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Impariamo a conoscerla Volontario PREVENZIONE Rispetto Cultura PREVISIONE SOCCORSO Informazione Formazione Organizzazione Gestione Pianificazione Insieme.

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1 Impariamo a conoscerla Volontario PREVENZIONE Rispetto Cultura PREVISIONE SOCCORSO Informazione Formazione Organizzazione Gestione Pianificazione Insieme di forze Solidarietà Protezione Civile Tutela dellambiente Superamento emergenza A cura del volontario Marcello Santopietro Funzionario Vigilanza Ispettiva – I.N.A.I.L. - Caserta

2 Presidenza del Consiglio dei Ministri Con protezione civile si intende il complesso di attività messe in campo dal paese per tutelare lintegrità della vita, i beni, gli insediamenti e lambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi. Con la legge 24 febbraio 1992, n.225 lItalia ha organizzato la protezione civile come Servizio nazionale composto, come dice il primo articolo della legge, dalle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, dalle regioni, dalle province, dai comuni, dagli enti pubblici nazionali e territoriali e da ogni altra istituzione ed organizzazione pubblica e privata presente sul Territorio nazionale. Al coordinamento del Servizio nazionale e alla promozione delle attività di Protezione civile, provvede il Presidente del Consiglio dei Ministri attraverso il Dipartimento della protezione civile. Dipartimento della Protezione Civile <<< >>

3 La Protezione Civile <<< >><< Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della protezione civile Sottosegretario alla Protezione Civile Servizio Ispettivo Capo dipartimento Servizio coordinamento attività di Previsione e Prevenzione Servizio Emergenze Servizio opere pubbliche demergenza Servizio Affari Generali Documentazione e Volontariato Servizio Organizzazione Affari Amm.vi e Finanziari

4 principio di sussidiarietà Il sistema che si è costruito è basato sul principio di sussidiarietà. Il primo responsabile della protezione civile in ogni Comune è il Sindaco, che organizza le risorse comunali secondo piani prestabiliti per fronteggiare i rischi specifici del suo territorio. Quando si verifica un evento calamitoso, il Servizio nazionale della protezione civile è in grado, in tempi brevissimi, di definire la portata dellevento e valutare se le risorse locali siano sufficienti a farvi fronte. In caso di necessità sarà assicurato il supporto delle Province, delle Regioni ed il concorso delle amministrazioni periferiche dello Stato, coordinate dai Prefetti e, nelle situazioni più gravi, a livello nazionale, sarà attuata lintegrazione delle forze disponibili in loco con gli altri uomini e mezzi, necessari a far fronte con efficacia alle esigenze. <<< >><< La protezione civile è gestione ordinaria di: specifiche procedure, piani, risorse umane e strumentali, rischi.

5 funzionamento del sistema Per il funzionamento del sistema è importante che le autorit à, locali, regionali o nazionali, in relazione alla gravit à dell evento e nell ambito delle proprie competenze, assumano la direzione delle operazioni: è infatti evidente che una situazione di emergenza richiede in primo luogo che sia chiaro chi decide, chi sceglie, chi si assume la responsabilit à degli interventi da mettere in atto. Nei casi di emergenza nazionale questo ruolo compete al Dipartimento della protezione civile, mentre la responsabilit à politica è assunta direttamente dal Presidente del Consiglio dei Ministri. <<< >><< Il Volontario di protezione civile può essere associato o comunale. Le associazioni, sono organizzazioni di diritto privato, i gruppi comunali sono costituiti con delibera del Consiglio Comunale, e in quanto tali soggetti a un regime pubblicistico, con responsabilità in capo al Sindaco.

6 Le emergenze elaborati a livello nazionale e locale; il continuo aggiornamento delle procedure di emergenza; lo scambio regolare di informazioni tra tutti i livelli del sistema; le attività di formazione del personale e le esercitazioni di tutte le componenti che intervengono nella protezione civile; il potenzia- mento dei mezzi tecnici a disposizione. Grazie a questo lavoro sistematico e allaccresciuta corrispondenza delle strutture presenti a livello regionale, negli ultimi anni sono stati conseguiti soddisfacenti risultati nei tempi e nei modi di risposta dei soccorsi. Sono decisamente migliorate la definizione delle azioni necessarie e la Capacità di operare per ridurre i danni ed avviare tempestivamente le attività per il ripristino di normali condizioni di vita nelle zone disastrate. È fondamentale che la protezione civile sia una macchina di intervento in emergenza bene organizzata, in grado di ridurre al minimo il tempo che intercorre tra un evento calamitoso e i primi soccorsi e interventi. A questo obiettivo sono dedicati il lavoro di definizione dei piani di emergenza, <<< >><<

7 Servizio Nazionale di Protezione Civile Previsione - Saper prevedere significa conoscere le cause dei fenomeni calamitosi, identificarne i pericoli e individuare le zone del territorio maggiormente soggette ai rischi stessi Prevenzione - Prevenire significa attivarsi per evitare o ridurre al minimo la possibilità che, a causa dei fenomeni calamitosi, si verifichino danni. Si tratta di realizzare sistemi difensivi ed imporre vincoli o limitazioni all'uso del territorio con i Piani Regolatori. Soccorso - Cioè attuazione degli interventi diretti ad assicurare alle popolazioni colpite ogni forma di prima assistenza SCOPI - Sono attività di protezione civile quelle volte alla previsione e alla prevenzione dei rischi, al soccorso delle popolazioni sinistrate e ogni altra attività necessaria ed indifferibile diretta a superare l'emergenza connessa agli eventi dellart.2 legge n <<< >><<

8 Terremoti - Il territorio italiano si estende su più placche tettoniche, il cui movimento reciproco genera periodicamente dei terremoti. Alluvioni, frane, smottamenti, erosione delle coste - Il rischio idrogeologico rappresenta per lItalia un pericolo secondo solo a quello sismico, in termini di perdita di vite umane e di danni arrecati alle strutture. Incendi boschivi - Il patrimonio forestale italiano, tra i più importanti dEuropa per ampiezza e varietà di specie, costituisce unimmensa ricchezza per lambiente e leconomia, per lequilibrio del territorio, per la conservazione della biodiversità e del paesaggio. Tuttavia ogni anno vengono bruciati migliaia di ettari di bosco da incendi molto spesso dovuti a cause dolose, legate alla speculazione edilizia o allincuria e alla disattenzione delluomo. Attività industriali - LItalia è cresciuta tanto, negli ultimi cinquantanni, da diventare, da paese essenzialmente agricolo, uno dei paesi più industrializzati del pianeta, non senza pagare il prezzo di un aumento dei possibili pericoli. Le attività industriali, infatti, possono dar luogo ad inquinamenti fisici e chimici Le tipologie di rischio presenti in Italia <<< >><<

9 Le tipologie di rischio presenti in Italia Vulcani - Si trova nel Mezzogiorno dItalia la maggiore concentrazione di vulcani attivi dellintera Europa: il Vesuvio, lEtna, le isole di Stromboli e Vulcano, i Campi Flegrei. I vulcani sono stati protagonisti, in passato, di disastrose eruzioni, che hanno cancellato intere citt à e causato migliaia di vittime: basti ricordare l eruzione del Vesuvio del 79 d. C. che distrusse Pompei. Oggi, grazie allo studio e al monitoraggio continuo di alcuni fenomeni precursori, è in molti casi possibile prevedere un eruzione con un certo anticipo e attuare cos ì importanti misure preventive. >><< <<< Livelli di allerta Base Attenzione Preallarme Allarme STATO DEL VULCANO Nessuna variazione significativa di parametri controllati Variazione significativa di parametri controllati Ulteriore variazione di parametri controllati Comparsa di fenomeni e/o andamento di parametri controllati che indicano una dinamica preeruttiva

10 Compiti dei vari enti <<< >><<

11 Strutture operative Croce Rossa Italiana Istituto Nazionale Ricerca Servizi Tecnici Nazionali Esercito Italiano Gruppi Ricerca Scientifica Volontariato Corpo Nazionale VV.F. Servizio Sanitario Nazionale Corpo Forestale Stato Corpo Nazionale Soccorso Alpino Guardia Finanza Arma dei Carabinieri Polizia di Stato Marina Militare Aeronautica Militare Protezione Civile <<< >><<

12 Protezione Civile - schema di attivazione Dipartimento Presidente Provincia Presidente Regione Sindaco Sinistro Prefetto Strutture operative <<< >><<

13 Lorganizzazione Protezione Civile Livello Nazionale GovernoMinisteri Enti Pubblici di interesse Livello Regionale Comitato Regionale Regione Sanità, Trasporti. Assistenza, Foreste,Ecologia Lavori pubblici Ass.ni Impr.ri Volontari Sindacati Livello Provinciale Provincia Assessorati Camera Commercio Sindacati Livello Comunale Sindaco Autorità responsabile emergenza, gestore dei soccorsi in accordo col Prefetto (se richiesto) Comune Sanità Edilizia Assistenza Volontari Imprese locali STATO Amministrazione Locale Popolazione Prefetto può mobilitare Vigili del Fuoco Forze Armate <<< >><<

14 CENTRO COORDINAMENTO SOCCORSI Compiti del C.C.S. coordinamento di tutta l'attività svolta dai Centri Operativi Misti (C.O.M.), se attivati, o dalle Autorità ed Organismi operanti nel territorio colpito da calamità raccolta ed elaborazione dati ed informazioni relative all'evolversi della situazione nelle zone colpite ricezione richieste di soccorso avanzate dai Centri Operativi Misti di settore, se attivati, o dalle Autorità ed organizzazioni operanti, e successivo inoltro, per l'adozione dei competenti interventi, ai Centri Direzionali degli Enti e Corpi impiegati nelle operazioni di soccorso collegamento costante con le Sale Operative del Ministero dell'Interno e del Dipartimento della Protezione Civile organizzazione eventuale esodo della popolazione residente nelle zone colpite e successivo rientro nelle località di residenza organizzazione dei trasporti per eventuali collegamenti pendolari tra le zone colpite dall'evento calamitoso ogni altra incombenza affidata dal Prefetto per fronteggiare la situazione di emergenza <<< >><<

15 Composizione del C.C.S. Fanno parte del C.C.S., oltre al Prefetto o al funzionario dallo stesso delegato, che lo presiede, i titolari o i rappresentanti, con poteri decisionali, dei seguenti Uffici ed Enti: - Questura - Comando Provinciale Arma Carabinieri - Comando Legione Guardia di Finanza - Comando Provinciale Corpo Forestale dello Stato - Sezione Polizia Stradale - Zona Telecomunicazioni Polizia di Stato - Comando Provinciale Vigili del Fuoco - Comando Brigata Alpina Taurinense - Servizio Regionale Protezione Civile - Servizio Provinciale Protezione Civile - Servizio Protezione Civile Comune Torino - Comitato Provinciale Croce Rossa Italiana A seconda delle specifiche situazioni di emergenza, il C.C.S. viene integrato con i titolari o i rappresentanti degli altri Enti ed Uffici competenti in via ordinaria o chiamati al concorso. <<< >><<

16 La logica della Protezione Civile Di cosa cè bisogno nelle emergenze della catastrofe? Dipende dal tipo di catastrofe e delle caratteristiche della zona colpita. Necessita tutto, anche se non è prevedibile occorre poter reperire tutto velocemente Necessita un elenco delle risorse umane e strumentali utili allemergenza RischiRisorseProcedure Elencazioni mappe Individuazione e Banca dati Responsabilità e compiti CODIFICAPIANI DEMERGENZA >> <<< <<

17 PIANO Mercurio CODIFICA PIANO MERCURIO Di cosa cè bisogno nelle emergenze della catastrofe? Dipende dal tipo di catastrofe e delle caratteristiche della zona colpita. Necessita un elenco delle risorse umane e strumentali utili allemergenza Necessita tutto, anche se non è prevedibile occorre poter reperire tutto velocemente NAZIONALEPROVINCIALE COMUNALE <<<

18 PIANI DEMERGENZA METODO AUGUSTUS PIANI DINTERVENTO NECESSITA sapere esattamente come si muoveranno le risorse umane, senza lasciare spazio a singole decisioni: esiste ununica DIREZIONE delle operazioni gestione delle risorse <<< >>

19 IL METODO AUGUSTUS Parte C - Modello di intervento del Piano: consiste nellassegnazione delle responsabilità nei vari livelli di comando e controllo per la gestione delle emergenze, nella realizzazione del costante scambio di informazioni nel sistema centrale e periferico di protezione civile, nellutilizzazione delle risorse in maniera razionale. Rappresenta il coordinamento di tutti i centri operativi dislocati sul territorio. Parte B - Lineamenti della pianificazione del Piano: individuano gli obiettivi da conseguire per dare una adeguata risposta di protezione civile ad una qualsiasi situazione di emergenza e le competenze dei soggetti che vi partecipano. Parte A - Parte generale del Piano: è la raccolta di tutte le informazioni relative alla conoscenza del territorio e ai rischi che incombono su di esso, alle reti di monitoraggio presenti, alla elaborazione degli scenari. >><< <<<

20 Il Metodo "Augustus" Il Metodo "Augustus", elaborato dal Dipartimento della Protezione Civile e il Ministero dell'Interno, rappresenta uno strumento di riferimento ed una guida metodologica per la pianificazione di emergenza a tutte le scale. Il gruppo di lavoro incaricato di elaborare le linee guida "Augustus" ha prodotto un lavoro che rappresenta una sintesi coordinata degli indirizzi per la pianificazione di emergenza, raccolti in un unico documento operativo. Il metodo "Augustus" abbatte il vecchio approccio dei piani di emergenza basati sulla concezione burocratica del censimento di mezzi utili agli interventi di protezione civile e introduce il concetto di disponibilità delle risorse; per realizzare questo obiettivo il metodo prevede che nei piani di emergenza siano introdotte le "funzioni di supporto" con i relativi responsabili. Il metodo individua 14 funzioni per le Prefetture (Pianificazione Provinciale Emergenza C.C.S. – C.O.M.) 9 per i Comuni (Pianificazione Comunale Emergenza – C.O.C.) Ciascuna funzione di supporto deve essere affidata ad un responsabile che individui e renda disponibili le risorse adeguate e che già in tempo di pace lavori per mantenere aggiornato il Piano di Emergenza. <<< >><<

21 Funzioni di supporto del C.C.S. Il C.C.S. individua al proprio interno i coordinatori di riferimento per assolvere alle seguenti funzioni di supporto, individuate nel Piano Provinciale di Protezione Civile: 1. Tecnico Scientifico 2. Sanità - Assistenza Sociale 3. Mass Media e Informazione 4. Volontariato 5. Materiali, Mezzi e Trasporti 6. Circolazione e Viabilità 7. Telecomunicazioni 8. Servizi Essenziali 9. Censimento danni, persone e cose 10. Soccorso Tecnico 11. Enti Locali 12. Materiali pericolosi 13. Logistica Evacuati 14. Coordinamento Centri Operativi Eventuale protocollo di intesa tra l'Ufficio Territoriale del Governo e la Provincia <<< >><<

22 C.O.C. - CENTRI OPERATIVI COMUNALI Il Sindaco, in qualità di Autorità comunale di protezione civile, al verificarsi dell'emergenza, nell'ambito del proprio territorio comunale, si avvale del Centro Operativo Comunale, C.O.C., per la direzione ed il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione colpita. Il C.O.C. è presieduto dal Sindaco ed è composto dai responsabili delle funzioni di supporto finalizzate ad organizzare e svolgere le attività necessarie ad affrontare le criticità che si manifestano nel corso dell'evento calamitoso. Il C.O.C. dovrà essere ubicato in un edificio non vulnerabile ed in un'area di facile accesso. La struttura del C.O.C. si configura, generalmente, secondo nove funzioni di supporto: 1.Tecnico Scientifico - Pianificazione 2.Sanità, Assistenza Sociale e Veterinaria 3.Volontariato 4.Materiali e mezzi 5.Servizi essenziali e attività scolastica 6.Censimento danni a persone e cose 7.Strutture operative locali 8.Telecomunicazioni 9.Assistenza alla popolazione Ogni singola funzione avrà un proprio responsabile che in "tempo di pace" aggiornerà i dati relativi alla propria funzione e, in caso di emergenza, nell'ambito del territorio comunale, affiancherà il Sindaco nelle operazioni di soccorso. <<< <<

23 C.C.S. - Eventuale protocollo di intesa tra l'Ufficio Territoriale del Governo e la Provincia può prevedere che, in seno al Centro Coordinamento Soccorsi, la Provincia assicuri il coordinamento di tre funzioni di supporto, precisamente quelle previste nel Metodo Augustus ai punti: 4. Volontariato 6. Circolazione e Viabilità 11. Enti Locali La Provincia inoltre, nellambito del C.C.S.: partecipa alle altre funzioni in cui sono coinvolte competenze proprie di Ente assicura, mediante proprio personale tecnico, il funzionamento della postazione informatica di lavoro presso la Sala Operativa dell'Ufficio Territoriale del Governo, nonchè la funzionalità degli applicativi in essa operanti può richiedere, per il coordinamento di eventi emergenziali di limitata estensione territoriale, ma coinvolgenti più Comuni, ovvero di particolare gravità, l'attivazione di Centri Operativi prossimi ai luoghi colpiti dagli eventi <<<

24 Lorganizzazione – sul territorio La legge n delega due Responsabili per gli interventi di Protezione Civile sul Territorio a livello Comunale a livello Provinciale il SINDACOSINDACO il PREFETTOPREFETTO per casi particolari può essere nominato un COMMISSARIO con poteri straordinari da definire di volta in volta <<< <<

25 Competenze del Prefetto Il Prefetto, al verificarsi di una calamità, sulla base del programma provinciale di previsione prevenzione, predispone il piano per fronteggiare lemergenza su tutto il territorio della provincia e ne cura lattuazione la direzione unitaria dei servizi di emergenza da attuare a livello provinciale, coordinandoli con gli interventi dei Sindaci dei comuni interessati il Dipartimento della Protezione Civile, il Presidente della Giunta regionale la Direzione della Protezione Civile e dei Servizi antincendi del Ministero dellInterno assume informa adotta Tutti i provvedimenti necessari ad assicurare i primi soccorsi vigila Sullattuazione, da parte delle strutture provinciali di Protezione civile, dei servizi urgenti, anche di natura tecnica >> <<<

26 Prefettura - organizzazione tipo PREFETTO Organismi permanenti Organismi operativi dellemergenza Comitato Prov.le di Protezione Civile Ufficio Prov.le di Protezione Civile Unità assistenziale di emergenza – U.A.E Componenti Pubbliche e Private di Protezione Civile Organismi di Coordinamento dellemergenza Centro di Coord.to dellemergenza C.C.S Centro operativo Misto - C.O.M. Risorse >> <<< <<

27 Dipartimento di Protezione Civile - attivazione PREFETTO PRESIDENTE Regione PRESIDENTE Provincia SINDACO Dipartimento Protezione Civile Sinistro Risorse Strutture operative >> <<< <<

28 Prefettura – attivazione struttura PREFETTO SINDACO Sinistro C.O.M. C.C.S. da altri C.O.M. ENTI U.A.E. Risorse Comitato Loc. di P.C. << <<<

29 Competenze del Sindaco Il Sindaco è autorità comunale di Protezione Civile. Al verificarsi dellemergenza nellambito del territorio comunale, il Sindaco cura lattuazione del PIANO DI EMERGENZA Comunale di protezione civile ed assume il coordinamento dei Servizi di soccorso ed assistenza alle popolazioni colpite e provvede agli interventi necessari dandone immediata comunicazione al Prefetto al Presidente della Giunta Regionale <<< >>

30 COMUNE - organizzazione tipo <<< >><< SINDACO Ufficio Comunale di Protezione Civile Servizio Tecnico Servizio Viabilità Servizio Sanità Servizio Ordine Pubblico Polizia Municipale Presidio Ospedaliero ASL Carabinieri Polizia di Stato FF.SS Consorzio acqua Gas - Enel Telefoni Gruppo Volontari

31 Ruolo del Comune Risorse - organizzazione La normativa vigente assegna al COMUNE un ruolo da protagonista in tutte le attività di protezione civile Superamento dellEmergenza Previsione Prevenzione Soccorso soprattutto nella gestione dellemergenza. Il Sindaco, che è autorità comunale di protezione civile, al verificarsi di una situazione demergenza, acquisite le opportune e dettagliate informazioni sullevento, assume la direzione dei servizi di soccorso e assistenza alle popolazioni colpite e provvede alladozione dei necessari provvedimenti. L art. 38 – L art. 15 – D.Lgs art.108 – L art. 12 – D.lgs art.22 <<< >><<

32 Ruolo del Comune Risorse - organizzazione Qualora levento calamitoso non possa essere affrontato con le risorse a disposizione del comune, Il SINDACO richiede linterevento di altre risorse umane e mezzi al PREFETTO, che adotta i provvedimenti coordinandoli con quelli del Sindaco stesso. Contemporaneamente, il Sindaco informa il Presidente della Regione o lAssessore delegato alla Protezione Civile. Il SINDACO quindi, in emergenza è il RESPONSABILE, in accordo con il PREFETTO, della gestione dei soccorsi sul territorio comunale, nonché del coordinamento dellimpiego di TUTTE LE RISORSE DISPONIBILI. <<< >><<

33 Ruolo del Comune Risorse - organizzazione Per il corretto espletamento delle competenze ad esso affidate, ogni comune ha il DIRITTO – DOVERE di dotarsi di una struttura di PROTEZIONE CIVILE. E possibile altresì costituire strutture intercomunali, per una gestione associata dei relativi servizi, soprattutto per le esigenze dei piccoli comuni. E importante che un comune abbia sul proprio territorio una struttura di protezione civile preparata alle reali esigenze derivanti dai rischi presenti sul territorio ed evidenziati nel PIANO dEMERGENZA comunale di protezione civile. VOLONTARIO <<< <<

34 VOLONTARIO fanno parte delle strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile. Nello stesso tempo, però, non possono e non devono sostituire le istituzioni. L'art.11 della legge 225/92 sancisce che le organizzazioni di volontariato Nella protezione civile le associazioni di volontariato sono strutturate per settori che operano in continuità nel loro campo specifico di attività, ma strutturano anche appositi gruppi di intervento altamente specializzati ed operativi, posti al servizio di chi gestirà l'intervento globale. Le associazioni di volontariato di protezione civile quelle associazioni liberamente costituite da volontari con fini solidaristici e senza scopo di lucro, anche indiretto, e che svolgono o promuovono attività di previsione e prevenzione e soccorso in occasione di calamità naturali o indotte, nonché attività di formazione alla coscienza di protezione civile. <<< >>

35 Per diventare volontario il singolo cittadino, nel rispetto dei già citati principi, dovrà aderire ad un'associazione di volontariato che svolga attività nelle quattro fasi che contraddistinguono il sistema della protezione civile in Italia : Le associazioni di volontariato devono possedere i requisiti di moralità, affidabilità, capacità operative e una struttura organizzativa ed autosufficiente in modo da poter dare, nel momento dell'emergenza, un valido supporto alle istituzioni, gli aderenti non devono avere procedimenti penali pregressi o in corso, si chiede di svolgere la propria attività di competenza specializzandosi in uno o più settori che sono numerosi e diversificati tra loro. Il cittadino che vuole dedicarsi al volontariato di protezione civile dovrà individuare, sul territorio, nazionale associazioni di volontariato che svolga attività in uno dei settori in cui detto cittadino ha già preparazione o intenda acquisirla. Gli enti da contattare sono nell'ordine : Prefettura, Regione, Dipartimento della protezione civile previsione, prevenzione e soccorso e superamento dell'emergenza. <<< >><<

36 Per diventare volontario La prima autorità di protezione civile è il Sindaco e che, quindi, in primo luogo ci si deve rivolgere al Comune di appartenenza anche perché molti Comuni hanno già costituito efficienti gruppi comunali di volontariato di protezione civile. Ai volontari, limitatamente al periodo di impiego autorizzato, vengono garantiti il mantenimento del posto di lavoro e del relativo trattamento economico e previdenziale, la copertura assicurativa e il rimborso delle spese sostenute nell'attività di protezione civile. Secondo la normativa vigente il Ministro per il coordinamento della protezione civile (oggi Sottosegretario) o per sua delega, il Prefetto territorialmente competente può disporre l'impiego delle associazioni di volontariato in attività di previsione, prevenzione soccorso e superamento dell'emergenza (ex art.11 della legge 24 luglio 1984 n. 363 recepito nell'art.18 della legge 24 febbraio 1992 n. 225 istitutiva del Servizio nazionale della protezione civile ). Al verificarsi di una emergenza il Dipartimento della protezione civile (retto dal Sottosegretario alla protezione civile) o la Prefettura possono allertare i responsabili delle associazioni di volontariato riconosciute al fine di autorizzare l'intervento dei rispettivi volontari tecnicamente qualificati a supporto delle forze istituzionali. <<< >><<

37 le quattro fasi della protezione civile Superamento dell'emergenza volta ad attuare tutte quelle iniziative che ostacolano la ripresa. Formazione della coscienza civile intesa principalmente come educazione alla protezione civile rivolta soprattutto alle popolazioni delle zone a rischio, ai giovani ed agli studenti della scuola dell'obbligo; Previsione intesa come studio delle cause dei fenomeni calamitosi, della identificazione dei rischi e della individuazione delle zone soggette a rischio; Prevenzione volta da evitare o ridurre al minimo la possibilità che si verifichino danni conseguenti ad eventi calamitosi ed a promuovere e curare l'educazione della popolazione all'autoprotezione; Soccorso svolto in numerosi settori tra i quali il sanitario, l'assistenziale ed il tecnico (radioamatori, sommozzatori, squadre antincendio boschivi, unità cinofile di soccorso, speleologi, paracadutisti ecc.) <<< >><<

38 Domanda: iscrizione/informazioni >><< <<< Al sig. SINDACO - Dirigente Ufficio di Protezione Civile Oggetto: Richiesta informazioni attività Gruppo Municipale di Protezione Civile..l.. sottoscritt.. nat.. a …………………………..residente a ………………...via ……………….. CHIEDE di essere contattat.. per ricevere informazioni dettagliate sullattività del Gruppo Municipale di Volontari di Protezione Civile. Di essere interessat.. alleventuale iscrizione. Di essere interessat.. solo a ricevere informazioni sulle attività di Protezione Civile Firma …………………………. Recapito telefonico n. ………….

39 Benvenuto nella Associazione Nazionale della Protezione Civile <<< <<


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