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Seconda parte La segnaletica delleducatore Perché il bambino non scivoli da grande, teniamo docchio i primi anni. E più facile formare un bambino che.

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2 Seconda parte

3 La segnaletica delleducatore Perché il bambino non scivoli da grande, teniamo docchio i primi anni. E più facile formare un bambino che raddrizzare un uomo. Il segnale indica che in quella zona è proibito usare il clacson: si deve fare silenzio. Strada sdrucciolevole

4 Non bruciamo linfanzia. Non acceleriamo i bambini. Perché imbottigliarli con tutti quei Corsi di danza, di musica, di pittura…? Divieto di sorpasso

5 Stop alle sue continue richieste: me lo compri?, voglio questo, regalami quello. Dare tutto al bambino è preparare un io con la grinta del pesce bollito o della mozzarella. Stop

6 Vi sono parole che sono carezze: ciao, grazie, scusa, ti voglio bene. e parole che sono massi: sei un disastro, imbranato, buono a nulla. Caduta massi

7 Non buttiamo fuori casa la rinuncia e il sacrificio. A conti fatti, la pedagogia dello zucchero si rivela pedagogia fallimentare. Strada ripida

8 Luomo è come la barca: la barca non è fatta per restare in porto, ma per prendere il largo. Non asfissiamo dassistenza: mettiti la maglia, togliti la maglia, vestiti, svestiti. Via libera

9 Educare è ben più che allevare. Il bambino non è un cucciolo. Gli omogeneizzati e le nutelle non bastano. Educare è andare oltre il pane e il companatico. Attenzione agli animali

10 La segnaletica del catechista Prima i bambini. Il catechista li conosce, li stima. li ama. Mira di più al loro sviluppo che allo sviluppo del programma. Bambini

11 Mai come oggi i ragazzi hanno fatto fatica a salire a Dio, hanno fatto fatica a capire il linguaggio religioso. Dunque è da saggi usare una marcia adeguatamente bassa, lenta. E inutile fare teste ben piene: meglio puntare a fare teste ben fatte. Il catechista che corre fa come chi vuole raccogliere lumache andando in moto. Salita ripida

12 I ragazzi non possono stare fermi: sono irrequieti nel corpo e nella mente. Lattenzione, ormai, è lunga quanto un francobollo. Per questo il catechista cambia canale comunicativo: parla, spiega, racconta, fa leggere, fa disegnare, fa drammatizzare, fa cantare. Così la noia scompare e lattenzione non si addormenta. Divieto di sosta

13 Stop alle parole difficili, alle parole che sanno di freezer, alle parole che hanno le radici piantate nelle nuvole. Stop alla faccia da funerale. Non si va al catechismo per farsi venire il malumore. Stop

14 Il catechista è sempre al lavoro. Si prepara le lezioni, chiede aiuto, studia, prega… Molto bene! Grazie a nome della comunità religiosa! Lavori in corso

15 Al catechismo non si può dire quel che pare e piace, a seconda dei proprio gusti. Al catechismo si insegna la Dottrina della Chiesa. Il catechista non dice certe cose, ma cose certe. Direzione obbligatoria

16 Tutti abbiamo bisogno di soccorso. Il soccorso ci viene dallalto. Per questo il catechista prepara i suoi ragazzi, li affida a Dio. La preghiera del catechista (come quella dei genitori) oltrepassa sempre le nubi e arriva a destinazione. S.O.S.

17 Il catechista non ha dubbi: preferisce il verde al rosso. Preferisce dire quanto è bello essere buoni, piuttosto che spaventare con il rosso dellinferno. Semaforo

18 Unallegra festa tutti insieme a Natale, a Pasqua, a fine anno…: anche questo è catechismo! Dio è spassoso. I ragazzi devono subito imparare che il cristiano è lultimo a smettere di ridere. Ristorante

19 Buona degustazione


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