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1 A ssemblea N azionale C ooperative I ndustriali Rapporto 2006, preconsuntivo 2007 e previsioni 2008 MARIA CRISTINA CIPPITELLI Ufficio Studi Ancpl Bologna,

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1 1 A ssemblea N azionale C ooperative I ndustriali Rapporto 2006, preconsuntivo 2007 e previsioni 2008 MARIA CRISTINA CIPPITELLI Ufficio Studi Ancpl Bologna, 21 Gennaio 2008

2 2 Indice Contesto economico generale Il settore industriale e manifatturiero dellAncpl Il campione e le sue dinamiche CONSUNTIVO 2006 PRECONSUNTIVO 2007 PREVISIONALE 2008 Occupazione Pag. 3 Pag. 6 Pag. 8 Pag. 9 Pag.10 Pag.15

3 3 Contesto economico generale Nel corso dellultima Assemblea Nazionale delle Cooperative Industriali, era emersa grande cautela da parte delle associate campionate in merito alle valutazioni preconsuntive 2006 e previsionali Prevaleva lindicazione di una situazione di stagnazione riguardo alla congiuntura economica e al settore di mercato in cui operavano. Ad oggi è possibile affermare come: nel 2006 si sia assistito ad una crescita delleconomia italiana pari all1,9% (a fronte di circa lo 0% del 2005) dovuta per lo più alle imprese che hanno intrapreso una fase di ristrutturazione, di cambiamento nei modelli organizzativi e di accrescimento della qualità dei loro prodotti. Le esportazioni di beni e servizi sono cresciute del 5,3% e alla domanda estera si è affiancata quella interna con una crescita del consumo delle famiglie pari all 1,5%; anche gli investimenti hanno registrato un + 2,3%. Il settore più dinamico nel 2006 è risultato essere il Manifatturiero, infatti, la produzione industriale (graf.1) torna a crescere del 2,3% dopo cinque anni di contrazione così come la produttività del lavoro con 1,2 punti percentuali in più 1. Tuttavia le industrie italiane registrano per tale voce un divario rispetto ai paesi dellarea euro causato dal minor impiego di tecnologie, pochi investimenti in ricerca e sviluppo, minor qualità delle infrastrutture ed efficienza delle amministrazioni pubbliche. In lieve accelerazione risulta linflazione dei prezzi alla produzione, spinta dal rialzo delle quotazioni del petrolio e delle materie prime avvenute negli ultimi due anni. Infine loccupazione, nellindustria in senso stretto, beneficia di un recupero pari a +1,28 % rispetto alle contrazioni dei due anni precedenti 2. nel 2007 la crisi nel settore dei mutui sub-prime statunitense, i prezzi elevati dellenergia e delle materie prime, lapprezzamento delleuro e le tensioni geopolitiche, non hanno inciso significativamente sullandamento dellattività economica. 1: Confindustria 2: Banca dItalia – Bollettino Statistico

4 4 Infatti il PIL ha registrato unulteriore, seppur modesta, crescita dell 1,8% così come i consumi delle famiglie (+1,9%) sostenuti dalla ripresa del reddito disponibile 3. Riguardo agli investimenti la Banca dItalia registra un incremento del 2,6% rispetto al 2006 e lISAE ha indicato come obiettivi principali di spesa per le imprese manifatturiere ed estrattive la sostituzione di impianti obsoleti – ampliamento della capacità produttiva – razionalizzazione dei processi produttivi 4. La produzione industriale corretta per i giorni lavorativi (graf.1) varia di un +0,4% nel 2007, probabilmente a causa dei segnali di rallentamento della domanda connessi con le turbolenze finanziarie e con lapprezzamento delleuro. Come per il 2006, lindice dei prezzi alla produzione risente dellinfluenza dei prezzi crescenti delle materie prime ed energia. Il numero delle persone occupate nellindustria ha segnato un incremento dovuto anche alla registrazione fra gli occupati dei non residenti. 3: Banca dItalia – Bollettino Economico n. 50 4: Inchiesta semestrale ISAE Possiamo quindi affermare che la fase congiunturale positiva dellattività industriale prosegue ma con una decelerazione dei ritmi di crescita (Tab. 1). Come sottolineato da diverse analisi di settore (Banca dItalia, Confindustria, Unioncamere, Isae, ecc.) tale tendenza si riscontra nelle acquisizioni di ordini che seppur in crescita, si riducono rispetto al Inoltre sono gli ordini esteri a trainare la crescita e non quelli nazionali. Il balzo dellinflazione negli ultimi mesi dellanno al 2,6% (livello più alto raggiunto dal 2003) era atteso visti i rincari delle materie prime energetiche e alimentari, peggiorando le aspettative dei consumatori sempre più incerti e con un potere di acquisto eroso. Di conseguenza anche il clima di fiducia delle imprese manifatturiere ed estrattive segnala una flessione.

5 5 Grafico 1 Tabella 1

6 6 Il settore industriale e manifatturiero dellAncpl Il Settore, si articola in sei maxi comparti che sono rispettivamente: il metalmeccanico con il 38% del valore della produzione dellintero settore, il sistema casa e indotto Settore Costruzioni il 35%, le affini ad altri Settori l11%, gli impianti il 10%, il tipografico il 4% e il sistema moda il restante 2% (graf. 4 e 5). Particolarità di questo Settore è che 1/3 del volume daffari è rivolto allexport, ma il 75% di questo ammontare è concentrato su poche Cooperative. Nel 2004 e 2006 è stato molto sostenuto il trend degli investimenti che vengono finanziati, prevalentemente, attraverso il processo di accumulazione aziendale ed è stato rivolto in gran parte al rinnovo tecnologico di attrezzature ed impianti. Pur in presenza di un numero minore di Cooperative allinterno del Settore, si manifesta una sostanziale stabilità del livello occupazionale. Permangono comunque molte difficoltà nel reperimento di figure professionali ad alto grado di specializzazione. Costante è stata la crescita della base sociale che ora è pari al 66% degli occupati (graf. 3). Grafico 2: Volume daffari (milioni di euro) Grafico 3: Occupazione

7 Metalmeccanico 20% Affini ad altri settori 20% Impianti 14% Tipografico 8% Sistema moda 11% Sistema casa e indotto Settore Costruzioni 27% Metalmeccanico 20% Affini ad altri settori 20% Impianti 14% Tipografico 8% Sistema moda 11% Sistema casa e indotto Settore Costruzioni 27% Metalmeccanico 20% Affini ad altri settori 20% Impianti 14% Tipografico 8% Sistema moda 11% Sistema casa e indotto Settore Costruzioni 27% Metalmeccanico 38% Affini ad altri settori 11% Impianti 10% Tipografico 4% Sistema moda 2% Sistema casa e indotto Settore Costruzioni 35% Metalmeccanico 38% Affini ad altri settori 11% Impianti 10% Tipografico 4% Sistema moda 2% Sistema casa e indotto Settore Costruzioni 35% Grafico 4: N° Cooperative per comparto Grafico 5: Valore della produzione per comparto (milioni di euro)

8 8 Il campione e le sue dinamiche CONSUNTIVO 2006 Anche questanno, per lelaborazione del Rapporto ci si è avvalsi della collaborazione di un campione di cooperative dislocate su tutto il territorio e rappresentative dei 13 principali comparti in cui si articola la P-L Industriale. Si compone di 42 cooperative che contribuiscono per il 41% al volume daffari dellintero settore. Relativamente al fatturato realizzato dal campione, si evidenzia nel 2006 una crescita di 2,3 punti percentuali rispetto allanno precedente; per il 2007 è previsto un ulteriore incremento (graf. 6). Volume d'affari (milioni di e variazioni % su anno precedente) Si può affermare quindi, di essere in linea con le indicazioni forniteci dalle cooperative esaminate nel 2005, le quali prospettavano per il 2006 un volume daffari in crescita. Più precisamente si registra un incremento del 9% per il comparto Infissi, dell 8% per le Tipografiche, del 3% per la Carpenteria e per le Altre produzioni; situazione quasi stagnante per le Metalmeccaniche ed Impianti +1% ed una flessione del 6% per il comparto Vetro e Abbigliamento. Grafico 6: Volume daffari (milioni di euro e variazioni % su anno precedente)

9 9 Vi è una netta ripresa degli Investimenti +15% (dopo il -20% del 2005) a sottolineare la tendenza delle imprese ad espandersi e strutturarsi al fine di sfruttare la positiva fase congiunturale. Chiaramente un ruolo importante nel posizionamento competitivo dellazienda lo svolge la dimensione: laddove è piccola si mirerà a ridurre i costi di produzione a causa della competizione sul versante dei prezzi e del costo delle materie prime, dove è maggiore la cooperativa potrà investire in formazione, marketing, ricerca supportata da un buon livello di capitalizzazione. Si possono elencare altri elementi che hanno portato al raggiungimento di tali risultati positivi quali, la presenza sui mercati esteri dei propri prodotti, lappartenenza o il controllo di gruppi, le relazioni col sistema bancario, il possesso di marchi. PRECONSUNTIVO 2007 Come evidenziato nel grafico 6, il 2007 vede una buona ripresa del volume daffari realizzato dalle nostre cooperative, con una variazione del +10% rispetto al Tale crescita è stata trainata principalmente dalla SACMI con un incremento delle produzione pari al 22% che influenza il campione oltre il dato medio statistico. I risultati positivi hanno investito tutti i comparti del settore Industriale - Manifatturiero: il Metalmeccanico registra un incremento del 18%, Carpenteria +8%, Vetro e Tipografico +5%, Abbigliamento e Altre produzioni +7%, Infissi +4%, Impianti +3%. Nel campione solo il 19% ha risentito di un calo della produzione a dispetto delle previsioni di un anno fa che dichiaravano un 30%. La redditività nel 2007 incide per il 2,6% sul valore della produzione. Basta guardare il grafico sottostante per rendersi conto del divario reddituale che esiste tra i principali comparti del Settore Industriale, e della buona performance registrata questanno dagli Impianti, Infissi e Inerti.

10 10 Grafico 7: Redditività 2007 per comparto (% su valore produzione) Per quanto riguarda gli Investimenti, ai notevoli incrementi che hanno contraddistinto il comparto degli Impianti (+40%) ed in forma più lieve Carpenteria ed Infissi (+10%), si contrappongono le flessioni delle Tipografiche, Vetro e Abbigliamento che portano ad un valore finale della voce stagnante. Ciò in parte è causa di elementi congiunturali ritenuti critici dalle imprese quali domanda attesa, investimenti realizzati lanno precedente ed altri di natura strutturale come la difficoltà nel reperire risorse umane, risorse finanziarie e difficoltà amministrative-burocratiche. PREVISIONALE 2008 Analizzando le 42 cooperative campionate con riferimento all evoluzione del settore di mercato in cui operano in modo prevalente, si riscontra una crescente preoccupazione per levoluzione dello scenario economico- politico, con una stagnazione prevista nel 69% dei casi, peggioramento solamente per il 7% (dato più ottimistico rispetto al 30% del 2007) ed un 24% orientato al miglioramento delle condizioni del mercato di riferimento.

11 11 Per quanto riguarda la tendenza del volume di produzione per il 2008, prevale come di consuetudine un atteggiamento moderato, infatti il 57% ritiene che si posizionerà su livelli di performances stabili. Una novità è costituita dal fatto che nessuna cooperativa ha espresso andamenti negativi per il fatturato, mentre ben il 43% si è mostrato ottimista nel formulare previsioni. I giudizi delle cooperative sono più ottimisti rispetto a quelli rilevati un anno fa nonostante la congiuntura economica generale. In particolare il comparto Metalmeccanico, grazie al gruppo di cooperative maggiori, è quello più fiducioso negli andamenti 2008 sia per il settore che per il fatturato. Grafico 8: Evoluzione del settore di mercato Grafico 9: Tendenza della produzione

12 12 Unaltra voce caratteristica del questionario è lexport. A differenza dellanno scorso in cui anche le cooperative maggiori prevedevano una flessione delle esportazioni, il quadro attuale è più roseo con solo un 3% in calo. Rispetto al 2007 comunque sarà prevalente una situazione di stabilità. Grafico 10: Export La percentuale di fatturato aziendale realizzato nel 2007 che sarà destinata all export, tocca quota 46%, uno tra i valori più alti degli ultimi otto anni. Probabilmente il fatto che le aziende esportatrici abbiano performance migliori (le 29 cooperative esportatrici del campione sono cresciute del 7% nel 2007 rispetto al 4% delle non esportatrici), stimola una riflessione sul tema dellinternazionalizzazione e sulle possibilità che offre. Dallindagine svolta risulta, sia nel 2008 che nel 2007, come il fabbisogno finanziario si sia stabilizzato per il 64% delle cooperative. Per quel 31% che prevede una sua crescita, la difficoltà può nascondersi nel riuscire ad accedere al credito o nelle incerte prospettive di mercato che frenano i progetti. Per quanto riguarda il primo punto di estrema attualità, soprattutto per le aziende meno strutturate, è il tema Basilea 2 di cui tanto si è parlato.

13 13 Con tale accordo non si mira ad erogare meno credito alle Pmi, ma ad erogarlo meglio, quindi bisogna abituarsi a redigere bilanci riclassificati, sistemi di indici e indicatori, budget di tesoreria, posizione dellazienda e dei competitors, punti di forza e di debolezza e a formalizzare delle strategie. E tutto ciò non solo per rientrare in una classe a minor rischio di insolvenza ma per acquisire maggior coscienza della propria situazione aziendale. In un contesto economico che evidenzia segnali e tendenze di rallentamento quali consumi delle famiglie in calo dall 1,9% nel 2007 a 1,2%, spesa per investimenti in flessione di un punto percentuale, il 45% del campione afferma che manterrà stabili i propri investimenti ed il 14% li prevede in calo. Se si tiene conto del fatto che ci sia già stato per il 2006 e il 2007 un buon andamento degli investimenti per ristrutturazioni e riammodernamenti, rimane alto il numero di cooperative che ne prevede un ulteriore crescita cioè il 41%. Grafico 11: Fabbisogno finanziario 2008 Grafico 12: Investimenti

14 14 Per comprendere meglio a quali obiettivi mira la spesa effettuata dalle aziende esaminate, si è posta loro la domanda fornendo tre possibili risposte. Questo è il quadro che emerge: il 10% mira a diversificare il proprio prodotto, il 37,5% ad innovare il prodotto, il 52,5% ad incrementare la produttività. Tali elementi sono considerati dalle cooperative obiettivi strategici se si vuol rimanere sul mercato in maniera competitiva e crescere, così come inizia ad acquisire importanza linvestimento in obiettivi gestionali quali risorse umane, formazione. Non è sentito invece come prioritario dal campione analizzato, il tema dello sviluppo di partnership con aziende straniere e dislocazione di impianti fuori dal territorio nazionale, infatti solo un 20% ha risposto affermativamente al quesito. Tale percentuale si compone principalmente delle maggiori cooperative, più sensibili al tema visto che dovranno affrontare concorrenti sempre più forti e dinamici aperti ad utilizzare strumenti quali acquisizioni e private equity.

15 15 Occupazione Con il 2006, il settore Industriale e Manifatturiero raggiunge il decimo anno consecutivo in cui l Occupazione continua a crescere di un +2,4% rispetto al 2005, così come i Soci di ben 6,1 punti percentuali. Tali incrementi sono da attribuire in particolare ai comparti Impianti ed Infissi. Trend che continua ad essere più che positivo nel 2007 visto che si registra un incremento del +5,8% tra gli occupati, grazie principalmente al comparto Metalmeccanico e Impianti, e dello 0,6% per i soci. Grafico 13: Occupazione (variazione percentuale delloccupazione rispetto allanno precedente)

16 16 Relativamente alle previsioni per il 2008, le cooperative campionate esprimono maggiore cautela collocandosi la maggior parte di esse su livelli stabili. Questanno si è voluta aggiungere una domanda al questionario, relativa allintenzione di assumere nuovi dirigenti o quadri per rafforzare il management della Cooperativa. Il 34% ha risposto affermativamente contro un 66% contrario e tra le prime si possono annoverare le maggiori e più strutturate cooperative del campione che probabilmente vedono nel potenziamento dellorganigramma una chiave di successo aziendale. Grafico 14: Occupazione

17 17 Per la collaborazione, si ringraziano le seguenti Coop.ve: Friuli Venezia Giulia: Cam 85 (UD) Lombardia: Scalvenzi (BS) Enocoop (BS) Gonzagarredi (MN) Il Guado (MI) Veneto: C.l.m. (VR) C.a.p.a. (RO) Liguria: Vancini (GE) Emilia Romagna: Zappettificio Muzzi – Imola 3 Elle – Imola Sacmi – Imola Cefla – Imola Trasporti – Imola Vetimec – (BO) Ciab – (BO) Bilanciai (MO) Fonderie (MO) Coop Legno (MO) Coptip (MO) Cartai (MO) C.s.c. (MO) Giuliani Infissi (FC) Ceif (FC) Idrotermica (FC) Lavoranti in Legno (FE) Cormo (RE) Toscana Cellini (FI) Cavatori Gioia (MS) Metalcoop (FI) Fonderia Artigiana (FI) Nuova Cev (FI) Dolciaria Toscana (FI) G. Toniolo (GR) I.v.v. (AR) Co.Me.A. (SI) Marche Futura 21 (AN) Umbria Clam (PG) Lazio Cler (RM) Puglia Trafilcoop (FG) Campania Cems (NA) Piemonte Icif (AL) Basilicata Coserplast (MT)


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