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La Gestione dei Rifiuti Parte I INTRODUZIONE. 06/04/2014Relatore: lettini francesco2 1-Principi generali La legislazione in materia di rifiuti è stata.

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1 La Gestione dei Rifiuti Parte I INTRODUZIONE

2 06/04/2014Relatore: lettini francesco2 1-Principi generali La legislazione in materia di rifiuti è stata introdotta nellordinamento europeo con la direttiva quadro 75/442/CEE, modificata in seguito dalle direttive: 91/156/CEE 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi. Lo scorso 5 aprile il Consiglio europeo ha adottato la Direttiva 2006/12/CE relativa ai rifiuti.

3 06/04/2014Relatore: lettini francesco3 2-Principi generali Tali norme hanno introdotto un insieme di principi generali e di procedure di controllo che mirano a garantire un elevato livello di protezione dellambiente e della salute umana che possono essere sintetizzati in: 1. Principio di precauzione: principio cardine della politica ambientale dellUnione europea che prescrive unazione preventiva dei danni causati allambiente. Gli stati membri devono adottare una politica di prevenzione della produzione e della pericolosità dei rifiuti. Devono adottare una politiche che incoraggino il recupero e il reinserimento delle rifiuti nel ciclo produttivo.

4 06/04/2014Relatore: lettini francesco4 3-Principi generali 2. Requisito di prevenzione: la gestione dei rifiuti non deve avere ripercussioni sulla salute umana e sullambiente Chi inquina paga, secondo il quale lonere della riparazione dei danni ambientali non può ricadere sui cittadini ma deve essere addebitato a chi di tali danni è responsabile. 3. Strumenti di Command and control Obblighi di autorizzazioni, registrazione e ispezioni contenute nelle direttive sui rifiuti non pericolosi e pericolosi, Regolamento sulle spedizioni dei rifiuti

5 06/04/2014Relatore: lettini francesco5 3-Principi generali 4. Strumenti Economico-fiscali Quali tasse e sussidi, che coinvolgano innovazioni tecnologiche. spingendo la riduzione della produzione anche oltre gli standard, linnovatore è in grado di trarre benefici economici, viceversa come inquinatore è soggetto alle sanzioni previste dalle leggi. 5. Strumenti volontari Strumenti che consentono alle imprese di introdurre una efficiente gestione ambientale, capace di prevenire, ridurre e, se possibile, persino eliminare linquinamento, preferibilmente alla fonte, garantendo al tempo stesso un uso razionale delle risorse e delle materie prime. Le imprese possono scegliere fra il Sistema Comunitario di Ecogestione e Audit (EMAS) e la norma ISO EMASISO 14001

6 06/04/2014Relatore: lettini francesco6 La normativa italiana sui rifiuti La gestione dei rifiuti in Italia è stata introdotta in modo organico e puntuale dal D.lgs 5 febbraio 1997 n.22 (Decreto Ronchi). Da tale decreto sono scaturiti un elevato numero di decreti attuativi e di regolamenti. Tale norma è stata abrogata dal Parte IV del decreto legislativo del 3 aprile 2006 n.152 Norme in materia Ambientale.

7 06/04/2014Relatore: lettini francesco7 Iter del D.lvo 152/2006 Il decreto legislativo del 3 aprile 2006 n.152 è derivato dalla Legge Delega n. 308/2004 che prevedeva una rivisitazione completa dellintero corpus normativo italiano in tema ambientale. Il decreto ha riscritto le regole su: valutazione di impatto ambientale, difesa del suolo e tutela delle acque, gestione dei rifiuti, riduzione dell'inquinamento atmosferico e risarcimento dei danni ambientali, abrogando la maggior parte dei previgenti provvedimenti del settore.

8 06/04/2014Relatore: lettini francesco8 Iter del D.lvo 152/ Il decreto è entrato in vigore il 29 aprile Collegato ad esso sono stati emanati ben 17 decreti attuativi dei quali 15 sono stati abrogati da dm del 26 giugno luglio 2006: La Commissione Ue ha annunciato con proprio Comunicato di deferire l'Italia alla Corte europea di Giustizia per la definizione troppo restrittiva di "rifiuto" nel Dlgs 152/ La questione riguarda, in particolare, l'esclusione dal regime dei rifiuti del Cdr di qualità, dei rottami metallici e di altri rifiuti utilizzati nell'industria siderurgica e metallurgica.

9 06/04/2014Relatore: lettini francesco9 Iter del D.lvo 152/ agosto 2006: il Consiglio dei Ministri ha approvato definitivamente un primo decreto legislativo di modifica del Dlgs 152/2006: Lemanazione di un decreto correttivo entro il 30 novembre della parte III e IV del Dlgs 152/2006. La soppressione delle Autorità di vigilanza su risorse idriche e rifiuti, la proroga delle Autorità di bacino Ha fissato il 31/01/2007 come data limite per modificare lintero corpus del Dlgs 152/ ottobre 2006: il Consiglio dei Ministri ha approvato in prima lettura un secondo decreto, destinato a modificare le definizioni di rifiuto, materia prima secondaria e sottoprodotto. Ad oggi solamente il secondo decreto è entrato in vigore.

10 Parte IV del D.lvo 152/2006

11 06/04/2014Relatore: lettini francesco11 2- Parte IV del D.lvo 152/2006 Art. 177 (Parte IV del D.lvo 152/06) Campo di applicazione: 1 La parte quarta del presente decreto disciplina la gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti inquinati anche in attuazione delle direttive comunitarie sui rifiuti pericolosi, sugli oli usati, sulle batterie esauste, sulle discariche, sugli inceneritori, sui rifiuti elettrici ed elettronici. 2 Le regioni adeguano i rispettivi ordinamenti alle disposizioni di tutela dellambiente e dellecosistema contenute nella parte IV del decreto entro un anno dalla data di entrata in vigore dello stesso.

12 06/04/2014Relatore: lettini francesco12 2-La normativa italiana sui rifiuti Art. 178 Finalità 1. La gestione dei rifiuti costituisce attività di pubblico interesse ed è disciplinata al fine di assicurare unelevata protezione dellambiente e controlli efficaci. 2. I rifiuti devono essere recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute delluomo e senza usare sistemi che possono provocare danni allambiente 3. La gestione dei rifiuti è effettuata in conformità ai principi di precauzione, di prevenzione, di responsabilità e di cooperazione di tutti i soggetti coinvolti nella produzione e gestione dei rifiuti e al principio comunitario chi inquina paga. 4. La gestione dei rifiuti è effettuata secondo criteri di efficacia, efficienza, economicità e trasparenza.

13 06/04/2014Relatore: lettini francesco13 3-La normativa italiana sui rifiuti Art. 179 Criteri di priorità 1. Le pubbliche amministrazioni perseguono iniziative dirette a favorire prioritariamente la prevenzione e la riduzione della produzione e della nocività dei rifiuti mediante: Lo sviluppo di tecnologie pulite Limmissione di prodotti concepiti in modo da limitare a fine vita la quantità e/o la nocività dei rifiuti, Lo sviluppo di tecniche per leliminazione di sostanze pericolose contenute nei rifiuti. 2. Le pubbliche amministrazioni adottano misure dirette al recupero dei rifiuti mediante riciclo, riempiego, riutilizzo e luso di rifiuti come fonte di energia.

14 06/04/2014Relatore: lettini francesco14 4-La normativa italiana sui rifiuti Art. 180 Prevenzione della produzione di rifiuti 1. Le pubbliche amministrazioni promuovono: Strumenti economico-gestionali che favoriscano una corretta valutazione dellimpatto ambientale di uno specifico prodotto, quali: Analisi del ciclo di vita (LCA) Certificazioni ambientali (EMAS; ISO 14001) Marchi ecologici ( Ecolabel) La previsione di clausole di gare di appalto La promozioni di accordi, contratti di programma o protocolli dintesa.

15 06/04/2014Relatore: lettini francesco15 4-La normativa italiana sui rifiuti Art. 181 Recupero dei rifiuti 1. Ai fini di una corretta gestione dei rifiuti le pubbliche amministrazioni favoriscono la riduzione dello smaltimento finale dei rifiuti attraverso: Il riutilizzo, il rimpiego ed il reciclaggio, Le forme di recupero per ottenere materie prime secondarie dai rifiuti, Ladozioni di misure che prevedano limpiego di materiali recuperati dai rifiuti, Lutilizzazione dei rifiuti come mezzo per produrre energia.

16 06/04/2014Relatore: lettini francesco16 5-La normativa italiana sui rifiuti Art.183 del D.Lgs n.152 : Art. 1 Comma Le principali attività inerenti la gestione dei rifiuti: La raccolta (loperazione di prelievo, cernita o raggruppamento dei rifiuti per il loro trasporto) Trasporto Il recupero (le operazioni che utilizzano rifiuti per generare materie prime secondarie, combustibili o prodotti, attraverso trattamenti meccanici, chimici, incluse la selezione e le operazioni previste allAllegato C) Lo smaltimento (ogni operazione finalizzata a sottrarre definitivamente una sostanza o materiale dal circuito economico, in particolare le operazioni previste allAllegato B).

17 06/04/2014Relatore: lettini francesco17 Lo smaltimento dei rifiuti Art.182 Smaltimento dei rifiuti Lo smaltimento dei rifiuti è effettuato in condizioni di sicurezza e costituisce la fase residuale della gestione dei rifiuti. I rifiuti da avviare allo smaltimento finale devono essere il più possibile ridotti sia in massa che in volume. Lo smaltimento è attuato con il ricorso ad una rete integrata di impianti al fine di: Realizzare lautosufficienza nello smaltimento dei rifiuti urbani non pericolosi in ambiti territoriali ottimali, Vietare smaltire i rifiuti urbani in regioni diverse, fatti salvi eventuali accordi (non si applica alle frazioni differenziate dei rifiuti), Permettere lo smaltimento in uno degli impianti più vicini ai luoghi di produzione, La realizzazione di nuovi impianti è ammessa solo se il relativo processo di combustione è accompagnato da recupero energetico.

18 LA GESTIONE DEI RIFIUTI Parte II La Classificazione dei Rifiuti Master in Regional Public Management Relatore: Francesco Lettini

19 06/04/2014Relatore: lettini francesco19 1-Definizione di Rifiuto Art.183 del D.lvo 152/2006 : Art. 1 Comma a) Rifiuto: qualsiasi sostanza od oggetto che rientra nelle categorie riportate nellAllegato A alla parte quarta del presente decreto e da cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia lobbligo di disfarsi.

20 06/04/2014Relatore: lettini francesco20 Alcune definizioni Art.183 del D.lvo 152/06 : Art. 1 Comma Produttore:la persona la cui attività ha prodotto rifiuti, ovvero il produttore iniziale. Detentore : il produttore di rifiuti o il soggetto che li detiene. Luogo di produzione dei rifiuti: uno o più edifici o siti collegati tra loro dove si svolgono le attività di produzione dalle quali si origina i rifiuti. Deposito Temporaneo: il raggruppamento di rifiuti effettuato, prima della raccolta, nel luogo in cui gli stessi sono prodotti (deve rispettare dei parametri definiti nel decreto).

21 06/04/2014Relatore: lettini francesco21 2-Definizione di Rifiuto Secondo la definizione del legislatore per rifiuto si deve intendere qualsiasi sostanza od oggetto che rientri nelle categorie riportate nellAllegato A (alla parte quarta del presente decreto ) del decreto. Nota: Tale definizione è in linea con la precedente norma Decreto Ronchi(art.6 D.Lgs 22/97) e con la direttiva europea sui rifiuti (art. 1 91/156/CE).

22 06/04/2014Relatore: lettini francesco22 3-Definizione di Rifiuto

23 06/04/2014Relatore: lettini francesco23 Alcune definizioni Art.183 del D.Lgs n.152 : Art. 1 Comma Tipologie di operazioni connesse con la gestione dei rifiuti: Deposito Temporaneo: il raggruppamento di rifiuti effettuato, prima della raccolta, nel luogo in cui gli stessi sono prodotti (deve rispettare dei parametri definiti nel decreto). La raccolta (loperazione di prelievo, cernita o raggruppamento dei rifiuti per il loro trasporto) Trasporto Il recupero (le operazioni che utilizzano rifiuti per generare materie prime secondarie, combustibili o prodotti, attraverso trattamenti meccanici, chimici, incluse la selezione e le operazioni previste allAllegato C) Lo smaltimento (ogni operazione finalizzata a sottrarre definitivamente una sostanza o materiale dal circuito economico, in particolare le operazioni previste allAllegato B).

24 06/04/2014Relatore: lettini francesco24 4-Definizione di Rifiuto La definizione di rifiuto introdotta presenta un duplice criterio di identificazione del medesimo: 1.Criterio oggettivo:qualsiasi sostanza od oggetto che rientri nellAllegato A. 2.Criterio Soggettivo: la condizione affinché una sostanza od oggetto siano riconosciuti come rifiuto è rappresentato dal fatto che il detentore se ne disfi o abbia deciso e/o abbia lobbligo di disfarsene. Un rifiuto è tale quando sono soddisfatti tutti e due i criteri.

25 06/04/2014Relatore: lettini francesco25 Operazioni di recupero Operazioni previste allAllegato C parte quarta del decreto.

26 06/04/2014Relatore: lettini francesco26 Operazioni di smaltimento Operazioni previste allAllegato B parte quarta del decreto.

27 06/04/2014Relatore: lettini francesco27 Nuova definizione di Rifiuto La definizione di rifiuto completa: Qualsiasi sostanza od oggetto che rientra nelle categorie riportate nell'allegato A e che il detentore abbia avviato ad una delle operazioni individuabili, ai sensi degli allegati B e C, come smaltimento o recupero. Ricomprendendo naturalmente anche tutte quelle ipotesi di abbandono illecito dei rifiuti.

28 06/04/2014Relatore: lettini francesco28 I beni che non rientrano nella definizione di rifiuto Secondo D.lvo 152/06 del 3 aprile Un bene non costituisce rifiuto se il bene è un: Sottoprodotto: bene che viene prodotto secondariamente da un processo produttivo e che viene effettivamente riutilizzato in un ciclo produttivo senza subire alcuna trasformazione preliminare. Materia prima secondaria: Materia avente caratteristiche stabilite da apposito decreto (secondo le disposizioni del art.181). Inoltre: Rottami ferrosi (sono normati dal decreto). CDR Q: Combustibile da rifiuti di qualità

29 06/04/2014Relatore: lettini francesco29 Sottoprodotto SOTTOPRODOTTO Non sono soggetti alle disposizioni di cui alla parte quarta del decreto i sottoprodotti di cui limpresa non si disfi, non sia obbligata a disfarsi e non abbia deciso di disfarsi ed in particolare : i sottoprodotti impiegati direttamente dallimpresa che li produce quelli commercializzati a condizioni economicamente favorevoli per limpresa stessa direttamente per il consumo o per limpiego, Rispetto delle seguenti condizioni: - prodotti senza la necessità di operare trasformazioni preliminari in un successivo processo produttivo; - Lutilizzazione del sottoprodotto deve essere certa e non eventuale. - deve essere attestata la destinazione del sottoprodotto tramite una dichiarazione del produttore o detentore, controfirmata dal titolare dellimpianto dove avviene leffettivo utilizzo.

30 06/04/2014Relatore: lettini francesco30 Beni esclusioni dalla gestione dei rifiuti Art.185 Non rientrano nel campo di applicazione dei rifiuti: Le emissioni gassose emesse in atmosfera, Gli scarichi idrici (esclusi i rifiuti liquidi costituito da acque reflue), I rifiuti risultanti da prospezioni, dallestrazione di risorse minerarie o da cave (le terre di scavo), Alcune categorie di rifiuti agricoli, Il materiali esplosivi, I materiali radioattivi, Il coke da petrolio (impiegato come combustibile), Il materiale litoide estratto dai corsi dacqua a seguito di manutenzioni disposte dalle autorità competenti.

31 06/04/2014Relatore: lettini francesco31 Nuovo Art.185 (in base al secondo decreto ) Non rientrano nel campo di applicazione della parte quarta del presente decreto: a) gli effluenti gassosi emessi nell'atmosfera di cui all'articolo 183, b) Qualora contemplati da altra normativa: 1) i rifiuti radioattivi; 2) i rifiuti risultanti dalla prospezione, dall'estrazione, dal trattamento, dall'ammasso di risorse minerali o dallo sfruttamento delle cave; 3) le carogne ed i seguenti rifiuti agricoli: materie fecali e vegetali di provenienza agricola ed agroalimentare destinate,nell'ambito di specifici accordi, 4) le acque di scarico diretto, eccettuati i rifiuti allo stato liquido; 5) i materiali esplosivi in disuso. 6) le eccedenze derivanti dalle preparazioni delle cucine di qualsiasi tipo di cibi solidi.

32 06/04/2014Relatore: lettini francesco32 Classificazione dei rifiuti CLASSIFICAZIONE 1.I rifiuti sono classificati secondo la loro origine Rifiuti Urbani Rifiuti Speciali 2.I rifiuti vengono distinti in base alle caratteristiche di pericolosità: Rifiuti urbani o speciali PERICOLOSI Rifiuti urbani o speciali NON PERICOLOSI 3.Una terza categoria: Rifiuti sanitari regolamentati dal D.P.R n. 254.

33 06/04/2014Relatore: lettini francesco33 I rifiuti urbani Art.184 Classificazione Sono rifiuti urbani: a) i rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione; b) i rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli di cui alla lettera a), assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità, ai sensi dellart. art. 198, comma 2 lett g); (RIFIUTI ASSIMILABILI AGLI URBANI). c) i rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade; d) i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico; e) i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali;

34 06/04/2014Relatore: lettini francesco34 I Rifiuti Speciali Sono rifiuti speciali: a) i rifiuti di attività agricole e agro-industriali; b) i rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, c) i rifiuti da lavorazioni industriali d) i rifiuti da lavorazioni artigianali; e) i rifiuti da attività commerciali; f) i rifiuti da attività di servizio; g) i rifiuti derivanti dalle attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti h) i rifiuti derivanti da attività sanitarie; g) i macchinari e le apparecchiature deteriorati ed obsoleti; i) i veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti. l) l combustibile derivato da rifiuti; n) i rifiuti derivati dalle attività di selezione meccanica dei rifiuti solidi urbani.

35 06/04/2014Relatore: lettini francesco35 I rifiuti sanitari I rifiuti sanitari sono quelli elencati negli allegati I e II del DPR 15 luglio 2003 n. 254 che derivano da strutture pubbliche e private che svolgono attività medica e veterinaria di prevenzione, diagnosi, di cura e di riabilitazione. Si dividono in : Rifiuti sanitari non pericolosi Rifiuti sanitari pericolosi non a rischio infettivo (Allegato II del DPR 2003/254) Rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo (Allegato I del DPR 2003/254 che hanno caratteristiche infettive).

36 06/04/2014Relatore: lettini francesco36 Il Catalogo Europeo dei Rifiuti (C.E.R.) Il Catalogo Europeo dei Rifiuti (C.E.R.) è stato introdotto dalla comunità europea con la Decisione 2000/532/CE. Esso contiene un elenco esaustivo delle tipologie di rifiuti che possono essere prodotti. I rifiuti sono catalogati in 20 capitoli principalmente in base al settore industriale di provenienza. Lultima aggiornamento recepito dal legislatore italiano è stato nel 2002 (DM 9/04/2002).

37 06/04/2014Relatore: lettini francesco37 Il codice C.E.R. Codice: XX YY ZZ categoria o attività che genera i rifiuti primi due numeri secondi due numeri terzi numeri processo produttivo che genera il rifiuto identificano il singolo rifiuto

38 06/04/2014Relatore: lettini francesco38 Il codice C.E.R Rifiuti derivanti da prospezione, estrazione da miniera o cava, nonché dal trattamento fisico o chimico di minerali Rifiuti prodotti da agricoltura, orticoltura, acquicoltura, selvicoltura, caccia e pesca, trattamento e preparazione di alimenti Rifiuti della lavorazione del legno e della produzione di pannelli, mobili, polpa, carta e cartone Rifiuti della lavorazione di pelli e pellicce e dell'industria tessile Rifiuti della raffinazione del petrolio, purificazione del gas naturale e trattamento pirolitico del carbone Rifiuti dei processi chimici inorganici Rifiuti dei processi chimici organici Rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di rivestimenti (pitture, vernici e smalti vetrati), adesivi, sigillanti, e inchiostri per stampa Rifiuti dell'industria fotografica Rifiuti provenienti da processi termici

39 06/04/2014Relatore: lettini francesco39 Esempi di codici C.E.R. Imballaggi (*) Carta e cartone Imballaggi in plastica Imballaggi in legno Imballaggi in metallo Imballaggi compositi Imballaggi in più materiali (*) Non possono essere assimilati ai rifiuti urbani di imballaggio contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze in concentrazione tale da farli classificare come pericolosi ai sensi della direttiva 91/689/CEE

40 06/04/2014Relatore: lettini francesco40 Esempi di codici C.E.R. Raccolta differenziata Carta e cartone Vetro Plastica (piccole dimensioni) Altri tipi di plastica Metallo (piccole dimensioni, es. lattine) Altri tipi di metallo Legno Rifiuti di natura organica utilizzabili per il compostaggio (compresi oli per frittura e rifiuti di mense e ristoranti) Oli e grassi Abiti Prodotti tessili Detergenti ad esclusione di quelli contenenti sostanze pericolose Medicinali ad eccezione dei medicinali citotossici Aerosol Apparecchiature elettroniche (schede elettroniche) Rifiuti di mercati

41 06/04/2014Relatore: lettini francesco41 1- La Classificazione di Rifiuto Pericoloso Sono definiti Rifiuti Pericolosi quei rifiuti elencati nella decisione 2000/532/CE che istituisce il Catalogo Europeo dei Rifiuti. Art. 184 (Classificazione dei rifiuti) comma 5: Sono pericolosi i rifiuti non domestici indicati espressamente come tali, con apposito asterisco, nell'elenco di cui : all'Allegato D alla parte quarta del presente decreto. Lindividuazione dei rifiuti pericolosi effettuata anche sulla base degli allegati D,G,H,I

42 06/04/2014Relatore: lettini francesco42 2- La Classificazione di Rifiuto Pericoloso Lindividuazione dei rifiuti pericolosi effettuata sulla base degli allegati D,G,H,I del decreto (definiti nella direttiva 1991/689/CE) definisce due modalità di caratterizzazione: 1. In base allorigine del rifiuto o dal ciclo produttivo (Elenco Allegato D: Codice CER *) 2. In relazione alla concentrazione delle sostanze pericolose presenti (Voce speculare) Ad ogni rifiuto pericoloso (*) è associato una voce speculare che definisce la stessa tipologia di rifiuto non pericoloso in relazione alla presenza o meno di sostanze pericolose.

43 06/04/2014Relatore: lettini francesco43 3- La Classificazione di Rifiuto Pericoloso

44 06/04/2014Relatore: lettini francesco44 5- La Classificazione di Rifiuto Pericoloso: Le frasi di pericolo CODCLASSIFIC.SPECIFICHE H3-A Facilmente infiammabile sostanze e preparati: liquidi il cui punto di infiammabilità è inferiore a 21°C (compresi i liquidi estremamente infiammabili), o che a contatto con l'aria, a temperatura ambiente e senza apporto di energia, possono riscaldarsi e infiammarsi, o solidi che possono facilmente infiammarsi per la rapida azione di una sorgente di accensione e che continuano a bruciare o a consumarsi anche dopo l'allontanamento della sorgente di accensione, o gassosi che si infiammano a contatto con l'aria a pressione normale, o che, a contatto con l'acqua o l'aria umida, sprigionano gas facilmente infiammabili in quantità pericolose H3-B Infiammabile sostanze e preparati liquidi il cui punto di infiammabilità è pari o > a 21°C e < o pari a 55°C;

45 06/04/2014Relatore: lettini francesco45 Le frasi di pericolo CODCLASSIFIC.SPECIFICHE H4 Irritante sostanze e preparati non corrosivi il cui contatto immediato, prolungato o ripetuto con la pelle o le mucose può provocare una reazione infiammatoria H5 Nocivo sostanze e preparati che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea, possono comportare rischi per la salute di gravità limitata H6 Tossico sostanze e preparati (comprese le sostanze e i preparati molto tossici) che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea, possono comportare rischi per la salute gravi, acuti o cronici e anche la morte

46 06/04/2014Relatore: lettini francesco46 Le frasi di pericolo CODCLASSIFIC.SPECIFICHE H7 Cancerogen o sostanze e preparati che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea, possono produrre il cancro o aumentarne la frequenza H8 Corrosivo sostanze e preparati che, a contatto con tessuti vivi, possono esercitare su di essi un'azione distruttiva H10Teratogeno sostanze e preparati che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea, possono produrre malformazioni congenite non ereditarie o aumentarne la frequenza H11Mutageno sostanze e preparati che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea, possono produrre difetti genetici ereditari o aumentarne la frequenza

47 06/04/2014Relatore: lettini francesco47 LIMITI PER POTER CLASSIFICARE UN RIFIUTO COME PERICOLOSO punto di infiammabilità < o = 55 °C, una o più sostanze classificate come molto tossiche o mutagene in concentrazione totale > o = 0,1%, una o più sostanze classificate come nocive in concentrazione totale > o = 25%, una o più sostanze pericolose per lambiente in concentrazione totale > o = 25%, una o più sostanze irritanti classificate come R41 in concentrazione totale > o = 10%, una o più sostanze irritanti classificate come R36, R37, R38 in concentrazione totale > o = 20%,

48 06/04/2014Relatore: lettini francesco48 Le frasi di pericolo CODCLASSIFIC.SPECIFICHE H1 Esplosivo sostanze e preparati che possono esplodere per effetto della fiamma o che sono sensibili agli urti e agli attriti più del dinitrobenzene H2 Comburente sostanze e preparati che, a contatto con altre sostanze, soprattutto se infiammabili, presentano una forte reazione esotermica H3Infettivo sostanze contenenti microrganismi vitali o loro tossine, conosciute o ritenute per buoni motivi come cause di malattie nell'uomo o in altri organismi viventi Non sono stabiliti limiti di concentrazione.

49 06/04/2014Relatore: lettini francesco49 Le frasi di pericolo CODCLASSIFIC.SPECIFICHE H12 A contatto acqua libera gas tossici Sostanze e preparati che, a contatto con l'acqua, l'aria o un acido, sprigionano un gas tossico o molto tossico H13 Sorgente di sostanze pericolose Sostanze e preparati suscettibili, dopo eliminazione, di dare origine in qualche modo ad un'altra sostanza, ad esempio ad un prodotto di lisciviazione avente una delle caratteristiche sopra elencate H14 Ecotossico sostanze e preparati che presentano o possono presentare rischi immediati o differiti per uno o più settori dell'ambiente (LIMITE > 25 %) Esercitazione n.2

50 06/04/2014Relatore: lettini francesco50 Esercitazione: CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI : PERICOLOSO E NON PERICOLOSO Si deve valutare la potenziale pericolosità di un ipotetico rifiuto contenente:Concentrazioni a) Componente W (valutato nocivo Xn, R21 con una percentuale in peso del rifiuto di17,50% b)Componente Y (Valutato infiammabile, punto di infiammabilità a 60 ° C, Irritante Xi con R 41nocivo con Xn R 20) presente nel rifiuto con una percentuale del 9% C)Componente Z (valutato irritante Xi R 38, mutageno di categoria 2, con R 46 e pericoloso per l'ambiente con N, R 50-53) presente nel rifiuto con una concentrazione del 0,3% D) acqua 73 %

51 La gestione dei rifiuti Parte III Le competenze nella gestione dei rifiuti Master in Regional Public Management Relatore: Francesco Lettini

52 06/04/2014Relatore: lettini francesco52 Competenze dello Stato Art.195 Spettano allo Stato: Le funzioni di indirizzo e coordinamento necessarie allattuazione della parte IV del decreto legislativo 152/06. La definizione di iniziative di incentivazione economica per favorire sullintero territorio il riciclaggio e il recupero dei materiali dai rifiuti, Ladozione di norme tecniche relative alla gestione dei rifiuti, La determinazione dei criteri qualitativi e quantitativi per lassimilazione dei rifiuti ai fini della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti (limitazione alla privativa pubblica della raccolta dei rifiuti urbani), La definizione delle linee guida per le gare dappalto e i requisiti di ammissione delle aziende, Ladozione di misure per favori impiego nelle pubbliche amministrazioni di materiali recuperati.

53 06/04/2014Relatore: lettini francesco53 Competenze Regione Art. 196 Sono di competenza delle Regioni: La predisposizione e ladozione sentiti gli enti locali del Piano di Gestione dei Rifiuti Definiscono i criteri per la localizzazione degli impianti La delimitazione degli A.T.O. (ambiti territoriali ottimali), I criteri per lindividuazione da parte delle province delle aree non idonee per limpiantistica, Gli obbiettivi e i fabbisogni della gestione dei rifiuti e la tipologia e il numero di impianti necessari, Promuove tutte le attività necessarie a favorire una minore produzione di rifiuti e un incremento del riutilizzo e del riciclaggio. Sono inseriti in tale paino anche i piani di bonifica delle aree inquinate. Tale Piano dovrà essere sviluppato in coordinamento agli altri strumenti di programmazione regionale previsti da altre norme (Piano di coordinamento territoriale)

54 06/04/2014Relatore: lettini francesco54 Competenze Regione Art. 196 Sono di competenza delle Regioni: Lautorizzazione dei progetti di nuovi impianti per la gestione dei rifiuti, La regolamentazione delle attività di gestione dei rifiuti, La valutazione economica dei costi della gestione La definizione sulla base dei decreti attuativi, dei quantitativi che gli enti pubblici e le società pubbliche con i quali coprano il proprio fabbisogno di manufatti e beni mediante limpiego di prodotti ottenuti da materiale riciclato (non inferiore a 30 %).

55 06/04/2014Relatore: lettini francesco55 Competenze delle Province Art. 197 Alle Province è stato demandato il compito di controllo e verifica delle attività di gestione, intermediazione e di commercio dei rifiuti. Lapplicazione delle sanzioni in caso di violazione delle leggi ambientali (avvalendosi ARPA), I funzionari della provincia sono autorizzati ad effettuare ispezioni, verifiche e prelievi di campioni Lindividuazione sulla base del Piano regionale delle aree idonee e di quelle non idonee alla localizzazione di impianti di smaltimento dei rifiuti.

56 06/04/2014Relatore: lettini francesco56 Competenze dei comuni Art.198 I comuni concorro, allinterno delle attività svolte a livello degli ATO, alla gestione dei rifiuti. Sostanziale cambiamento rispetto alla Ronchi: art.21 I comuni effettuano la gestione dei rifiuti urbani Fino a quando gli ATO non attiveranno le procedure per una nuova gara dappalto per laggiudica del servizio di smaltimento dei rifiuti i comuni continuano la gestione dei rifiuti in forma privativa. I comuni non potranno gestire direttamente la raccolta dei rifiuti del proprio comune!

57 06/04/2014Relatore: lettini francesco57 Competenze dei comuni Art.198 Spetta ai Comuni disciplinare con appositi Regolamenti la raccolta e il conferimento dei rifiuti nel proprio comune, in accordo con i piani dambito del ATO. Le modalità del conferimento, della raccolta differenziata e del trasporto dei rifiuti al fine di garantire una distinta gestione delle frazioni dei rifiuti, Lassimilazione (per quantità e qualità) dei rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi ai rifiuti urbani. Le misure per assicurare la tutela igienico-sanitaria nelle fasi della gestione dei rifiuti.

58 06/04/2014Relatore: lettini francesco58 Ambito Territoriale Ottimale

59 06/04/2014Relatore: lettini francesco59 Autorità Ambito Territoriale Ottimale Art.201 Disciplina del servizio di gestione integrata dei rifiuti Comma 2 Lautorità dambito è una struttura dotata di personalità giuridica costituita in ciascun ATO alla quale gli enti locali partecipano obbligatoriamente ed alla quale è trasferita lesercizio delle loro competenze in materia di gestione dei rifiuti. Comma 3 Lautorità ATO organizza il servizio e determina gli obbiettivi da perseguire per garantirne la gestione secondo principi di economicità, efficienza e efficacia, a tal fine adotta un apposito PIANO Dambito.

60 06/04/2014Relatore: lettini francesco60 Autorità Ambito Territoriale Ottimale Art.201 Disciplina del servizio di gestione integrata dei rifiuti Comma 4 AllAutorità ATO sono affidate: La realizzazione, gestione ed erogazione dellintero servizio, comprensivo delle attività di gestione e realizzazione degli impianti, La raccolta dei rifiuti, la raccolta differenziata,commercializzazione e smaltimento di tutti i rifiuti prodotti allinterno del ATO,

61 06/04/2014Relatore: lettini francesco61 Autorità Ambito Territoriale Ottimale Art.202 Affidamento del Servizio Lautorità dambito aggiudica il servizio di gestione integrata mediante gara, disciplinata dai principi e dalle disposizioni comunitarie in materia. I soggetti partecipanti devono formulare con apposita relazione allegata allofferta proposte di miglioramento della gestione, di riduzione delle quantità di rifiuti da smaltire, proponendo un proprio piano di miglioramento definendo degli obbiettivi. Nella valutazione delle offerte si terrà conto del peso che graverà sullutente sia in termini economici che di complessità delle operazioni. Tutti i beni e i dipendenti comunali e ex municipalizzate passeranno al gestore vincitore della gara. I nuovi impianti di trattamento verranno realizzati dal soggetto affidatario del servizio.

62 06/04/2014Relatore: lettini francesco62

63 06/04/2014Relatore: lettini francesco63

64 06/04/2014Relatore: lettini francesco64 Misure per incentivare la raccolta differenziata Art. 205 Sono stati fissati i livelli minimi di raccolta differenziata che devono Essere raggiunti nei singoli ATO: 35 % entro 31 /12/ % 31/12/ % entro 31/12/2012 Qualora non vengano raggiunti gli obbiettivi minimi temporali verrà applicata un addizionale del 20 % al tributo di conferimento dei rifiuti ai comuni presenti del dato ATO. Fondamentale novità di incentivo rispetto al decreto Ronchi (fissava come scaglioni % entro 2004).

65 06/04/2014Relatore: lettini francesco65 Misure per incentivare la raccolta differenziata

66 06/04/2014Relatore: lettini francesco66 Il passaggio da Tassa a Tariffa La tassa sui rifiuti (TaRSU) è disciplinata dal D.Lgs. 507/93: presupposto della tassa è loccupazione o la detenzione di locali ed aree scoperte a qualsiasi uso adibite […] esistenti nelle zone del territorio comunale in cui il servizio è istituito ed attivato o comunque reso in maniera continuativa.

67 06/04/2014Relatore: lettini francesco67 La Tassa La Tassa, così come applicata fino ad oggi, è un tributo commisurato alla superficie; tale parametro configura la TaRSU come imposta di tipo patrimoniale, sostanzialmente svincolata sia dalla effettiva produzione di rifiuti che dalla qualità del rifiuto conferito, come pure dallo standard del servizio reso.

68 06/04/2014Relatore: lettini francesco68 Il passaggio da Tassa a Tariffa Tuttavia, va rilevato che lart. 65 del D.Lgs. 507/93 sottolinea che la Tassa può essere stabilita in base a coefficienti di produttività per unità di superficie che tengano conto anche della tipologia duso dei locali, nonché dei costi di smaltimento; quindi, attraverso lutilizzo dei coefficienti di produzione presuntivi.

69 06/04/2014Relatore: lettini francesco69 Il passaggio da Tassa a Tariffa Lultimo elemento importante da rilevare riguarda il grado di copertura dei costi del servizio in regime TaRSU. Lart 61 del D.Lgs. 507/1993 prevede che il gettito derivato dalla Tassa non può superare il costo di esercizio del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi; tuttavia la copertura dei costi in relazione alla situazione di deficit strutturale dellente locale può variare, come previsto, nei minimi del %.

70 06/04/2014Relatore: lettini francesco70 La tariffa Art. 238 Con il decreto Ronchi si è stabilito il passaggio alla tariffa, e al concetto che la tariffa dovrà coprire integralmente i costi sostenuti per la gestione dei rifiuti. Ad oggi lentrata in vigore della tariffa è stata sposta alla fine del Con labolizione del sistema di calcolo della Ronchi e il compito agli ATO di determinare la tariffa.

71 06/04/2014Relatore: lettini francesco71 La tariffa

72 La gestione dei rifiuti Parte IV Il Ciclo dei Rifiuti Urbani Master in Regional Public Management Relatore: Francesco Lettini

73 06/04/2014Relatore: lettini francesco73 Ruolo della raccolta differenziata La raccolta differenziata svolge un ruolo prioritario nel sistema di gestione integrata dei rifiuti in quanto consente di: 1. ridurre il flusso dei rifiuti da avviare allo smaltimento 2. la valorizzazione delle componenti merceologiche dei rifiuti sin dalla fase della raccolta Carta, cartone,vetro,plastica,alluminio, umido. 3. minimizzando l'impatto ambientale dei processi di trattamento e smaltimento; 4. il recupero di materiali e di energia nella fase di trattamento finale.

74 06/04/2014Relatore: lettini francesco74 I sistemi di raccolta differenziata Per poter raggiungere gli obbiettivi fissati dal nuovo decreto è necessario sia 1. la promozione di comportamenti più corretti da parte dei cittadini, 2. Modifica dei cambiamenti dei consumi Allo stato attuale sono state sperimentate molti sistemi di raccolta: raccolte domiciliari (porta a porta), raccolte stradali (ad esempio: raccolta multimateriale) In particolare il sistema della raccolta domiciliare permette : Produzione di compost di ottima qualità (frazione umida) Recupero di materiali Riduzione della frazione che finisce in discarica.

75 06/04/2014Relatore: lettini francesco75 Il rifiuto tal quale Nel caso del rifiuto tal quale o sacchetto grigio conferito nel contenitore dellindifferenziato il rifiuto viene passato ad impianti di selezione che permetto di separare il rifiuto in: Frazione secca combustibile (30-35 %) Frazione organica (20-30 %) I metalli (5 %) Sovvallo (15-25 %)

76 06/04/2014Relatore: lettini francesco76 Le frazioni La frazione secca può essere ulteriormente trattata per costituire il combustibile da rifiuto (CDR) e essere avviato agli impianti di temovalorizzazione. La frazione organica viene successivamente stabilizzata (FOS) ed impiegata per la copertura di discariche. Il sovvallo, le scorie della combustione e FOS vengono avviate a discarica.

77 06/04/2014Relatore: lettini francesco77 Schema di un inceneritore

78 La gestione dei rifiuti Parte V La produzione dei rifiuti in Italia: Sulla basa della Relazione annuale del Osservatorio sui rifiuti Master in Regional Public Management Relatore: Francesco Lettini

79 06/04/2014Relatore: lettini francesco79 LA produzione dei rifiuti in Italia

80 06/04/2014Relatore: lettini francesco80 I Rifiuti Urbani

81 06/04/2014Relatore: lettini francesco81 La Raccolta Differenziata

82 06/04/2014Relatore: lettini francesco82 2- La Raccolta Differenziata

83 06/04/2014Relatore: lettini francesco83 Il Recupero di materia ed energia

84 06/04/2014Relatore: lettini francesco84 Lindifferenziato

85 06/04/2014Relatore: lettini francesco85

86 06/04/2014Relatore: lettini francesco86 La capacità residua delle discariche

87 06/04/2014Relatore: lettini francesco87 I costi del Sistema

88 06/04/2014Relatore: lettini francesco88

89 06/04/2014Relatore: lettini francesco89 I Rifiuti Speciali

90 06/04/2014Relatore: lettini francesco90

91 La Gestione dei Rifiuti Parte V Gli oneri dei Produttori Master in Regional Public Management Relatore: Francesco Lettini

92 06/04/2014Relatore: lettini francesco92 Obblighi generali I produttori di rifiuti devono seguire le seguenti indicazioni: 1. Identificare i propri rifiuti assegnando un codice CER valido (in base alle schede di sicurezza dei prodotti, al processo produttivo) 2. Non devono miscelare rifiuti pericolosi con rifiuti non pericolosi (art.187) 3. Non devono miscelare categorie di rifiuti diversi tra loro (art.187), 4. Devono predisporre opportune allinterno del perimetro aziendale nel quale depositare i rifiuti, 5. Non devono essere presenti depositi incontrollati di rifiuti sul suolo e nel suolo (art.192).

93 06/04/2014Relatore: lettini francesco93 Obblighi generali I produttori di rifiuti devono predisporre opportune aree allinterno del perimetro aziendale nel quale depositare i rifiuti. Deposito temporaneo (art.183 comma1, lett. M): il raggruppamento dei rifiuti effettuato, prima della raccolta, nel luogo in cui gli stessi sono prodotti nel rispetto di ben determinate condizioni:

94 06/04/2014Relatore: lettini francesco94 Il Deposito Temporaneo Nel caso dei rifiuti pericolosi il produttore deve avviarli alle operazioni di raccolta quando: 1. Il quantitativo di rifiuti in deposito raggiunga i 10 metri cubi, ed in ogni caso il deposito non può avere una durata superiore ad 1 anno. 2. Con cadenza almeno bimestrale, indipendentemente dalle quantità in deposito. Altre condizioni: 3. Il deposito deve essere effettuato per categorie omogenee e nel rispetto delle norme che disciplinano il deposito delle sostanze pericolose. 4. Devono essere rispettate le norme che disciplinano limballaggio e letichettatura dei rifiuti.

95 06/04/2014Relatore: lettini francesco95 Il Deposito Temporaneo

96 06/04/2014Relatore: lettini francesco96 Il Deposito Temporaneo Norme di sicurezza e simbologia di rischio

97 06/04/2014Relatore: lettini francesco97 Il Deposito Temporaneo

98 06/04/2014Relatore: lettini francesco98 Il Deposito Temporaneo Nel caso dei rifiuti non pericolosi il produttore deve avviarli alle operazioni di raccolta quando: 1. Il quantitativo di rifiuti in deposito raggiunga i 20 metri cubi, ed in ogni caso il deposito non può avere una durata superiore ad 1 anno. 2. Con cadenza almeno trimestrale, indipendentemente dalle quantità in deposito.

99 06/04/2014Relatore: lettini francesco99 Il Registro di Carico e Scarico Art. 190 Registri di carico e scarico Un documento nel quale il produttore /detentore di rifiuti devono annotare le informazioni relative alle operazioni di carico e scarico dei rifiuti del deposito temporaneo quali: Le quantità Le caratteristiche quantitative del rifiuto (codece CER, natura fisica). Tali dati devo essere trascritti sul registro entro 10 gg dalla produzione del rifiuto o dallo scarico del medesimo.

100 06/04/2014Relatore: lettini francesco100 Il Registro di Carico e Scarico Modello: DM 1° aprile 1998, n. 148

101 06/04/2014Relatore: lettini francesco101 Il Registro di Carico e Scarico Chi è obbligato: Chi produce rifiuti pericolosi Chi produce i seguenti rifiuti non pericolosi: Rifiuti da attività industriali Rifiuti da attività artigianali Sono esonerati i produttori che conferiscono i rifiuti al servizio pubblico di raccolta (si veda art. 195 che ha posto una limitazione). Dove vanno tenuti i registri: Presso ogni impianto produttivo. Va conservato per almeno 5 anni.

102 06/04/2014Relatore: lettini francesco102 Il Registro di Carico e Scarico I registri sono tenuti: presso ogni impianto di produzione, di stoccaggio, di recupero e di smaltimento di rifiuti presso la sede delle imprese che effettuano attività di raccolta e trasporto e presso la sede dei commercianti e degli intermediari. I registri integrati con i formulari di cui allarticolo 193 relativi al trasporto dei rifiuti devono essere conservati per cinque anni dalla data dell'ultima registrazione i registri relativi alle operazioni di smaltimento dei rifiuti in discarica devono essere conservati a tempo indeterminato ed al termine dell'attività devono essere consegnati all'autorità che ha rilasciato l'autorizzazione.

103 06/04/2014Relatore: lettini francesco103 Catasto dei Rifiuti Art. 189 Il catasto dei rifiuti (MUD) è un documento nel quale sono raccolte le indicazioni quantitative e qualitative dei rifiuti pericolosi prodotti e le ditte alle quali si è conferito tali rifiuti. Va presentato alla camera del commercio da tutti i gli intermediari/detentori di rifiuti e i produttori di rifiuti pericolosi Deve contenere il dati relativi allanno precedente la dichiarazione (entro il 30 aprile di ogni anno).

104 06/04/2014Relatore: lettini francesco104 Catasto dei Rifiuti: esoneri Nel caso in cui i produttori di rifiuti pericolosi conferiscano i medesimi al servizio pubblico di raccolta competente per territorio e previa apposita convenzione, la comunicazione è effettuata dal gestore del servizio limitatamente alla quantità conferita.

105 06/04/2014Relatore: lettini francesco105 Oneri dei produttori Art.188 Sono a carico del produttore e/o detentore del rifiuto gli oneri relativi allo smaltimento degli stessi. Egli assolve i propri compiti secondo le seguenti priorità: Autosmaltimento, Conferimento a terzi autorizzati, Conferimento dei rifiuti al servizio pubblico di raccolta dei rifiuti urbani (secondo regolamento o tramite opportuna convenzione).

106 06/04/2014Relatore: lettini francesco106 I formulari per il trasporto dei rifiuti Art Trasporto dei rifiuti I rifiuti sono accompagnati da un formulario di identificazione dal quale devono risultare almeno i seguenti dati: a) nome ed indirizzo del produttore e del detentore; b) origine, tipologia e quantità del rifiuto; c) impianto di destinazione; d) data e percorso dell'istradamento; e) nome ed indirizzo del destinatario.

107 06/04/2014Relatore: lettini francesco107 I formulari per il trasporto dei rifiuti Art Trasporto dei rifiuti redatto in quattro esemplari. compilato, datato e firmato dal produttore o dal detentore dei rifiuti e controfirmato dal trasportatore. Una copia del formulario deve rimanere presso il produttore o il detentore e le altre tre, controfirmate e datate in arrivo dal destinatario, sono acquisite una dal destinatario e due dal trasportatore, che provvede a trasmetterne una al detentore. Le copie del formulario devono essere conservate per cinque anni.

108 06/04/2014Relatore: lettini francesco108 I formulari per il trasporto dei rifiuti Art Trasporto dei rifiuti Il formulario non è obbligatorio per: i trasporti di rifiuti urbani effettuati dal soggetto che gestisce il servizio pubblico i trasporti di rifiuti non pericolosi effettuati dal produttore dei rifiuti stessi, in modo occasionale e saltuario, che non eccedano la quantità di trenta chilogrammi o di trenta litri. I modelli dei formulari vale quello introdotto dal Ministro dell'ambiente 1°aprile 1998, n. 145.

109 06/04/2014Relatore: lettini francesco109 La responsabilità del detentore La responsabilità del detentore per il corretto recupero o smaltimento dei rifiuti è esclusa: a) in caso di conferimento dei rifiuti al servizio pubblico di raccolta; b) in caso di conferimento dei rifiuti a soggetti autorizzati alle attività di recupero o di smaltimento, a condizione che il detentore abbia ricevuto il formulario di cui all'articolo 193 controfirmato e datato in arrivo dal destinatario entro tre mesi dalla data di conferimento dei rifiuti al trasportatore c) ovvero alla scadenza del predetto termine abbia provveduto a dare comunicazione alla provincia della mancata ricezione del formulario.

110 06/04/2014Relatore: lettini francesco110 La responsabilità del detentore Art.189 comma 4) Ulteriore condizione: Nel caso di conferimento a soggetti autorizzati per operazioni di deposito preliminare e raggruppamento (D allallegato B) la responsabilità dei produttori di rifiuto è esclusa a condizione che questi, oltre alla 4° copia del formulario, abbia ricevuto il certificato di avvenuto smaltimento rilasciato dal titolare che effettua le operazioni di cui ai punti da D1 a D 12. Le modalità di attuazione saranno definite da un apposito decreto.

111 06/04/2014Relatore: lettini francesco111 I soggetti autorizzati alle attività di conferimento e trasporto dei rifiuti E obbligo del produttore di rifiuti accertarsi preventivamente che il soggetto al quale si è conferito il rifiuto sia regolarmente autorizzato. I trasportatori di rifiuti devono essere iscritti al Albo nazionale gestori ambientali (vecchio: Albo per il trasporto e commercianti/intermediari) della propria provincia dove opera il soggetto. Il soggetto destinatario dei rifiuti deve essere stato preventivamente Autorizzato allesercizio rilasciata dalla Regione in cui opera. Il soggetto destinatario dei rifiuti deve essere iscritto Albo nazionale gestori ambientali

112 06/04/2014Relatore: lettini francesco112 Albo Nazionale Gestori Ambientali Art.212 LAlbo nazionale gestori ambientali è costituito da: Comitato nazionale presso il ministero dellAmbiente Sezioni Regionali e Provinciali presso le camere del commercio dei capoluoghi di regione. Il decreto prevede la loro istituzione tramite decreto.

113 06/04/2014Relatore: lettini francesco113 I soggetti autorizzati alle attività di conferimento e trasporto dei rifiuti Per potersi accertare preventivamente il produttore deve richiedere la documentazione che attesti la presenza di tali autorizzazioni. Inoltre il produttore ad ogni conferimento deve verificare che 1. il mezzo di trasporto del trasportato sia stato inserito nella documentazione di iscrizione allAlbo 2. Il destinatario sia autorizzato a ricevere i suoi rifiuti (verificare i codici CER per i quali è autorizzato).

114 06/04/2014Relatore: lettini francesco114 Banca dati Albo Nazionale Gestori Ambientali

115 La Gestione dei Rifiuti Parte VI Le procedure di autorizzazione per la realizzazione e lesercizio delle attività di smaltimento e recupero dei rifiuti Master in Regional Public Management Relatore: Francesco Lettini

116 06/04/2014Relatore: lettini francesco116 I soggetti autorizzati alle attività di conferimento e trasporto dei rifiuti Art.208 : Autorizzazione unica per i nuovi impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti. La regione, tramite la conferenza dei servizi autorizza allesercizio entro 150 gg dalla presentazione della domanda. Lautorizzazione prescrive le tipologie e i quantitativi di rifiuti, le condizioni di sicurezza da rispettare. Lautorizzazione ha una durata di 10 anni (5 anni per il Ronchi) ed è rinnovabili. Art.212 Albo nazionale gestori ambientali Liscrizione allalbo è requisito per svolgere le attività di raccolta, gestione e trasporto di rifiuti. In seguito ad valutazione positiva della documentazione lazienda viene inserita nellalbo. Liscrizione ha una durata di 5 anni. Le imprese che esercitano la raccolta e il trasporto di propri rifiuti non pericolosi e pericolosi (senza superare il limite di 30 kg/g) devo essere iscritti allAlbo.

117 06/04/2014Relatore: lettini francesco117 Art.209 Iter Autorizzazione Unica per impianti di gestione dei rifiuti I soggetti che intendono realizzare e gestire nuovi impianti di smaltimento o recupero di rifiuti devono presentare domanda alla Regione competente per il territorio. Allegando: Il progetto definitivo La documentazione di legge prevista per la realizzazione del progetto (in materia di urbanistica, tutela ambientale, sicurezza del lavoro) Se sottoposta a VIA, la comunicazione del progetto allautorità competente in materia

118 06/04/2014Relatore: lettini francesco118 Art.209 Iter Autorizzazione Unica per impianti di gestione dei rifiuti Entro 30 gg la Regione individua il responsabile delliter e convoca apposita conferenza di servizio (partecipano i responsabili degli uffici regionali e i componenti dellautorità dambito, gli enti locali e il soggetto richiedente). Se il progetto è sottoposto a VIA:tali tempi sono sospesi fino allacquisizione della pronuncia sulla compatibilità ambientale.

119 06/04/2014Relatore: lettini francesco119 Art.209 Iter Autorizzazione Unica per impianti di gestione dei rifiuti Entro 30 gg la Conferenza dei servizi procede a: Valutare il progetto e tutti gli elementi relativi alla compatibilità del progetto Per tale valutazione le regioni si possono avvalere delle ARPA Entro 30 gg dal ricevimento delle conclusioni della conferenza dei servizi e sulla base delle risultanze, la regione, in caso di valutazione positiva autorizza la realizzazione la gestione dellimpianto. Tale approvazione sostituisce ad ogni effetto visti, pareri, autorizzazioni comunali e provinciali, costituisce variante allo strumento urbanistico.

120 06/04/2014Relatore: lettini francesco120 Art.209 Iter Autorizzazione Unica per impianti di gestione dei rifiuti Listruttoria si conclude entro 150 gg con il rilascio dellautorizzazione unica o con il diniego motivato della stessa. Lautorizzazione individua le condizioni e le prescrizioni necessarie a garantire lattuazione dei principi definiti allart,178 (Finalità). La procedura autorizzativa viene applicata anche per la realizzazione di varianti sostanziali in corso dopera o di esercizio di impianti di smaltimento e recupero.

121 06/04/2014Relatore: lettini francesco121

122 06/04/2014Relatore: lettini francesco122 Art. 209 Rinnovo Autorizzazione Unica per impianti di gestione dei rifiuti Nel caso di rinnovo di autorizzazioni per lesercizio di un impianto o di iscrizione allAlbo, qualora le imprese 1. sia registrate secondo il regolamento EMAS (761/2001/CE) o 2. operino nellambito del sistema Ecolabel (regolamento europeo 2000/1980) o 3. certificati secondo la norma internazionale UNI EN ISO Tali imprese possono sostituire tali autorizzazioni con autocertificazione resa alle autorità competenti secondo DPR 28/12/2000 n.445.

123 06/04/2014Relatore: lettini francesco123 Le attività sottoposte alle procedure semplificate Art.214 Le attività e i rifiuti che rientrano nelle procedure semplificate Smaltimento di rifiuti non pericolosi effettuate dai produttori nei luoghi di produzione (autosmaltimento) e le attività di recupero previste allallegato C. Sono state definite delle procedure di autorizzazione semplificate. Con decreto del Ministro dellambiente sono adottate per decreto le norme che fissano: Tipi, quantità e condizioni in base alle quali espletare tale attività. Sino allemanazione di detti decreti valgono le disposizione ai sensi dei DM 5/2/1998 e DM 12/6/2002.

124 06/04/2014Relatore: lettini francesco124 Le attività sottoposte alle procedure semplificate Art.214 Le attività e i rifiuti che rientrano nelle procedure semplificate Le norme e le condizioni definite per decreto devono garantire che le attività svolte non costituiscano pericolo per la salute e non arrechino pregiudizio allambiente. Accedono alle procedure semplificate le attività di trattamento termico e recupero energetico qualora: Impieghino come combustibili rifiuti urbani o speciali individuati per frazioni omogenee I limiti di emissioni siano inferiori a quelli stabiliti per gli inceneritori Sia garantita la produzione di una quota minima di energia

125 06/04/2014Relatore: lettini francesco125

126 06/04/2014Relatore: lettini francesco126 Le attività sottoposte alle procedure semplificate Art. 215 Autosmaltimento Lazienda che intende svolgere le attività di autosmaltimento può intraprendere tale attività decorsi 90 gg dalla COMUNICAZIONE di inizio attività alla Sezione regionale dellAlbo. Entro 10 gg lAlbo da notizia di tale comunicazione alla Provincia. Lalbo verifica dufficio la sussistenza dei requisiti per lespletare lattività. In caso di mancato rispetto delle norme tecniche e delle condizioni lAlbo propone alla Provincia il divieto di inzio. Nel caso di responso positivo lAlbo iscrive il soggetto in un apposito registro.

127 06/04/2014Relatore: lettini francesco127 Le attività sottoposte alle procedure semplificate Art. 216 Operazioni di Recupero Lazienda che intende svolgere le attività di recupero può intraprendere tale attività decorsi 90 gg dalla COMUNICAZIONE di inizio attività alla Sezione regionale dellAlbo. Entro 10 gg lAlbo da notizia di tale comunicazione alla Provincia. Lalbo verifica dufficio la sussistenza dei requisiti per lespletare lattività. Nel caso di impianti di coicenerimento o veicoli fuori uso lavvio dellattività è subordinata alleffettuazione di una visita preventiva (entro 60 gg) da parte della provincia competente.

128 La Gestione dei Rifiuti Parte VII La Bonifica dei siti inquinati Master in Regional Public Management Relatore: Francesco Lettini

129 06/04/2014Relatore: lettini francesco129 Disposizioni generali Art.239 Il Titolo V del presente decreto disciplina gli interventi di bonifica e ripristino ambientale dei siti contaminati e definisce i criteri, le procedure per la riduzione e leliminazione delle sorgenti di inquinamento in armonia con le norme comunitaria ( chi inquina paga). Tale decreto non si applica nei casi di abbandono dei rifiuti

130 06/04/2014Relatore: lettini francesco130 Definizioni sezione bonifiche b) concentrazioni soglia di contaminazione (CSC): i livelli di contaminazione delle matrici ambientali che costituiscono valori al di sopra dei quali è necessaria la caratterizzazione del sito e lanalisi di rischio sito specifica c) concentrazioni soglia di rischio (CSR): i livelli di contaminazione delle matrici ambientali, da determinare caso per caso con lapplicazione della procedura di analisi di rischio sito specifica secondo i principi illustrati nellAllegato 1 alla parte quarta del presente decreto e sulla base dei risultati del piano di caratterizzazione, il cui superamento richiede la messa in sicurezza e la bonifica. I livelli di concentrazione così definiti costituiscono i livelli di accettabilità per il sito;

131 06/04/2014Relatore: lettini francesco131 Definizioni sezione bonifiche d) sito potenzialmente contaminato: un sito nel quale uno o più valori di concentrazione delle sostanze inquinanti rilevati risultino superiori ai valori di concentrazione soglia di contaminazione (CSC), in attesa di espletare le operazioni di caratterizzazione e di analisi di rischio sanitario e ambientale sito specifica, che ne permettano di determinare lo stato o meno di contaminazione sulla base delle concentrazioni soglia di rischio (CSR); e) sito contaminato: un sito nel quale i valori delle concentrazioni soglia di rischio (CSR), determinati con lapplicazione della procedura di analisi di rischio di cui allAllegato 1 alla parte quarta del presente decreto sulla base dei risultati del piano di caratterizzazione, risultano superati; f) sito non contaminato: un sito nel quale la contaminazione rilevata nelle matrice ambientali risulti inferiore ai valori di concentrazione soglia di contaminazione (CSC) oppure, se superiore, risulti comunque inferiore ai valori di concentrazione soglia di rischio (CSR) determinate a seguito dellanalisi di rischio sanitario e ambientale sito specifica;

132 06/04/2014Relatore: lettini francesco132 Definizioni sezione bonifiche s) analisi di rischio sanitario e ambientale sito specifica: analisi sito specifica degli effetti sulla salute umana derivanti dallesposizione prolungata allazione delle sostanze presenti nelle matrici ambientali contaminate, condotta con i criteri indicati nellAllegato 1 alla parte quarta del presente decreto;

133 06/04/2014Relatore: lettini francesco133 Definizioni sezione bonifiche o) messa in sicurezza permanente: linsieme degli interventi atti a isolare in modo definitivo le fonti inquinanti rispetto alle matrici ambientali circostanti e a garantire un elevato e nelle acque sotterranee ad un livello uguale o inferiore ai valori delle concentrazioni soglia di rischio (CSR); q) riparazione e ripristino ambientale: gli interventi di riqualificazione ambientale e paesaggistica, anche costituenti complemento degli interventi di bonifica o messa in sicurezza permanente, che consentono di recuperare il sito alla effettiva e definitiva fruibilità per la destinazione duso conforme agli strumenti urbanistici; definitivo livello di sicurezza per le persone e per lambiente. In tali casi devono essere previsti piani di monitoraggio e controllo e limitazioni duso rispetto alle previsioni degli strumenti urbanistici; p) bonifica: linsieme degli interventi atti ad eliminare le fonti di inquinamento e le sostanze inquinanti o a ridurre le concentrazioni delle stesse presenti nel suolo, nel sottosuolo e

134 06/04/2014Relatore: lettini francesco134 Art.242 Procedure operative ed amministrative Comma 1 Al verificarsi di un evento che sia potenzialmente in grado di contaminare il sito, il responsabile dellinquinamento mette in opera entro ventiquattro ore le misure necessarie di prevenzione e ne dà immediata comunicazione (a Prefetto, comune, provincia e regione).

135 06/04/2014Relatore: lettini francesco135 Art.242 Procedure operative ed amministrative Comma 2 Il responsabile dellinquinamento, attuate le necessarie misure di prevenzione, svolge unindagine preliminare sui parametri oggetto dellinquinamento, nel caso in cui: - il livello delle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) non sia stato superato, provvede al ripristino della zona contaminata, dandone notizia, con apposita autocertificazione, al comune ed alla provincia competenti per territorio entro 48 ore dalla comunicazione. Lautocertificazione conclude il procedimento di notifica

136 06/04/2014Relatore: lettini francesco136 Art.242 Procedure operative ed amministrative Comma 3 Qualora lindagine preliminare accerti lavvenuto superamento delle CSC anche per un solo parametro, il responsabile dellinquinamento ne dà immediata notizia al comune ed alle province. Nei successivi trenta giorni, presenta alle predette amministrazioni, nonché alla regione territorialmente competente il piano di caratterizzazione con i requisiti di cui allAllegato 2 alla parte quarta del presente decreto. Entro i trenta giorni successivi la regione, convocata la conferenza di servizi, autorizza il piano di caratterizzazione con eventuali prescrizioni integrative. Lautorizzazione regionale costituisce assenso per tutte le opere connesse alla caratterizzazione.

137 06/04/2014Relatore: lettini francesco137 Art.242 Procedure operative ed amministrative Comma 4 Sulla base delle risultanze della caratterizzazione, al sito è applicata la procedura di analisi del rischio sito specifica per la determinazione delle concentrazioni soglia di rischio (CSR) (i criteri nellAllegato 1 ). Entro sei mesi dallapprovazione del piano di caratterizzazione, il soggetto responsabile presenta alla regione i risultati dellanalisi di rischio. La conferenza di servizi convocata dalla regione, approva il documento di analisi di rischio entro i sessanta giorni dalla ricezione dello stesso.

138 06/04/2014Relatore: lettini francesco138 Art.242 Procedure operative ed amministrative Comma 5 In base alle risultanze della valutazione qualora il responso certifichi il non superamento dei valori soglia, la conferenza dei servizi con lapprovazione del documento dellanalisi del rischio, dichiara concluso positivamente il procedimento. La conferenza può comunque imporre lattuazione di un Piano di Monitoraggio. Comma 6 Il soggetto responsabile presenta il Piano alla regione La regione ha 60 gg per approvare tale piano Al termine del monitoraggio il soggetto presenta una relazione dei risultati del monitoraggio. Nel caso in cui si sia riscontrato uno o più superamenti il soggetto dovrà avviare alle operazioni di bonifica previsti dal comma 7 art. 242.

139 06/04/2014Relatore: lettini francesco139 Art.242 Procedure operative ed amministrative Comma 7 Qualora gli esiti della procedura dellanalisi di rischio dimostrino che la concentrazione dei contaminanti presenti nel sito è superiore ai valori di concentrazione soglia di rischio (CSR), il soggetto responsabile sottopone alla regione, nei successivi sei mesi: il progetto operativo degli interventi di bonifica o dimessa in sicurezza, operativa o permanente le ulteriori misure di riparazione e di ripristino Ambientale.

140 06/04/2014Relatore: lettini francesco140 Art.242 Procedure operative ed amministrative Comma 7 La regione, acquisito il parere del comune e della provincia interessati mediante apposita conferenza di servizi e sentito il soggetto responsabile, approva il progetto, con eventuali prescrizioni ed integrazioni entro sessanta giorni dal suo ricevimento.

141 06/04/2014Relatore: lettini francesco141 Art.242 Procedure operative ed amministrative Ai soli fini della realizzazione e dell'esercizio degli impianti e delle attrezzature necessarie all'attuazione del progetto operativo e per il tempo strettamente necessario l'autorizzazione regionale di sostituisce a tutti gli effetti le autorizzazioni, le concessioni, i concerti, le intese, i nulla osta, i pareri e gli assensi previsti dalla legislazione vigente compresi. L'autorizzazione costituisce, altresì, variante urbanistica e comporta dichiarazione di pubblica utilità, di urgenza ed indifferibilità dei lavori.

142 06/04/2014Relatore: lettini francesco142 Art.242 Procedure operative ed amministrative Con il provvedimento di approvazione del progetto sono stabiliti: i tempi di esecuzione, le eventuali prescrizioni necessarie per lesecuzione dei lavori lentità delle garanzie finanziarie, in misura non superiore al 50% del costo stimato dellintervento, che devono essere prestate in favore della regione per la corretta esecuzione ed il completamento degli interventi medesimi.

143 06/04/2014Relatore: lettini francesco143 Art. 244 ordinanze 1. Le pubbliche amministrazioni che nell'esercizio delle proprie funzioni individuano siti nei quali accertino che i livelli di contaminazione sono superiori ai valori di concentrazione soglia di contaminazione, ne danno comunicazione alla regione, alla provincia e al comune competenti. 2. La provincia, ricevuta la comunicazione di cui al comma 1, dopo aver svolto le opportune indagini volte ad identificare il responsabile dellevento di superamento e sentito il comune, diffida con ordinanza motivata il responsabile della potenziale contaminazione a provvedere ai sensi del presente titolo. 3. L'ordinanza di cui al comma 2 è comunque notificata anche al proprietario del sito.

144 06/04/2014Relatore: lettini francesco144 Art.245 Obblighi di intervento e di notifica da parte dei soggetti non responsabili della potenziale contaminazione 1. Le procedure per gli interventi di messa in sicurezza, di bonifica e di ripristino ambientale possono essere comunque attivate su iniziativa degli interessati non responsabili. 2. Fatti salvi gli obblighi del responsabile della potenziale contaminazione di cui allarticolo 242, il proprietario o il gestore dellarea che rilevi il superamento o il pericolo concreto deve darne comunicazione alla regione, alla provincia ed al comune e attuare le misure di prevenzione secondo la procedura di cui allarticolo 242. La provincia, si attiva, sentito il comune, per lidentificazione del soggetto responsabile al fine di dar corso agli interventi di bonifica. È comunque riconosciuta al proprietario o ad altro soggetto interessato la facoltà di intervenire in qualunque momento volontariamente per la realizzazione degli interventi di bonifica necessari nellambito del sito in proprietà o disponibilità.

145 06/04/2014Relatore: lettini francesco145 Art. 248 Controlli 1. La documentazione relativa al piano della caratterizzazione del sito e al progetto operativo, dei monitoraggi da effettuare, delle limitazioni d'uso, è trasmessa alla provincia e allAgenzia regionale per la protezione dellambiente competenti ai fini dell'effettuazione dei controlli sulla conformità degli interventi ai progetti approvati. 2. Il completamento degli interventi di bonifica, di messa in sicurezza permanente e di messa in sicurezza operativa, nonché la conformità degli stessi al progetto approvato sono accertati dalla provincia mediante apposita certificazione sulla base di una relazione tecnica predisposta dallAgenzia regionale per la protezione dellambiente territorialmente competente. 3. La certificazione di cui al comma 2 costituisce titolo per lo svincolo delle garanzie finanziarie di cui allarticolo 242, comma 7.

146 06/04/2014Relatore: lettini francesco146 Art. 251 Censimento ed anagrafe dei siti da bonificare 1. Le regioni, predispongono l'anagrafe dei siti oggetto di procedimento di bonifica, la quale deve contenere: a) l'elenco dei siti sottoposti ad intervento di bonifica e ripristino ambientale b) lindividuazione dei soggetti cui compete la bonifica; c) gli enti pubblici di cui la regione intende avvalersi, in caso di inadempienza dei soggetti obbligati, ai fini dellesecuzione dufficio 2. Qualora, allesito dellanalisi di rischio sito specifica venga accertato il superamento delle concentrazioni di rischio, tale situazione viene riportata dal certificato di destinazione urbanistica, nonché dalla cartografia e dalle norme tecniche di attuazione dello strumento urbanistico generale del comune.

147 06/04/2014Relatore: lettini francesco147 Art.257 Bonifica dei siti Chiunque cagiona linquinamento del suolo, del sottosuolo, con il superamento delle concentrazioni soglia di rischio è punito: con la pena dellarresto da sei mesi a un anno o con lammenda da duemilaseicento euro a ventiseimila euro, se non provvede alla bonifica in conformità al progetto approvato dallautorità competente. In caso di mancata effettuazione della comunicazione di cui allarticolo 242, il trasgressore è punito con la pena dellarresto da tre mesi a un anno o con lammenda da mille euro a ventiseimila euro. Losservanza dei progetti approvati ai sensi degli articoli 242 e seguenti costituisce condizione di non punibilità per i reati ambientali contemplati da altre leggi per il medesimo evento e per la stessa condotta di inquinamento di cui al comma 1.


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