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TURISMO ED EQUILIBRIO MACROECONOMICO

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Presentazione sul tema: "TURISMO ED EQUILIBRIO MACROECONOMICO"— Transcript della presentazione:

1 TURISMO ED EQUILIBRIO MACROECONOMICO
Attraverso il Moltiplicatore Keynesiano gli economisti studiano gli effetti della spesa turistica sul reddito dell’economia e sull’occupazione Si considera l’immissione monetaria esogena (investimenti, spesa pubblica, esportazioni) in un dato sistema economico (quindi che non dipende dal reddito nazionale) e si vede come questa stimola l’economia L’assunzione che si fa nel caso del turismo è che la spesa che fanno i turisti dipende dai redditi che si sono formati in altre località (regioni o paesi) e quindi è esogena Questa spesa ha un effetto diretto sul reddito degli abitanti, perché va sotto forma di valore aggiunto che si crea nelle imprese ricettive (ma anche ristoranti, negozi, ecc.) e si re-distribuisce tra lavoratori (salari), imprese (profitti e redditi da capitale), governo (tasse) Ha poi un effetto indiretto perché i residenti aumentano i consumi in conseguenza dell’aumento del reddito Quindi al consumo iniziale dei turisti si somma il consumo successivo dei residenti Si crea quindi un effetto amplificato e moltiplicativo che giustifica la presenza del moltiplicatore

2 CIRCUITO DI REDDITO DI UNA DESTINAZIONE TURISTICA
Tra le parentesi graffe è racchiusa la destinazione turistica Spesa per il turismo Estero Spesa per il turismo* Spesa per consumi *è la spesa per il turismo interna alla destinazione che si confonde con i consumi Beni e servizi Imprese Famiglie I S Export Import Fattori produttivi Reddito Nazionali Spesa per il turismo Il flusso circolare è in equilibrio quando la somma della produzione dell’operatore imprese (quindi il reddito) e le importazioni, sono uguali ai consumi delle famiglie e alle esportazioni (domanda estera)

3 TURISMO ED EQUILIBRIO MACROECONOMICO (2)
Formalmente si parte dalla condizione di equilibrio che abbiamo visto nel modello generale Domanda Aggregata = Offerta Aggregata Per semplificare le cose si elimina però la presenza dello Stato, quindi scompare sia G (spesa pubblica) sia T (tasse al netto dei trasferimenti) che avevamo visto nel modello generale Una semplice formulazione è: Y = C + I + (X - Z) (1) Dove C=consumi; I=investimenti; X=esportazioni; Z=importazioni; Sono considerate autonome (esogene) quelle spese che non dipendono dal reddito nazionale, mentre sono endogene quelle che vi dipendono come parte dei consumi e delle importazioni In particolare le equazioni di queste ultime due componenti sono: Z = Z0 + zY C = C0 + cY Dove 0<z<1 è la propensione marginale all’importazione Z0 componente autonoma delle importazioni 0<c<1 è la propensione marginale al consumo C0 componente autonoma dei consumi

4 TURISMO ED EQUILIBRIO MACROECONOMICO (3)
La prima cosa da fare è allora individuare nella nostra equazione semplificata di equilibrio, che si può anche riscrivere come Z + Y = C + I + X (2) le spese autonome dei viaggiatori-turisti (quindi quelle spese indipendenti dal reddito della destinazione turistica) Chiamiamo ora G (guests), da non confondere con G (spesa pubblica) del modello generale visto prima, le spese dei viaggiatori che figurano come una componente additiva della domanda aggregata (in particolare della componente autonoma) Più precisamente G1 sono le spese effettuate dai visitatori domestici che si sommano alla componente autonoma dei consumi (C0 + G1) G2 sono le spese effettuate dai visitatori esteri che si sommano alle esportazioni (X + G2) Inoltre chiamiamo H (hosts) le spese che fanno i turisti residenti quando vanno in vacanza all’estero (quindi spese che si sottraggono ai consumi nazionali) H = H0 + hY dove 0<h<1 è la propensione marginale al consumo all’estero (viaggi) H0 è la parte autonoma di questa spesa

5 TURISMO ED EQUILIBRIO MACROECONOMICO (4)
Se inseriamo nella (2) tutti questi nuovi elementi avremo Z + Y = [(C0 + G1+ cY) – (H0 + hY)] + I + (X + G2) (3) Si deve tener conto che gli ospiti nazionali o stranieri possono coprire parte della loro spesa di soggiorno con beni provenienti direttamente dalla loro regione o nazione di origine (es turista che si porta il cibo da casa, oppure ristorante che offre al turista vivande da materie prime acquistate nel paese di origine del turista) Quindi detraiamo tali quote rappresentate da g1 e g2 Z + Y = [(C0 + (1- g1)G1+ cY) – (H0 + hY)] + I + (X + (1- g2)G2) (4) Ponendo G = G1 + G2 ; e g = [(g1 G1 /G) + (g2 G2 /G)] e ricordando che Z = Z0 + zY Trasformiamo la (4) in Z0 + zY + Y = C0 + cY – H0 – hY + I + X + (1-g)G E ancora in Y - cY + hY + zY = C0 - Z0 – H0 + I + X + (1-g)G

6 Turismo ed Equilibrio Macroeconomico (5)
Mettendo in evidenza Y Y(1-(c-h)+z) = C0 - Z0 – H0 + I + X + (1-g)G E organizzando per trovare il reddito di equilibrio avremo (5) Se deriviamo la soluzione trovata rispetto alla spesa dei turisti troviamo il moltiplicatore turistico del reddito K ci dice di quanto aumenta il reddito per ogni aumento addizionale di un euro della spesa turistica; In presenza di risorse produttive inutilizzate (disoccupazione) un aumento della spesa turistica determina aumento del reddito, dell’occupazione e del volume di affari delle imprese

7 Turismo ed Equilibrio Macroeconomico (6)
Il valore del moltiplicatore turistico del reddito dipende almeno da 3 fattori: Economia generale della destinazione turistica; Natura delle classi sociali della destinazione; Natura del turismo Tre intervalli di valore di k diventano importanti per interpretare il ruolo che gioca il turismo nell’economia regionale o nazionale Se k≥1 vuol dire che (g+h+z)<c<1 : per ogni euro speso dai turisti il reddito cresce in modo più che proporzionale, quindi il turismo è un fattore di sviluppo; Se 0<k<1 significa che 0<c< (g+h+z) : per ogni euro speso in turismo il reddito della destinazione turistica aumenta meno di 1 euro, il turismo è un fattore parassitario (Es: di ristorazione o imprese ricettive dove si consumano beni e servizi di altri paesi) Se k=0 significa che g=1, quindi il turismo non attiva niente nell’economia regionale tutto ciò che viene speso è speso in beni provenienti da altri paesi, il turismo è avulso dall’economia di una regione (si parla di enclave turistica)

8 Supermoltiplicatore turistico del reddito
E’ possibile che la spesa dei turisti attivi, oltre ai consumi, anche investimenti da parte dei residenti della destinazione turistica (nuove imprese, ampliamento imprese esistenti, nuove infrastrutture) Si deve assumere allora che anche gli investimenti non sono totalmente esogeni, ma dipendono in parte dal reddito I = I0 + iY, se introduciamo questa equazione nella (5), dopo vari passaggi otteniamo E la derivata parziale rispetto a G sarà: E’ facile mostrare che k’>k, per questo si parla di supermoltiplicatore Quindi in questo caso il reddito di una regione o di un paese cresce in seguito alla spesa turistica non solo perché si attivano i consumi dei residenti, ma anche perché si attivano gli investimenti da parte di questi ultimi

9 Moltiplicatori turistici e natura delle classi sociali
E’ importante rilevare che, sia il moltiplicatore che il supermoltiplicatore dipendono dalla diversa propensione ai consumi, agli investimenti ed a fare viaggi all’estero da parte della popolazione che abita la località turistica Supponiamo ci sia un paese in via di sviluppo dove un aumento delle imprese turistiche faccia aumentare di 100 la spesa turistica DG=100 Di questo aumento, il 10% è speso per beni prodotti all’estero, quindi g=0,1. La spesa dei turisti si traduce in reddito delle famiglie residenti, ma supponiamo che queste destinano il nuovo reddito per il 40% a consumi (c=0,4), per il 30% a viaggi all’estero (h=0,3) e per un 20% ad importazioni di beni di lusso (z=0,2). Applicando la formula del moltiplicatore o supermoltiplicatore (in questo caso i=0) Avremo che k’= [(1-0,1) / (1-0,4+0,3+0,2)] =0,82 Quindi c’è un turismo parassitario Supponiamo invece che le spese dei turisti si traducano in reddito non per proprietari terrieri, ma per imprenditori e lavoratori che si comportano diversamente: non fanno viaggi all’estero (h=0), mentre hanno propensione ad investire (i=0,3) e tutto il resto rimane uguale a prima: Avremo che k’= [(1-0,1) / (1-0,4+0,2-0,3)] =1,8 Quindi c’è un turismo fattore di sviluppo E’ importante notare che l’effetto della spesa turistica sul reddito della destinazione turistica dipende dal comportamento dei turisti (g) e dal comportamento degli indigeni: propensione ai consumi (c e z), ai viaggi all’estero (h) , agli investimenti (i)

10 Turismo e sviluppo economico
Il tema del turismo come volano dello sviluppo economico viene trattato in genere da più punti di vista Le ricerche più complete sono quelle che intrecciano Aspetti storici: eventi del passato che hanno portato alla nascita ed affermazione di un sito turistico Aspetti geografici: l’impatto e le trasformazioni che lo sviluppo turistico produce sul territorio Aspetti economici Tuttavia motivi di tempo e spazio inducono a soffermasi solo sugli aspetti economici Il modello del moltiplicatore keynesiano affronta problemi di breve periodo la dotazione dei fattori (capitale e lavoro) è supposta costante, per cui il problema è vedere come vengono utilizzate le risorse che sono date e come queste influiscono sulle variazioni del reddito Nel lungo periodo è importante trovare una legge dinamica che spiega l’accumulazione di capitale e la crescita del lavoro, per cui l’oggetto di studio diviene il tasso di crescita che permette che le risorse siano sempre utilizzate Teorie dello sviluppo economico Trasformazioni strutturali e stadi di sviluppo Economie dove gli aggregati crescono senza mutare i rapporti con i quali si trovano tra loro Teorie della crescita economica

11 Fasi dello sviluppo turistico in una economia regionale
I mutamenti e le fasi di sviluppo di un’economia regionale si possono spiegare ponendo in un quadro dinamico il ragionamento fatto sui moltiplicatori Le fasi dello sviluppo turistico: L’arrivo dei turisti: il prodotto turistico deve essere in genere consumato in loco Il consumo turistico (effetto moltiplicatore): l’arrivo turistico consente in genere un trasferimento di reddito dalle aree di provenienza dei turisti alle aree di destinazione; questa spesa turistica ha un effetto diretto sull’aumento del reddito delle popolazioni indigene, ma anche un effetto indiretto perché aumenta i consumi di queste ultime. Se il turismo è fattore di sviluppo k>1; Il decollo turistico (effetto supermoltiplicatore): cominciano ad essere interessati non solo i consumi ma anche gli investimenti, il turismo diventa non più occasionale ma attività principale, la regione si specializza nel turismo e diviene autonoma, vale a dire che con le sue risorse soddisfa pienamente le esigenze dei turisti (gran parte delle attività dipendono dal turismo); Il distacco: lo sviluppo regionale procede perdendo la caratteristica di monocoltura ricettiva, la struttura regionale si fa più complessa alcune imprese del sistema grazie alle risorse economico-finanziarie accumulate esplorano nuovi mercati e nuovi prodotti; la struttura diviene mista turistico-industriale. I motivi per cui il processo si può bloccare: turismo come enclave (stop in fase 1) il turismo non genera investimento: il reddito non supera un livello che consente di risparmiare ed investire, oppure mancano capacità imprenditoriali, oppure la maggior parte di beni e servizi sono importati da altre regioni (stop in fase 2) il turismo non genera distacco, non si verifica quella accumulazione originaria che favorisce l’industria come ha fatto l’agricoltura per alcuni casi, la regione si blocca su una fase di monocoltura specializzata (stop in fase 3)


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