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Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia 4. Sessualità e disabilità

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Presentazione sul tema: "Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia 4. Sessualità e disabilità"— Transcript della presentazione:

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2 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia 4. Sessualità e disabilità in unottica biopsicosociale

3 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia 2 Teorie della persona visioni della sessualità Diverse concezioni teoriche dello sviluppo e della persona umana influenzano e diversamente orientano il perseguimento dellottimizzazione dello sviluppo sessuale umano. Diverse concezioni teoriche dello sviluppo e della persona umana influenzano e diversamente orientano il perseguimento dellottimizzazione dello sviluppo sessuale umano. – Queste teorie divengono modelli che costituiscono quellorizzonte comunicativo in cui un bimbo è generato e riconosciuto nella relazione intersoggettiva ed interlocutiva madre-figlio (Olivetti Belardinelli, M., & Federici, S LIdentità Sessuale Profonda come sistema di adattamento).

4 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia 3 Modelli di disabilità e costruzione dellidentità personale e sociale I modelli di disabilità quali, rappresentazioni categoriali entro cui i rapporti sociali sono compresi, costruiti, dati, offrono a ciascuno la possibilità di costruire la propria e altrui identità, in quel sistema complesso di attributi che ci definisce. I modelli di disabilità quali, rappresentazioni categoriali entro cui i rapporti sociali sono compresi, costruiti, dati, offrono a ciascuno la possibilità di costruire la propria e altrui identità, in quel sistema complesso di attributi che ci definisce. – «È la società a stabilire quali strumenti debbano essere usati per dividere le persone in categorie e quale complesso di attributi debbano essere considerati ordinari e naturali nel definire lappartenenza a una di quelle categorie» (Goffman, E Stigma, p. 2).

5 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia Modello medico e modello sociale secondo lICF «Sono stati proposti diversi modelli concettuali per capire e spiegare le disabilità e il funzionamento, che possono essere espressi nei termini di una dialettica tra modello medico e modello sociale» (ICF, 5.2). «Sono stati proposti diversi modelli concettuali per capire e spiegare le disabilità e il funzionamento, che possono essere espressi nei termini di una dialettica tra modello medico e modello sociale» (ICF, 5.2). 4

6 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia 5 Il modello medico di disabilità Questo modello definisce la disabilità come un impedimento biologico permanente e considera gli individui con disabilità come meno abili rispetto a quelli che sono guariti da una malattia o che sono non- disabili. Questo modello definisce la disabilità come un impedimento biologico permanente e considera gli individui con disabilità come meno abili rispetto a quelli che sono guariti da una malattia o che sono non- disabili. – Come in una forma di biologico determinismo, la disabilità è centrata su una tragedia fisica, comportamentale, psicologica, cognitiva e sensoriale. – Così, il tipo di supporto al problema viene offerto al disabile nella sua individualità.

7 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia 6 Il modello medico e la sessualità Il modello medico di disabilità trascura la sessualità dei disabili considerandola come un non problema. Il modello medico di disabilità trascura la sessualità dei disabili considerandola come un non problema. Il modello medico, infatti, trascura ciò che non è riparabile o modificabile, quindi, tende a trascurare anche la sfera della sessualità di un individuo con disabilità: Il modello medico, infatti, trascura ciò che non è riparabile o modificabile, quindi, tende a trascurare anche la sfera della sessualità di un individuo con disabilità: – sia nei casi in cui non è oggetto dinteresse medico, perché lindividuo disabile non è portatore di alcuna patologia o disfunzione fisiologica (e qui mi riferisco a tutti i disabili sensoriali, alla gran parte dei disabili mentali e ad alcune categorie di disabilità fisica), – sia nel caso in cui risulta irreparabile, immodificabile nella sua patologia (e qui mi riferisco agli individui mielolesi).

8 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia 7 A colloquio con disabili mentali del Centro Socio Terapeutico di Sant'Antonino di Susa Così come emerge da una mia ricerca su disabilità e sessualità in Italia (Sessualità alterabili, 2002), il disabile mentale è tuttaltro che un puro dalla sessualità sommersa, su cui uneducazione sessuale agirebbe inscrivendo sulla tabula rasa di una coscienza incontaminata bisogni perversi ed illeciti. Così come emerge da una mia ricerca su disabilità e sessualità in Italia (Sessualità alterabili, 2002), il disabile mentale è tuttaltro che un puro dalla sessualità sommersa, su cui uneducazione sessuale agirebbe inscrivendo sulla tabula rasa di una coscienza incontaminata bisogni perversi ed illeciti. – Egli non è un buon selvaggio, e lintervento educativo non rischierebbe di profanare quella sacralità che la demenza ha salvaguardato dalla corruzione socio- culturale.

9 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia 8 «GP ho visto dei tuoi disegni molto belli nel Libro. Spiegami questo». «GP ho visto dei tuoi disegni molto belli nel Libro. Spiegami questo». – GP «Quando mi arrivano le mestruazioni, praticamente io sono costretta a lavarmi fino a quando non mi finiscono perché ho paura di sporcare gli asciugamani». «Qualcuno ti ha rimproverata che tu sporchi?» «Qualcuno ti ha rimproverata che tu sporchi?» – GP «Beh, succede proprio così, no? Infatti, qui ho fatto il disegno di come avviene, perché me lo hanno spiegato anche Daniela ed Elisa come sono le mestruazioni».

10 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia 9 «Mi sembra molto importante quello che tu stessa hai scritto accanto al ritratto. Vuoi rileggerlo?» «Mi sembra molto importante quello che tu stessa hai scritto accanto al ritratto. Vuoi rileggerlo?» – GP «Quanto nero: sarò sporca? Perché magari mi sento sporca». «Quando ti senti sporca?» «Quando ti senti sporca?» – GP «Quando le ho... È già un problema così...» «Cosa dicono i tuoi familiari quando ti arrivano?» «Cosa dicono i tuoi familiari quando ti arrivano?» – GP «Mi dicono: GP, fatti il bidè. Mi dicono di lavarmi, di mettere i pannolini».

11 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia 10 Il soggetto ha appreso la distinzione anatomica maschio/femmina e una capacità di ridescrizione delle informazioni ricevute. Il soggetto ha appreso la distinzione anatomica maschio/femmina e una capacità di ridescrizione delle informazioni ricevute. Al contempo, la rappresentazione degli organi genitali maschili e femminili su una stessa figura, probabilmente la figura didentificazione, indica una persistente difficoltà nella differenziazione rispetto ad un altro da sé. La confusione sessuale sembrerebbe sintomatica di una confusione di identità. Al contempo, la rappresentazione degli organi genitali maschili e femminili su una stessa figura, probabilmente la figura didentificazione, indica una persistente difficoltà nella differenziazione rispetto ad un altro da sé. La confusione sessuale sembrerebbe sintomatica di una confusione di identità.

12 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia 11 La sessualità è stata compresa nelle differenze anatomiche, ma non è ancora evocatrice di relazione. La sessualità è stata compresa nelle differenze anatomiche, ma non è ancora evocatrice di relazione. Il progresso conseguito non gli consente ancora di superare le difficoltà che nascono dal rapporto sociale con laltro. Il progresso conseguito non gli consente ancora di superare le difficoltà che nascono dal rapporto sociale con laltro.

13 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia 12 Il modello medico di sessualità in Italia /1 Nella medesima ricerca (Federici, 2002) è emerso che: Nella medesima ricerca (Federici, 2002) è emerso che: – il modello medico di sessualità, nel nostro paese, è ancora molto sostenuto e dalle famiglie e dai centri assistenziali. Ad esempio: in una intervista alla responsabile medico e ad una psicologa di una grande associazione nazionale di famiglie che si occupa di soggetti disabili, alla mia domanda se alle coppie di disabili presenti nella struttura fosse permesso fare petting, si rispondeva: Ad esempio: in una intervista alla responsabile medico e ad una psicologa di una grande associazione nazionale di famiglie che si occupa di soggetti disabili, alla mia domanda se alle coppie di disabili presenti nella struttura fosse permesso fare petting, si rispondeva: – «Non è accettato, anche perché è il tipo di comportamento che noi non abbiamo, eppure qui ci sono operatori che sono sposati, operatori che sono fidanzati, e nessuno si metterebbe nella condizione di esprimere le proprie…» – «Io credo che vada sottolineato il fatto che siamo una comunità. E nella comunità i nostri comportamenti devono rispondere a quelle che sono delle regole sociali. Quindi, anche le coppie ormai stabilizzate sono richiamate alle regole. Certo leffusione come labbraccio o il bacio sono accettati».

14 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia 13 Il modello medico di sessualità in Italia /2 Sempre dal punto di vista del modello medico: Sempre dal punto di vista del modello medico: – la maturazione sessuale di un figlio disabile può essere attesa da un genitore come un segno di guarigione. Se da una parte in molti genitori la fase puberale del proprio figlio può suscitare timori e preoccupazioni, per altri il menarca della figlia con disabilità o la masturbazione del figlio con disabilità possono riaprire la speranza ad una normalità sempre agognata. – Che la maturazione degli organi sessuali proceda per un percorso di assoluta normalità fisiologica è, per quanti hanno speso anni a curare il proprio figlio, lultima chance di normalizzazione.

15 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia 14 Il modello sociale di disabilità Nel modello sociale lincapacità a funzionare è in larga parte dovuta a quella disabilità che scaturisce da un ambiente ostile il quale impedisce il perseguimento delle scelte personali: atteggiamenti sociali negativi, barriere architettoniche, limitazioni allaccesso alle comunicazioni e alle risorse, etc... Nel modello sociale lincapacità a funzionare è in larga parte dovuta a quella disabilità che scaturisce da un ambiente ostile il quale impedisce il perseguimento delle scelte personali: atteggiamenti sociali negativi, barriere architettoniche, limitazioni allaccesso alle comunicazioni e alle risorse, etc... La disabilità è una costruzione sociale e non (soltanto) lesito di una menomazione psichica o fisica: La disabilità è una costruzione sociale e non (soltanto) lesito di una menomazione psichica o fisica: – «Disablement has nothing to do with the body… Impairment is in fact nothing less than a description of the physical body» (Oliver, 1995,).

16 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia 15 Il modello sociale di sessualità La sessualità delle persone con disabilità invece di essere ridotta ad un problema medico, psicologico o sessuologico è riletta allinterno del contesto sociale e culturale entro cui si sviluppa lidentità sessuale di una persona con disabilità. La sessualità delle persone con disabilità invece di essere ridotta ad un problema medico, psicologico o sessuologico è riletta allinterno del contesto sociale e culturale entro cui si sviluppa lidentità sessuale di una persona con disabilità.

17 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia 16 Il modello sociale di sessualità Rehabilitating Society (Oliver) Rehabilitating Society (Oliver) – Linteresse si sposta da strategie psicoterapeutiche indirizzate al disabile e alla famiglia di appartenenza, per rivolgersi ad aree sociali molto più vaste al fine di rimuovere quelle barriere ambientali che impediscono il percorso creativo ed espressivo, affettivo ed erotico di ogni persona. Ridare parola ai disabili Ridare parola ai disabili – Restituire la parola su sessualità e disabilità a quanti la vivono nella loro personale esperienza di disabili, perché i bisogni da inespressi diventino colloquio e condivisione di vita. – Superare uno dei più radicati pregiudizi circa la sessualità delle persone disabili: che ogni manifestazione erotico-affettiva di un disabile sia da considerarsi abnorme, perversa, malata e che dunque debba essere affidata allo studio e allintervento di unoligarchia di esperti e professionisti normali.

18 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia 17 Il modello sociale di sessualità in Italia Meno diffuso ma non assente. Nella stessa indagine su citata la dott. ssa Contardi dellAIPD di Roma alla mia domanda sul comportamento adottato dallAssociazione verso gli innamoramenti dei loro raggazzi/e risponde: Meno diffuso ma non assente. Nella stessa indagine su citata la dott. ssa Contardi dellAIPD di Roma alla mia domanda sul comportamento adottato dallAssociazione verso gli innamoramenti dei loro raggazzi/e risponde: – «Il nostro atteggiamento nei confronti dellinnamoramento è generalmente questo: noi siamo abbastanza convinti, è poi levidenza dei fatti, che un adolescente Down al di là della diversità delle persone tende ad innamorarsi, ad avere voglia di avere un compagno o una compagna, né più né meno di altri ragazzi. Ovviamente, fintantoché non esisteva per loro la possibilità di incontrarsi in un gruppo di pari, questo tipo di desiderio non trovava nessuna possibilità di concretizzazione e rimaneva molto a livello fantasmatico. Con il Club dei ragazzi, che è il contenitore di questa esperienza del corso, si è creata anche la possibilità di incontrarsi in un gruppo di pari. Sono, perciò, sorte delle amicizie e nati degli amori».

19 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia Tom Shakespeare (1996). The Sexual Politics of Disability: Untold desire. Analizza 6 aree in cui le barriere strutturali si combinano con problemi personali, impedendo lo sviluppo emotivo e sessuale degli individui con disabilità: Analizza 6 aree in cui le barriere strutturali si combinano con problemi personali, impedendo lo sviluppo emotivo e sessuale degli individui con disabilità: 1. Ritardo o mancanza di socializzazione delle proprie esperienze emotive e sessuali 2. Segregazione in spazi educativi speciali. 3. Assenza di educazione sessuale pubblica. 4. Barriere fisiche che rendono inaccessibili spazi e informazioni. 5. Difficoltà di espressione della propria sessualità nelle istituzioni residenziali. 6. Assistenza personale e bisogni sessuali. 18

20 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia 6 Aree disabilitanti: 1 a 1. Ritardo o mancanza di socializzazione delle proprie esperienze emotive e sessuali 19

21 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia 1. Ritardo o mancanza di socializzazione Questo fenomeno sembra riguardare in modo particolare le donne con disabilità. La mancanza di aspettative da parte dei genitori di un normale sviluppo e manifestazione della sessualità di una figlia con disabilità produce una progressiva frustrazione o negazione dei suoi bisogni sessuali. Questo fenomeno sembra riguardare in modo particolare le donne con disabilità. La mancanza di aspettative da parte dei genitori di un normale sviluppo e manifestazione della sessualità di una figlia con disabilità produce una progressiva frustrazione o negazione dei suoi bisogni sessuali. Pertanto, nel momento in cui i bisogni erotico-affettivi si manifestano, inevitabilmente provocano nella famiglia imbarazzo e nella figlia disorientamento. Pertanto, nel momento in cui i bisogni erotico-affettivi si manifestano, inevitabilmente provocano nella famiglia imbarazzo e nella figlia disorientamento. La soluzione è spesso ricercata in aiuti esterni: «[Le donne disabili] parleranno di sesso ad un consulente o al prete, forse anche a uomini con disabilità, ma certo non ad altre donne» La soluzione è spesso ricercata in aiuti esterni: «[Le donne disabili] parleranno di sesso ad un consulente o al prete, forse anche a uomini con disabilità, ma certo non ad altre donne» 20

22 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia 6 Aree disabilitanti: 2 a 2. Segregazione in speciali spazi educativi 21

23 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia 2. Segregazione in speciali spazi educativi Per lungo tempo leducazione di persone con disabilità è stata relegata al campo della pedagogia speciale o differenziale. Essa è stata oggetto di severe critiche da parte del movimento dei disabili per la bassa qualità delleducazione impartita e per la conseguente separazione dei bambini disabili dai non-disabili in spazi differenziali. Per lungo tempo leducazione di persone con disabilità è stata relegata al campo della pedagogia speciale o differenziale. Essa è stata oggetto di severe critiche da parte del movimento dei disabili per la bassa qualità delleducazione impartita e per la conseguente separazione dei bambini disabili dai non-disabili in spazi differenziali. Questa segregazione spesso continua nelletà adulta, ingenerando nel processo di socializzazione la difficoltà di discorrere con serenità della propria sessualità e di condividere i propri bisogni affettivi sia con i propri pari, che con individui non- disabili. Questa segregazione spesso continua nelletà adulta, ingenerando nel processo di socializzazione la difficoltà di discorrere con serenità della propria sessualità e di condividere i propri bisogni affettivi sia con i propri pari, che con individui non- disabili. 22

24 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia 6 Aree disabilitanti: 3 a 3. Assenza di educazione sessuale pubblica 23

25 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia 3. Assenza di educazione sessuale pubblica Lassenza di informazione può essere riconosciuta come uno dei maggiori ostacoli nella vita dei disabili: Lassenza di informazione può essere riconosciuta come uno dei maggiori ostacoli nella vita dei disabili: «A causa di una diffusa ignoranza, disinformazione, confusione e pressione tra gli stessi disabili, è importante che sia impartita una corretta informazione sulla biologia del sesso, seppure contestualizzata in un più globale discorso coerente con la vita moderna». «A causa di una diffusa ignoranza, disinformazione, confusione e pressione tra gli stessi disabili, è importante che sia impartita una corretta informazione sulla biologia del sesso, seppure contestualizzata in un più globale discorso coerente con la vita moderna». 24

26 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia 6 Aree disabilitanti: 4 a 4. Barriere fisiche che rendono inaccessibili spazi e informazioni 25 Tutto ciò che avresti sempre desiderato sapere sul sesso … È qui !!!!

27 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia 4. Barriere fisiche che rendono inaccessibili spazi e informazioni Troppo spesso si sono considerate le barriere fisiche solo come ostacoli architettonici, per un alloggio fruibile, per spazi accessibili, per il diritto al lavoro, per lutilizzo dei trasporti, per il tempo libero facilitato, e raramente come ostacoli alle pari opportunità di un disabile rispetto ad un non-disabile di trovare un partner o di condividere spazi ricreativi, o semplicemente per la lettura o visione di sussidi erotici. Troppo spesso si sono considerate le barriere fisiche solo come ostacoli architettonici, per un alloggio fruibile, per spazi accessibili, per il diritto al lavoro, per lutilizzo dei trasporti, per il tempo libero facilitato, e raramente come ostacoli alle pari opportunità di un disabile rispetto ad un non-disabile di trovare un partner o di condividere spazi ricreativi, o semplicemente per la lettura o visione di sussidi erotici. 26

28 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia 6 Aree disabilitanti: 5 a 5. Difficoltà di espressione della propria sessualità nelle istituzioni residenziali 27

29 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia 5. Difficoltà di espressione della propria sessualità nelle istituzioni residenziali Primo: dato che le persone disabili in ambienti istituzionalizzati sono spesso infantilizzate, è raro che sia loro permesso di esprimere la propria sessualità. Primo: dato che le persone disabili in ambienti istituzionalizzati sono spesso infantilizzate, è raro che sia loro permesso di esprimere la propria sessualità. Secondo: cè un alto grado di vulnerabilità allabuso fisico e sessuale. Molte associazioni e operatori credono che il loro ruolo sia quello di proteggere linnocenza delle persone disabili dal sesso, nonostante il dato di fatto che le istituzioni residenziali abbiano sempre avuto un più alto grado di incidenza di abusi sessuali Secondo: cè un alto grado di vulnerabilità allabuso fisico e sessuale. Molte associazioni e operatori credono che il loro ruolo sia quello di proteggere linnocenza delle persone disabili dal sesso, nonostante il dato di fatto che le istituzioni residenziali abbiano sempre avuto un più alto grado di incidenza di abusi sessuali 28

30 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia 6 Aree disabilitanti: 6 a 6. Assistenza personale e bisogni sessuali 29

31 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia 6. Assistenza personale e bisogni sessuali La più generale disinformazione sulla sessualità, che sostiene il pregiudizio e alimenta la paura degli operatori professionali e assistenti volontari di persone con disabilità resta, a tuttoggi, una delle cause maggiori delloppressione e frustrazione di una vita affettiva e sessuale di persone con disabilità che necessitano di una costante assistenza. La più generale disinformazione sulla sessualità, che sostiene il pregiudizio e alimenta la paura degli operatori professionali e assistenti volontari di persone con disabilità resta, a tuttoggi, una delle cause maggiori delloppressione e frustrazione di una vita affettiva e sessuale di persone con disabilità che necessitano di una costante assistenza. Pur tuttavia facilitare lesercizio della sessualità per tutte le persone con disabilità rimane una questione difficile e dibattuta Pur tuttavia facilitare lesercizio della sessualità per tutte le persone con disabilità rimane una questione difficile e dibattuta 30

32 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia Identità personale nella disabilità /1 autoaccettazione della propria menomazione autoaccettazione della propria menomazione costruzione della propria identità sociale costruzione della propria identità sociale 31

33 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia Identità personale nella disabilità /2 Questo processo affermativo della propria disabilità non si esaurisce col venire a patti con la propria menomazione, ovverosia soltanto con lauto- accettazione del proprio destino, ma si configura come un processo di affermazione della propria identità sociale di persona disabile. Questo processo affermativo della propria disabilità non si esaurisce col venire a patti con la propria menomazione, ovverosia soltanto con lauto- accettazione del proprio destino, ma si configura come un processo di affermazione della propria identità sociale di persona disabile. Identità sociale quindi che deve fare i conti con i criteri normativi del riconoscimento sociale, politico ed economico di un altro individuo Identità sociale quindi che deve fare i conti con i criteri normativi del riconoscimento sociale, politico ed economico di un altro individuo 32

34 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia Identità personale nella disabilità /3 Susan Wendell (1996) The Reject Body Susan Wendell (1996) The Reject Body – – Rilegge la propria esperienza di disabilità con le teorie femministe allinterno del dibattito sulla disabilità, così racconta il suo percorso di riconoscimento di sé come una disabile: «Recognizing myself as disabled certainly required that I change my self- identity and adopt a radically new way of thinking about myself. This included accepting the reality (though not the justice) of the stigma of being chronically ill, especially the shame of being unable to do many things that people still expected me to do. It also required reimagining my life with a new, much more limited, and perpetually uncomfortable body, and then reorganizing my work, home and relationships to make this different life possible. All of this was difficult, but another very important part of changing my identity helped me through the rest. I found that I could make sense of what happening to me by talking with other people with disabilities and reading books and articles by them. They already knew how the stigma of disability works, and how to live well with illness and physical limitations. In the process of learning what I needed to know from them, I recognized myself as one of them. When I identified myself as a person with a disability, I no longer felt I was struggling alone» (pp ). «Recognizing myself as disabled certainly required that I change my self- identity and adopt a radically new way of thinking about myself. This included accepting the reality (though not the justice) of the stigma of being chronically ill, especially the shame of being unable to do many things that people still expected me to do. It also required reimagining my life with a new, much more limited, and perpetually uncomfortable body, and then reorganizing my work, home and relationships to make this different life possible. All of this was difficult, but another very important part of changing my identity helped me through the rest. I found that I could make sense of what happening to me by talking with other people with disabilities and reading books and articles by them. They already knew how the stigma of disability works, and how to live well with illness and physical limitations. In the process of learning what I needed to know from them, I recognized myself as one of them. When I identified myself as a person with a disability, I no longer felt I was struggling alone» (pp ). 33

35 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia Identità personale nella disabilità /4 DIFFERENZA Jenny Morris (1996) indica due fattori che determinerebbero la differenziazione dei disabili dai non-disabili: Jenny Morris (1996) indica due fattori che determinerebbero la differenziazione dei disabili dai non-disabili: 1. Primo la differenza fisica o psichica della persona con disabilità rispetto a ciò che è considerata la norma della media delle persone. 34

36 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia Identità personale nella disabilità /5 Secondo la necessità del soddisfacimento di bisogni supplementari per il raggiungimento di una buona qualità della vita dei disabili rispetto ai bisogni standard dei non-disabili. Secondo la necessità del soddisfacimento di bisogni supplementari per il raggiungimento di una buona qualità della vita dei disabili rispetto ai bisogni standard dei non-disabili. SODDISFACIMENTO 35

37 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia Discriminazione in e tra le comunità di disabili Non è difficile allora immaginare come la sfida lanciata dal movimento dei disabili per il riconoscimento della propria identità trovi collegamenti con altri movimenti di lotta per laffermazione del diritto alla differenza contro ogni forma di oppressione e discriminazione sociale. Non è difficile allora immaginare come la sfida lanciata dal movimento dei disabili per il riconoscimento della propria identità trovi collegamenti con altri movimenti di lotta per laffermazione del diritto alla differenza contro ogni forma di oppressione e discriminazione sociale. Per cui atteggiamenti più o meno palesi di razzismo, sessismo ed eterosessimo costituiscono un problema ulteriore per linserimento sociale di un disabile non solo allinterno della comunità umana in generale, ma allinterno delle stesse comunità dei disabili. Per cui atteggiamenti più o meno palesi di razzismo, sessismo ed eterosessimo costituiscono un problema ulteriore per linserimento sociale di un disabile non solo allinterno della comunità umana in generale, ma allinterno delle stesse comunità dei disabili. – È comprensibile, dunque, come mai esista un gruppo come lUNISON fondato sul principio secondo cui chiunque si autodefinisca disabile è eleggibile come membro del gruppo. 36

38 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia Stereotipia sessuale e disabilità Ampia attenzione è stata dedicata alle ragioni dellesclusione fondate su stereotipie culturali chiamate: Ampia attenzione è stata dedicata alle ragioni dellesclusione fondate su stereotipie culturali chiamate: Myths about disability PERFEZIONE FISICA 37

39 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia Stereotipia sessuale e disabilità Questi stereotipi possono essere compresi da due miti prevalenti: Questi stereotipi possono essere compresi da due miti prevalenti: – Perfezione fisica – Asessualità Il primo ritiene che i disabili debbano lottare per raggiungere una perfezione fisica (Stone, 1995); Il primo ritiene che i disabili debbano lottare per raggiungere una perfezione fisica (Stone, 1995); Il secondo presume unassenza di esperienze erotico-affettive di un disabile. Il secondo presume unassenza di esperienze erotico-affettive di un disabile.ASESSUALITÀ 38

40 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia Stereotipia sessuale e disabilità INADEGUATEZZA 39

41 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia Stereotipia sessuale e disabilità IMPOSSIBILITATI AD AVERE FIGLI 40

42 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia Stereotipia sessuale e disabilità RELAZIONI SENTIMENTALI 41

43 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia Stereotipia sessuale e disabilità MENOMAZIONE RICONDUCIBILE A COLPA MORALE 42

44 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia Stereotipi culturali e normalità Questi miti sulla disabilità sono poi evidentemente rafforzati da tutta una serie di stereotipi (o miti) che invece informano la comprensione e lagire delle persone normali e che si riferiscono a tutto ciò che riguarda lidentità e lorientamento sessuale: Questi miti sulla disabilità sono poi evidentemente rafforzati da tutta una serie di stereotipi (o miti) che invece informano la comprensione e lagire delle persone normali e che si riferiscono a tutto ciò che riguarda lidentità e lorientamento sessuale: – i miti sullomosessualità, – sulla (presunzione di) eterosessualità – sulla fucking ideology Ne consegue che per molti individui con disabilità lesercizio della propria sessualità risulta talmente difficile da diventare impossibile. Ne consegue che per molti individui con disabilità lesercizio della propria sessualità risulta talmente difficile da diventare impossibile. 43

45 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia Tremain, S. (1996) Were Here. Were Disabled and Queer. Get Used to It «Tra gli scrittori e attivisti anti-ableist, cè unopinione comune: – che le persone non disabili generalmente considerano le persone disabili come esseri asessuati. Sebbene questa falsità degradi tutte le persone disabili, tuttavia essa ha uno speciale effetto umiliante sulle lesbiche disabili. La ragione che provoca questo è la seguente: – se si assume che le persone disabili sono asessuate, allora non si può concepire lesistenza di lesbiche disabili. Cioè, come dire, se le persone disabili sono considerate come esseri asessuati, e se le identità lesbiche sono identità sessuate, allora le identità lesbiche disabili sono concettualmente impossibili (non esistono). Apparentemente, la categoria di persona disabile e la categoria di lesbica sono reciprocamente escludenti: – o sei una persona disabile (asessuata), o sei una lesbica (sessuata)» 44

46 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia Strategie dintervento: sexual politics REHABILITATING SOCIETY 45

47 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia Sessualità alter-abili 46 ?

48 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia 47 Sexuality Reborn Scopo Il filmato Sexuality Reborn è stato concepito a scopi didattici per illustrare tematiche e problematiche di carattere sessuale in persone con lesioni midollari e per facilitare la ricerca di soluzioni attraverso una discussione tra i partecipanti alla proiezione che tocchi aspetti sociali, fisici, psicologici ed affettivi. Il filmato Sexuality Reborn è stato concepito a scopi didattici per illustrare tematiche e problematiche di carattere sessuale in persone con lesioni midollari e per facilitare la ricerca di soluzioni attraverso una discussione tra i partecipanti alla proiezione che tocchi aspetti sociali, fisici, psicologici ed affettivi. – Finanziato dalla Associazione Paralyzed Veterans of America, è stato prodotto da Craig Alexander e Marcalee Sipski, medici che operano allinterno del Kessler Institution for Rehabilitation (http://www.kmrrec.org/). Nel video quattro coppie di volontari, in ciascuna delle quali almeno uno dei partner è affetto da lesione midollare, narrano e mostrano le tecniche che hanno sperimentato per rendere migliore la loro vita sessuale. Nel video quattro coppie di volontari, in ciascuna delle quali almeno uno dei partner è affetto da lesione midollare, narrano e mostrano le tecniche che hanno sperimentato per rendere migliore la loro vita sessuale.

49 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia Sexuality Reborn Basi teoriche Le basi teoriche delluso di video sessualmente espliciti è rintracciabile nella teoria socio-cognitiva di Bandura. Le basi teoriche delluso di video sessualmente espliciti è rintracciabile nella teoria socio-cognitiva di Bandura. Lapprendimento per osservazione ha una funzione informativa e motivazionale. Lapprendimento per osservazione ha una funzione informativa e motivazionale. – La funzione informativa consiste nel fornire uno standard sul quale giudicare i propri risultati e nel consentire un giudizio di autoefficacia. – La funzione motivazionale consiste nellattivazione indiretta o nella creazione di aspettative, giudizi sulle probabili conseguenze che un comportamento produrrà. particolarmente forte quando losservatore si autopercepisce come molto simile al modello. particolarmente forte quando losservatore si autopercepisce come molto simile al modello. 48

50 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia Federici, S. (2002). Sessualità alterabili. Indagine sulle influenze socioambientali nello sviluppo della sessualità di persone con disabilità in Italia. Roma: Kappa. «Questo gioco misterioso che va dallamore di un corpo allamore di un essere umano, mè sembrato tanto bello da consacrarvi tutta una parte della mia vita. Le parole ingannano: la parola piacere, infatti, nasconde realtà contraddittorie, implica al tempo stesso i concetti di calore, di dolcezza, dintimità dei corpi e quelli di violenza, dagonia, di grida. La piccola frase oscena di Poseidonio, a proposito dellattrito di due piccole parti di carne, non definisce il fenomeno dellamore, così come la corda toccata dal dito non rende conto del miracolo infinito dei suoni. Più ancora che alla voluttà, essa reca ingiuria alla carne, a questo strumento di muscoli, di sangue, di epidermide, a questa rossa nube di cui lanima è la folgore» «Questo gioco misterioso che va dallamore di un corpo allamore di un essere umano, mè sembrato tanto bello da consacrarvi tutta una parte della mia vita. Le parole ingannano: la parola piacere, infatti, nasconde realtà contraddittorie, implica al tempo stesso i concetti di calore, di dolcezza, dintimità dei corpi e quelli di violenza, dagonia, di grida. La piccola frase oscena di Poseidonio, a proposito dellattrito di due piccole parti di carne, non definisce il fenomeno dellamore, così come la corda toccata dal dito non rende conto del miracolo infinito dei suoni. Più ancora che alla voluttà, essa reca ingiuria alla carne, a questo strumento di muscoli, di sangue, di epidermide, a questa rossa nube di cui lanima è la folgore» – MARGUERITE YOURCENAR, Memorie di Adriano 49

51 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia Masturbazione Inappropriata in persone con severa disabilità mentale /1 La masturbazione inappropriata spesso si presenta come un comportamento sfidante La masturbazione inappropriata spesso si presenta come un comportamento sfidante È un problema molto sentito dagli educatori e di cui si prova imbarazzo nel parlarne e discuterne. È un problema molto sentito dagli educatori e di cui si prova imbarazzo nel parlarne e discuterne. Pur tuttavia è spesso trattata con superficialità o ignorata del tutto. Pur tuttavia è spesso trattata con superficialità o ignorata del tutto. Ne deriva di conseguenza un comportamento inappropriato assolutamente irrazionale e punitivo. Ne deriva di conseguenza un comportamento inappropriato assolutamente irrazionale e punitivo. 50

52 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia Masturbazione Inappropriata in persone con severa disabilità mentale /2 Per masturbazione inappropriata si intende masturbarsi Per masturbazione inappropriata si intende masturbarsi – In luoghi pubblici – Per lunghi periodi – Fino al punto di procurasi escoriazioni – Sollecitando altri al fine di masturbarsi insieme – Diventare frustrati o violenti subito dopo 51

53 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia 3 principi per fondare una risposta appropriata 1. La masturbazione è unespressione normale e sana della sessualità 2. Ogni comportamento umano è comunicativo Chiedersi sempre ciò che quel comportamento sta comunicandomi Chiedersi sempre ciò che quel comportamento sta comunicandomi 3. Usare al minimo alternative restrittive Chiedersi sempre: questo intervento aumenta la qualità di vita dellutente? Chiedersi sempre: questo intervento aumenta la qualità di vita dellutente? 52

54 Prof. Stefano Federici Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione, Università degli Studi di Perugia IMPROVE & CARE Investigate: un attento esame della situazione per determinane le cause Meet the need: guidare la persona i identificare i propri bisogni in un modo più socialmente accettabile in un modo più positivo Planned education: strutturare un programma educativo che prenda in considerazione i bisogni di apprendimento dellutente Redirection: ciò che è detto e fatto dalleducatore quando si manifesta un comportamento di masturbazione inappropriata Consistency: coerenza Accuracy: accuratezza/professionalità Respect: Empowerment: Optimism: credere che un individuo può apprendere e cambiare un proprio comportamento Versatility: volontà di cercare una varietà di interventi non-restrittivi Evaluation: un monitoraggio strutturato dei comportamenti base e di ogni cambiamento 53


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