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1 La gestione dei rifiuti. 2 Classificazione dei rifiuti in base allo stato fisico Rifiuti gassosi Rientrano nell’ambito normativo del DPR 203/88 Rifiuti.

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1 1 La gestione dei rifiuti

2 2 Classificazione dei rifiuti in base allo stato fisico Rifiuti gassosi Rientrano nell’ambito normativo del DPR 203/88 Rifiuti liquidi Rifiuti solidi Rientrano nell’ambito normativo del Decreto Ronchi (D.Lgs. 22/97 e succ. modifiche e integrazioni)

3 3 Rifiuti gassosi DPR 203/1988 DPCM del 21/07/1989 Non sono soggetti alla procedura autorizzatoria del DPR 203/1988 … i laboratori di analisi e ricerca e gli impianti pilota per prove, ricerche, sperimentazioni, individuazioni di prototipi. La presente disposizione non si applica per quanto riguarda le sostanze ritenute cancerogene, mutagene o di tossicità e cumulabilità particolarmente elevate.

4 4 Rifiuti liquidi e solidi D. Lgs. 22/97 e succ. Applicazione Rifiuti Rifiuti pericolosi Imballaggi Rifiuti di imballaggi

5 5 Rifiuti liquidi e solidi D. Lgs. 22/97 e succ. Esclusioni Effluenti gassosi Rifiuti radioattivi Rifiuti da sfruttamento delle cave Carogne e rifiuti agricoli Acque di scarico Materiali esplosivi in disuso

6 6 Rifiuti liquidi e solidi D. Lgs. 22/97 e succ. Finalità Elevata protezione dell’ambiente Senza pericolo per la salute dell’uomo Riduzione della produzione Riduzione della pericolosità Riutilizzo Recupero Riciclaggio

7 7 Definizioni D. Lgs. 22/97 e succ. Rifiuto Qualsiasi sostanza od oggetto che rientra nelle categorie riportate nell’allegato A e di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi. Produttore La persona la cui attività ha prodotto i rifiuti

8 8 Definizioni D. Lgs. 22/97 e succ. Deposito temporaneo Il raggruppamento dei rifiuti effettuato, prima della raccolta, nel luogo in cui sono prodotti. Raccolta L’operazione di prelievo, di cernita e di raggruppamento dei rifiuti per il loro trasporto

9 9 Definizioni D. Lgs. 22/97 e succ. Riciclare Riutilizzare materiali di scarto all’interno di un processo produttivo Riutilizzare Utilizzare di nuovo cose già usate destinandole anche ad usi diversi dal primitivo

10 10 Definizioni D. Lgs. 22/97 e succ. Differenziare Essere o diventare differente, diverso Recuperare Riacquistare riprendere nel possesso o nell’uso ciò che era nostro o che ci era stato tolto Riprendere cose gettate o perdute

11 11 Classificazione dei rifiuti D. Lgs. 22/97 e succ. Secondo l’origine Rifiuti urbani Rifiuti speciali Secondo la pericolosità Rifiuti pericolosi Rifiuti non pericolosi

12 12 Rifiuti urbani D. Lgs. 22/97 e succ. I rifiuti domestici I rifiuti non pericolosi assimilati agli urbani I rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade I rifiuti giacenti su strade o aree pubbliche I rifiuti vegetali provenienti da aree verdi e aree cimiteriali I rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni

13 13 Rifiuti speciali D. Lgs. 22/97 e succ. I rifiuti da attività agricole e agro-industriali I rifiuti derivanti da attività di demolizione, costruzione, scavo I rifiuti da lavorazioni industriali I rifiuti da lavorazioni artigianali I rifiuti da attività commerciali I rifiuti da attività di servizio I rifiuti da attività di recupero e smaltimento rifiuti I rifiuti da attività sanitarie Macchinari e apparecchiature deteriorati ed obsoleti I veicoli a motore fuori uso e loro parti

14 14 L’Ateneo di Bologna produce quindi……… RIFIUTI SPECIALI PERICOLOSI NON PERICOLOSI assimilabili agli urbani non assimilabili agli urbani ex tossico-nocivi sanitari

15 15 Pericolosi o non pericolosi? A ciascun rifiuto prodotto deve essere assegnato un codice dal catalogo europeo rifiuti (C.E.R.) Allegati A e D  Nuovo elenco dei rifiuti Occorre prima individuare la fonte che da origine al rifiuto, poi la tipologia di rifiuto comprensiva di quella prodotta I codici con accanto un * indicano un rifiuto pericoloso

16 16 Pericolosi o non pericolosi? INDICE Capitoli dell'elenco 01 Rifiuti derivanti da prospezione, estrazione da miniera o cava, nonché dal trattamento fisico o chimico di minerali 02 Rifiuti prodotti da agricoltura, orticoltura, acquacoltura, selvicoltura, caccia e pesca, trattamento e preparazione di alimenti 03 Rifiuti della lavorazione del legno e della produzione di pannelli, mobili, polpa, carta e cartone 04 Rifiuti della lavorazione di pelli e pellicce e dell'industria tessile 05 Rifiuti della raffinazione del petrolio, purificazione del gas naturale e trattamento pirolitico del carbone 06 Rifiuti dei processi chimici inorganici 07 Rifiuti dei processi chimici organici 08 Rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di rivestimenti (pitture, vernici e smalti vetrati), adesivi, sigillanti e inchiostri per stampa 09 Rifiuti dell'industria fotografica 10 Rifiuti provenienti da processi termici 11 Rifiuti prodotti dal trattamento chimico superficiale e dal rivestimento di metalli ed altri materiali; idrometallurgia non ferrosa

17 17 Pericolosi o non pericolosi? INDICE Capitoli dell'elenco 12 Rifiuti prodotti dalla lavorazione e dal trattamento fisico e meccanico superficiale di metalli e plastica 13 Oli esauriti e residui di combustibili liquidi (tranne oli commestibili, 05 e 12) 14 Solventi organici, refrigeranti e propellenti di scarto (tranne le voci 07 e 08) 15 Rifiuti di imballaggio, assorbenti, stracci, materiali filtranti e indumenti protettivi (non specificati altrimenti) 16 Rifiuti non specificati altrimenti nell'elenco 17 Rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione (compreso il terreno proveniente da siti contaminati) 18 Rifiuti prodotti dal settore sanitario e veterinario o da attività di ricerca collegate (tranne i rifiuti di cucina e di ristorazione che non derivino direttamente da trattamento terapeutico) 19 Rifiuti prodotti da impianti di trattamento dei rifiuti, impianti di trattamento delle acque reflue fuori sito, nonché dalla potabilizzazione dell'acqua e dalla sua preparazione per uso industriale 20 Rifiuti urbani (rifiuti domestici e assimilabili prodotti da attività commerciali e industriali nonché dalle istituzioni) inclusi i rifiuti della raccolta differenziata

18 18 Pericolosi o non pericolosi? 06 RIFIUTI DEI PROCESSI CHIMICI INORGANICI rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di acidi * acido solforico ed acido solforoso * acido cloridrico * acido fluoridrico * acido fosforico e fosforoso * acido nitrico e acido nitroso * altri acidi rifiuti non specificati altrimenti rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di basi * idrossido di calcio * idrossido di ammonio * idrossido di sodio e di potassio * altre basi rifiuti non specificati altrimenti rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di sali, loro soluzioni e ossidi metallici * sali e loro soluzioni, contenenti cianuri * sali e loro soluzioni, contenenti metalli pesanti sali e loro soluzioni, diversi da quelli di cui alle voci e * ossidi metallici contenenti metalli pesanti ossidi metallici, diversi da quelli di cui alla voce rifiuti non specificati altrimenti

19 19 Assimilabili o non assimilabili? Regolamento Comunale per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati, della raccolta differenziata e di altri servizi di igiene ambientale  Stabilisce l’assimilazione per qualità e quantità dei rifiuti speciali non pericolosi ai fini della raccolta e dello smaltimento.  Non si applica ai rifiuti allo stato liquido Criterio qualitativo  solidi non pericolosi Criterio quantitativo  produttività inferiore ai 10 kg/m 2 /anno o 0,1 m 3 /m 2 /anno

20 20 Rifiuti speciali pericolosi Obblighi Deposito temporaneo effettuato per tipi omogenei e nel rispetto delle norme tecniche Registro di carico e scarico Formulario di identificazione Comunicazione annuale MUD

21 21 Deposito Temporaneo Rifiuti – D.T.R. Il quantitativo massimo di rifiuti presenti non deve mai superare i 10 m 3 Se durante l’anno non si superano mai i 10 m 3 lo smaltimento deve avvenire almeno una volta all’anno Il deposito deve essere effettuato per tipi omogenei I rifiuti devono essere etichettati PCB e PCT < 25 ppm Policlorodibenzo diossine, furani o fenoli < 2.5 ppm

22 22 Deposito Temporaneo Rifiuti – D.T.R. Il locale deve essere custodito o chiuso a chiave, coperto, aerato Impianto elettrico adatto Bacino di contenimento Segnaletica Procedure Dispositivi di protezione e di spegnimento

23 23 Registro di carico e scarico Il registro è composto da fogli numerati e vidimati dall’Ufficio del Registro Le annotazioni devono essere fatte entro una settimana dal carico o dallo scarico I registri devono essere conservati per cinque anni Nello scarico occorre indicare anche il numero di formulario

24 24 Formulario di identificazione dei rifiuti Il formulario è un documento obbligatorio per tutti i rifiuti speciali I formulari devono essere numerati e vidimati dall’Ufficio del Registro Deve essere redatto in quattro copie Le copie del formulario devono essere conservate per cinque anni

25 25 Comunicazione annuale - MUD Entro il 30 aprile di ogni anno occorre comunicare al Catasto dei Rifiuti le quantità e le caratteristiche dei rifiuti pericolosi prodotti tramite MUD (Modello Unico di Dichiarazione Ambientale) I rifiuti oggetto della comunicazione sono quelli prodotti nell’anno solare precedente Il M.U.D. deve essere accompagnato dall’Attestazione dell’avvenuto pagamento dei diritti di segreteria

26 26 Rifiuti sanitari Decreto Ministeriale n° 219 del 26/06/2000 Regolamento recante la disciplina per la gestione dei rifiuti sanitari, ai sensi dell’articolo 45 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22.

27 27 Rifiuti sanitari Definizioni Rifiuti sanitari i rifiuti che derivano da strutture pubbliche e private che svolgono attività medica e veterinaria di prevenzione, di diagnosi, di cura, di riabilitazione e di ricerca ed erogano le prestazioni di cui alla legge 23 dicembre 1978, Rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo Rifiuti sanitari pericolosi non a rischio infettivo Rifiuti sanitari non pericolosi Rifiuti sanitari assimilati ai rifiuti urbani Rifiuti sanitari con particolare gestione

28 28 Rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo Tutti i rifiuti che provengono da ambienti di isolamento infettivo I rifiuti contaminati da: sangue o altri liquidi biologici che contengono sangue in quantità tale da renderlo visibile feci o urine, nel caso in cui sia ravvisata clinicamente dal medico che ha in cura il paziente una patologia trasmissibile attraverso tali escreti liquido seminale, secrezioni vaginali, liquido cerebro- spinale, liquido sinoviale, liquido pleurico, liquido peritoneale, liquido pericardico o liquido amniotico I rifiuti provenienti da attività veterinaria: contaminati da agenti patogeni a contatto con liquidi escreti patogeni

29 29 Rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo: tipologie CER * o * Rifiuti a rischio infettivo Cannule, drenaggi, cateteri, sonde, cuvette, deflussori, pannolini, assorbenti, guanti e altri meteriali monouso, materiale per medicazione, lettiere per animali da esperimento, contenitori vuoti di vaccini ad antigene vivo, ecc. Rifiuti provenienti da attività di ricerca Piastre, terreni di colture e altro materiale contaminati da agenti patogeni Rifiuti taglienti Aghi, siringhe, lame, vetri, lancette pungidito, rasoi, bisturi monouso Rifiuti anatomici Tessuti, organi e parti anatomiche non riconoscibili. Animali da esperimento

30 30 Rifiuti sanitari speciali non pericolosi Rifiuti taglienti inutilizzati CER o Aghi, siringhe, lame, rasoi Rifiuti farmaceutici CER o Farmaci scaduti, farmaci di ritorno dai reparti Contenitori vuoti CER o Contenitori vuoti di farmaci, di farmaci veterinari, dei prodotti ad azione disinfettante, di farmaci veterinari prefabbricati, di vaccini ad antigene spento, di soluzioni per infusione, di premiscele per alimenti medicamentosi

31 31 Rifiuti sanitari speciali non pericolosi assimilabili agli urbani Rifiuti derivanti dalla preparazione dei pasti provenienti dalle cucine delle strutture sanitarie Rifiuti derivanti dall’attività di ristorazione Residui dei pasti dai reparti di degenza Vetro, carta, cartone, plastica, metalli, imballaggi in genere, materiali ingombranti da conferire nella raccolta differenziata Spazzatura Rifiuti costituiti da indumenti monouso Rifiuti provenienti da attività di giardinaggio Gessi ortopedici Assorbenti igienici, pannolini pediatrici, pannoloni Rifiuti sanitari a solo rischio infettivo assoggettati a procedimento di sterilizzazione

32 32 Rifiuti sanitari speciali non pericolosi assimilabili agli urbani Procedimento di sterilizzazione Abbattimento della carica microbica tale da garantire un S.A.L. (Sterility Assurance Level) non inferiore a La sterilizzazione deve essere effettuata secondo le norme UNI 10384/94, mediante procedimento che comprenda anche la triturazione e l’essicamento ai fini della non riconoscibilità, della maggior efficacia del trattamento e della riduzione dei volumi.

33 33 Rifiuti sanitari che richiedono particolari sistemi di gestione Farmaci e materiali antiblastici per uso umano e veterinario Sostanze stupefacenti e altre sostanze psicotrope Parti anatomiche riconoscibili (DPR 285 del 10/09/90)

34 34 Rifiuti sanitari Imballaggi Rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo Imballaggio a perdere, anche flessibile, recante la scritta “Rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo” e simbolo del rischio biologico Rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo taglienti e pungenti Imballaggio rigido a perdere recante la scritta “Rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo taglienti e pungenti” Entrambi vanno messi in un secondo imballaggio rigido esterno recante la scritta “Rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo”

35 35 La gestione dei rifiuti all’interno dell’Ateneo di Bologna Costituzione del Nucleo Tecnico Rifiuti Nu.Te.R. Ditte smaltitrici:Sa.Me.Co Protex

36 36 Attività svolta dal Nucleo Tecnico Rifiuti e dal SPP Formazione e informazione Stesura di un Manuale di gestione dei Rifiuti Assegnazione codici CER Individuazione dei depositi temporanei Smaltimento rifiuti sanitari Bonifica e smaltimento di amianto in apparecchiature Smaltimento toner Indicazioni per smaltimenti di particolare natura

37 37 Indicazioni per smaltimenti di particolare natura Oli esausti:lo smaltimento può avvenire mediante il “Consorzio Obbligatorio Oli Usati” (tel. 051/384792). Per far ciò occorre scaricare l’olio in un recipiente senza mescolarlo con altri oli di provenienza diversa. Se l’olio non è contaminato lo smaltimento è gratuito (es. pompe) se invece fosse contaminato occorrerebbe concordare il prezzo. Nel caso che si intenda procedere con questo smaltimento è bene contattare il Consorzio indicando chiaramente il luogo (Dipartimento e Laboratorio) ed una persona di riferimento. Batterie esauste: tramite il consorzio su menzionato

38 38 Indicazioni per smaltimenti di particolare natura Neon: I neon possono essere smaltiti mediante una ditta che si chiama DENA ECO srl (tel.051/ , fax 051/ , via Stalingrado n.5, S. Giorgio di Piano (BO)), il costo è di L.5.000/Kg. + il costo del trasporto che se è un mezzo tipo Ducato è di L circa. Computer obsoleti: per riciclare i computer obsoleti ci si può rivolgere alla ditta Divisione Materia - Serv. Marketing e sviluppo Ufficio Autorizzazioni Smaltimento Rifiuti tel.051/287911, il costo è di L.1.600/Kg. oltre IVA, escluso il trasporto che dovrà essere effettuato dal produttore di rifiuti.

39 39 Indicazioni per smaltimenti di particolare natura Bombole di gas tecnici: per risolvere un problema comune a molti Dipartimenti scientifici è in corso un censimento riguardante le bombole di gas tecnici che si intendono smaltire. Per quanto concerne le bombolette chi ne avesse in deposito è pregato di darne comunicazione indicando il tipo di gas, l’età indicativa della bombola, lo stato di pieno o di vuoto, il volume della bombola. Uno smaltimento coordinato e comune per l’Ateneo renderebbe tale operazione più economica ed agevole. Sono in corso in tal senso contatti con le ditte smaltitrici della zona.

40 40 Indicazioni per smaltimenti di particolare natura Esplosivi: Per piccoli quantitativi di esplosivi è possibile effettuare lo smaltimento previa neutralizzazione in loco seguendo le indicazioni della scheda di sicurezza del prodotto (esempio acido picrico). In caso ciò non sia possibile si consiglia di contattare il Servizio di Prevenzione e Protezione.


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