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Studio Legale Piconcelli 11 Modello organizzativo ex D.Lgs. 231/01 La Responsabilità amministrativa delle Imprese.

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1 Studio Legale Piconcelli 11 Modello organizzativo ex D.Lgs. 231/01 La Responsabilità amministrativa delle Imprese

2 Studio Legale Piconcelli 22 a) Analisi del D.Lgs. 231/01

3 Studio Legale Piconcelli 33 Decreto Legislativo 231 del 2001: introduzione di una nuova forma di responsabilità, definita amministrativa ma in realtà di natura penale, che colpisce direttamente Enti e Società nel caso di: si aggiunge alla responsabilità della persona fisica che ha materialmente commesso il fatto penalmente rilevante. - commissione di specifici reati; - da parte di amministratori e dirigenti, ovvero di dipendenti e collaboratori; - se il reato sia stato commesso nell interesse o a vantaggio dellEnte o Società; Innovazione normativa dirompente: coinvolge nella punizione di determinati reati il patrimonio della Società, e quindi in definitiva gli interessi economici dei Soci.

4 Studio Legale Piconcelli 44 (ad esempio: Spa, Srl, Sapa, Snc, Sas, associazioni, cooperative, fondazioni, enti economici sia pubblici che privati e più in generale tutte le attività organizzate in forma associativa). SOGGETTI DESTINATARI - Enti che svolgono attività di rilievo costituzionale (es.: Partiti politici) Tutti gli Enti dotati di personalità giuridica e non. Sono esclusi solo: - Stato ed enti pubblici territoriali (es.. Comuni, Regioni) - Imprese individuali - Enti Pubblici non economici (es.: Aziende ospedaliere, Università etc.)

5 Studio Legale Piconcelli 55 Il D. Lgs. 231/01 può essere definito come un contenitore che viene via via arricchito da nuove ipotesi di reato: a breve, probabilmente, verranno inseriti i reati inerenti la materia ambientale; dal u.s. sono stati inclusi i reati inerenti al riciclaggio. REATI A CUI SI APPLICA Individuabili 4 grandi categorie: 1) Reati verso la Pubblica Amministrazione (es.: corruzione, concussione,….etc.) 2) Reati societari (così come introdotti dalla L. 366/01, art. 11) 3) Delitti di omicidio e lesioni colpose gravi o gravissime conseguenti ad infortuni sul lavoro avvenuti in violazione della L. 626 (così come introdotti dalla L. 123/07) 4) Altre tipologie di reati, quali reati legati alleversione e al terrorismo, ed altre fattispecie che però, di fatto, si possono ricondurre ad ipotesi in concreto difficilmente realizzabili.

6 Studio Legale Piconcelli 66 - soggetti in posizione apicale, ossia coloro che svolgono funzioni di amministrazione, rappresentanza o direzione della Società o di una sua unità dotata di autonomia organizzativa e finanziaria; sono da considerare soggetti apicali quelli che esercitano di fatto le sopraindicate funzioni, o un forte dominio sulla Società stessa (es: c.d. socio tiranno, socio unico). GLI AUTORI DEL REATO È necessario che il fatto criminoso sia stato commesso da soggetti che lavorano o comunque collaborano con la Società. Distinguiamo in: Ipotesi particolare: nel caso di Gruppo di Società, la Giurisprudenza ha ricavato unipotesi di applicazione del Decreto a carico della Capogruppo (c.d.Holding), combinando gli artt. 40 e 110 del c.p.p..

7 Studio Legale Piconcelli 77 - soggetti sottoposti allaltrui direzione o vigilanza, ossia i dipendenti e tutti coloro che prestano la loro opera allinterno della Società in qualità di lavoratori parasubordinati, autonomi (es: agenti, consulenti, co.co.pro., fornitori, soggetti appaltatori). GLI AUTORI DEL REATO (segue) Questultima figura assume particolare rilevanza alla luce delle disposizioni previste dalla Legge 123/07; in pratica, la Società è punita anche per fatto di terzi, che non rispettino le disposizioni in materia di sicurezza sul lavoro

8 Studio Legale Piconcelli 88 - SANZIONI PECUNIARIE - SANZIONI PECUNIARIE: da quantificarsi attraverso il sistema delle quote (previsto dagli artt. 10 e 11 del Decreto). QUALI SANZIONI SI APPLICANO Sono essenzialmente di 2 tipi: In particolare, il numero delle quote deve essere individuato in considerazione della gravità del fatto e del grado di responsabilità della Società (da commisurarsi anche in base alla condotta tenuta in seguito alla commissione dellillecito).

9 Studio Legale Piconcelli 99 * esclusione da agevolazioni, finanziamenti, sussidi, contributi e revoca di quelli già concessi - SANZIONI INTERDITTIVE - SANZIONI INTERDITTIVE: ossia il divieto di svolgere una determinata attività. * interdizione allesercizio dellattività o, in determinati casi, nomina di un commissario giudiziale Devono avere durata non inferiore a tre mesi e non superiore a tre anni e consistono in: * sospensione o revoca di autorizzazioni, licenze o concessioni * divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione * divieto di pubblicizzare beni o servizi

10 Studio Legale Piconcelli 10 CONFISCA CONFISCA del prezzo o del profitto del reato, salvo quanto può essere restituito ai soggetti danneggiati; quando non sia possibile eseguire quanto sopra, possono essere confiscati anche somme di denaro, beni o altre utilità di valore equivalente al prezzo o al profitto del reato ALTRI TIPI DI SANZIONI PUBBLICAZIONE DELLA SENTENZA PUBBLICAZIONE DELLA SENTENZA, da eseguirsi sia in ambito nazionale che in ambito locale, attraverso quotidiani, riviste etc.

11 Studio Legale Piconcelli 11 In generale: La sanzione pecuniaria e la confisca vengono sempre applicate in caso di condanna, quelle interdittive e la pubblicazione della sentenza sono disposte dal giudice solo nei casi previsti dal decreto. In determinati casi, anche e soprattutto al fine di salvaguardare loccupazione, al posto della sanzioni interdittive il giudice può nominare un commissario giudiziale. sono sanzioni molto severe ed efficaci, perché in grado di colpire pesantemente la Società.

12 Studio Legale Piconcelli 12 le misure cautelari sono quei provvedimenti che possono essere richiesti dal Pubblico Ministero durante la fase di indagine, quindi prima del processo vero e proprio, sono disposti dal G.I.P e possono avere durata massima di un anno, arrivando -di fatto- a paralizzare lattività aziendale. MISURE CAUTELARI Aspetto molto innovativo, e maggiormente pericoloso per la Società, introdotto dal Decreto: Sono pertanto estremamente pericolose perché per la loro applicazione non è richiesta una sentenza definitiva, ma solo un fumus, ossia degli indizi di colpevolezza a carico della Società.

13 Studio Legale Piconcelli 13 Possono essere applicati, quali misure cautelari, le sanzioni interdittive sopra indicate, oltre al sequestro conservativo e al sequestro preventivo. MISURE CAUTELARI (segue) Centralità delle misure cautelari nel sistema sanzionatorio ex D.Lgs. 231/01

14 Studio Legale Piconcelli 14 (le sanzioni interdittive possono essere applicate nel corso delle indagini quali misure cautelari) RIASSUMENDO responsabilitàsolo La responsabilità della Società si realizza solo se concorrono tre elementi contemporaneamente: 1) commissione dei reati previsti in decreto 2) fatto commesso da soggetti che lavorano o collaborano con la Società 3) fatto commesso nellinteresse o a vantaggio della Società sanzioni La Società può incorrere in due tipi di sanzioni: A - Sanzioni pecuniarie B - Sanzioni interdittive

15 Studio Legale Piconcelli 15 b) Modello di organizzazione gestione e controllo

16 Studio Legale Piconcelli 16 MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO 16 Tali procedure sono dette protocolli: tutti coloro che lavorano o collaborano con la Società debbono attenervisi. È il documento che, dopo aver individuato specifiche attività aziendali nelle quali può verificarsi levento-reato, dette attività sensibili, stabilisce dei principi generali di comportamento, in genere contenuti in un documento separato detto Codice etico e delle procedure, atte ad evitare la commissione dei reati verso cui la Società intende tutelarsi.

17 Studio Legale Piconcelli 17 Leventuale mancato rispetto o violazione dei principi di comportamento o dei protocolli comporta lirrogazione di quelle sanzioni che il modello stesso prevede. Il documento deve altresì prevedere modalità di gestione delle risorse finanziarie idonee ad impedire la commissione dei reati. Le sanzioni sono comminate da un organismo autonomo, detto organismo di vigilanza, a cui compete la vigilanza sul funzionamento e sulla corretta attuazione del Modello. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO (segue)

18 Studio Legale Piconcelli 18 4) il reato sia commesso eludendo intenzionalmente e fraudolentemente il modello ESCLUSIONE DALLA RESPONSABILITA Il modello sarà valido ed escluderà la responsabilità della società solo se: prima 1) abbia predisposto, prima del verificarsi del reato, un modello di organizzazione, gestione e controllo 2) il modello sia attuato e sia efficace ed idoneo a prevenire i reati della stessa fattispecie di quello verificatosi 3) i controlli di vigilanza siano affidati ad un organismo autonomo interno alla Società, detto Organismo di Vigilanza, che abbia i poteri per un effettivo controllo del puntuale adempimento di quanto previsto dal modello di organizzazione

19 Studio Legale Piconcelli 19 Da una lettura combinata di quanto previsto dallart c.c. e lart. 6 del Decreto, la prevalente dottrina e giurisprudenza ritiene che gli amministratori potranno evitare la responsabilità civile per i danni causati dalla Società solo adottando ed efficacemente attuando il modello di organizzazione, gestione e controllo previsto dal Decreto.

20 Studio Legale Piconcelli 20 c) Principi per la realizzazione del modello di organizzazione gestione e controllo

21 Studio Legale Piconcelli 21 2) la progettazione del sistema di organizzazione, vigilanza controllo, tenendo presente che un modello organizzativo è in pratica un abito realizzato su misura per la Società: non è possibile adottare modelli generali che vadano bene per tutti, perché ogni impresa opera in campi differenti, con diverse modalità e soprattutto ha diverse esigenze che devono essere contemplate nel modello. REALIZZAZIONE DI UN MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO Tale realizzazione passa attraverso due distinti momenti: 1) lo studio dellazienda, lattività in concreto svolta, lindividuazione delle aree che possono comportare dei rischi in riferimento al Decreto

22 Studio Legale Piconcelli 22 In concreto, per attuare un Modello 231 idoneo ed efficace ai sensi di legge, sono stati individuati 10 principi a cui attenersi per la sua stesura: DECALOGO 10 - Sistema sanzionatorio realmente applicato 9 - Audit (soprattutto per i casi di quasi incidenti) 8 - Formazione del personale 7 - Conoscibilità allesterno 6 - Aggiornamento delle misure 5 - Monitoraggio continuo 4 - Protocolli di prevenzione 3 - Analisi dei rischi 2 - Mappatura dei rischi 1 - Osservazione concreta e realistica dellAzienda

23 Studio Legale Piconcelli 23 Circa la composizione dellOdv si ritiene necessaria la presenza di persone da individuarsi allinterno della Società, coadiuvati da professionalità esterne. ORGANISMO DI VIGILANZA Deve soddisfare tre requisiti: - continuità di azione LOdV è tenuto a controllare leffettività del modello, la sua adeguatezza, apportando eventualmente le modifiche necessarie. La partecipazione di consulenti esterni sarà quindi limitata alla verifica dei protocolli ed alla eventuale integrazione o modificazione degli stessi. Per essere efficace, il modello organizzativo deve prevedere sanzioni interne per i trasgressori. - professionalità - indipendenza

24 Studio Legale Piconcelli 24 Per le piccole e medie imprese il Decreto prevede la possibilità di adottare un modello organizzativo ed un Organismo di vigilanza in versione semplificata; in pratica, è possibile far coincidere lOdV con lOrgano amministrativo. PICCOLE E MEDIE IMPRESE

25 Studio Legale Piconcelli 25 d) Benefici derivanti dalla realizzazione del modello di organizzazione gestione e controllo

26 Studio Legale Piconcelli 26 - benefici per i Soci (limitatamente al proprio patrimonio personale), perché eviteranno sanzioni che, colpendo la Società, di fatto si riflettono sul proprio patrimonio BENEFICI I benefici derivanti dallapplicazione del modello di cui al Decreto possono essere così riassunti: - benefici economici per limpresa, derivanti dalla non applicazione delle misure cautelari e delle sanzioni definitive; - benefici aziendali, ottenuti tramite il miglioramento dei controlli, il perfezionamento delle procedure aziendali e dellorganizzazione interna; - benefici di immagine, dati dalla mancata iscrizione di procedure o sanzioni nei certificati pubblici e da un maggior appeal di mercato - benefici per Amministratori e Direttori, poiché eviteranno lipotesi di azioni intentabili dal socio o dal creditore sociale

27 Studio Legale Piconcelli 27 Grazie per lattenzione.


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