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Disegno dei meccanismi Giocoli, Cap.4. Il problema base di MDT Il problema principale delleconomia è lallocazione efficiente delle risorse scarse. Lintuizione.

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1 Disegno dei meccanismi Giocoli, Cap.4

2 Il problema base di MDT Il problema principale delleconomia è lallocazione efficiente delle risorse scarse. Lintuizione centrale della teoria del disegno dei meccanismi (MDT) è che per risolvere tale problema in tutti i casi davvero significativi i vincoli sugli incentivi degli agenti sono altrettanto importanti dei vincoli sulle risorse a disposizione. Per evitare il fallimento del Mercato in un contesto di asimmetria informativa (AS + MH) occorre dare agli agenti adeguati incentivi affinché condividano le informazioni in loro possesso e si impegnino nella esecuzione dei contratti. Una soluzione vede il fallimento del Mercato come un caso di incompletezza nella struttura dei mercati. Ma chi garantisce che anche i mercati in più non falliscano a loro volta? MDT insegna a non cercare la soluzione solo nei mercati, ma in tutte le istituzioni (cioè nei meccanismi, intesi come modo di prendere le decisione economiche in base alle informazioni conosciute) in grado di influenzare gli incentivi degli agenti.

3 Le nobili origini di MDT n Il problema informativo di Hayek & Mises: anche se il policy-maker potesse elaborare un piano per allocare le risorse, tale piano non riuscirebbe a massimizzare il benessere sociale perché il policy-maker non potrebbe mai avere tutte le informazioni necessarie, dato che queste ultime sono in possesso dei singoli agenti (personal knowledge) e possono essere rivelate solo dallo scambio di mercato. n Due obiezioni ad Hayek & Mises: ä Primo, quando linformazione è imperfetta, neppure il mercato riesce a garantire lallocazione di first best. ä Replica: il mercato troverà da sé il modo di trasmettere linformazione marcante. Però questa soluzione in certi casi non funziona (p.e. beni pubblici). ä Secondo, siamo sicuri che il policy-maker non possa in qualche modo indurre gli agenti a rivelare le informazioni in loro possesso? n MDT nasce dallaccogliere la seconda obiezione e quindi dal tentativo di rispondere allargomento di Hayek & Mises.

4 Analisi costi - benefici n Nel decidere se fornire o meno un bene pubblico il policy-maker deve sempre confrontare i relativi costi e benefici. Si utilizza al riguardo la c.d. analisi costi-benefici. Il bene sarà prodotto solo se i benefici superano i costi. n Lanalisi costi-benefici è molto difficile data lassenza di prezzi di mercato per valutare sia i benefici sociali generati da un bene pubblico che i costi opportunità delle risorse necessarie per produrlo. n In particolare, come può il policy-maker calcolare lammontare di bene pubblico desiderato dai contribuenti? In assenza di segnali di prezzo, dovrebbe conoscere le preferenze di questi ultimi, ma questo è ovviamente molto difficile (= problema di Hayek/Mises). n La teoria delle scelte pubbliche studia i meccanismi per trasformare le volontà dei singoli agenti in una scelta da parte del policy-maker. n La teoria del mechanism design (vedi Premi Nobel 2007) studia invece come il policy maker può indurre gli agenti economici a rivelare le informazioni in loro possesso e come tali informazioni possono essere sfruttati per elaborare regole e istituzioni efficienti.

5 Il contributo di Leonid Hurwicz n Hurwicz 1960: definizione di meccanismo come sistema di comunicazione tra agenti che scambiano messaggi tra loro e con un centro. Al sistema è associata una regola di allocazione delle risorse in funzione dei messaggi trasmessi. Hurwicz 1972: concetto di meccanismo compatibile con gli incentivi. Vincolo di compatibilità: per ciascun partecipante al meccanismo è strategia dominante rivelare le proprie informazioni private in modo veritiero. Vincolo di partecipazione: per ciascun agente è razionale (cioè più profittevole) partecipare al meccanismo. Il risultato negativo di Hurwicz 1972: in uneconomia di puro scambio (no produzione, solo allocazione) NON esiste alcun meccanismo che soddisfi i due vincoli e realizzi lallocazione efficiente delle risorse. In pratica Hurwicz riscopre il risultato di Hayek & Mises, cioè che non esiste alcun meccanismo di allocazione delle risorse, diverso dal caso ideale della PC, in grado di ottenere il first best. La domanda di Hurwicz 1972: posto tale risultato negativo, e posto che il mercato PC è unastrazione, quale meccanismo del mondo reale è in grado di avvicinarci maggiormente al first best (oppure a qualsiasi altro obiettivo sociale)? E da questa domanda che nasce la moderna MDT.

6 I principi guida di MDT n La domanda di Hurwicz è del tutto generale e riguarda lefficienza di qualsiasi tipo di istituzione (o meccanismo) del mondo reale. Questo spiega lenorme successo e la estrema versatilità di MDT. n Il punto di partenza è rappresentare ogni istituzione come un gioco non cooperativo e confrontare le diverse istituzioni paragonando i risultati in termini di efficienza degli equilibri dei rispettivi giochi. Ma come ridurre ad un semplice gioco i complicati meccanismi del mondo reale? n Principio di rivelazione (Myerson 1982): è il cardine di MDT. Afferma che, dato un qualsiasi meccanismo reale, lequilibrio che si ottiene dal comportamento razionale dei partecipanti può essere simulato da un ipotetico meccanismo di rivelazione diretta (DRM) che sia i ) equivalente come esito al meccanismo originale, ii ) compatibile con gli incentivi, e iii ) in cui opera un mediatore affidabile che centralizza la comunicazione e che fa sì che obbedienza ed onestà siano strategie razionali dei partecipanti. n DRM è del tutto virtuale, ma semplice da analizzare perché è solo un insieme di vincoli di compatibilità e di partecipazione che un ipotetico mediatore – interessato al benessere sociale – impone ai partecipanti per ottenere da essi informazioni veritiere (= onestà, risolvendo AS) e comportamenti non opportunistici (= obbedienza, risolvendo MH). n Il principio di rivelazione afferma che lequilibrio – e quindi lesito in termini di efficienza – del DRM è del tutto equivalente a quello del meccanismo originario. n Teoria dellimplementazione (Maskin 1977): serve per scegliere il migliore tra i diversi equilibri nel caso un meccanismo reale possa essere rappresentato da più di un DRM, ciascuno con il proprio equilibrio.

7 La produzione di beni pubblici n Per nessun agente è razionale rivelare la sua vera disponibilità a pagare per lerogazione di un bene pubblico ( free riding ). Come può fare il policy- maker a scoprire la disponibilità a pagare di ciascun contribuente? n Meccanismo di Clarke/Groves: il policy-maker chiede a ciascun contribuente i la sua disponibilità a pagare d i e dichiara che: 1. il bene pubblico verrà prodotto solo se il totale delle disponibilità a pagare d i eccede il costo totale di fornitura del bene CT; 2. se il bene viene fornito, allora ogni contribuente pagherà una tassa t i pari alla differenza tra CT e il totale delle disponibilità a pagare dichiarate da tutti gli altri contribuenti tranne lui : t i = CT - d j n Il contribuente non ha più incentivo a mentire, dato che, qualsiasi cosa dichiari ed ammesso che il bene venga fornito, la tassa t i, e quindi il proprio surplus pari alla differenza t i – d i, dipende solo da cosa dichiarano gli altri. Ciascun agente internalizza lesternalità positiva generata dal bene pubblico. n Il difetto di questo meccanismo è che il totale delle tasse raccolte t i risulta sempre inferiore al costo totale CT. Tuttavia il meccanismo è importante perché mostra come sia possibile scoprire le disponibilità a pagare anche senza passare per il meccanismo dei prezzi di mercato.

8 MDT e modello principale/agente n Il problema è disegnare un meccanismo (= redigere un contratto) che induca lagente ad impegnarsi per il principale ä E il problema del riallineamento degli incentivi dellagente con gli interessi del principale (p.e. il calciatore svogliato). n Soluzioni: i ) performance related pay, cioè legare la remunerazione dellagente al risultato ottenuto; ii ) sell the business, cioè il principale si fa pagare una somma fissa e lagente ha il diritto di trattenere tutto il resto del risultato. n Queste soluzioni soddisfano il vincolo di compatibilità, perché incentivano lagente ad impegnarsi, ma potrebbero violare il vincolo di partecipazione. ä Il risultato potrebbe infatti dipendere anche da elementi non legati allimpegno dellagente (p.e. il caso o limpegno di altri agenti). ä In questo caso lagente potrebbe rifiutare il contratto perché non vuole rischiare di impegnarsi a vuoto (= è avverso al rischio ). ä Segue che il contratto ottimale deve almeno in parte alleviare il rischio per lagente, trasferendolo sul principale, ma allo stesso tempo deve soddisfare lesigenza di incentivare lagente allimpegno. ä Il trade-off tra le due esigenze fa sì che il contratto ottimale sarà sempre di second best, confermando il risultato di Hurwicz 1972.

9 La regolazione del monopolio naturale n Il policy-maker può imporre un certo prezzo al monopolista naturale (p.e. nel caso delle ferrovie o delle public utilities ). E la c.d. regulation operata dalle authorities. n Nel caso il prezzo imposto sia pari al CM lallocazione delle risorse sarà quella efficiente perché si riproduce lesito della PC. Tuttavia, sorgono due problemi: n Primo, P = CM sarà sempre inferiore al CMeT se questultimo è decrescente (come appunto nel caso dei monopoli naturali). Quindi al prezzo imposto dal policy- maker limpresa sarebbe costretta ad operare in perdita. ä Soluzioni: concedere sussidi statali oppure imporre un prezzo P > CM. ä P.e. il prezzo P potrebbe essere fissato al livello di CMeT. In questo modo il monopolista otterrebbe zero extraprofitti e solo il profitto normale. ä Oppure P potrebbe essere fissato al di sopra di CMeT di un ammontare prefissato (regola cost plus ) o comunque tale da garantire allimpresa un rendimento predefinito in pct. sul capitale investito ( rate of return regulation ). n Secondo, P = CM toglie qualsiasi incentivo al monopolista ad essere più efficiente e/o migliorare il proprio prodotto o servizio. Difetto analogo hanno anche le altre soluzioni. Qualsiasi riduzione dei costi si traduce infatti in unimmediata riduzione del prezzo imposto dal regolatore. ä Soluzione: fissare il prezzo secondo il c.d. criterio price cap, in cui il regolatore stabilisce il prezzo in modo indipendente dai costi di produzione attuali, ma in funzione dei costi di produzione attesi. Questo incentiva limpresa a battere le previsioni del regolatore e ridurre i propri costi più di quanto sia atteso. Se ci riesce, essendo il prezzo dato, otterrà un extraprofitto.

10 CMeT P imposto Quantità0 Perdita Prezzo Domanda CM CMeT Quantità efficiente RM Se è un monopolio naturale, CMeT è sempre decrescente E C M R R è una soluzione di compromesso: P pari a CMeT ( zero extra- ), Q intermedia tra Q M e Q eff Quantità di monopolio


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