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19.00 Lettera 360 Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.

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Presentazione sul tema: "19.00 Lettera 360 Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce."— Transcript della presentazione:

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7 Lettera 360

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11 Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce

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13 Carissima figliuola in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava dei servi di Gesù Cristo, scrivo a te nel prezioso sangue suo; con desiderio di vederti spogliato il cuore e l'affetto tuo del mondo e di te medesima; però che in altro modo non ti potresti vestire di Cristo crocifisso: perché il mondo e Dio non hanno conformità insieme.

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15 L'affetto disordinato del mondo ama la superbia, e Dio l'umiltà: ed egli cerca onore, stato e grandezza; e Cristo benedetto li dispregiò, abbracciando le vergogne, gli scherni e villanie, fame e sete, freddo e caldo, fino alla obbrobriosa morte della Croce; e con essa morte rese l'onore al Padre, e noi fummo restituiti a Grazia.

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17 Egli cerca di piacere alle creature, non curando di dispiacere al Creatore; e Cristo non cercò mai se non di compire lobbedienza del Padre eterno per la nostra salute.

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19 Egli abbracciò e si vestì della povertà volontaria; e il mondo cerca le grandi ricchezze.

20 Bene è dunque differente l'uno dall'altro: e però di necessità è, che se il cuore è spogliato di Dio, sia pieno del mondo: e se egli è spogliato del mondo, sia pieno di Dio. Così disse il nostro Salvatore: «Nessuno può servire a due signori. Ché, se serve all'uno, è in contento all'altro».

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22 Dobbiamo dunque con grande sollecitudine levare il cuore e l'affetto da questo tiranno del mondo, e porlo tutto libero e schietto, e senza verun mezzo, in Dio: non doppio, né amore fatto furtivamente; però chegli è il dolce Dio nostro che tiene l'occhio suo sopra di noi, e vede l'occulto segreto del cuore.

23 Troppo è grande semplicità e mattezza la nostra. Perché noi vediamo che Dio ci vede, ed è giusto giudice, che ogni colpa punisce, e ogni bene remunera; e noi stiamo come accecati, senza nessun timore, aspettando quel tempo che noi non abbiamo, né siamo sicuri di avere.

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25 Ma sempre ci andiamo attaccando; e se Dio ci taglia un ramo, e noi ne pigliamo un altro: e più ci curiamo di queste cose transitorie che passano come il vento, di non perderle, e delle creature, che noi non ci curiamo di perdere Dio.

26 Tutto questo avviene per il disordinato amore che noi ci abbiamo posto: onde, tenendole e possedendole fuori della volontà di Dio, in questa vita ne gustiamo l'arra dell'inferno.

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28 Perché Dio ha permesso che chi disordinatamente ama, sia incomportabile a sé medesimo.

29 E sempre ha guerra nell'anima e nel corpo; perché pena porta di quello che ha, per timore che ha di non perderlo; e per conservarlo che non gli venga meno, saffatica il dì e la notte: e pena porta di quello che non ha, perché appetisce d'averlo; e non avendolo, n'ha pena.

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31 E così l'anima mai non si quieta in quelle cose del mondo; perché sono tutte meno di sé.

32 Elle sono fatte per noi, e no noi per loro; e noi siamo fatti per Dio, acciò che gustiamo il suo sommo ed eterno bene.

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34 Solo adunque Dio la può saziare. In lui si pacifica, in lui si riposa; però ch ella non può desiderare né volere nessuna cosa che ella non trovi in Dio; trovandola, non le manca che non trovi la sapienza a saperglieli dare, e la volontà a volerglieli dare.

35 E noi lo proviamo: perché non tanto che egli ci dia domandandolo, ma egli ce lo diede prima che noi fossimo; però che, non pregandolo mai, ci creò alla immagine e similitudine sua, e ci ricreò a Grazia nel sangue del suo Figliuolo.

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37 Sì che, l'anima si pacifica in lui, e non in altro: però chegli è colui che è somma ricchezza, somma sapienza, e somma bontà, e somma bellezza.

38 Egli è un bene inestimabile; però che nessuno è che possa estimare la bontà e grandezza e diletto suo; ma esso medesimo si comprende e si stima. Sicché egli può, sa e vuole saziare e compire i santi desideri di chi si vuole spogliare del mondo, e vestirsi di lui.

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40 Adunque non voglio che noi dormiamo più, carissima figliuola; ma destiamoci dal sonno, perché il tempo nostro s'approssima verso la morte continuamente.

41 Le cose transitorie e temporali e le creature voglio che tenga per uso, amandole e tenendole come cose prestate, e non come cosa tua propria. Questo farai traendone l'affetto; e altrimenti, no. E trarre se ne conviene, se vogliamo partecipare il frutto del sangue di Cristo crocifisso.

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43 Onde, considerando me che altra via non c'è, dissi che io desideravo di vedere il cuore e l'affetto tuo spogliato del mondo.

44 Adunque, carissima figliuola, stàccati in tutto da questi legacci, acciò che tu possa essere vera serva di Cristo crocifisso, e séguiti la volontà dolcissima sua. La quale volontà t'invita alle nozze di vita eterna, perché non vuole altro che la tua santificazione.

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46 Ma attendi, carissima figliuola, che ti conviene essere come quelle vergini prudenti, e non come le matte, che sindugiarono fino alle estremità a fornire le lampade loro, e per lindugiare trovarono poi serrata la porta.

47 Ma le prudenti e sollecite, perché si erano attenute allinvito dello Sposo, e lo amavano, si provvidero innanzi che il tempo gli venisse meno.

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49 Tu dunque, che devi essere sposa fedele, devi portare la lampada del cuore tuo.

50 Il quale deve essere propriamente una lampada stretta da piedi, e larga da bocca, cioè stretto nell'affetto del mondo, e largo verso Dio; e dentro l'olio della vera umiltà, e il fuoco dell'ardentissima carità, col lume della santa fede.

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52 E per questo modo troverai aperta la porta, cioè la porta del Cielo, la quale sta serrata alle matte che s'indugiano allestremità della morte, quando il tempo gli è venuto meno.

53 Aperta la porta, troverai lo Sposo eterno, che ti riceverà in se medesimo; partecipando la bellezza e la bontà sua, la sapienza sua e clemenza, e la sua somma ed eterna ricchezza, che mai lo impoverisce. Egli è cibo che sazia l'anima; e, saziandola, sempre ha fame; ma di lunga è la pena della fame, e il fastidio della sazietà.

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55 Dilettati, figliuola, di abitare in questa dolce patria: il quale diletto riceverai col lume e col fuoco, e coll'olio dellumiltà, come detto è, e coll'umile fedele e continua orazione.

56 Studia alla vigilia della notte; fuggi le conversazioni, ricovera in cella; taglia il parlare ozioso e vano del ricordo del mondo, acciò che la sua puzza non intossicasse l'anima tua. Macera il corpo tuo col digiuno e con la penitenza: guardati del vestire e del dormire delicatamente, acciò che il cuore tuo non vada a vela per vanità, e la carne non impugni contro lo spirito.

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58 Con un odio santo e perfetta deliberazione che tu voglia Dio in verità, ricalcitra a te medesima; fa' che la ragione impugni continuamente contro la sensualità, e al demonio e al mondo;

59 Che so che ti daranno grandissime battaglie: ma non temere né venir meno sotto questa disciplina; ma combatti virilmente, confidandoti che, per Cristo crocifisso, ogni cosa potrai.

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61 E per battaglie che ti venissero, non lasciare lesercizio tuo, né venire a confusione; perché nessuna tentazione è colpa se non in quanto la volontà consentisse. Conserva la volontà tua, e legala con la dolce volontà di Dio; e goditi di stare in Croce con lo sposo tuo.

62 Non ti dilettare in altro che nella Croce di Cristo crocifisso, seguendolo per la via delle pene e degli obbrobri, scherni e villanie. Empiti la memoria del ricordo del sangue; nel quale sangue ogni cosa amara diventa dolce, e ogni grande peso leggero; e non è nessuna cosa sì grave, né sì grande tribolazione, che non si porti.

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64 Mi pare che n'abbi bisogno di avere così fatta memoria, sì perché sei entrata nel campo della battaglia, e sì per la tribolazione che hai ricevuta per la morte del tuo fratello; della quale morte devi avere allegrezza, e non amaritudine, però chegli ha compito il corso suo, ed è stato la vita dell'anima tua.

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66 Dunque del tuo bene e del suo non ti devi dolere, ma rendere gloria e lode al nome di Dio. Lascia i morti seppellire ai morti, e tu segui Cristo crocifisso. Non dico più qui.

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68 Del desiderio tuo, il quale ho inteso che hai, d'essere vera religiosa, il quale ho molto caro, cioè, che tu sappi e voglia dare dei calci al mondo, col giogo della santa obbedienza, ho risposto a Neri dei modi i quali mi pare che tu abbia tenere. Egli dunque te ne informerà.

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70 Delibera tu, in tutto, in te medesima di volere essere vera serva di Cristo crocifisso.

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72 Altro non ti dico. Permani nella santa e dolce dilezione di Dio.

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74 Fa' che tu usi spesso la santa confessione; e ritrovati alcuna volta con le serve di Dio.

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