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Che cosè una lingua La grammatica italiana come strumento di lavoro-2.

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Presentazione sul tema: "Che cosè una lingua La grammatica italiana come strumento di lavoro-2."— Transcript della presentazione:

1 Che cosè una lingua La grammatica italiana come strumento di lavoro-2

2 Un sistema di comunicazione

3 Linguaggio e comunicazione non sono sinonimi Si può comunicare anche senza linguaggio (verbale) E il linguaggio si usa anche per fare molte altre cose, alcune delle quali importanti.

4 Il linguaggio è una grammatica Un insieme di regole che permette di formare/capire un numero potenzialmente infinito di frasi. Creativo, onnipotente, formale, inconsapevole, MA NON ILLIMITATO

5 creativo Una lunga fila di lucertole attraversava il deserto senza neppure fermarsi a sognare Idee verdi incolori dormono furiosamente Chi vespa mangia mele, e dà un bacio a chi gli pare. (Piaggio)

6 onnipotente Fosco Maraini, Gnosi delle Fanfole, Il lonfo Il Lonfo non vaterca né gluisce e molto raramente barigatta, ma quando soffia il bego a bisce bisce sdilenca un poco e gnagio s'archipatta. È frusco il Lonfo! È pieno di lupigna arrafferia malversa e sofolenta! Se cionfi ti sbiduglia e t'arrupigna se lugri ti botalla e ti criventa. Eppure il vecchio Lonfo ammargelluto che bete e zugghia e fonca nei trombazzi fa lègica busìa, fa gisbuto; e quasi quasi in segno di sberdazzi gli affarferesti un gniffo. Ma lui zuto t' alloppa, ti sbernecchia; e tu l'accazzi.

7 formale Lewis Carroll, The Jabberwocky, in Through the Looking Glass1871 The Jabberwocky Twas brillig, and the slithy toves Did gyre and gimble in the wabe; All mimsy were the borogoves, And the mome raths outgrabe. Traduzione 1: Il Ciciarampa Era cerfuoso e i viviscidi tuoppi ghiarivan foracchiando nel pedano: stavan tutti mifri i vilosnuoppi mentre squoltian i momi radi invano Traduzione 2: Eran birbizzi i borogovi Era brilligo e gli unsci tovi girondavano sulla rava, eran birbizzi i borogovi e il momo ratso ultragrattava Traduzione 3 Il mascellodonte Cenorava. E i visciattivi cavatalucerti girillavano e sfrocchiavano nella serbaja molliciattoli eran gli spennavoli e gli smarruti verporcelli fistarnuiurlavano

8 inconsapevole La grammatica che usiamo tutti i giorni ha poco a che fare con la grammatica che ci insegnano a scuola - Quella scolastica è normativa, tassonomica, superficiale, descrittiva - Quella mentale è generativa, e inconsapevole

9 La grammatica normativa Es. i pronomi personali Si sta perdendo - In parte la distinzione di caso (nominativo/accusativo) - In parte la distinzione di numero (per il dativo) - In parte la distinzione di genere (per il dativo) Lui mi dice sempre Egli/esso mi dice Non gli possiamo dare ragione, ai baroni Non possiamo dare loro ragione Ha scritto alla segreteria della presidenza e dopo qualche esitazione gli ha comunicato … Le ha comunicato Prescrive come si deve parlare, e insiste soprattutto quando cè un contrasto tra lo standard e luso reale.

10 La grammatica normativa Es. le relative con che e pronome di ripresa. Sono un ragazzo fortunato, perché non cè niente che ho bisogno, Jovanotti. Lei è quella ragazza che gli hanno detto che per passare lesame del laboratorio di scrittura ci vogliono due mesi di studio secco.

11 La grammatica normativa Conoscere le regole della grammatica normativa è importante perché sono delle regole di comportamento sociale, e come tali strumenti di integrazione, promozione, o emarginazione sociale. Ma sono regole superficiali, perché fanno riferimento solo a pochissimi e ridottissimi aspetti del nostro linguaggio.

12 La grammatica mentale è per lo più inconsapevole Un esempio: il riferimento dei pronomi I pronomi non hanno un riferimento RIGIDO. Sono deittici (ancorati): cambiano riferimento a seconda del contesto di enunciazione. io si riferisce sempre alla persona che parla, per esempio. lui si riferisce a qualcuno o qualcosa nominato in precedenza o presente nella frase.

13 Il riferimento del pronome Nellassegnare il riferimento al pronome seguiamo delle regole molto precise, per le quali non cè oscillazione.

14 Qual è la regola? (1) Gianni/il mio amico pensa che vincerà la gara Il pronome (sottinteso!) ha lo stesso riferimento dellespressione nominale: Gianni o il mio amico nella frase (1). Ma non nella frase (2). *(2) pensa che Gianni /il mio amico vincerà la gara

15 Qual è la regola? (3) Lopinione di Gianni/il mio amico su suo padre è sorprendente Il pronome (possessivo!) ha lo stesso riferimento dellespressione nominale: Gianni o il mio amico nella frase (1). Ma non nella frase (2). (4) *La sua opinione su Gianni/il mio amico è sorprendente

16 Qual è la regola? - Una regola che nessuno ci ha mai insegnato - Una regola cui non abbiamo accesso diretto: ci dobbiamo pensare bene - Una regola difficile da formulare Un pronome non può avere lo stesso riferimento di unespressione nominale che lo segue. (primo tentativo, che si rivela sbagliato!)

17 Un pronome non può avere lo stesso riferimento di unespressione nominale che lo segue. (I tentativo) (1) Gianni/il mio amico pensa che vincerà la gara *(2) pensa che Gianni /il mio amico vincerà la gara (3) Lopinione di Gianni/il mio amico su suo padre è sorprendente (4) *La sua opinione su Gianni/il mio amico è sorprendente


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