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La disciplina della concorrenza e della pubblicità Lorenzo Benatti Parma, 10-16-17 ottobre 2008.

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1 La disciplina della concorrenza e della pubblicità Lorenzo Benatti Parma, ottobre 2008

2 La concorrenza La concorrenza perfetta è unutopia. La concorrenza perfetta è unutopia. La libertà di concorrenza è un valore guida, fondamentale delleconomia moderna. La libertà di concorrenza è un valore guida, fondamentale delleconomia moderna. Art. 41, 1° comma cost.: «liniziativa economica privata è libera». Art. 41, 1° comma cost.: «liniziativa economica privata è libera». Art. 41, 2° comma cost.: «non può svolgersi in contrasto con lutilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana». Art. 41, 2° comma cost.: «non può svolgersi in contrasto con lutilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana».

3 La concorrenza nella legislazione Legislazione antimonopolistica (antitrust), che mira alla tutela della concorrenza e del mercato. Legislazione antimonopolistica (antitrust), che mira alla tutela della concorrenza e del mercato. Le limitazioni della concorrenza: Le limitazioni della concorrenza: limitazioni legali della concorrenza e monopoli legali, limitazioni legali della concorrenza e monopoli legali, divieti di concorrenza, divieti di concorrenza, limitazioni convenzionali della concorrenza. limitazioni convenzionali della concorrenza. La repressione della concorrenza sleale. La repressione della concorrenza sleale.

4 LIMITAZIONI DELLA CONCORRENZA

5 Limiti legali Autorizzazioni o concessioni. Autorizzazioni o concessioni. Controllo pubblico sullesercizio di determinate attività. Controllo pubblico sullesercizio di determinate attività. Controllo pubblico sui prezzi (quasi scomparso). Controllo pubblico sui prezzi (quasi scomparso). Monopoli legali. Monopoli legali. Divieti legali di concorrenza. Divieti legali di concorrenza.

6 Monopolio Legale (art e 1679): Legale (art e 1679): obbligo di contrarre, obbligo di contrarre, obbligo di rispettare la parità di trattamento; obbligo di rispettare la parità di trattamento; di fatto: di fatto: inapplicabile disciplina monopolista legale, inapplicabile disciplina monopolista legale, si applica però disciplina antitrust (contro abusi di posizione dominante). si applica però disciplina antitrust (contro abusi di posizione dominante).

7 Divieti legali di concorrenza collegati a rapporti contrattuali, collegati a rapporti contrattuali, durano in relazione al rapporto contrattuale, durano in relazione al rapporto contrattuale, sono convenzionalmente derogabili. sono convenzionalmente derogabili. fattispecie: fattispecie: prestatore di lavoro (2105 c.c.), prestatore di lavoro (2105 c.c.), soci con responsabilità illimitata di società di persone (2301 c.c.), soci con responsabilità illimitata di società di persone (2301 c.c.), amministratori di soc. di capitali, amministratori di soc. di capitali, alienante azienda (2557), alienante azienda (2557), agente (1743). agente (1743).

8 Limitazioni convenzionali (2596) «Il patto che limita la concorrenza deve essere provato per iscritto. Esso è valido se circoscritto ad una determinata zona o ad una determinata attività, e non può eccedere la durata di cinque anni» (primo comma). «Il patto che limita la concorrenza deve essere provato per iscritto. Esso è valido se circoscritto ad una determinata zona o ad una determinata attività, e non può eccedere la durata di cinque anni» (primo comma). «Se la durata del patto non è determinata o è stabilita per un periodo superiore a cinque anni, il patto è valido per la durata di un quinquennio» (2° c.). «Se la durata del patto non è determinata o è stabilita per un periodo superiore a cinque anni, il patto è valido per la durata di un quinquennio» (2° c.).

9 ANTITRUST

10 Disciplina antitrust La disciplina mira a combattere e reprimere i comportamenti anticoncorrenziali. La disciplina mira a combattere e reprimere i comportamenti anticoncorrenziali. Negli Usa fu introdotta nel 1890, in Europa dopo la seconda guerra mondiale, in Italia nel Negli Usa fu introdotta nel 1890, in Europa dopo la seconda guerra mondiale, in Italia nel 1990.

11 Disciplina antitrust Due livelli nella disciplina generale: Due livelli nella disciplina generale: nazionale (legge 10 ottobre 1990, n. 287), nazionale (legge 10 ottobre 1990, n. 287), comunitario (art. 81 e 82 trattato CE e reg. CE 139/2004). comunitario (art. 81 e 82 trattato CE e reg. CE 139/2004). Discipline speciali: Discipline speciali: settore radiotelevisivo, settore radiotelevisivo, editoria, editoria, aziende di credito. aziende di credito.

12 Autorità di vigilanza Livello comunitario: Commissione UE, Livello comunitario: Commissione UE, Livello nazionale: Autorità garante della concorrenza e del mercato (www.agcm.it), Livello nazionale: Autorità garante della concorrenza e del mercato (www.agcm.it), Settori speciali: specifiche autorità. Settori speciali: specifiche autorità.

13 Competenza Antitrust La legge italiana si applica solo quando non si applica la disciplina comunitaria, La legge italiana si applica solo quando non si applica la disciplina comunitaria, ossia quando le pratiche anticoncorrenziali hanno rilievo esclusivamente locale e non incidono a livello comunitario. ossia quando le pratiche anticoncorrenziali hanno rilievo esclusivamente locale e non incidono a livello comunitario.

14 Autorità garante AGCM è un organo collegiale AGCM è un organo collegiale Poteri: Poteri: dispone di poteri di indagine ed ispettivi, dispone di poteri di indagine ed ispettivi, adotta provvedimenti antimonopolistici, adotta provvedimenti antimonopolistici, irroga sanzioni amministrative irroga sanzioni amministrative Contro provvedimenti AGMC è competente il TAR del Lazio, contro quelli della commissione CE è competente il tribunale di primo grado CE. Contro provvedimenti AGMC è competente il TAR del Lazio, contro quelli della commissione CE è competente il tribunale di primo grado CE.

15 Autorità giudiziaria ordianria E possibile ricorrere allautorità giudiziaria ordinaria per ottenere: E possibile ricorrere allautorità giudiziaria ordinaria per ottenere: dichiarazioni di nullità, dichiarazioni di nullità, risarcimento danni. risarcimento danni. Occorre rivolgersi direttamente alla Corte dAppello. Occorre rivolgersi direttamente alla Corte dAppello.

16 Fattispecie rilevanti Le fattispecie rilevanti sono le stesse sia per la disciplina comunitaria che per quella nazionale: Le fattispecie rilevanti sono le stesse sia per la disciplina comunitaria che per quella nazionale: intese restrittive della concorrenza, intese restrittive della concorrenza, abusi di posizione dominante, abusi di posizione dominante, concentrazioni. concentrazioni.

17 Mercato rilevante Si deve tener conto di: Si deve tener conto di: settore merceologico (intercambiabilità o sostituibilità dei prodotti da parte del consumatore) settore merceologico (intercambiabilità o sostituibilità dei prodotti da parte del consumatore) zona geografica. zona geografica.

18 Concetto di impresa Nellapplicazione dellantitrust non si considera il concetto tradizionale di impresa, ma un concetto vasto (economico). Per esempio un gruppo societario è trattato come ununica impresa. Talora sono state considerate come imprese anche i professionisti. Nellapplicazione dellantitrust non si considera il concetto tradizionale di impresa, ma un concetto vasto (economico). Per esempio un gruppo societario è trattato come ununica impresa. Talora sono state considerate come imprese anche i professionisti.

19 Intese restrittive della concorrenza Sono comportamenti concordati tra imprese, anche attraverso organi comuni, volti a limitare la libertà dazione sul mercato. Sono comportamenti concordati tra imprese, anche attraverso organi comuni, volti a limitare la libertà dazione sul mercato. Sono vietate quelle che «abbiano per oggetto o per effetto di impedire restringere o falsare in maniera consistente il gioco della concorrenza». Sono vietate quelle che «abbiano per oggetto o per effetto di impedire restringere o falsare in maniera consistente il gioco della concorrenza».

20 Intese restrittive della concorrenza Rientrano tre le intese anche le cd. pratiche concordate. Rientrano tre le intese anche le cd. pratiche concordate. In tal caso il comportamento uniforme deve accompagnarsi ad altri fattori che attestino una scelta consapevole. In tal caso il comportamento uniforme deve accompagnarsi ad altri fattori che attestino una scelta consapevole.

21 Tipologie di intese restrittive della concorrenza Intese sui prezzi. Intese sui prezzi. Intese che limitano la produzione, gli sbocchi o laccesso al mercato. Intese che limitano la produzione, gli sbocchi o laccesso al mercato. Intese di ripartizione dei mercati. Intese di ripartizione dei mercati. Intese che ledono la parità di trattamento tra i contraenti. Intese che ledono la parità di trattamento tra i contraenti. Intese che impongono conclusione di contratti con prestazioni supplementari. Intese che impongono conclusione di contratti con prestazioni supplementari.

22 Deroghe E prevista la possibilità di autorizzazioni in deroga. E prevista la possibilità di autorizzazioni in deroga. Devono sussistere motivazioni: miglioramento nelle condizioni di offerta sul mercato, esigenza di assicurare concorrenzialità internazionale, miglioramento qualitativo della produzione o della distribuzione, progresso teconologico. Devono sussistere motivazioni: miglioramento nelle condizioni di offerta sul mercato, esigenza di assicurare concorrenzialità internazionale, miglioramento qualitativo della produzione o della distribuzione, progresso teconologico.

23 Interventi autorità Rimuovere effetti anticoncorrenziali. Rimuovere effetti anticoncorrenziali. Emettere sanzioni pecuniarie. Emettere sanzioni pecuniarie. Disporre, in caso di reiterazione, la sospensione dellattività fino a trenta giorni. Disporre, in caso di reiterazione, la sospensione dellattività fino a trenta giorni. Per far dichiarare nullità od ottenere risarcimento occorre ricorrere alla corte dappello. Per far dichiarare nullità od ottenere risarcimento occorre ricorrere alla corte dappello.

24 Abuso di posizione dominante Non è vietato acquisire una posizione dominante sul mercato, Non è vietato acquisire una posizione dominante sul mercato, ma lo sfruttamento abusivo di tale posizione. ma lo sfruttamento abusivo di tale posizione.

25 Sanzioni Lautorità accerta labuso, Lautorità accerta labuso, ne ordina la cessazione, prendendo le misure necessarie, ne ordina la cessazione, prendendo le misure necessarie, irroga sanzioni pecuniarie (come intese), irroga sanzioni pecuniarie (come intese), in caso di reiterazione può disporre la chiusura per 30 giorni. in caso di reiterazione può disporre la chiusura per 30 giorni.

26 Concentrazioni Concentrazione giuridica: due o più imprese si fondono. Concentrazione giuridica: due o più imprese si fondono. Concentrazione economica: due o più imprese sono sottoposte ad ununica influenza determinante facendone ununica entità economica. Concentrazione economica: due o più imprese sono sottoposte ad ununica influenza determinante facendone ununica entità economica. Due o più imprese danno luogo ad impresa societaria comune. Due o più imprese danno luogo ad impresa societaria comune. In ogni caso si ha una riduzione delle imprese indipendenti operanti sul mercato. In ogni caso si ha una riduzione delle imprese indipendenti operanti sul mercato.

27 Concentrazioni Sono vietate quando provocano gravi alterazioni del regime concorrenziale. Sono vietate quando provocano gravi alterazioni del regime concorrenziale. Devono essere preventivamente comunicate allautorità competente. Devono essere preventivamente comunicate allautorità competente. Se lo ritiene lautorità apre unistruttoria, che deve chiudersi entro 45 giorni. Se lo ritiene lautorità apre unistruttoria, che deve chiudersi entro 45 giorni. Al termine se vi sono le ragioni può vietare loperazione o autorizzarla imponendo ladozione di misure atte a mantenere la concorrenza. Al termine se vi sono le ragioni può vietare loperazione o autorizzarla imponendo ladozione di misure atte a mantenere la concorrenza. In presenza di rilevanti interessi generali può essere autorizzata una concentrazione altrimenti vietata In presenza di rilevanti interessi generali può essere autorizzata una concentrazione altrimenti vietata

28 Sanzioni concentrazioni Se la concentrazione è stata effettuata senza chiedere lautorizzazione, lautorità prescrive misure per ripristinare le condizioni di concorrenza. Se la concentrazione è stata effettuata senza chiedere lautorizzazione, lautorità prescrive misure per ripristinare le condizioni di concorrenza. Per le imprese che non rispettano le indicazioni dellAutorità, questa irroga sanzioni commisurate al fatturato delle imprese coinvolte. Per le imprese che non rispettano le indicazioni dellAutorità, questa irroga sanzioni commisurate al fatturato delle imprese coinvolte. Non si ha in generale la nullità della concentrazione, ma i terzi possono chiedere il risarcimento dei danni. Non si ha in generale la nullità della concentrazione, ma i terzi possono chiedere il risarcimento dei danni.

29 Concorrenza sleale Art c.c.

30 La libertà di concorrenza Vi è ampia libertà per gli imprenditori nella competizione ed il danno derivante dalla concorrenza non è risarcibile. Vi è ampia libertà per gli imprenditori nella competizione ed il danno derivante dalla concorrenza non è risarcibile. E però interesse generale che la competizione sia corretta e leale. E però interesse generale che la competizione sia corretta e leale. Per il legislatore la concorrenza deve svolgersi secondo i principi di correttezza pro- fessionale. Quando questa è violata si parla di concorrenza sleale. Per il legislatore la concorrenza deve svolgersi secondo i principi di correttezza pro- fessionale. Quando questa è violata si parla di concorrenza sleale.

31 Interessi tutelati Interessi degli imprenditori ad una competizione leale. Interessi degli imprenditori ad una competizione leale. Interessi dei consumatori a che non ne vengano falsati gli elementi di valutazione e giudizio. Si discute se questi interessi siano tutelati diretta- mente o indirettamente. Interessi dei consumatori a che non ne vengano falsati gli elementi di valutazione e giudizio. Si discute se questi interessi siano tutelati diretta- mente o indirettamente. I consumatori possono ora ricorrere alla disciplina repressiva delle pratiche commerciali ingannevoli e aggressive dettata dal cod. cons. I consumatori possono ora ricorrere alla disciplina repressiva delle pratiche commerciali ingannevoli e aggressive dettata dal cod. cons.

32 Gli atti di concorrenza sleale Sono repressi e sanzionati anche se compiuti senza dolo o colpa, anche se compiuti senza dolo o colpa, anche se non hanno ancora provocato un danno ai concorrenti, ma basta un danno potenziale. anche se non hanno ancora provocato un danno ai concorrenti, ma basta un danno potenziale.

33 Confronto con illecito civile Concorrenza sleale è svincolata dal ricorrere dellelemento soggettivo del dolo o della colpa, è svincolata dal ricorrere dellelemento soggettivo del dolo o della colpa, è svincolata dalla presenza di un danno patrimoniale attuale, è svincolata dalla presenza di un danno patrimoniale attuale, è attuata attraverso sanzioni tipiche: inibitoria, rimozione degli effetti ed eventualmente, il risarcimento del danno è attuata attraverso sanzioni tipiche: inibitoria, rimozione degli effetti ed eventualmente, il risarcimento del danno Illecito civile richiede la presenza dellele- mento soggettivo del dolo o della colpa, richiede la presenza di un danno patrimoniale attuale, comporta il risarcimento del danno.

34 Presupposti qualità di imprenditore qualità di imprenditore rapporto di concorrenza rapporto di concorrenza

35 Qualità di imprenditore Sicuramente di chi la subisce: art «… ogni … mezzo... idoneo a danneggiare laltrui azienda». Sicuramente di chi la subisce: art «… ogni … mezzo... idoneo a danneggiare laltrui azienda». Dubbi per chi la attua: art «...compie atti di concorrenza sleale chiunque …». Ma solo un imprenditore è concorrente di un altro imprenditore. Altrimenti si verificherebbe un privilegio per limprenditore a discapito degli altri soggetti. Dubbi per chi la attua: art «...compie atti di concorrenza sleale chiunque …». Ma solo un imprenditore è concorrente di un altro imprenditore. Altrimenti si verificherebbe un privilegio per limprenditore a discapito degli altri soggetti.

36 Rapporto di concorrenza Si deve tenere conto anche della prevedibile espansione territoriale e del prevedibile sviluppo merceologico in prodotti complementari o affini dellattività dellimprenditore che subisce latto di concorrenza sleale. Si deve tenere conto anche della prevedibile espansione territoriale e del prevedibile sviluppo merceologico in prodotti complementari o affini dellattività dellimprenditore che subisce latto di concorrenza sleale. Si verifica fra operatori che operano a livelli economici diversi: produttore-rivenditore; grossista-dettagliante. Si verifica fra operatori che operano a livelli economici diversi: produttore-rivenditore; grossista-dettagliante.

37 Atti di concorrenza sleale Atti tipici: Atti tipici: atti di confusione, atti di confusione, atti di denigrazione, atti di denigrazione, appropriazione di pregi altrui. appropriazione di pregi altrui. Categoria generale «ogni altro mezzo non conforme alla correttezza professionale e idoneo a danneggiare laltrui azienda» Categoria generale «ogni altro mezzo non conforme alla correttezza professionale e idoneo a danneggiare laltrui azienda»

38 Atti di confusione (2598 n. 1) Compie atti di concorrenza sleale chi: Compie atti di concorrenza sleale chi: usa nomi o segni distintivi idonei a produrre confusione con quelli altrui, imita servilmente i prodotti di un concorrente, compie con qualsiasi altro mezzo atti idonei a creare confusione con i prodotti o lattività di un concorrente.

39 Atti di confusione Riproduzione segni distintivi, Riproduzione segni distintivi, Imitazione servile, Imitazione servile, Altri atti idonei a creare confusione con i prodotti o lattività di un concorrente con qualsiasi altro mezzo attuati. Altri atti idonei a creare confusione con i prodotti o lattività di un concorrente con qualsiasi altro mezzo attuati.

40 Riproduzione segni distintivi potrà riguardare segni distintivi tipici come la ditta, linsegna, il marchio e il nome a dominio aziendale ed in tal caso la disciplina sulla concorrenza sleale integrerà quella a tutela dei segni distintivi; potrà riguardare segni distintivi tipici come la ditta, linsegna, il marchio e il nome a dominio aziendale ed in tal caso la disciplina sulla concorrenza sleale integrerà quella a tutela dei segni distintivi; potrà però riguardare anche altri segni (slogan pubblicitario) ed in tal caso si potrà ricorrere solo alla disciplina della concorrenza sleale; potrà però riguardare anche altri segni (slogan pubblicitario) ed in tal caso si potrà ricorrere solo alla disciplina della concorrenza sleale; non può riguardare un elemento che il pubblico consideri strutturale del prodotto (forma, colore, ecc.), denominazioni generiche o indicazioni descrittive del prodotto; non può riguardare un elemento che il pubblico consideri strutturale del prodotto (forma, colore, ecc.), denominazioni generiche o indicazioni descrittive del prodotto; devono essere segni distintivi nuovi (anche rispetto a prodotti affini); devono essere segni distintivi nuovi (anche rispetto a prodotti affini); deve trattarsi di segni distintivi legittimamente usati; deve trattarsi di segni distintivi legittimamente usati; non è necessario che si siano verificati atti di confusione, ma che il comportamento sia idoneo a produrre confusione; non è necessario che si siano verificati atti di confusione, ma che il comportamento sia idoneo a produrre confusione;

41 Imitazione servile Riproduzione di forme esteriori dei prodotti, di elementi formali non essenziali ma caratterizzanti. Riproduzione di forme esteriori dei prodotti, di elementi formali non essenziali ma caratterizzanti. Imitazione di mezzi pubblicitari, listini cataloghi, locali di vendita, ecc. Imitazione di mezzi pubblicitari, listini cataloghi, locali di vendita, ecc. Limitazione deve riguardare parti appariscenti ed esterne. Limitazione deve riguardare parti appariscenti ed esterne.

42 Altri atti idonei a creare confusione Difficile individuare fattispecie rientranti in questa categoria (che non rientrino in una di quelle precedenti): Difficile individuare fattispecie rientranti in questa categoria (che non rientrino in una di quelle precedenti): Imitazione moduli tipografici, Imitazione moduli tipografici, Imitazione colore furgoni, Imitazione colore furgoni, Imitazione cataloghi o depliants. Imitazione cataloghi o depliants.

43 Atti di denigrazione (2598, n.2) Compie atti di concorrenza sleale chi: Compie atti di concorrenza sleale chi: diffonde notizie o apprezzamenti sui prodotti o lattività di un concorrente idonei a determinare il discredito. La comunicazione deve avvenire ad un numero vasto di soggetti? La comunicazione deve avvenire ad un numero vasto di soggetti? La notizia può essere qualsiasi notizia che possa recare danno concorrenziale. La notizia può essere qualsiasi notizia che possa recare danno concorrenziale. La falsità delle notizie non è indispensabile per determinare il discredito. La falsità delle notizie non è indispensabile per determinare il discredito.

44 Atti di denigrazione (2598, n.2) Denunzie al pubblico. Denunzie al pubblico. Comparazione e pubblicità comparativa. Comparazione e pubblicità comparativa. Magnificazione (pubblicità iperbolica). Magnificazione (pubblicità iperbolica). Diffida. Diffida. Diffusione notizie su procedimenti o provvedimenti giudiziari. Diffusione notizie su procedimenti o provvedimenti giudiziari.

45 Denunzie Sono atti di concorrenza sleale le denunzie ad una pluralità di soggetti (denunzie al pubblico). E dubbio se lo siano anche quelle effettuate individualmente. Sono atti di concorrenza sleale le denunzie ad una pluralità di soggetti (denunzie al pubblico). E dubbio se lo siano anche quelle effettuate individualmente. Ci si chiede se i fatti denunziati debbano essere falsi? Possono essere anche veri se elaborati e presentati in modo tendenzioso. Ci si chiede se i fatti denunziati debbano essere falsi? Possono essere anche veri se elaborati e presentati in modo tendenzioso.

46 Comparazione Si era giunti ad ammetterla quando veritiera e proposta in modo obiettivo. Si era giunti ad ammetterla quando veritiera e proposta in modo obiettivo. Ora è prevista una disciplina della pubblicità comparativa nel cod. cons. (rinvio). Ora è prevista una disciplina della pubblicità comparativa nel cod. cons. (rinvio). I criteri dettati da cod. cons. valgono come criteri anche per concorrenza sleale. I criteri dettati da cod. cons. valgono come criteri anche per concorrenza sleale.

47 Pubblicità comparativa E lecita se: E lecita se: non è ingannevole, non è ingannevole, confronta beni o servizi che soddisfano gli stessi bisogni, confronta beni o servizi che soddisfano gli stessi bisogni, confronta oggettivamente una o più caratteristiche essenziali, pertinenti, verificabili e rappresentative, compreso eventualmente il prezzo, di tali beni e servizi, confronta oggettivamente una o più caratteristiche essenziali, pertinenti, verificabili e rappresentative, compreso eventualmente il prezzo, di tali beni e servizi, non genera confusione sul mercato (tra imprenditori, tra marchi e altri segni distintivi) non genera confusione sul mercato (tra imprenditori, tra marchi e altri segni distintivi) non causa discredito o denigrazione, non causa discredito o denigrazione, per i prodotti recanti denominazione di origine, si riferisce in ogni caso a prodotti aventi la stessa denominazione, per i prodotti recanti denominazione di origine, si riferisce in ogni caso a prodotti aventi la stessa denominazione, non trae vantaggio dalla notorietà del concorrente o del suo marchio o dei suoi segni distintivi, non trae vantaggio dalla notorietà del concorrente o del suo marchio o dei suoi segni distintivi,

48 Magnificazione E illecita quando si tratta di implicita denigrazione del concorrente. E illecita quando si tratta di implicita denigrazione del concorrente.

49 Diffida Un imprenditore invita il destinatario a non fare qualcosa dato che il farlo costituirebbe violazione di un diritto solitamente di privativa, del diffidante. Un imprenditore invita il destinatario a non fare qualcosa dato che il farlo costituirebbe violazione di un diritto solitamente di privativa, del diffidante. Essa costituisce atto di concorrenza sleale quando trasmesso ad una pluralità di soggetti e non solo al diffidato e abbia contenuto non vero. Essa costituisce atto di concorrenza sleale quando trasmesso ad una pluralità di soggetti e non solo al diffidato e abbia contenuto non vero.

50 Diffusione notizie su procedimenti La diffusione di notizie su procedimenti o provvedimenti giudiziari potrà considerarsi denigrazione in relazione allesito del procedimento. La diffusione di notizie su procedimenti o provvedimenti giudiziari potrà considerarsi denigrazione in relazione allesito del procedimento. La pubblicazione di una sentenza non è imposta del giudice, ma attuata volontariamente da una parte è atto di concorrenza se attuata in modo fuorviante per i destinatari. La pubblicazione di una sentenza non è imposta del giudice, ma attuata volontariamente da una parte è atto di concorrenza se attuata in modo fuorviante per i destinatari.

51 Appropriazione di pregi altrui (2598 n. 2) Compie atti di concorrenza sleale chi: Compie atti di concorrenza sleale chi: si appropria di pregi dei prodotti o dellimpresa del concorrente. Pregio: «qualsiasi caratteristica dellimpresa o dei prodotti che tale sia considerata dal mercato, e perciò diventi motivo di preferenza del mercato stesso nei confronti appunto dellimpresa o dei prodotti cui inerisce». Pregio: «qualsiasi caratteristica dellimpresa o dei prodotti che tale sia considerata dal mercato, e perciò diventi motivo di preferenza del mercato stesso nei confronti appunto dellimpresa o dei prodotti cui inerisce». Appropriazione: «allegazione, in una comunicazione rivolta al mercato, che la propria impresa o i propri prodotti presentano i pregi propri dellimpresa o dei prodotti di un concorrente» Appropriazione: «allegazione, in una comunicazione rivolta al mercato, che la propria impresa o i propri prodotti presentano i pregi propri dellimpresa o dei prodotti di un concorrente»

52 Appropriazione di pregi altrui (2598 n. 2) Appropriazione di pregi non posseduti (si sovrappone al mendacio). Appropriazione di pregi non posseduti (si sovrappone al mendacio). Agganciamento consistente nel proporsi al pubblico equiparandosi in qualche modo ad un concorrente noto o ai suoi prodotti: Agganciamento consistente nel proporsi al pubblico equiparandosi in qualche modo ad un concorrente noto o ai suoi prodotti: Pubblicità di riferimento. Pubblicità di riferimento. Pubblicità parassitaria. Pubblicità parassitaria.

53 Altri atti di concorrenza sleale (2598, n. 3) Compie atti di concorrenza sleale chi: Compie atti di concorrenza sleale chi: si vale direttamente o indirettamente di ogni altro mezzo contrario alla correttezza professionale e idoneo a danneggiare laltrui azienda. Due elementi caratterizzanti: Due elementi caratterizzanti: contrarietà principi di correttezza professionale, contrarietà principi di correttezza professionale, idoneità a danneggiare laltrui azienda. idoneità a danneggiare laltrui azienda.

54 Comportamenti contrari alla correttezza professionale Atti che provocano unalterazione del mercato: Atti che provocano unalterazione del mercato: Pubblicità menzognera (anche non riferita ad uno specifico concorrente ma atta a trarre in inganno il pubblico). Pubblicità menzognera (anche non riferita ad uno specifico concorrente ma atta a trarre in inganno il pubblico). Sistematica vendita sottocosto dei propri prodotti (damping). Sistematica vendita sottocosto dei propri prodotti (damping). Violazione di norme di diritto pubblico. Violazione di norme di diritto pubblico. Atti volti contro un concorrente determinato Atti volti contro un concorrente determinato Concorrenza parassitaria, ossia imitazione delle altrui iniziative imprenditoriali. Concorrenza parassitaria, ossia imitazione delle altrui iniziative imprenditoriali. Boicottaggio economico, ossia il rifiuto ingiustificato ed arbitrario di fornire prodotti a determinati rivenditori. Boicottaggio economico, ossia il rifiuto ingiustificato ed arbitrario di fornire prodotti a determinati rivenditori. Storno di dipendenti. Storno di dipendenti. Sottrazione di segreti aziendali. Sottrazione di segreti aziendali. Concorso nellaltrui inadempimento di obbligazioni. Concorso nellaltrui inadempimento di obbligazioni. Concorrenza da parte di ex dipendente. Concorrenza da parte di ex dipendente.

55 Le sanzioni Inibitoria (anche in assenza di dolo o colpa): Inibitoria (anche in assenza di dolo o colpa): accertamento dellillecito concorrenziale, accertamento dellillecito concorrenziale, inibizione dalla continuazione per il futuro, inibizione dalla continuazione per il futuro, disposizione dei provvedimenti reintegrativi necessari per far cessare gli effetti del comportamento sleale. disposizione dei provvedimenti reintegrativi necessari per far cessare gli effetti del comportamento sleale. Risarcimento (in presenza di danno e dolo o colpa): la colpa si presume una volta accertato latto di concorrenza sleale (art. 2600, 3° comma, c.c.). Risarcimento (in presenza di danno e dolo o colpa): la colpa si presume una volta accertato latto di concorrenza sleale (art. 2600, 3° comma, c.c.). Pubblicazione della sentenza. Pubblicazione della sentenza.

56 Legittimazione Limprenditore o gli imprenditori lesi, Limprenditore o gli imprenditori lesi, le associazioni professionali degli imprenditori quando gli atti di concorrenza sleale pregiudicano gli interessi di una categoria professionale (art c.c.) le associazioni professionali degli imprenditori quando gli atti di concorrenza sleale pregiudicano gli interessi di una categoria professionale (art c.c.) I consumatori e le loro associazioni? No devono ricorrere alla disciplina sulla repressione delle pratiche commerciali ingannevoli ed aggressive contenuta nel cod. cons. I consumatori e le loro associazioni? No devono ricorrere alla disciplina sulla repressione delle pratiche commerciali ingannevoli ed aggressive contenuta nel cod. cons.

57 Competenza e rito Materie che interferiscono anche indirettamente con lesercizio dei diritti di proprietà industriale (art. 134, 1° c., c.p.i.): sono competenti le sezioni specializzate. Materie che interferiscono anche indirettamente con lesercizio dei diritti di proprietà industriale (art. 134, 1° c., c.p.i.): sono competenti le sezioni specializzate. Materie che non interferiscono neppure indirettamente con lesercizio dei diritti di proprietà industriale (art. 134, 1° c., c.p.i.): sono competenti le sezione ordinarie di Tribunali e Corti dAppello. Materie che non interferiscono neppure indirettamente con lesercizio dei diritti di proprietà industriale (art. 134, 1° c., c.p.i.): sono competenti le sezione ordinarie di Tribunali e Corti dAppello. In tutti i casi si applica la procedura dettata dal c.p.c. (rito ordinario) e non quella prevista dal D. Lgs. 5/2003 (sentenza Corte Costituzionale 18 aprile-17 maggio 2007, n. 170). In tutti i casi si applica la procedura dettata dal c.p.c. (rito ordinario) e non quella prevista dal D. Lgs. 5/2003 (sentenza Corte Costituzionale 18 aprile-17 maggio 2007, n. 170).

58 Procedimento cautelare presupposti (come sempre): presupposti (come sempre): il pericolo nel ritardo della tutela di merito (periculum in mora), il pericolo nel ritardo della tutela di merito (periculum in mora), lesistenza (sommariamente verificata) del diritto dellattore (fumus boni iuris). lesistenza (sommariamente verificata) del diritto dellattore (fumus boni iuris). Competente ad emanare i provvedimenti cautelari è lo stesso giudice cui spetta il giudizio di merito. Competente ad emanare i provvedimenti cautelari è lo stesso giudice cui spetta il giudizio di merito.

59 PUBBLICITA INGANNEVOLE E COMPARATIVA

60 Pubblicità ingannevole e comparativa Disciplina introdotta con D. Lgs. 25 gennaio 1992, n. 74: attuazione della direttiva 84/450/CEE, come modificata dalla direttiva 97/55/CE, in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, poi confluita in Codice del consumo (D. Lgs. 6 settembre 2005, n. 206) Disciplina introdotta con D. Lgs. 25 gennaio 1992, n. 74: attuazione della direttiva 84/450/CEE, come modificata dalla direttiva 97/55/CE, in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, poi confluita in Codice del consumo (D. Lgs. 6 settembre 2005, n. 206) Oggi : D. Lgs. 145 del 2 agosto Oggi : D. Lgs. 145 del 2 agosto 2007.

61 Pubblicità ingannevole Qualsiasi pubblicità che in qualsiasi modo, compresa la sua presentazione, induce in errore o può indurre in errore le persone alle quali è rivolta e che «possa pregiudicare il loro comportamento economico ovvero …. ledere un concorrente» (art. 2, 1° c., lett. b), D. Lgs. 145/2007). Qualsiasi pubblicità che in qualsiasi modo, compresa la sua presentazione, induce in errore o può indurre in errore le persone alle quali è rivolta e che «possa pregiudicare il loro comportamento economico ovvero …. ledere un concorrente» (art. 2, 1° c., lett. b), D. Lgs. 145/2007).

62 Principi ispiratori I principi cui si ispira la legge sono enunciati nel secondo comma dellart. 1, 2° comma: «la pubblicità deve essere I principi cui si ispira la legge sono enunciati nel secondo comma dellart. 1, 2° comma: «la pubblicità deve esserepalese, veritiera e corretta». Pubblicità ingannevole: quella che possa pregiudicare il comportamento economico dei consumatori ovvero che per questo motivo sia idonea a ledere un concorrente (art. 2, 1° c., lett. B, D. Lgs. 145/2007). Pubblicità ingannevole: quella che possa pregiudicare il comportamento economico dei consumatori ovvero che per questo motivo sia idonea a ledere un concorrente (art. 2, 1° c., lett. B, D. Lgs. 145/2007).

63 Pubblicità veritiera Art. 3: la valutazione dellingannevolezza della pubblicità deve essere effettuata considerandone tutti gli elementi «con riguardo in particolare ai suoi riferimenti: Art. 3: la valutazione dellingannevolezza della pubblicità deve essere effettuata considerandone tutti gli elementi «con riguardo in particolare ai suoi riferimenti: a) alle caratteristiche dei beni o dei servizi, quali la loro disponibilità, la natura, lesecuzione, la composizione, il metodo e la data di fabbricazione o della prestazione, lidoneità allo scopo, gli usi, la quantità, la descrizione, lorigine geografica o commerciale, o i risultati che si possono ottenere con il loro uso, o i risultati e le caratteristiche fondamentali di prove o controlli effettuati sui beni o sui servizi; a) alle caratteristiche dei beni o dei servizi, quali la loro disponibilità, la natura, lesecuzione, la composizione, il metodo e la data di fabbricazione o della prestazione, lidoneità allo scopo, gli usi, la quantità, la descrizione, lorigine geografica o commerciale, o i risultati che si possono ottenere con il loro uso, o i risultati e le caratteristiche fondamentali di prove o controlli effettuati sui beni o sui servizi; b) al prezzo o al modo in cui questo viene calcolato, ed alle condizioni alle quali i beni o i servizi vengono forniti; b) al prezzo o al modo in cui questo viene calcolato, ed alle condizioni alle quali i beni o i servizi vengono forniti; c) alla categoria, alle qualifiche e ai diritti delloperatore pubblicitario, quali lidentità, il patrimonio, le capacità, i diritti di proprietà intellettuale e industriale, ogni altro diritto su beni immateriali relativi allimpresa ed i premi o riconoscimenti». c) alla categoria, alle qualifiche e ai diritti delloperatore pubblicitario, quali lidentità, il patrimonio, le capacità, i diritti di proprietà intellettuale e industriale, ogni altro diritto su beni immateriali relativi allimpresa ed i premi o riconoscimenti».

64 Pubblicità palese Art. 5, 1° c.: «la pubblicità deve essere chiaramente riconoscibile come tale. La pubblicità a mezzo stampa deve essere distinguibile dalle altre forme di comunicazione al pubblico, con modalità grafiche di evidente percezione». Art. 5, 1° c.: «la pubblicità deve essere chiaramente riconoscibile come tale. La pubblicità a mezzo stampa deve essere distinguibile dalle altre forme di comunicazione al pubblico, con modalità grafiche di evidente percezione». E vietata la pubblicità subliminale. E vietata la pubblicità subliminale.

65 Pubblicità corretta «I termini «garanzia», «garantito» e simili possono essere usati solo se accompagnati dalla precisazione del contenuto e delle modalità della garanzia offerta» (art. 5, 2° c., D. Lgs. 145/2007). «I termini «garanzia», «garantito» e simili possono essere usati solo se accompagnati dalla precisazione del contenuto e delle modalità della garanzia offerta» (art. 5, 2° c., D. Lgs. 145/2007).

66 Pubblicità corretta Particolari norme sono previste per: Particolari norme sono previste per: i prodotti pericolosi per i consumatori; è considerata ingannevole la pubblicità che ometta di darne notizia in modo da indurre i consumatori a trascurare le normali regole di prudenza e vigilanza (art. 6); i prodotti pericolosi per i consumatori; è considerata ingannevole la pubblicità che ometta di darne notizia in modo da indurre i consumatori a trascurare le normali regole di prudenza e vigilanza (art. 6); pubblicità che può raggiungere bambini e adolescenti (art. 7); «è considerata ingannevole la pubblicità, che possa, anche indirettamente, minacciare la loro sicurezza o che abusi della loro naturale credulità o mancanza di esperienza o che, impiegando bambini ed adolescenti in messaggi pubblicitari, abusi dei naturali sentimenti degli adulti per i più giovani»; pubblicità che può raggiungere bambini e adolescenti (art. 7); «è considerata ingannevole la pubblicità, che possa, anche indirettamente, minacciare la loro sicurezza o che abusi della loro naturale credulità o mancanza di esperienza o che, impiegando bambini ed adolescenti in messaggi pubblicitari, abusi dei naturali sentimenti degli adulti per i più giovani»;

67 Pubblicità comparativa Si intende pubblicità comparativa «qualsiasi pubblicità che identifica in modo esplicito o implicito un concorrente o beni o servizi offerti da un concorrente» (art. 2, 1° c., D. Lgs. 145/2007). Si intende pubblicità comparativa «qualsiasi pubblicità che identifica in modo esplicito o implicito un concorrente o beni o servizi offerti da un concorrente» (art. 2, 1° c., D. Lgs. 145/2007).

68 Pubblicità comparativa (art. 4, 1° c.) E lecita se: E lecita se: non è ingannevole, non è ingannevole, confronta beni o servizi che soddisfano gli stessi bisogni, confronta beni o servizi che soddisfano gli stessi bisogni, confronta oggettivamente una o più caratteristiche essenziali, pertinenti, verificabili e rappresentative, compreso eventualmente il prezzo, di tali beni e servizi, confronta oggettivamente una o più caratteristiche essenziali, pertinenti, verificabili e rappresentative, compreso eventualmente il prezzo, di tali beni e servizi, non genera confusione sul mercato (tra imprenditori, tra marchi e altri segni distintivi) non genera confusione sul mercato (tra imprenditori, tra marchi e altri segni distintivi)

69 Pubblicità comparativa E lecita se: E lecita se: non causa discredito o denigrazione di marchi, segni distintivi, beni servizi o attività del concorrente, non causa discredito o denigrazione di marchi, segni distintivi, beni servizi o attività del concorrente, per i prodotti recanti denominazione di origine, si riferisce in ogni caso a prodotti aventi la stessa denominazione, per i prodotti recanti denominazione di origine, si riferisce in ogni caso a prodotti aventi la stessa denominazione, non trae vantaggio dalla notorietà del concorrente o del suo marchio o dei suoi segni distintivi, non trae vantaggio dalla notorietà del concorrente o del suo marchio o dei suoi segni distintivi, non presenta un bene o un servizio come imitazione o contraffazione di beni o servizi protetti da un marchio o da una denominazione commerciale depositati. non presenta un bene o un servizio come imitazione o contraffazione di beni o servizi protetti da un marchio o da una denominazione commerciale depositati.

70 Offerte speciali Inoltre: «qualunque raffronto che fa riferimento a un offerta speciale deve indicare in modo chiaro e non equivoco il termine dellofferta oppure, nel caso in cui lofferta speciale non sia ancora cominciata, la data di inizio del periodo nel corso del quale si applicano il prezzo speciale o altre condizioni particolari o, se del caso, che lofferta speciale dipende dalla disponibilità dei beni e servizi» (art. 4, 3° c.). Inoltre: «qualunque raffronto che fa riferimento a un offerta speciale deve indicare in modo chiaro e non equivoco il termine dellofferta oppure, nel caso in cui lofferta speciale non sia ancora cominciata, la data di inizio del periodo nel corso del quale si applicano il prezzo speciale o altre condizioni particolari o, se del caso, che lofferta speciale dipende dalla disponibilità dei beni e servizi» (art. 4, 3° c.).

71 Tutela Il controllo è affidata allAutorità garante per la concorrenza ed il mercato (antitrust), che può chiedere informazioni e documenti. Può richiedere prova sullesattezza materiale dei dati contenuti nella pubblicità. Il controllo è affidata allAutorità garante per la concorrenza ed il mercato (antitrust), che può chiedere informazioni e documenti. Può richiedere prova sullesattezza materiale dei dati contenuti nella pubblicità. Lautorità può inibire gli atti di pubblicità ingannevole o comparativa o la loro continuazione e che ne siano eliminati gli effetti. Lautorità può inibire gli atti di pubblicità ingannevole o comparativa o la loro continuazione e che ne siano eliminati gli effetti. E prevista una sanzione amministrativa (da a Euro). E prevista una sanzione amministrativa (da a Euro). Può inoltre disporre la pubblicazione della pronuncia o di una dichiarazione di rettifica. Può inoltre disporre la pubblicazione della pronuncia o di una dichiarazione di rettifica. E possibile, in caso durgenza, una sospensione provvisoria della pubblicità. E possibile, in caso durgenza, una sospensione provvisoria della pubblicità. I ricorsi contro le decisioni dellAutorità sono competenza del giudice amministrativo. I ricorsi contro le decisioni dellAutorità sono competenza del giudice amministrativo.

72 Pubbl. diffusa attraverso media Occorre il parere dallAutorità di garanzia nulle comunicazioni, che provvede con decisione motivata. Occorre il parere dallAutorità di garanzia nulle comunicazioni, che provvede con decisione motivata. Lautorità può vietare la pubblicità e anche disporre la pubblicazione della decisione e/o di una dichiarazione di rettifica. Lautorità può vietare la pubblicità e anche disporre la pubblicazione della decisione e/o di una dichiarazione di rettifica. La sanzione minima è elevata a La sanzione minima è elevata a

73 Organi di autodisciplina Lart. 9 D. Lgs. 145/2007 prevede che nel caso si ricorra «davanti ad un organismo di autodisciplina, le parti possono convenire di astenersi dall'adire l'Autorità fino alla pronuncia definitiva» e se il «ricorso all'Autorità sia stato già proposto o venga proposto successivamente da altro soggetto legittimato, ogni interessato può richiedere all'Autorità la sospensione del procedimento in attesa della pronuncia dell'organismo di autodisciplina. L'Autorità, valutate tutte le circostanze, può disporre la sospensione del procedimento per un periodo non superiore a trenta giorni». Lart. 9 D. Lgs. 145/2007 prevede che nel caso si ricorra «davanti ad un organismo di autodisciplina, le parti possono convenire di astenersi dall'adire l'Autorità fino alla pronuncia definitiva» e se il «ricorso all'Autorità sia stato già proposto o venga proposto successivamente da altro soggetto legittimato, ogni interessato può richiedere all'Autorità la sospensione del procedimento in attesa della pronuncia dell'organismo di autodisciplina. L'Autorità, valutate tutte le circostanze, può disporre la sospensione del procedimento per un periodo non superiore a trenta giorni».

74 Codice di autodisciplina pubblicitaria ha lo scopo di assicurare che la pubblicità «venga realizzata come servizio per il pubblico, con speciale riguardo alla sua influenza sul consumatore»; ha lo scopo di assicurare che la pubblicità «venga realizzata come servizio per il pubblico, con speciale riguardo alla sua influenza sul consumatore»; è vincolante per utenti, agenzie, consulenti di pubblicità, gestori di veicoli pubblicitari che lo abbiano accettato direttamente o tramite associazione, ovvero nella sottoscrizione di un contratto di pubblicità. è vincolante per utenti, agenzie, consulenti di pubblicità, gestori di veicoli pubblicitari che lo abbiano accettato direttamente o tramite associazione, ovvero nella sottoscrizione di un contratto di pubblicità. prevede: prevede: un giurì di autodisciplina; un giurì di autodisciplina; un comitato di controllo. un comitato di controllo.

75 Giurì di autodisciplina E lorgano incaricato cui può rivolgersi chiunque ritenga di subire pregiudizio da attività pubblicitarie contrarie al codice di Autodisciplina, nei confronti di chi, avendo accettato il Codice abbia diffuso pubblicità ritenute non conformi a esso. E lorgano incaricato cui può rivolgersi chiunque ritenga di subire pregiudizio da attività pubblicitarie contrarie al codice di Autodisciplina, nei confronti di chi, avendo accettato il Codice abbia diffuso pubblicità ritenute non conformi a esso. Qualora la decisione stabilisca che la pubblicità esaminata non è conforme alle norme del Codice di Autodisciplina, il Giurì dispone che le parti interessate desistano dalla stessa. Nei casi di maggior gravità il giurì può disporre - quale sanzione accessoria - che sia data notizia al pubblico della decisione per estratto. Qualora la decisione stabilisca che la pubblicità esaminata non è conforme alle norme del Codice di Autodisciplina, il Giurì dispone che le parti interessate desistano dalla stessa. Nei casi di maggior gravità il giurì può disporre - quale sanzione accessoria - che sia data notizia al pubblico della decisione per estratto.

76 Legittimazione Liniziativa nei confronti di forme pubblicitarie ritenute con conformi alle norme del codice di autodisciplina può essere assunta dufficio dallo stesso comitato, oppure promossa, liberamente e gratuitamente, da singoli cittadini-consumatori, così come da associazioni rappresentative di interessi collettivi. Liniziativa nei confronti di forme pubblicitarie ritenute con conformi alle norme del codice di autodisciplina può essere assunta dufficio dallo stesso comitato, oppure promossa, liberamente e gratuitamente, da singoli cittadini-consumatori, così come da associazioni rappresentative di interessi collettivi.

77 Comitato di controllo E lorgano autodisciplinare garante degli interessi dei cittadini-consumatori e della pubblicità in generale, quale strumento di progresso economico e sociale. E lorgano autodisciplinare garante degli interessi dei cittadini-consumatori e della pubblicità in generale, quale strumento di progresso economico e sociale. Il comitato, se ravvisa profili di contrasto con il codice, può: Il comitato, se ravvisa profili di contrasto con il codice, può: per inadempienze lievi, invitare linserzionista a modificare la pubblicità, per inadempienze lievi, invitare linserzionista a modificare la pubblicità, per violazioni manifeste, inoltrare alle parti un provvedimento succintamente motivato col quale si ingiunge a desistere. Se non vi è opposizione entro 10 giorni, il provvedimento diviene esecutivo. Se vi è opposizione, la decisione è rimessa al giurì, per violazioni manifeste, inoltrare alle parti un provvedimento succintamente motivato col quale si ingiunge a desistere. Se non vi è opposizione entro 10 giorni, il provvedimento diviene esecutivo. Se vi è opposizione, la decisione è rimessa al giurì, per i casi più complessi e importanti il comitato avvia il procedimento davanti al giurì, inoltrando unistanza motivata. per i casi più complessi e importanti il comitato avvia il procedimento davanti al giurì, inoltrando unistanza motivata.

78 La disciplina della concorrenza e della pubblicità dott. Lorenzo Benatti


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