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A cura della prof.ssa Rossella Laterza Dal greco ostean, ossa più logos, è lo studio che si occupa del sistema scheletrico nei vertebrati caratterizzato.

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1 a cura della prof.ssa Rossella Laterza Dal greco ostean, ossa più logos, è lo studio che si occupa del sistema scheletrico nei vertebrati caratterizzato dalla presenza di una spina centrale, nelluomo colonna vertebrale, conformata per assorbire le spinte statiche gravitazionali. Distinguiamo uno scheletro quindi Assile da uno Appendicolare; Il Lelli aveva individuato 22 regioni ma, schematicamente, riducibili a 3: testa, tronco e arti compongono il corpo, nelle sue infinite variazioni di immagine

2 a cura della prof.ssa Rossella Laterza osteologia In totale le ossa sono 208:30 nel capo(comprese le ossa dellorecchio), 52 nel tronco(incluso lo Joide) 62 e 64 negli arti,Ogni osso, paragonato a una figura geometrica presenta facce, argini ed angoli ed è posizionato in relazione al Piano Sagittale, che divide nella metà dx e sinistra il corpo, e tanti piani trasversi(orizzontali( frontali(negli arti), un piano cefalico superiore ed uno di base plantare, manca la simmetria cranio caudale ed antero posteriore.

3 a cura della prof.ssa Rossella Laterza La parola Anatomia significa dissezionare, separare ed è grazie a medici(come Andrea Vesalio) scienziati e pittori che oggi abbiamo un numero esteso di informazioni, dal microscopico al macroscopico, dove struttura e funzione coincidono.

4 a cura della prof.ssa Rossella Laterza Apparato scheletrico L'apparato scheletrico è formato da cartilagini, ossa, articolazioni. La cartilagine è un tessuto connettivo solido e flessibile. La cartilagine forma la gran parte dello scheletro di un bambino e, con la crescita, si trasforma in osso. È priva di vasi sanguigni e nervi e, se viene danneggiata, guarisce piu lentamente delle ossa. Esistono tre tipi di cartilagine: cartilagine ialina: la piu comune, è molto resistente ed e presente nelle articolazioni. Cartilagine elastica: molto elastica e flessibile, forma il padiglione auricolare. Cartilagine fibrosa: si trova nei dischi intervertebrali. Lo scheletro umano costituisce la struttura portante del corpo, ed è formata dall'insieme delle ossa, variamente unite tra di loro da formazioni più o meno mobili che prendono il nome di articolazioni. Esse si dividono in:cartilaginetessuto connettivovasi sanguigninervi

5 a cura della prof.ssa Rossella Laterza Mobili: permettono di compiere ampi movimenti, come l'anca, il gomito, ginocchio o la spalla;ancagomitoginocchiospalla Semimobili: non hanno una mobilità del 100% (vertebre).vertebre Fisse: come quelle del cranio. Oltre alle funzioni di sostegno, lo scheletro: consente il movimento del corpo tramite le contrazioni muscolari ha funzioni di protezione degli organi vitali e delle altre parti molli produce le cellule del sangue è un'importante riserva di minerali di vario genere. Lo scheletro di un adulto è formato da 206 ossa circa (si può avere una vertebra in più e molte ossa del piede sono in numero variabile; durante lo sviluppo le ossa cambiano di numero, evolvendosi e diminuendo dopo i 45 anni), che formano i due segmenti dello scheletro: scheletro assile, formato da 80 ossa: la testa, la colonna vertebrale,la gabbia toracica. scheletro appendicolare, formato da 126 ossa: gli arti superiori e gli arti inferiori. Le connessioni tra scheletro assiale e appendicolare prendono il nome di "cinture": cintura scapolare: formata da clavicola e scapola; cintura scapolareclavicolascapola cintura pelvica: formata dall'osso dell'anca e dall'osso sacro. cintura pelvicaancaosso sacro

6 a cura della prof.ssa Rossella Laterza Le OSSA L'osso è dotato di una resistenza alla tensione. La superficie di un osso è costituita da uno strato compatto di lamelle. Internamente, a livello delle epifisi, le trabecole non sono compatte ma si intersecano tra loro formando l'osso spugnoso. Il periostio è una membrana biancastra che riveste l'esterno dell'osso, attraversata da numerosi vasi linfatici e sanguigni e da fibre nervose. Nelle ossa lunghe e in alcune ossa piatte è presente il midollo osseo che produce le cellule sanguigne. Nelle ossa lunghe l'endostio riveste la cavità midollare. Le ossa vengono suddivise sostanzialmente in base alla loro forma:periostio ossa lunghe: ossa dalla forma irregolarmente cilindrica,formate da una parte centrale detta diafisi e due estremità denominate epifisi (femore, omero).femoreomero ossa piatte: sono costituite da due sottili lamine di osso compatto che racchiudono la parte spugnosa contenente il midollo osseo (rotula, scapola).rotulascapola ossa corte o brevi: ossa dalla forma cubica irregolare (vertebre).vertebre Le ossa contengono midollo osseo rosso, organo implicato nella produzione dei globuli rossi e bianchi del sangue. Nelle ossa lunghe la parte centrale, definita "diafisi" è invece occupata dal midollo osseo giallo.midollo osseo rossosanguediafisimidollo osseo giallo

7 a cura della prof.ssa Rossella Laterza Endoscheletro Scheletro Idrostatico Esoscheletro Endoscheletro Le ossa sono interne,e i muscoli agiscono direttamente su di esse.Generalmente è costituito da ossa (come ad esempio lo è quello umano),ma può essere anche costituito da cartilagine (come negli squali e nelle razze)ossa cartilaginesqualirazze scheletro Idrostatico È lo scheletro tipico degli invertebrati che presentano un corpo molle,e ne permette il movimento grazie alla pressione che esso esercita su un fluido incomprimibile presente all'interno dell'essere.invertebrati pressionefluido Esoscheletro Le parti rigide di questo scheletro sono esterne al corpo,e permette di avere dei grandi movimenti con delle piccole contrazioni muscolari,è possibile trovarlo negli artropodi ed in alcuni insetti.artropodiinsetti

8 a cura della prof.ssa Rossella Laterza CRANIO Osso temporale e frontale Entrambi del neurocranio(le ossa del massiccio facciale fanno parte dello splancnocranio) proteggono il cervello insieme ai parietali, occipitale, etmoide e sfenoide. Nell'osso frontale si considerano: Una squama, porzione verticale corrispondente alla frontefronte Una parte orbitale, porzione orizzontale che costituisce il tetto delle orbite oculari e della cavità nasaleorbite ocularicavità nasale L'osso temporale contiene al suo interno e protegge la coclea e i canali semicircolari, organi deputati rispettivamente all'udito ed all'equilibrio, in una cavità denominata labirinto; al suo interno contiene inoltre gli ossicini dell'udito, posti in una cavità posta lateralmente al labirinto, detta cavo del timpano, separata dal canale auricolare esterno dalla membrana del timpano.Il nome deriva da tempo. Comunemente si ritiene che sia dovuto all'osservazione che, col passare del tempo, appunto, i primi capelli a diventare bianchi sono proprio quelli a livello della tempiacocleacanali semicircolariossicinicanale auricolare esternotimpano

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10 vertebre La colonna vertebrale, è costituita da vertebre impilate le une sulle altre e fra loro articolate. Una vertebra generica presenta: anteriormente un corpo, di forma pressoché cilindrica, costituito d'un anello di tessuto osseo compatto contenente tessuto osseo spugnoso; posteriormente vi sono invece i cosiddetti archi vertebrali che circoscrivono il foro vertebrale, la cui giustapposizione ha per effetto di delimitare il canale vertebrale, al cui interno alligna il midollo spinale.vertebrecanale vertebralemidollo spinale Gli archi vertebrali presentano, oltre i cosiddetti peduncoli (ossia la parte dell'arco a diretto contatto col corpo vertebrale), due processi laterali simmetrici, detti processi trasversi, mentre posteriormente il cosiddetto processo spinoso: il complesso dei processi spinosi forma ciò che è volgarmente detto spina dorsale. I punti articolari fra le vertebre sono essenzialmente tre: anteriormente, fra un corpo e l'altro, si interpone un disco biconvesso, detto disco intervertebralevertebredisco intervertebrale

11 a cura della prof.ssa Rossella Laterza o La vertebra è costituita da un corpo vertebrale che insieme allarco vertebrale delimita il foro vertebrale, il quale, insieme agli altri fori vertebrali, per sovrapposizione delle vertebre, costituisce il canale vertebrale allinterno del quale è contenuto il midollo spinale.midollo spinale La struttura della vertebra è quella caratteristica delle ossa brevi, cioè costituita da tessuto osseo trabecolare rivestito esternamente da una lamina di tessuto osseo compatto, più sottile, sia a livello del corpo, sia dellarco (epifisi anulare).ossatessuto osseotessuto osseo Il corpo vertebrale presenta una superficie articolare superiore che si articola con la superficie articolare inferiore della vertebra soprastante, entrambe le superfici sono depresse al centro e rialzate ai bordi e, affinché combacino, è interposto tra loro un disco di tessuto fibrocartilagineo detto disco intervertebrale. La superficie laterale del corpo vertebrale, detta circonferenza, si presenta depressa trasversalmente nelle porzioni laterali e anteriore, mentre, nella porzione che si affaccia nel foro vertebrale presenta una leggera depressione longitudinale rispetto allasse del rachide.disco intervertebrale

12 a cura della prof.ssa Rossella Laterza l rachide, che occupa una posizione dorso-mediale nel torso, è una struttura di sostegno della testa e del tronco e di protezione per il midollo spinale. È costituita di una parte scheletrica, la colonna vertebrale, con le relative articolazioni e i muscoli intrinseci ed estrinseci del rachide. Le vertebre toraciche si articolano con le corrispondenti dodici coste il cui complesso costituisce la gabbia toracica, la struttura esoscheletrica con funzione protettiva per i visceri toracici, nonché per parte dei visceri addominali (posti cioè al disotto del muscolo diaframmatico).torsotestatroncomidollo spinalecolonna vertebralecostegabbia toracica toraciche

13 a cura della prof.ssa Rossella Laterza collo Le vertebre cervicali sono sette vertebre che costituiscono l'asse di sostegno del collo.vertebre Le vertebre cervicali presentano alcune caratteristiche peculiari. Innanzitutto sono le più piccole dell'intero sistema della colonna; inoltre presentano tutte processi trasversi piuttosto corti e tozzi, detti perciò masse laterali, dotati in genere di due piccole protuberanze dette tubercolo anteriore e posteriore; il corpo vertebrale non è piatto, ma risulta superiormente alquanto convesso, grazie alla presenza di un bordo rialzato lungo buona parte della circonferenza detto processo uncinato, in corrispondenza con una analoga depressione nella faccia inferiore del corpo: in complesso la forma biconvessa dei dischi intervertebrali risulterà accentuata; ancor più atipico è il fatto che nei processi trasversi si aprano i cosiddetti fori trasversari, attraverso cui passano l'arteria vertebrale (ad esclusione del foro trasversario di C7), importante per l'irrorazione della parte posteriore dell'encefalo e del cervelletto, e la vena vertebrale; infine presentano all'estremità del processo spinoso (ad esclusione di C7) una biforcazione, per via della quale si parla di processo spinoso bifido.encefalo

14 a cura della prof.ssa Rossella Laterza lombari Le vertebre lombari sono le ossa che compongono la terza parte della colonna vertebrale. Esse costituiscono l'asse di sostegno dell'addome.vertebrecolonna vertebraleaddome I principali caratteri che le distinguono consistono nel notevole volume del corpo e nella caratteristica forma dei processi spinosi. Il corpo ha la forma di un cuneo essendo più alto in avanti che in dietro. cuneo I peduncoli sono voluminosi con incisure inferiori molto più accentuate di quelle superiori, i processi articolari sono verticali, quelli superiori orientati medialmente e quelli inferiori lateralmente, le faccette articolari hanno superficie concava le superiori mentre le inferiori convessa. Dai peduncoli e dal corpo si distaccano i processi costiformi (lamine robuste ossee che si dirigono in fuori). Al di dietro del processo articolare superiore si estendono superiormente il processo mammillare e inferiormente il processo accessorio. Le lamine vertebrali sono spesse, più alte che larghe e anche i processi spinosi sono robusti, di forma quadrangolare e diretti orizzontalmente e indietro. Il foro vertebrale è triangolare e ristretto.

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16 Arto superiore Si compone di quattro segmenti: scapola,omero, radio-ulna e mano per un totale di 31 ossa,pari. Al tronco larto superiore si collega tramite la cintura scapolare: scapola + clavicola. Oltre labduzione e adduzione dellarto(con rotazione ecc) altri movimenti sono: la supinazione e la pronazione della mano + la motricità fine, grazie al pollice opponente ed alla mobilità delle falangi

17 a cura della prof.ssa Rossella Laterza Braccio e avambraccio Dalla cavità glenoida della scapola si articola lomero,osso lungo con marcate epifisi e diafisi centrale,ricordiamo i collo anatomico e il collo chirurgico,sotto la testa e inferiormente il condilo e la troclea.Nellincisura lunare si articola lulna,che col radio costituisce lavambraccio dove hanno inserzione ben 17 muscoli.Il radio presenta un capitello e una epifisi distale grossa mentre lulna ha lepifisi prossimale più sviluppata, con lolecrano e n baso il processo stiloideo.

18 a cura della prof.ssa Rossella Laterza mano La mano si compone di tre segmanti carpo, metacarpo e dita per un totale di 27 ossa, pari. Nella fila prossimale del carpo ci sono :navicolare, semilunare,cuboide e pisiforme;nella fila distale:trapezio,trapezoide,capitato e uncinato(tutte ossa brevi e articolate in modo fisso). Le ossa metacarpali sono 5 e vengono chiamate a partire dal pollice Primo, secondo, terzo, qurto e quinto metcrpale.Si articolano con la falange. A seguire falngina, e falangetta per tutte, tranne che per il pollice che ne è privo. Molteplici le funzioni svolte

19 a cura della prof.ssa Rossella Laterza Leve

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21 Articolazioni e ossa Arto superiore Si compone di quattro segmenti:scapola,omero, radio-ulna e mano per un totale di 31 ossa,pari. Al tronco larto superiore si collega tramite la cintura scapolare: scapola + clavicola. La mano si compone di tre segmanti carpo, metacarpo e dita per un totale di 27 ossa, pari. Nella fila prossimale del carpo ci sono :navicolare, semilunare,cuboide e pisiforme;nella fila distale:trapezio,trapezoide,capitato e uncinato(tutte ossa brevi e articolate in modo fisso). Le ossa metacarpali sono 5 e vengono chiamate a partire dal pollice Primo, secondo, terzo, qurto e quinto metcrpale.Si articolano con la falange. A seguire falngina, e falangetta per tutte, tranne che per il pollice che ne è privo.

22 a cura della prof.ssa Rossella Laterza Clavicola La clavicola è un osso lungo, disposto trasversalmente, presenta due epifisi, mediale e laterale, entrambe molto importanti: lepifisi mediale serve per larticolazione con lo sterno, mentre lepifisi laterale serve per larticolazione con la scapola, precisamente con lacromion. Entrambe queste articolazioni sono artrodie Scapola La scapola, che è un osso piatto, si trova dietro alla gabbia toracica, applicata alla superficie costale posteriore. Questosso presenta una faccia anteriore e una posteriore, la faccia anteriore è in rapporto con la parte posteriore della gabbia toracica, la faccia posteriore della scapola invece guarda posteriormente, non cè niente dietro, è protetta da alcuni muscoli scheletrici e dallo superficiale, che sono però tessuti molli, mentre la scapola essendo un osso ha una consistenza dura e quindi è facilmente palpabile (naturalmente attraverso gli organi che la ricoprono). Dalla superficie posteriore della scapola si origina un processo che si chiama spina della scapola, la quale da origine ad un prolungamento che si porta in avanti (lacromion!), quindi lacromion è un prolungamento anteriore della spina della scapola; la spina della scapola si trova dietro e non potrebbe venire in rapporto anatomico con la clavicola che si trova davanti, però

23 a cura della prof.ssa Rossella Laterza La testa dellomero è un segmento di sfera pieno, quindi larticolazione scapolo-omerale sarà unenartrosi (in cinesiologia, triplanare significa multiplanare e se unarticolazione consente movimenti sui tre piani di riferimento vuol dire che li consente in tutti gli altri).

24 a cura della prof.ssa Rossella Laterza Dellomero vengono distinte tre facce: Antero-mediale Antero-laterale Posteriore Se vengono distinte tre facce la forma dellomero sarà quella di un prisma triangolare (in sezione trasversale avremo un triangolo). Quando studiamo lanatomia di un osso lungo, della forma della diafisi non ce ne deve fregare nulla, la cosa che deve interessare di più sono le epifisi, perché queste portano le superfici articolari. La superficie prossimale dellomero è un segmento di sfera pieno che guarda medialmente e anche un poin alto e che si chiama, come abbiamo già detto, testa dellomero. Le superfici articolari si riconoscono perché appaiono come levigate e ciò testimonia la presenza del tessuto cartilagineo ialino, mentre le altre superfici dellosso sono rivestite da periostio e non è importante che queste siano levigate, perché la parte che deve essere levigata è quella che si deve muovere, larticolazione, il resto è preferibile che sia rugoso in modo da permettere una migliore adesione del periostio e dei tendini. Al di sotto della testa dellomero cè un piccolo restringimento circolare, collo dellomero, e poi nel punto in cui il collo si attacca alla diafisi è presente un rigonfiamento, al limite tra collo e diafisi, che risolve in due processi che si chiamano grande tubercolo o grande tuberosità o trochite (in alto) e piccolo tubercolo o piccola tuberosità o trochine (in basso). Articolazione distale

25 a cura della prof.ssa Rossella Laterza Le articolazioni in cui sono in gioco più di due ossa si chiamano articolazioni complesse (in questo caso omero, ulna e radio). Le articolazioni in cui le superfici articolari sono segmenti di cilindro si chiamano ginglimi e nel complesso articolare del gomito cè una prima articolazione (omero- ulnare) che sarà un ginglimo angolare; la superficie articolare a forma di cilindro si chiama troclea (che vuol dire carrucola) e i ginglimi angolari possono anche essere indicati come articolazioni a troclea. La superficie articolare dellepifisi distale posta lateralmente ha la forma di un segmento di ellissoide pieno (condilo), quindi larticolazione omero-radiale sarà una condiloartrosi. Lulna e il radio da soli formano lo scheletro dellavambraccio, ma non si trovano per intero nellavambraccio, infatti si trovano anche nella regione del gomito con la loro epifisi prossimale e nella regione del polso con la loro epifisi distale. Sia nel caso dellulna che del radio descriveremo una diafisi (sulla quale non diremo niente!) e due epifisi, prossimale e distale. Lepifisi prossimale dellulna si deve articolare con la troclea dellomero, quindi dovremo avere, sullepifisi prossimale dellulna, una superficie complementare alla troclea, cioè un segmento di cilindro cavo. Infatti, lepifisi prossimale dellulna è risolta in

26 a cura della prof.ssa Rossella Laterza Olecrano: processo che si porta verso lalto essendo disposto su un piano frontale (è quello che battiamo quando urtiamo il gomito e che fa un male del diavolo); quella che battiamo è la superficie posteriore dellolecrano, mentre quella anteriore è una superficie articolare ed è quindi liscia Processo coronoideo: sul piano orizzontale Insieme, olecrano e processo coronoideo delimitano una superficie articolare che è un segmento di cilindro, con asse maggiore trasverso, che accoglie la troclea e che si chiama faccia semilunare, questa si trova sia sulla faccia anteriore dellolecrano sia sulla faccia superiore del processo coronoideo. Abbiamo a questo punto completato la prima articolazione del complesso articolare del gomito che si chiama articolazione omero-ulnare ed è un ginglimo angolare, ovvero unarticolazione a troclea. Lepifisi prossimale del radio si presenta conformata come un cilindro abbastanza regolare e si chiama testa o capitello del radio. Questo cilindro ha una faccia superiore che non è pianeggiante, ma presenta una fossetta che si chiama fossetta del capitello o fossetta della testa del radio e questa presenta carattere di superficie articolare ed ha forma di segmento di ellissoide concavo attraverso cui il radio si articola con lomero nellarticolazione omero-radiale che è una condiloartrosi (biassiale, biplanare). Ragionando per assurdo e considerando le articolazioni del gomito separatamente, possiamo dire che il movimento della flessione dellavambraccio sul braccio avviene a livello dellarticolazione omero-ulnare. Consideriamo adesso larticolazione omero-radiale che è una condiloartrosi, i due assi dellellissoide sono uno sagittale e laltro trasverso; nei movimenti di flessione e di estensione partecipa larticolazione omero-radiale insieme alla omero-ulnare. Larticolazione omero-radiale consente però movimenti sullasse sagittale, cioè movimenti di abduzione e di adduzione; lavambraccio non si può abdurre perché glielo impedisce il ginglimo. Nel gomito abbiamo però anche movimenti di rotazione interna o pronazione e rotazione esterna o supinazione. I movimenti di rotazione

27 a cura della prof.ssa Rossella Laterza Larticolazione radio ulnare è un ginglimo laterale, lasse del cilindro è un asse verticale e ciò rende possibili i movimenti di rotazione interna ed esterna. Ricapitolando, larticolazione del gomito è unarticolazione complessa che deriva dallassociazione di un ginglimo angolare, una condiloartrosi e un ginglimo laterale (detto anche trocoide); lassociazione di queste tre articolazioni rende possibili movimenti sul piano sagittale, di flessione e di estensione, e movimenti sul piano trasverso, di intrarotazione e di extrarotazione. Lepifisi distale dellulna è ristretta e assottigliata, come una penna, infatti è una parte appuntita che si chiama processo stiloideo (che ha la forma di uno stilo, di una penna); è invece più grossa lepifisi distale del radio perché lulna, per larticolazione del polso, non serve a niente, delle due ossa dellavambraccio, quella che si unisce con le ossa del carpo è il radio, infatti larticolazione del polso labbiamo chiamata radio-carpica. In pratica, lulna già a livello della diafisi incomincia ad assottigliarsi e termina ristretta sullepifisi distale e non serve a niente; lunica cosa che dobbiamo ricordare è che ovviamente, lepifisi distale dellulna non termina liberamente, ma si articola con il radio (articolazione radio-ulnare distale).

28 a cura della prof.ssa Rossella Laterza Larticolazione radio ulnare è un ginglimo laterale, lasse del cilindro è un asse verticale e ciò rende possibili i movimenti di rotazione interna ed esterna. Ricapitolando, larticolazione del gomito è unarticolazione complessa che deriva dallassociazione di un ginglimo angolare, una condiloartrosi e un ginglimo laterale (detto anche trocoide); lassociazione di queste tre articolazioni rende possibili movimenti sul piano sagittale, di flessione e di estensione, e movimenti sul piano trasverso, di intrarotazione e di extrarotazione. Lepifisi distale dellulna è ristretta e assottigliata, come una penna, infatti è una parte appuntita che si chiama processo stiloideo (che ha la forma di uno stilo, di una penna); è invece più grossa lepifisi distale del radio perché lulna, per larticolazione del polso, non serve a niente, delle due ossa dellavambraccio, quella che si unisce con le ossa del carpo è il radio, infatti larticolazione del polso labbiamo chiamata radio-carpica. In pratica, lulna già a livello della diafisi incomincia ad assottigliarsi e termina ristretta sullepifisi distale e non serve a niente; lunica cosa che dobbiamo ricordare è che ovviamente, lepifisi distale dellulna non termina liberamente, ma si articola con il radio (articolazione radio-ulnare distale).

29 a cura della prof.ssa Rossella Laterza Larticolazione radio-carpica è una condiloartrosi (consente movimenti solo su due assi), quindi potremo effettuare movimenti sullasse latero-laterale, quindi sul piano sagittale, di flessione e di estensione, ma saranno anche possibili movimenti sullasse minore, cioè sullasse sagittale e sul piano frontale e saranno movimenti sia abduzione e di adduzione. Il movimento pronazione e di supinazione è apparentemente un movimento della mano, in realtà è un movimento del gomito, è il radio che ruota, internamente o esternamente, rispetto allulna, Siccome losso che porta attaccata la mano è il radio, se questo gira, è chiaro che viene trasportata passivamente anche la mano,

30 a cura della prof.ssa Rossella Laterza A livello degli arti esiste unorganizzazione di tipo non cavitario, manca una cavità, gli arti sono pieni. Lo strato profondo è dato da organi dellapparato locomotore: ossa, articolazioni, muscoli scheletrici. Tutti i muscoli scheletrici sono avvolti da una fascia comune, la fascia profonda, la quale oltre ad avvolgere tutti i muscoli forma anche delle guaine secondarie che raggruppano i muscoli in logge. Allinterno delle logge ci sono i muscoli scheletrici e le ossa, ma tra le logge ci sono spazi connettivali, quindi degli spazi ci sono e si trovano nello strato profondo.

31 a cura della prof.ssa Rossella Laterza Lo scheletro del cingolo toracico è formato da due ossa, clavicola e scapola, che sono articolate mediante una diartrosi, precisamente unartrodia, che si chiama acromion-clavicolare. La clavicola poi è lunica parte del cingolo che si articola col tronco, mediante una diartrosi del tipo delle artrodie che si chiama sterno-clavicolare. Le scapole non si articolano tra loro e questo crea una situazione di instabilità, che consente però una maggiore mobilità allarto superiore. Delle due ossa del cingolo, la scapola si articola con lomero, che è il primo osso che troviamo nellarto superiore. Il cingolo dellarto superiore è dato dalla clavicola e dalla scapola, fa parte dellarto superiore ma non fa parte della parte libera di questo perché si trova topograficamente nel tronco.

32 a cura della prof.ssa Rossella Laterza Larticolazione del polso si chiama radio-carpica perché lulna non centra. Le ossa del carpo sono articolate tra loro, quindi nello scheletro della mano descriveremo un certo numero di articolazioni intercarpiche. Le ossa del carpo si uniscono inoltre alle ossa del metacarpo, che sono ossa lunghe e sono cinque, quindi parleremo di cinque articolazioni carpo-metacarpiche distinte in 1°, 2°, 3°, 4°, 5°, ove per prima intendiamo quella laterale. Ci sono altre ossa lunghe che si chiamano falangi e formano lo scheletro delle dita e per ciascun dito abbiamo tre falangi, con leccezione del primo dito (pollice) che presenta due falangi. Le tre falangi di ciascun dito vengono distinte in prossimale, media e distale, nel caso del pollice avremo solo prossimale e distale. Ciascun osso del metacarpo si articola con la falange prossimale tramite larticolazione metacarpo-falangea. Le articolazioni interfalangee saranno due per ciascun dito, distinte in prossimale e distale, mentre per il pollice ci sarà una sola articolazione che chiameremo articolazione interfalangea

33 a cura della prof.ssa Rossella Laterza ì la podo-meccanica antigravitaria è cosparsa di interventi muscolari che coinvolgono due o più aricolazioni. I muscoli poliarticolari infatti offrono particolari vantaggi ai fini dell'economia energetica in quanto sono in grado di sviluppare tensioni notevoli con modici accorciamenti. Tali muscoli frequentemente agiscono stabilizzando l'articolazione prossimale favorendo così i movimenti dei segmenti distali (e quindi la rotazione dell'articolazione relativa). L'indagine elettromiografica conferma la particolare economia energetica realizzata dai muscoli in fase antigravitaria: vengono infatti realizzati potenziali inferiori a quelli propri della contrazione tetanica (caratteristica dell'attività dei muscoli a fibre bianche o acceleratori). L'insieme delle formazioni muscolari che interessano il piede, quali effettori nel sistema di controllo gravitario, rappresentano le forze interne in "contrasto" con le forze esterne ovvero ambientali. Il piede umano quindi si evolve da una forma prensile alla forma stabilizzatrice antigravitaria conservando la complessità della propria muscolatura; all'afferramento prensile si sostituisce l'aggrappamento antigravitario.elettromiograficaforze

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35 i Il piede è il punto fisso al suolo su cui grava l'intero peso del corpo. Esso si trova alla base del sistema di controllo antigravitario (sistema posturale o di equilibrio) che consente all'uomo di assumere la postura eretta e di spostarsi nello spazio. Il piede è sia un effettore sia un ricettore ossia riceve ed esegue dei comandi (risposta motoria), tramite i muscoli, e, nel contempo, interagisce col resto del corpo sia attraverso il sistema miofasciale sia fornendo costanti informazioni provenienti dagli esterocettori cutanei presenti sulla sua pianta e dai propriocettori dei suoi muscoli, tendini e articolazioni. Gli esterocettori cutanei del piede sono ad alta sensibilità (0,3 g) e rappresentano l'interfaccia costante tra l'ambiente e il sistema tonico posturale o dell'equilibriosistema posturale o di equilibriosistema miofascialeesterocettori cutaneipropriocettoritendiniarticolazioni sistema tonico posturale o dell'equilibrio

36 a cura della prof.ssa Rossella Laterza i. Le informazioni plantari infatti sono le uniche a derivare da un recettore sensoriale fisso a diretto contatto col suolo. Il riflesso plantare (flessione delle dita al graffiamento della pianta), legato alle stimolazioni cutanee della pianta del piede, è in grado di attivare e modulare riflessi molto complessi con funzioni posturali di notevole importanza. Pertanto il piede è considerato il principale organo di senso e di moto antigravitario del corpo umano, come si denota nelle rappresentazioni motorie e sensitive dell'homunculus. Per questo motivo il piede, nelle popolazioni dei paesi sviluppati che vivono su un terreno poco fisiologico quale è il terreno piano, è normalmente l'origine dello squilibrio posturale. Nello stesso tempo esso è anche l'elemento adattativo che tampona, meglio che può, gli squilibri alti, in genere discendennti dall'apparato stomatognatico (denti e articolazione temporomandibolare) e/o dagli occhi e/o dal vestibolo.recettore sensorialeriflessihomunculusterreno piano squilibrio posturaleapparato stomatognaticoocchivestibolo Il piede, nel corso dell'evoluzione che dura da circa 350 milioni di anni, per le esigenze sorte nell'assunzione della stazione eretta e della deambulazione bipodale, ha acquisito, quale caratteristica umana peculiare e differenziale, l'attitudine all'irrigidimento ovvero alla coesione intersegmentale. Tale coesione podalica è realizzata dalle formazioni capsulo-legamentose (immagine) e aponeurotiche (immagine) a cui si aggiungono le formazioni muscolari con funzioni di "legamenti attivi" e posturali. Questi muscoli, in particolare quelli intrinseci del piede, sono a prevalenza di fibre rosse (fibre ad attività lenta ed energeticamente economica), in stato contrattile pressochè ininterrotto in stazione eretta e in rapporto topografico e funzionale con le formazioni capsulo- legamentose (in sede di inserzione ossea si osserva, in alcuni di loro, una notevole abbondanza di fibre collagene espanse e non raccolte come al solito; ciò ricorda le formazioni legamentose e aponeurotiche). Anche se l'intervento muscolare globale nella realizzazione della coesione interossea sembra comunque essere meno rilevante rispetto alla funzione di controllo e regolazione della funzione antigravitaria, la complessità dell'azione podalica richiede una polivalenza funzionaledeambulazione bipodalecapsulolegamentoseimmagine aponeuroticheimmagine

37 a cura della prof.ssa Rossella Laterza Gamba e piede Tibia, perone,rotula tarsometatarsopiede femore


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