IMPLICITAMENTE (ART. 7)

18 18 Il lavoro straordinario è quello oltre lorario normale legale (40 ore settimanali) diversamente dal lavoro supplementare, che è oltre lorario normale contrattuale ed entro quello legale A livello giornaliero Orario normale + orario straordinario = 13 ore A livello settimanale Orario normale + orario straordinario = 48 ore di media I limiti specifici al lavoro straordinario, entrambi superabili dalla contrattazione collettiva Il consenso del lavoratore Il limite delle 250 ore annue La maggiorazione retributiva, senza previsione di un minimo legale è affidata alla contrattazione collettiva, che può prevedere riposi compensativi in aggiunta o in alternativa

19 19 Periodo notturno : Periodo di almeno 7 ore consecutive comprendenti lintervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino I limiti di DURATA del lavoro notturno : Non può superare le 8 ore complessive (comprensive anche del lavoro Straordinario) in 24 ore o nel più ampio periodo di cui al contratto collettivo I TRATTAMENTI ECONOMICI INDENNITARI: Rinvio alla contrattazione collettiva che potrà anche propendere per meri riposi compensativi. Si può parlare di abrogazione implicita dellart. 2108? Obblighi di informazione e consultazione : a favore delle RSU Diritto ad accertamenti sanitari almeno biennali Divieti di lavoro notturno per apprendisti minorenni, minori, genitori e donne in gravidanza

20 20 RIPOSO GIORNALIERO (art. 7): di regola 11 ore di riposo consecutive ogni 24 ore PAUSA GIORNALIERA (ART. 8): obbligatoria in caso di orario giornaliero eccedente le 6 ore RIPOSO SETTIMANALE (art. 9) consiste in almeno 24 ore consecutive ogni 7 giorni, di regola coincidenti con la domenica, ma con deroghe per alcune categorie di lavoratori e derogabilità generale ad opera della contrattazione collettiva Possibile contrasto con art. 36, c. 3, Cost. E ammessa altresì la collocabilità in giorno diverso dalla domenica in varie ipotesi. LAVORO FESTIVO: Quando consentito e quindi legittimo, il lavoro in giornata festiva va retribuito con una maggiorazione, secondo le previsioni del contratto collettivo. Quando, invece, è prestato illegittimamente, si applica lart c.c.

21 21 Principi generali Irrinunciabilità delle ferie (art. 36) Introannualità delle ferie: queste maturano nella quantità di 1/12 ogni mese o frazione di mese superiore a 15 giorni (C. Cost. n. 616/1987) Modalità di godimento delle ferie La decisione rientra nel potere unilaterale del datore, che deve comunicarlo al lavoratore e deve contemperare le esigenze dellimpresa con gli interessi del lavoratore 2 settimane vanno godute entro lanno con diritto alla continuatività Le altre vanno godute nei successivi 18 mesi Vanno sempre retribuite La malattia sospende il decorso delle ferie, se impedisce a queste ultime di svolgere La loro funzione protettiva verso la salute del lavoratore. Durata 4 settimane


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