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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DEGLI ENTI PER I REATI COMMESSI NEL LORO INTERESSE D.LGS. 8 GIUGNO 2001 NR. 231 19 novembre 2012 Dott. Ernesto Carile.

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1 LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DEGLI ENTI PER I REATI COMMESSI NEL LORO INTERESSE D.LGS. 8 GIUGNO 2001 NR novembre 2012 Dott. Ernesto Carile

2 IL SISTEMA NORMATIVO DI RIFERIMENTO Legge n. 300/2000 (art. 11) Legge n. 300/2000 (art. 11) D.Lgs. 231/2001 D.Lgs. 231/2001

3 RESPOSABILITÀ DIRETTA DELLA SOCIETÀ Convenzione OCSE del Convenzione OCSE del (Ratificata con la Legge nr. 300) Necessario superamento del principio Societas delinquere non potest

4 LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ, DEFINITA ANCHE «PENALE-AMMINISTRATIVA»QUALE TERTIUM GENUS TERTIUM GENUS

5 LE DISPOSIZIONI SI APPLICANO: AD ENTI FORNITI DI PERSONALITÀ GIURIDICA ED ALLE SOCIETÀ E ASSOCIAZIONI PRIVE DI PERSONALITÀ GIURIDICA AD ENTI FORNITI DI PERSONALITÀ GIURIDICA ED ALLE SOCIETÀ E ASSOCIAZIONI PRIVE DI PERSONALITÀ GIURIDICA LE DISPOSIZIONI NON SI APPLICANO: ALLO STATO, AGLI ENTI PUBBLICI TERRITORIALI, AGLI ALTRI ENTI PUBBLICI NON ECONOMICI NONCHÉ AGLI ENTI CHE SVOLGONO FUNZIONI DI RILIEVO COSTITUZIONALE ALLO STATO, AGLI ENTI PUBBLICI TERRITORIALI, AGLI ALTRI ENTI PUBBLICI NON ECONOMICI NONCHÉ AGLI ENTI CHE SVOLGONO FUNZIONI DI RILIEVO COSTITUZIONALE I DESTINATARI

6 I PRINCIPI GENERALI IL PRINCIPIO DI LEGALITÀ Lente non è responsabile per un fatto costituente reato se la sua responsabilità amministrativa in relazione a quel reato e le relative sanzioni non sono espressamente previste da una legge entrata in vigore prima della commissione del fatto IL PRINCIPIO DI LEGALITÀ Lente non è responsabile per un fatto costituente reato se la sua responsabilità amministrativa in relazione a quel reato e le relative sanzioni non sono espressamente previste da una legge entrata in vigore prima della commissione del fatto IRRETROATTIVITÀ DELLA LEGGE La legge che configura la responsabilità dellente deve essere entrata in vigore prima della commissione del fatto IRRETROATTIVITÀ DELLA LEGGE La legge che configura la responsabilità dellente deve essere entrata in vigore prima della commissione del fatto RETROATTIVITÀ DELLABOLITIO CRIMINIS La successiva abrogazione della norma sanzionatoria impedisce di ritenere la responsabilità dellente RETROATTIVITÀ DELLABOLITIO CRIMINIS La successiva abrogazione della norma sanzionatoria impedisce di ritenere la responsabilità dellente LA TERRITORIALITÀ La possibilità di sanzionare lente che abbia in Italia la sede principale, che compia reati previsti dal D.Lgs. n. 231/2001 allestero LA TERRITORIALITÀ La possibilità di sanzionare lente che abbia in Italia la sede principale, che compia reati previsti dal D.Lgs. n. 231/2001 allestero

7 CHE IL REATO SIA COMMESSO NELLINTERESSE O A VANTAGGIO DELLENTE MEDESIMO (ART. 5 COMMA 1) CHE IL REATO SIA COMMESSO NELLINTERESSE O A VANTAGGIO DELLENTE MEDESIMO (ART. 5 COMMA 1) COMUNQUE NON NELLINTERESSE ESCLUSIVO DELLAUTORE DEL REATO O DI TERZI (ART. 5 COMMA 2) COMUNQUE NON NELLINTERESSE ESCLUSIVO DELLAUTORE DEL REATO O DI TERZI (ART. 5 COMMA 2) CRITERI DI ATTRIBUZIONE DELLA RESPONSABILITÀ AD OPERA DI UNA PERSONA FISICA CHE SI TROVI IN UNA DETERMINATA RELAZIONE CON LA SOCIETÀ MEDESIMA

8 I REATIPRESUPPOSTO I REATI PRESUPPOSTO ORIGINARIO NUCLEO REATI COMMESSI NEI RAPPORTI CON LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E SUCCESSIVE IMPLEMENTAZIONI

9 1. Art. 316 bis c.p. Malversazione a danno dello Stato 2. Art 316 ter c.p. Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato 3. Art. 640 comma 2 n. 1 c.p. Truffa 4. Art. 640 bis c.p. Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche 5. Art. 640 ter c.p. Frode informatica 6. Art. 317 c.p. Concussione 7. Art. 318 – 319 c.p. Corruzione per un atto dufficio o per un atto contrario ai doveri dufficio 8. Art.319 ter c.p. Corruzione in atti giudiziari 9. Art.322 c.p. Istigazione alla corruzione 10. Art.322 bis c.p. Peculato, concussione, corruzione e istigazione alla corruzione di membri delle Comunità Europee e di funzionari delle Comunità Europee e di Stati Esteri REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

10 art. 491 bis c.p. (falsità in un documento informatico pubblico o avente efficacia probatoria) art. 491 bis c.p. (falsità in un documento informatico pubblico o avente efficacia probatoria) art 615 ter c.p.(accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico) art 615 ter c.p.(accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico) art. 615 – quarter c.p.(detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici) art. 615 – quarter c.p.(detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici) art. 615 quinques c.p.(diffusione di apparecchiature, dispositivi o programmi informatici diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico o telematico) art. 615 quinques c.p.(diffusione di apparecchiature, dispositivi o programmi informatici diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico o telematico) art. 617 quarter c.p.(intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche) art. 617 quarter c.p.(intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche) art. 635 bis c.p.(danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici ) art. 635 bis c.p.(danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici ) art. 635 ter c.p. (danneggiamento di informazioni dati e programmi informatici utilizzati dallo Stato o da altro Ente Pubblico o comunque di pubblica utilità) art. 635 ter c.p. (danneggiamento di informazioni dati e programmi informatici utilizzati dallo Stato o da altro Ente Pubblico o comunque di pubblica utilità) art.635 quarter c.p. (danneggiamento di sistemi informatici o telematici ) art.635 quarter c.p. (danneggiamento di sistemi informatici o telematici ) art.635 quinques c.p.(danneggiamento di sistemi informatici o telematici di pubblica utilità) art.635 quinques c.p.(danneggiamento di sistemi informatici o telematici di pubblica utilità) art. 640 quinques c.p. (frode informatica del certificatore di firma elettronica) art. 640 quinques c.p. (frode informatica del certificatore di firma elettronica) DELITTIINFORMATICI ETRATTAMENTOILLECITODIDATI DELITTI INFORMATICI E TRATTAMENTO ILLECITO DI DATI

11 Art e 2622 c.c.(false comunicazioni sociali) Art e 2622 c.c.(false comunicazioni sociali) Art c.c.(falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni delle Società di Revisione) Art c.c.(falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni delle Società di Revisione) Art c.c.(impedito controllo) Art c.c.(impedito controllo) Art c.c.(formazione fittizia di capitale) Art c.c.(formazione fittizia di capitale) Art.2626 c.c. (indebita restituzione di conferimenti) Art.2626 c.c. (indebita restituzione di conferimenti) Art.2627 c.c. (illegale ripetizione degli utili e delle risorse) Art.2627 c.c. (illegale ripetizione degli utili e delle risorse) Art.2628 c.c. (illecite operazioni sulle azioni o quote della società controllante) Art.2628 c.c. (illecite operazioni sulle azioni o quote della società controllante) Art c.c. (operazioni in pregiudizio dei creditori) Art c.c. (operazioni in pregiudizio dei creditori) Art bis c.c. (omessa comunicazione del conflitto dinteressi) Art bis c.c. (omessa comunicazione del conflitto dinteressi) Art c.c. (indebita ripartizione dei beni sociali da parte dei liquidatori) Art c.c. (indebita ripartizione dei beni sociali da parte dei liquidatori) Art.2636 c.c. (illecita influenza sullassemblea) Art.2636 c.c. (illecita influenza sullassemblea) Art c.c. (aggiotaggio) Art c.c. (aggiotaggio) Art c.c. (ostacolo allesercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza) Art c.c. (ostacolo allesercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza) Art. 184 D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (abuso di informazione privilegiata) Art. 184 D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (abuso di informazione privilegiata) Art. 185 D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (manipolazione di mercato) Art. 185 D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (manipolazione di mercato) REATI SOCIETARI

12 Art. 589 c.p. Omicidio colposo Art. 589 c.p. Omicidio colposo Art 590 c.p. Lesioni personali colpose Art 590 c.p. Lesioni personali colpose ATTIVITA SENSIBILI LE ATTIVITA SENSIBILI RIFERITE IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO SONO POTENZIALMENTE PRESENTI IN OGNI AMBITO ED ATTIVITA AZIENDALE VIOLAZIONE DELLE NORME ANTINFORTUNISTICHE EDITUTELA DELLIGIENE E DI SALUTESULLAVORO VIOLAZIONE DELLE NORME ANTINFORTUNISTICHE E DI TUTELA DELLIGIENE E DI SALUTE SUL LAVORO

13 Art. 648 c.p. (RICETTAZIONE) Art. 648 c.p. (RICETTAZIONE) Art. 648 bis c.p.(RICICLAGGIO) Art. 648 bis c.p.(RICICLAGGIO) Art. 648 ter c.p. (IMPIEGO DI DENARO, BENI O UTILITA DI PROVENIENZA ILLECITA) Art. 648 ter c.p. (IMPIEGO DI DENARO, BENI O UTILITA DI PROVENIENZA ILLECITA) ATTIVITA SENSIBILI LE ATTIVITA SENSIBILI RIFERITE AI REATI IN MATERIA DI RICETTAZIONE RICICLAGGIO SONO POTENZIALEMNTE PRESENTI OGNI QUALVOLTA VI SIANO MOVIMENTAZIONI DI SOMME O SIANO ACQUISITI BENI RICETTAZIONE ERICICLAGGIO RICETTAZIONE E RICICLAGGIO

14 Art. 377-bis c.p. – Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci allautorità giudiziaria ATTIVITA SENSIBILI ANCHE QUESTO REATO HA UN AMBITO DI APPLICAZIONE MOLTO AMPIO, SI PENSI ALLE DICHIARAZIONI IN AMBITO DI CONTENZIOSO SIA CIVILE CHE DI LAVORO ALTRE IPOTESI DI REATO

15 Art. 513 c.p. (turbata liberta dellindustria o del commercio) Art. 513 c.p. (turbata liberta dellindustria o del commercio) Art. 515 c.p. ( frode nellesercizio del commercio) Art. 515 c.p. ( frode nellesercizio del commercio) Art. 517 ter c.p. (fabbricazione e commercio di beni realizzati usurpando titoli di proprietà industriale) Art. 517 ter c.p. (fabbricazione e commercio di beni realizzati usurpando titoli di proprietà industriale) Art. 517 c.p. (vendita di prodotti con segni mendaci) Art. 517 c.p. (vendita di prodotti con segni mendaci) Art. 513 bis c.p.( illecita concorrenza con minaccia o violenza) Art. 513 bis c.p.( illecita concorrenza con minaccia o violenza) Art. 514 c.p. (frodi contro le industrie nazionali) Art. 514 c.p. (frodi contro le industrie nazionali) ATTIVITA SENSIBILI LE AREE SENSIBILI IN QUESTO CASO POSSONO ESSERE INDIVIDUATE INNANZITUTTO NEL COMMERCIALE E QUINDI NEL RAPPORTO CON I CLIENTI DELITTI CONTRO LINDUSTRIA ED IL COMMERCIO

16 Art. 24 ter Delitti di criminalità organizzata Art. 24 ter Delitti di criminalità organizzata Art. 25 bis Falsità in monete, in carte di pubblico credito, in valori bollati e in strumenti o segni di riconoscimento Art. 25 bis Falsità in monete, in carte di pubblico credito, in valori bollati e in strumenti o segni di riconoscimento Art. 25 quater Delitti con finalità di terrorismo o di eversione dellordine democratico Art. 25 quater Delitti con finalità di terrorismo o di eversione dellordine democratico Art. 25 quater Pratiche di mutilazione degli Organi genitali femminili Art. 25 quater Pratiche di mutilazione degli Organi genitali femminili Art. 25 quinques Delitti contro la personalità individuale Art. 25 quinques Delitti contro la personalità individuale Art. 25 nonies Delitti in materia di violazione dei diritti dautore Art. 25 nonies Delitti in materia di violazione dei diritti dautore Art. 25 undicies Reati ambientali Art. 25 undicies Reati ambientali ALTRE IPOTESI DI REATO

17 REATI COMMESSI NELLINTERESSE O A VANTAGGIO DELLENTE NELLINTERESSE O A VANTAGGIO DELLENTEDA AUTORE QUALIFICATO

18 Soggetti in posizione apicale rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell'ente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale, ovvero coloro che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dell'ente Soggetti in posizione apicale rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell'ente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale, ovvero coloro che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dell'ente Soggetti sottoposti allaltrui direzione persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti apicali (cc.dd. sottoposti, quali, tipicamente, i prestatori di lavoro subordinato) Soggetti sottoposti allaltrui direzione persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti apicali (cc.dd. sottoposti, quali, tipicamente, i prestatori di lavoro subordinato) I SOGGETTI QUALIFICATI

19 SINTESI DELLE CONDIZIONI 1. Il reato deve essere commesso nellinteresse o a vantaggio dellente 2. Gli autori del reato devono identificarsi in persone fisiche qualificate da specifica posizione rivestita allinterno dellente 3. I predetti soggetti non devono aver agito «nellinteresse esclusivo proprio o di terzi»

20 Art. 6 comma 1, lett. a): che sia stato formalmente adottato quel sottosistema di regole procedurali interne costituenti il Modello di organizzazione che sia stato formalmente adottato quel sottosistema di regole procedurali interne costituenti il Modello di organizzazione che il Modello di organizzazione risulti già sulla carta idoneo a prevenire reati della specie di quello verificatosi che il Modello di organizzazione risulti già sulla carta idoneo a prevenire reati della specie di quello verificatosi che il Modello di organizzazione sia stato efficacemente attuato prima della commissione del fatto che il Modello di organizzazione sia stato efficacemente attuato prima della commissione del fatto LENTE NON RISPONDE SE PROVA CHE …

21 IL MODELLO DI ORGANIZZAZIONE Il Modello di Organizzazione è un sistema strutturato ed organico di procedure, nonché di attività di controllo, da svolgersi anche in via preventiva (controllo ex ante), strumentale alla prevenzione dei reati presupposto previsti dal D. Lgs. n. 231/2001. L idoneità del Modello Organizzativo va misurata in relazione al fine di evitare la commissione di reati presupposto e può essere definita come la sua adeguatezza alla specifica struttura ed alla concreta attività dellente. Il Modello Organizzativo non può annullare i rischi che si verifichino reati presupposto, ma dovrà essere efficiente, praticabile e funzionale per poter ragionevolmente disinnescare le fonti di rischio.

22 Lindividuazione delle attività esposte al rischio di commissione di reati presupposto Lindividuazione delle attività esposte al rischio di commissione di reati presupposto Previsione di specifici controlli per programmare la formazione e lattuazione delle decisioni dellEnte in funzione preventiva Previsione di specifici controlli per programmare la formazione e lattuazione delle decisioni dellEnte in funzione preventiva Individuazione delle modalità di gestione delle risorse finanziarie idonee a impedire la commissione di reati Individuazione delle modalità di gestione delle risorse finanziarie idonee a impedire la commissione di reati Previsione di obblighi di informazione nei confronti dellOrganismo di Controllo e osservanza dei modelli Previsione di obblighi di informazione nei confronti dellOrganismo di Controllo e osservanza dei modelli Introduzione di un adeguato sistema per sanzionare il mancato rispetto del Modello Organizzativo Introduzione di un adeguato sistema per sanzionare il mancato rispetto del Modello Organizzativo OBIETTIVI DEL MODELLO ORGANIZZATIVO

23 Non è schematizzabile a priori. Il Modello deve essere coerente con la natura e le dimensioni della struttura organizzativa e con le peculiarità dellattività svolta dallente Non è schematizzabile a priori. Il Modello deve essere coerente con la natura e le dimensioni della struttura organizzativa e con le peculiarità dellattività svolta dallente Lente può predisporre i Modelli in autonomia oppure utilizzare i Modelli redatti dalle Associazioni di Categoria, cui è riconosciuto il potere di redigere dei codici di comportamento di portata generale Lente può predisporre i Modelli in autonomia oppure utilizzare i Modelli redatti dalle Associazioni di Categoria, cui è riconosciuto il potere di redigere dei codici di comportamento di portata generale STRUTTURA DEL MODELLO ORGANIZZATIVO

24 Descrizione introduttiva della struttura organizzativa della società e principali attività svolte Descrizione introduttiva della struttura organizzativa della società e principali attività svolte Mappatura dei rischi – analisi delle aree esposte al rischio di commissione dei reati presupposto Mappatura dei rischi – analisi delle aree esposte al rischio di commissione dei reati presupposto Mappatura normativa – definizione del sistema di prevenzione/contenimento dei rischi e modalità operative interne per la prevenzione Mappatura normativa – definizione del sistema di prevenzione/contenimento dei rischi e modalità operative interne per la prevenzione Approntamento di un sistema disciplinare- sanzionatorio interno per violazioni dei precetti del Modello Approntamento di un sistema disciplinare- sanzionatorio interno per violazioni dei precetti del Modello Predisposizione di un adeguato sistema sanzionatorio Predisposizione di un adeguato sistema sanzionatorio CONTENUTI DEL MODELLO ORGANIZZATIVO

25 Costituzione effettiva di un ORGANISMO DI VIGILANZA (O.D.V.) Costituzione effettiva di un ORGANISMO DI VIGILANZA (O.D.V.) Previsione di un sistema di aggiornamento continuo del Modello Previsione di un sistema di aggiornamento continuo del Modello Organizzazione di un piano di formazione del personale aziendale e comunicazione interna dei contenuti del D.Lgs. 231/2001 (capillare, efficace ed autorevole, chiara, dettagliata e periodicamente ripetuta) Organizzazione di un piano di formazione del personale aziendale e comunicazione interna dei contenuti del D.Lgs. 231/2001 (capillare, efficace ed autorevole, chiara, dettagliata e periodicamente ripetuta) Predisposizione di un formale Codice Etico di Condotta (corpo normativo interno) per tutti gli appartenenti alla persona giuridica Predisposizione di un formale Codice Etico di Condotta (corpo normativo interno) per tutti gli appartenenti alla persona giuridica LEFFICACE ATTUAZIONE

26 Vigilare sulleffettività del Modello (coerenza tra i comportamenti concreti ed il Modello Organizzativo) Vigilare sulleffettività del Modello (coerenza tra i comportamenti concreti ed il Modello Organizzativo) Verificare ladeguatezza del Modello Organizzativo (reale capacità del Modello di prevenire i comportamenti non voluti) Verificare ladeguatezza del Modello Organizzativo (reale capacità del Modello di prevenire i comportamenti non voluti) Analizzare il mantenimento nel tempo dei requisiti di solidità e funzionali del Modello Organizzativo Analizzare il mantenimento nel tempo dei requisiti di solidità e funzionali del Modello Organizzativo Curare laggiornamento in senso dinamico del Modello Organizzativo e, ove necessario, proporre modifiche agli Organi aziendali competenti (CDA) Curare laggiornamento in senso dinamico del Modello Organizzativo e, ove necessario, proporre modifiche agli Organi aziendali competenti (CDA) Lo svolgimento di follow up per accertare lattuazione e leffettiva funzionalità delle soluzioni proposte Lo svolgimento di follow up per accertare lattuazione e leffettiva funzionalità delle soluzioni proposte LE ATTIVITÀ DELLORGANISMO DI VIGILANZA (COMPLIANCE OFFICER)

27 LA CONTINUITÀ DELLAZIONE – effettività e frequenza temporale delle attività di controllo LA CONTINUITÀ DELLAZIONE – effettività e frequenza temporale delle attività di controllo LAUTONOMIA ED INDIPENDENZA – lO.D.V. deve essere imparziale nel proprio giudizio e privo di interferenze/condizionamenti (assenza di conflitti di interesse, di legami parentali e di vincolo di dipendenza gerarchica dai vertici aziendali, onorabilità) LAUTONOMIA ED INDIPENDENZA – lO.D.V. deve essere imparziale nel proprio giudizio e privo di interferenze/condizionamenti (assenza di conflitti di interesse, di legami parentali e di vincolo di dipendenza gerarchica dai vertici aziendali, onorabilità) LA PROFESSIONALITÀ – i membri dellOrganismo di Vigilanza devono possedere specifiche competenze (tecniche, giuridiche, ecc.) per poter svolgere le proprie funzioni principali, in particolare quelle ispettive LA PROFESSIONALITÀ – i membri dellOrganismo di Vigilanza devono possedere specifiche competenze (tecniche, giuridiche, ecc.) per poter svolgere le proprie funzioni principali, in particolare quelle ispettive REQUISITI DELLO.D.V.

28 Le scelte da fare possono essere ricondotte ai seguenti aspetti: 1) Membri interni e/o membri esterni 1) Membri interni (previa attenta valutazione in merito alla loro autonomia) e/o membri esterni (professionisti) 2) Organo già esistente oppure organo costituito ad hoc 3) Soggetti che non possono farne parte 4) Organismo uninominale o plurisoggettivo 5) La dotazione di un budget di spesa LINDIVIDUAZIONE DELLO.D.V. E LA SUA COMPOSIZIONE

29 Sanzioni Pecuniarie Sanzioni Pecuniarie Sanzioni Interdittive Sanzioni Interdittive Confisca del prezzo o del profitto reato Confisca del prezzo o del profitto reato Pubblicazione della sentenza di condanna Pubblicazione della sentenza di condanna Commissariamento Commissariamento LE SANZIONI (ART. 9)

30 Rappresenta la tradizionale sanzione amministrativa, ha NATURA AFFLITTIVA e non risarcitoria, e si concretizza nellobbligo di pagare una determinata somma di denaro stabilita dal giudice: Fissare il numero delle «quote» sulla base della gravità oggettiva e soggettiva del fatto illecito (non inferiori a 100 né superiori a 1000) Fissare il numero delle «quote» sulla base della gravità oggettiva e soggettiva del fatto illecito (non inferiori a 100 né superiori a 1000) Determinare lammontare, cioè il valore monetario di ogni singola quota, tenendo conto delle condizioni economiche e patrimoniali dellEnte (da 258 a 1550 euro) Determinare lammontare, cioè il valore monetario di ogni singola quota, tenendo conto delle condizioni economiche e patrimoniali dellEnte (da 258 a 1550 euro) NUMERO DI QUOTE X VALORE QUOTE = SANZIONE SANZIONI PECUNIARIE

31 Interdizione, temporanea o definitiva, dallesercizio dellattività Interdizione, temporanea o definitiva, dallesercizio dellattività Sospensione o revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dellillecito Sospensione o revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dellillecito Divieto di contrarre con la Pubblica Amministrazione Divieto di contrarre con la Pubblica Amministrazione Esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e eventuale revoca di quelli già concessi Esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e eventuale revoca di quelli già concessi Divieto, temporanea o definitiva, di pubblicizzare beni o servizi Divieto, temporanea o definitiva, di pubblicizzare beni o servizi POSSONO ESSERE APPLICATE IN VIA CAUTELARE SU RICHIESTA DEL PUBBLICO MINISTERO PER GRAVI INDIZI SULLA RESPONSABILITÀ DELLENTE SANZIONI INTERDITTIVE (IPOTESI DELITTUOSE PIÙ GRAVI)

32 APPLICAZIONE DELLE SANZIONI INTERDITTIVE Le sanzioni interdittive si applicano in relazione ai reati per i quali sono espressamente previste, quando: lente ha tratto dal reato un profitto di rilevante entità e il reato è stato commesso da soggetti in posizione apicale ovvero da soggetti sottoposti all'altrui direzione quando, in questo caso, la commissione del reato è stata determinata o agevolata da gravi carenze organizzative lente ha tratto dal reato un profitto di rilevante entità e il reato è stato commesso da soggetti in posizione apicale ovvero da soggetti sottoposti all'altrui direzione quando, in questo caso, la commissione del reato è stata determinata o agevolata da gravi carenze organizzative in caso di reiterazione degli illeciti in caso di reiterazione degli illeciti


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