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1. La questione salariale oggi Siena, 31 gennaio 2008 a cura di: Agostino Megale Riccardo Sanna.

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1 1. La questione salariale oggi Siena, 31 gennaio 2008 a cura di: Agostino Megale Riccardo Sanna

2 2 Crisi politica… Serve maggiore stabilità al Paese. Per questo sarebbe utile che il Presidente del Senato riuscisse nellincarico solennemente affidatogli dal Presidente della Repubblica. Solo con la stabilità del governo si può realizzare una legge elettorale che garantisca maggiore stabilità e meno frammentazione, ma anche trovare prime risposte alla questione salariale, attualmente derubricata. La crisi politica genera forte incertezza anche sulla realizzazione di alcune delle conquiste del Protocollo Welfare, relativamente a: welfare e mercato del lavoro, sicurezza sui luoghi di lavoro, unificazione enti previdenziali, deleghe sui lavori usuranti, etc. In ogni caso, il Sindacato deve mantenere la bussola verso: Linteresse generale del Paese. Lautonomia e lunità sindacale. La riforma della contrattazione.

3 3 I numeri …al 2007 Fonte: elaborazioni Ires su dati Istat PIL0,40,11,9 Debito pubblico-3,7-4,4-4,5-1,4 Avanzo primario1,40,30,23,5 Produzione industriale-0,8-1,82,20,8 Produttività del lavoro-0,10,30,21,1 Consumi delle famiglie0,6 1,51,9 Investimenti fissi lordi0,9-0,52,33,4 Importazioni0,90,54,36,6 Esportazioni-0,9-0,55,312,0 (*) dati 2007 tendenziali.

4 4 Linflazione italiana dellultimo periodo Nel 2006, secondo i dati Istat, il tasso di inflazione (NIC) è stato pari al 2,1%, consolidando peraltro lallineamento con lUem: lo stesso indice armonizzato si attesta per lItalia come per lUem a 2,2 dal Nel 2007, anche considerando il Delfatore dei consumi interni (DEF=1,9%) e lIndice generale armonizzato UE (IPCA=1,9%), abbiamo stimato uninflazione attorno ai 2 punti percentuali. Nel 2008, però, laumento del costo del petrolio e la ricaduta dei costi energetici porterà linflazione effettiva vicino i 2,5 punti. Fonte: elaborazioni Ires su dati Istat (Indagine sui prezzi al consumo e Contabilità nazionale). Stime Ires per il IV trim (variazioni percentuali tendenziali)

5 5 Fonte: elaborazioni Ires su dati Banca dItalia. I debiti delle famiglie A settembre 2007, il rapporto tra debito (mutui, credito al consumo, etc.) e reddito disponibile ha quasi raggiunto il 50% (circa 17 punti in più rispetto a settembre 2001).

6 6 Giudizio sulla propria condizione economica Famiglie che giudicano peggiorata la situazione Famiglie che giudicano invariata la situazione Famiglie con risorse economiche inadeguate 29,2%62,3%35,3% 20,3%68,2%28,1% 40,5%51,7%35,1% 47,6%45,4%40,0% 45,9%46,4%43,6% 43,4%50,1%44,0% 41,0%51,9%43,0% Fonte: elaborazioni Ires su dati Istat (Indagine Multiscopo)*.(*) Indagini svolte nel mese di maggio di ogni anno

7 7 Imprenditorie liberi prof. Impiegati Operai Il potere dacquisto dei redditi familiari – – Fonte: elaborazioni Ires su microdati Banca dItalia (I bilanci delle famiglie italiane). Secondo lultima Indagine sui bilanci delle famiglie (Banca dItalia, 2008) nel 2006, ponendo il reddito familiare medio delle famiglie italiane pari a 100, il reddito delle famiglie di operai in proporzione conta una distanza di 17,6 punti (rappresentando l82,4% della media), mentre nelle famiglie con a capo un imprenditore il reddito si staglia a quota 180,2%. La perdita di potere dacquisto dei redditi (a prezzi costanti 2007)* delle famiglie con p.r. operaio o impiegato nel periodo si contrappone ad una crescita dei redditi delle famiglie di imprenditori e liberi professionisti che, grazie soprattutto alle politiche fiscali del governo di centro-destra registrano un allargamento della forbice con i redditi dei lavoratori dipendenti.

8 8 Le entrate IRPEF +18,8%+3,3% +13,1%+14,1% 2006/ /2006 Lavoratori dipendenti e pensioni Altri redditi Fonte: elaborazione Ires su dati MEF. Fermo restando che le entrate IRPEF provengono per il 75% dal lavoro dipendente (nel 2002 come nel 2007), va però registrato che nel periodo laumento delle entrate IRPEF (ordinaria) sul lavoro dipendente è stato superiore di circa 6 punti rispetto al prelievo sugli altri redditi, mentre nel 2007 già si denota uninversione di tendenza in cui gli altri redditi segnano circa 11 punti in più, grazie allazione del governo, a partire dalla lotta allevasione.

9 9 I Gruppi professionali dellIndustria Guadagno netto mensile per gruppo professionale (valori percentuali) Fonte: elab. su dati nostra Indagine (LItalia del lavoro oggi, Campione di 6000 interviste).

10 10 Le retribuzioni dei dirigenti privati* crescono di più… Fonte: elab. Ires su dati Istat, Indagine OROS, lav. dip. "regolari" non agricoli (escl. i dirigenti) e INPS (dirigenti privati*, escl. pubblici e Top-manager). Retribuzioni nominali lorde numeri indice: 2002= (+19,1%) (+13,2%)

11 11 Retribuzioni a confronto ( ) Retribuzioni di fatto Retribuzioni contrattuali Differenza Agricoltura2,22,00,2 Alimentari, bevande e tabacchi3,13,00,1 Tessile-abbigliamento3,92,91,0 Chimica e fibre3,62,80,6 Prodotti energetici3,42,80,6 Gomma e plastica3,43,00,4 Metalmeccanica3,23,00,2 Costruzioni3,02,90,2 Commercio3,93,10,8 Banche3,12,40,7 Amministrazioni pubbliche3,62,60,9 Totale3,42,70,7 Fonte: elaborazioni Ires su dati Istat, Indice generale delle Retrib. contrattuali lorde per dip. e Retrib. di fatto lorde per ULA (Contabilità nazionale), Deflatore dei consumi interni alle famiglie e Indice dei prezzi al consumo armonizzato UE (IPCA). ( tassi di variazione composti medi annui) Inflazione*: 3,2 2,7

12 12 I salari… tra I e II livello contrattuale Fonte: elaborazioni Ires su microdati Banca dItalia (Indagine sulle imprese industriali e dei servizi, 2007). Minimo da contratto nazionale (su retribuzione media lorda) 2006 (valori percentuali ) (su euro) (su euro) (su euro) (su euro) (su euro) (su euro) (su euro) (su euro) CCNL R. decentrata

13 Inflazione Retrib. di fatto Retrib. di fatto Inflazione Retribuzioni (Deflatore) (OROS) (Cont. Naz.) (IPCA) Contrattuali ,8% 2,4% (–0,4) 2,0 (–0,8) 2,6% 2,1% (–0,5) ,9%1,8% (–1,1) 2,3 (–0,6) 2,8% 2,2% (–0,6) ,7%2,7% ( 0,0) 3,4 (+0,7) 2,3% 2,8% (+0,5) ,3%2,8% (+0,5) 2,7 (+0,4) 2,2% 3,1% (+0,9) ,7%3,3% (+0,6) 3,0 (+0,3) 2,2% 2,8% (+0,6) 2007* 1,9%2,0% (+0,1) 1,9 ( 0,0) 2,0% 2,1% (+0,1) Fonte: elab. Ires su dati Istat, Indice generale dei prezzi al consumo armonizzato UE, Indice generale delle Retribuzioni contrattuali lorde per dipendente e Retribuzioni di fatto (Indagine OROS, lav. dipendenti "regolari" non agricoli escl. i dirigenti), Deflatore dei consumi interni e Retribuzioni lorde per ULA (Contabilità nazionale: Industria. e Servizi). (*) Stima Ires Il potere dacquisto –0,3 +1,0 0,0 Tra il 2002 e il 2007, nonostante le retribuzioni contrattuali registrino un aumento reale di oltre un punto, le retribuzioni di fatto non sono cresciute oltre linflazione, sia considerando la Contabilità nazionale che lindagine OROS, secondo la quale si registra addirittura una perdita.

14 14 Inflazione effettiva 1,9% 2002–2007 Inflazione Retribuzioni ,8% 2,4% (–0,4%) ,9% 1,8% (–1,1%) ,7% 2,7% ( 0,0%) ,3% 2,8% (+0,5%) ,7% 3,3% (+0,6%) 2007* 1,9% 2,0% (+0,1%) Le retribuzioni Retribuzioni di fatto 2,0% – 532 – Guadagno/Perdita cumulata delle retribuzioni Fonte: elab. Ires su dati Istat, Indagine OROS, lav. dip. "regolari" non agricoli (escl. i dirigenti) e Deflatore dei consumi interni alle famiglie (Contabilità nazionale) Nel periodo , un lavoratore, con una retribuzione lorda media annua di , considerando anche la mancata restituzione del fiscal drag, perde circa – 1.896, senza calcolare limpatto positivo/negativo della riforma Irpef… – 1.210

15 15 Le retribuzioni di fatto perdono –0,3% Inflazione Retribuzioni ,8% 2,4% (–0,4%) ,9% 1,8% (–1,1%) ,7% 2,7% ( 0,0%) ,3% 2,8% (+0,5%) –532 – Perdita cumulata delle retribuzioni (+0,7%) Guadagno cumulato delle retribuzioni (2,7%) (3,3%) (+0,6%) Potere dacquisto delle retribuzioni (1,9%) (2,0%) (+0,1%) + 25 Mancata restituzione fiscal drag ( – 1,0%) –1.518 – 565 – 121 Mancata restituzione fiscal drag – Fonte: elaborazioni Ires-Cgil su dati Istat.

16 16 Fiscal drag Totale Mancata restituzione Fiscal drag (d.l. n. 69/1989) Fiscal drag 2002 Fiscal drag 2003 Fiscal drag 2004 Fiscal drag 2005 Fiscal drag 2006 – 172 – 151 – 124 – 118 – 686 – 121 Restituzione fiscale 2007 (Riforma Irpef e detrazioni in Finanziaria 2007) Coppia di lavoratori con 2 figli Lavoratore single Addizionali regionali e comunali (incremento medio) – 137 (Costo annuo complessivo: 1,6-1,8 mld euro) + 60 Se fosse stata attuata la restituzione del fiscal drag, sarebbero stati interessati tutti i lavoratori. Le detrazioni da lavoro dipendente (mediamente euro) coinvolgono solo lavoratori dipendenti e pensionati.

17 17 Fonte: elaborazioni Ires su dati Ocse (Main Economic Indicators). [*] Elab. con deflatore dei consumi privati. Confronti internazionali sullIndustria Francia 115,9 126,2 Germania 105,0112,2 Italia 102,6104,7 Spagna 105,5111,4 Retribuzioni orarie reali* (1998=100) Industria Manifatturiera Regno Unito Area Euro 118,4133,1 110,1118, Se la dinamica delle retribuzioni registrata dal 1998 al 2006 confermasse lo stesso ritmo di crescita, la forbice con gli altri principali paesi industrializzati europei si accentuerebbe.

18 18 Fonte: elaborazioni Ires su dati Ocse (Main Economic Indicators). [*] Elab. con deflatore dei consumi privati. Differenziali retributivi Confronti internazionali sullIndustria Se la dinamica delle retribuzioni registrata negli anni Duemila confermasse lo stesso ritmo di crescita anche per il futuro, la forbice con gli altri principali paesi industrializzati si accentuerebbe. Retribuzioni lorde. (euro) Retribuzioni nette (euro) Costo del lavoro. (euro) Cuneo fiscale Francia % Germania % Italia % Regno Unito % Spagna % USA % Business Sector (2005)

19 19 Salario netto mensile () Differenza dal lavoratore dipendente standard Lavoratore dipendente standard Lavoratore del Mezzogiorno 969 – 13,4% Lavoratrice 961 – 17,9% Lavoratore di piccola impresa (1-19 addetti) 866 – 26,2% Lavoratore immigrato (extra-UE) 856 – 26,9% Lavoratore giovane (15-34 anni) 854 – 27,1% Le cinque differenze (2006) Fonte: elab. su dati nostra Indagine (LItalia del lavoro oggi, Campione di 6000 interviste). Secondo i nostri dati oltre 14 milioni di lavoratori guadagnano meno di euro al mese. Circa 7,3 milioni ne guadagnano meno di

20 20 Giovani lavoratori (alcuni esempi) a) Un apprendista, in età compresa tra i 15 e i 24 anni, guadagna mediamente 736,85 euro netti mensili. b) Un collaboratore occasionale, in età compresa tra i 15 e i 34 anni, guadagna mediamente 768,80 euro netti mensili. c) Un co.co.pro. o co.co.co, in età compresa tra i 15 e i 34 anni, guadagna mediamente 899,04 euro netti mensili. Fonte: elab. su dati nostra Indagine (LItalia del lavoro oggi, Campione di 6000 interviste). Ricerca Ires (2006):

21 21 Confronti internazionali sulla produttività Fonte: elaborazioni e stime Ires su dati Ocse. Produttività del lavoro per dipendente (1998=100) Business sector Stesso ragionamento per la produttività: con il 2006 la produttività italiana riprende a crescere, ma sempre meno che nel resto dei principali paesi industrializzati europei ,9 115, ,5 112, ,7 107, ,9 124, ,7 106,1 Francia Germania Italia Spagna Regno Unito

22 22 Differenziali di produttività Fonte: elaborazioni Ires su dati Eurostat. Industria manifatturiera (media ) Italia =100 Italia

23 23 La media impresa in Italia e in Europa Medie imprese ( addetti) dellIndustria manifatturiera Italia=100 (media ) Fonte: elaborazioni Ires su dati Eurostat.

24 24 La produttività nei settori delleconomia italiana Fonte: elaborazioni e stime Ires su dati Istat e DPEF. Valore aggiunto a prezzi base per unità standard di lavoro dipendente* (variazioni percentuali medie annue) La progressiva flessione della produttività, nellIndustria come nei Servizi, evidenzia la debolezza strutturale del sistema economico- produttivo italiano, allinterno di un contesto sempre più tecnologico ed integrato nei mercati internazionali. (*) Quantità a prezzi concatenati, anno di riferimento ,5–1,0+4,5

25 25 La produttività totale dei fattori (TFP) Fonte: elaborazioni IRES su dati ISTAT, La produttività totale dei fattori (2004). La produttività del Lavoro conta una variazione media annua di 1,3 punti dal 1993, rimanendo sempre tendenzialmente al di sopra della produttività del Capitale (–0,3 punti annui): grazie ai servizi resi dal Lavoro si mantiene positiva la stessa tendenza della produttività Totale di tutti i fattori che, però, riflettendo il livello di progresso tecnologico e organizzativo di uneconomia, sconta gli effetti della tendenza negativa degli investimenti e della produzione degli ultimi anni.

26 26 Dovè andata la produttività?! Fonte: elaborazioni Ires su dati Istat (Contabilità nazionale). Tra il 1992 e il 2006, in Italia, su una crescita complessiva di 16,7 punti percentuali, in termini reali, solamente 2,2 p.p. sono andati al lavoro. Lavoro 2,2 punti Imprese 14,5 punti

27 27 Fonte: elaborazioni Ires su dati Istat (Grandi Imprese) e Imprese Campione Mediobanca (Industria in s.s.): profitti per dipendente = redd. operativa+redd. finanziaria ordinaria, al netto delle imposte. Quanto sono cresciuti i profitti? grandi imprese dellIndustria: profitti +89,5% salari +4,8% Grandi imprese dellIndustria Istat: profitti +63,5% Tutte le imprese dellIndustria Istat: profitti +15,5%

28 28 LAccordo… sulla produttività Sgravi del costo del lavoro per incentivare la produttività (di secondo livello) –Tutto il salario di produttività viene reso pensionabile (quindi più conveniente): per un lavoratore con 25 anni di attività, lincremento della rendita pensionistica mensile è di circa euro –Allargare larea della contrattazione decentrata in azienda nei distretti e nei territori (opportunità condivisa) Abolita la contribuzione aggiuntiva sugli straordinari introdotta nel 1995 Riteniamo che lora di straordinario dovrà continuare a costare di più dellora ordinaria e che lo sgravio dovrà andare al lavoratore. Ciò può avvenire recuperando nei CCNL laumento delle maggiorazioni per il lavoro straordinario Detassazione del premio di risultato –Come previsto dal Protocollo verranno stanziati 150 milioni di euro per il 2008 Protocollo su Welfare e Lavoro siglato il 23 luglio 2007

29 29 Per una nuova politica dei redditi Da qui in avanti le retribuzioni devono crescere al passo con linflazione effettiva e con la produttività. Si devono chiudere i CCNL nei tempi giusti e, contemporaneamente, estendere la contrattazione di secondo livello. Un patto sociale. Per redistribuire nei prossimi anni una quota rilevante della produttività al salario. Il resto a innovazione, ricerca, formazione e sicurezza sul lavoro. Un patto fiscale. È necessaria una riduzione della pressione fiscale (grazie anche alla lotta allevasione). Bisogna continuare a concepire il fisco nella sua funzione di sostegno allo sviluppo di politiche inclusive e di cittadinanza, e quindi anche nella sua funzione redistributiva, rafforzando le detrazioni per il lavoro dipendente, oltre che il sostegno al nucleo familiare e ai giovani che studiano e/o lavorano. Controllare limpatto dei prezzi e della tariffe, come delle addizionali. Cosa serve?

30 30 Linversione di tendenza Con il primo e il secondo modulo IRPEF varati dal governo di centro-destra la pressione fiscale veniva allentata soprattutto ai redditi più alti, senza obiettivi di equità e redistribuzione. Con la riforma IRPEF in Finanziaria2007 sono state spostate le risorse destinate al secondo modulo (6 miliardi di euro) e ulteriori 600 milioni per ridurre il peso su oltre il 90% dei contribuenti. Fonte: elaborazione Ires Distribuzione per decili degli incrementi di reddito

31 31 Fonte: elaborazioni Ires su dati della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Lavoro dipendente Guadagno o perdita di reddito disponibile nel 2007 per effetto della riforma IRPEF prevista in Finanziaria, per classi di reddito di una famiglia con un lavoratore dipendente con coniuge e 1 figlio a carico (valori in euro)

32 32 Limpatto delle misure (1) Reddito familiare lordo annuo: euro (Media italiana) (Coppia di lavoratori dipendenti con 2 figli a carico) Riforma IRPEF ,0 Nuovi Assegni Familiari+346,0 Aumento base imponibile (deduzioni/detrazioni) + 0,3% contributi-121,7 Addizionale regionale (mediamente +0,02 punti percentuali)-36,0 Addizionale comunale (mediamente +0,04 punti percentuali)+20,5 Totale (A)-53,2 ICI (-0,12 per mille) (B) +5,4 TARSU (tariffe/mq +0,08 punti percentuali) (B) -6,5 Totale (A + B)-54,3 Fonte: elab. Ires su dati Istat (Indagine su Reddito e condizioni di vita e Indagine cui consumi delle famiglie).

33 33 Limpatto delle misure (2) Reddito familiare lordo annuo: euro (50% delle famiglie) (Lavoratore dipendente con coniuge e 1 figlio a carico) Riforma IRPEF ,0 Nuovi Assegni Familiari+501,0 Aumento base imponibile (deduzioni/detrazioni) + 0,3% contributi-105,1 Addizionale regionale (mediamente +0,02 punti percentuali)-43,0 Addizionale comunale (mediamente +0,04 punti percentuali)+15,6 Totale (A)+148,5 ICI (-0,12 per mille) (B) +5,4 TARSU (tariffe/mq +0,08 punti percentuali) (B) -6,5 Totale (A + B)+147,4 Fonte: elab. Ires su dati Istat (Indagine su Reddito e condizioni di vita e Indagine cui consumi delle famiglie).

34 34 Reddito familiare lordo annuo: euro (punta massima della distribuzione) (Coppia con persona di rif. lavoratore dipendente, con coniuge e 1 figlio a carico) Riforma IRPEF ,7 Nuovi Assegni Familiari+365,0 Aumento base imponibile (deduzioni/detrazioni) + 0,3% contributi-73,1 Addizionale regionale (mediamente +0,02 punti percentuali)-50,0 Addizionale comunale (mediamente +0,04 punti percentuali)+10,0 Totale (A)+320,6 ICI (-0,12 per mille) (C) +5,4 TARSU (tariffe/mq +0,08 punti percentuali) (C) -6,5 Totale (A + B)+319,5 Limpatto delle misure (3) Fonte: elab. Ires su dati Istat (Indagine su Reddito e condizioni di vita e Indagine cui consumi delle famiglie).

35 35 I vantaggi e le cose da migliorare A seguito della modifica delle aliquote e delle detrazioni vengono favoriti i redditi sotto i 40mila euro Sono agevolate le famiglie con più figli a carico Dove intervenire… Sui redditi da lavoro inferiori ad un anno poiché perdono parte della detrazione che va rapportata per intero al periodo di lavoro Sulle addizionali che hanno visto nel cambio delle deduzioni familiari in detrazioni un aumento della base imponibile Sui redditi degli incapienti ancora trascurati Fonte: elaborazione Ires su dati MEF.

36 36 La Finanziaria 2008 Alcune novità: 1.Casa: riduzione dell1,33 per mille della base imponibile ICI sulla abitazione principale fino ad un massimo di 200 euro da sommare ai 103,29 euro già in vigore. I proprietari non devono superare i 50mila euro di reddito personale. Per gli affittuari lo sconto fiscale varia in base al reddito (fino a ) ed è compreso tra i 300 e i 150 euro. Per i giovani con reddito fino a euro il bonus è elevato a 991,6 euro. 2.I redditi incapienti potranno usufruire per lanno 2007 di un bonus fiscale pari a 150 euro netti da estendere ad ogni familiare fiscalmente a carico del contribuente incapiente.

37 37 Torino Milano Venezia Bologna Firenze Roma Napoli Bari Cagliari Fonte: elaborazione Ires su dati dei siti istituzionali dei Comuni dItalia Media annua del gettito pro–capite* (valori in euro) ICI a confronto… nel 2008 In città come Roma, Firenze o Bologna limposta si dimezza (200 euro in meno). A Bologna come a Milano scende di oltre 150 euro. In altre città mediamente addirittura si annulla. (*) 80 mq in zona semi periferica.

38 38 La tassazione dei redditi In UE27, attualmente, la tassazione media effettiva (ponderata) dei redditi da lavoro dipendente è pari a 16,8%. La tassazione delle rendite è pari al 15,8%, mentre quella dei redditi dimpresa è pari a 24,4%. Sebbene la tassazione dei redditi dimpresa in Italia si attesti mediamente intorno al 19,4%, se osservassimo solo le imprese Mediobanca, dal 1999, registreremmo una tassazione media effettiva intorno al 45%, poiché il prelievo si basa sui profitti (dichiarati): quindi, il 19,4 è il risultato di una media tra le imprese che realizzano utili e imprese che vanno in perdita. 19,6 19,4 14,9 Lavoro Impresa Rendite Fonte: elaborazione Ires su dati Eurostat.

39 39 Le rendite finanziarie Depositi e c/c bancari e postali. Obbligazioni private con scadenza inferiore ai 18 mesi. Titoli di Stato, Buoni postali Obbligazioni con scadenza superiore ai 18 mesi. Dividendi e Plusvalenze In Europa (EU 25) il livello di tassazione non è inferiore al 15% - 20%. La scelta in Italia di una sola aliquota intermedia ridurrebbe la distanza tra prelievo finanziario e da lavoro dipendente (23% - 43%). Il recupero in termini percentuali potrebbe aiutare la busta paga dei lavoratori, ad esempio, con la tassazione del premio di risultato alla medesima aliquota delle rendite finanziarie. 12,5% 27% 20% 23% - 43% Premi di risultato Fonte: elaborazione Ires Oggi Domani Oggi

40 40 Levasione fiscale Levasione in Italia è il quasi il doppio di quella di Paesi come la Francia, la Germania e il Regno Unito Mentre è quasi quattro volte quella presente in Austria, Irlanda e Olanda Il sommerso dellItalia è superiore del 60% alla media dei Paesi dellOcse tanto che il nostro Paese raggiunge circa il 27% del valore aggiunto delleconomia sommersa In Italia ci sono circa 3,4 milioni di lavoratori e lavoratrici irregolari su cui le imprese non pagano tasse e contributi. Di questi circa 800 mila fanno un doppio lavoro come evidente in nero Si evade anche con il doppio lavoro In Italia al fisco viene nascosto circa il 17 – 18% del Pil reale : 230 – 245 miliardi Fonte: elaborazione Ires su dati MEF.

41 41 Chi evade di più (?) Si evade il 21% della base imponibile Irap e il 33% base imponibile Iva (dichiarazioni dei redditi 2004) Si evade tanto al Nord quanto al Sud Si evade di più nel settore dei servizi Si evade di più nelle piccole e medie imprese (quasi il 40% della base imponibile Irap) Con levasione si perdono in mancate entrate circa 7 punti percentuali di Pil. Fonte: elaborazione Ires su dati MEF.

42 42 Gli obiettivi prioritari: Levasione fiscale costituisce un problema rilevante: riduce il gettito fiscale generando problemi nel bilancio dello Stato e indirizzando il prelievo sulle basi imponibili che è meno agevole sottrarre alla tassazione (ad esempio il lavoro dipendente); tende a produrre disparità di trattamento tra soggetti con uguale capacità contributiva; introduce distorsioni tra gli operatori economici alterando le condizioni di concorrenza sui mercati. Serve, pertanto, una seria politica di contrasto allevasione (già avviata dal Governo Prodi) mediante un patto fiscale in cui tutti i soggetti, a partire dai sindacati e dalle imprese, si considerino impegnati È necessario che tutti paghino le tasse per una redistribuzione equa delle risorse ed una riduzione della pressione fiscale in particolare sul lavoro dipendente Le tasse sono uno strumento necessario per la qualificazione, la modernizzazione e la costruzione di uno Stato sociale (servizi, infrastrutture, sanità, assistenza) in grado di fornire risposte adeguate ai bisogni della collettività Il Patto fiscale

43 43 Il Patto fiscale Per realizzare questi obiettivi bisogna investire 1 punto di Pil circa 13 – 14 miliardi. Lincremento delle entrate attraverso il contrasto allevasione fiscale è uno strumento indispensabile alla produzione delle risorse necessarie per la realizzazione degli obiettivi. In particolare la riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente e sulle pensioni come richiamato nella Piattaforma unitaria di Cgil – Cisl – Uil del 24 novembre Pagare tutti le tasse per far pagare di meno il lavoro dipendente ed i soggetti più deboli Fonte: elaborazione Ires

44 44 La Piattaforma fiscale (Cgil – Cisl – Uil) Riduzione delle tasse sul lavoro: Aumento delle detrazioni da lavoro dipendente e da pensione Rimodulazione delle aliquote fiscali Dote fiscale Eliminazione dellaggravio di tassazione TFR Riduzione delle imposte sulla previdenza complementare Ridurre le tasse sugli aumenti contrattuali Attuazione del federalismo fiscale Politiche fiscali per la casa Tariffe e prezzi

45 45 Direttivi unitari Cgil, Cisl e Uil Le condizioni concrete di lavoro (ritmi, turni, orari, organizzazione del lavoro, precarietà, etc.) devono tornare al centro dellattenzione e dellimpegno dellintero Paese, a partire dalle responsabilità concrete del mondo delle imprese. I direttivi denunciano il ritardo dellesecutivo nellavviare il confronto con le parti sociali sui temi della crescita e della redistribuzione attraverso lalleggerimento del carico fiscale su dipendenti e pensionati, un efficace intervento calmieratore sui prezzi e le tariffe, una crescita della produttività e dei salari ad essa collegati, una rivalutazione delle pensioni attraverso lattivazione del tavolo previsto dal protocollo del 23 luglio È urgente una prima e immediata risposta. Altri obiettivi da realizzare gradualmente sulla base delle risorse misurate di volta in volta, negli anni successivi. Sulla base dei recenti risvolti politici, occorrerebbe tradurre la giornata di lotta e di mobilitazione generale prevista per il 15 febbraio in una giornata dinformazione e orientamento dei lavoratori sulle proposte che il Sindacato ha redatto nella Piattaforma.


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