La crisi finanziaria 2008 (-x?) La crisi del sistema bancario Luisa Giallonardo Università dell’Aquila.

Slides:



Advertisements
Presentazioni simili
I mercati finanziari -Caratteristiche funzioni e attori - definizione di bolla speculativa -l’integrazione dei mercati finanziari nell’area dell’euro.
Advertisements

Lezione 7 Applicazione: la politica economica nel breve periodo
La crisi Irlandese Relazione eseguita da: Valeria De Santis
Evelyn Venturini Valentina Amalfi Mattia Binda
Il monitoraggio della Congiuntura A cura di: Giuseppe Capuano - Economista Treviso, 7 maggio 2010.
Origine e diffusione della crisi subprime
A cura di : Marco Sala Samuele Pirovano
Corso di economia politica 2011/12 MariaOlivella Rizza
Finanza : Passato, Presente e Futuro
Alcuni problemi della politica economica nellepoca della globalizzazione Fedele De Novellis Parte II 10 marzo
Alcuni problemi della politica economica nellepoca della globalizzazione Fedele De Novellis Parte II 28 febbraio
Lezione 5 I MERCATI FINANZIARI
Lezione 5 Lequilibrio dei mercati finanziari Istituzioni di Economia.
Corso di Economia degli intermediari finanziari
La crisi del sistema Un approfondimento Febbraio
CRISI FINANZIARIA E CREDITO ALLE IMPRESE: EFFETTI OSSERVABILI E RISCHI PER L ITALIA Ciro Rapacciuolo Centro Studi Confindustria Confindustria Genova Genova,
La politica monetaria europea
La crisi attuale Dalla crisi finanziaria negli USA alla recessione mondiale Giovanni Tondini e Roberto Fini.
LA CRISI DEI MUTUI SUBPRIME
Il ruolo della finanza nel real estate e nelle prospettive delleconomia statunitense Andrea Landi - Università di Modena e Reggio Emilia Sassuolo 17 dicembre.
1 Laumento del deficit di bilancio USA ha favorito il surplus dei paesi emergenti e del Giappone, con conseguente forte aumento delle riserve ufficiali.
Il dibattito sulle cause della crisi asiatica Il punto di vista di Radelet e Sachs.
Le origini della crisi finanziaria del 2007/08
Incontro con gli Istituti di Credito operanti in Abruzzo LAquila – 6 Novembre 2008 CONFINDUSTRIA ABRUZZO.
Cash Management & Rating Advisory
MARCO ERCOLE ORIANI Prof
AMERICA: LA CRISI DEL 1929 Porro Giulia 3°C RIM.
La moneta, le banche e l’inflazione Le funzioni della moneta
L’INTRODUZIONE DI TEORIE KEYNESIANE NELLA POLITICA ECONOMICA AMERICANA
Lezione 10 La politica monetaria
Lezione 8 La politica fiscale, il deficit ed il debito pubblico
Il pericolo deflazione
1) Il vicolo cieco della crisi Il vicolo cieco della crisi 2) I criteri di cui dovrebbero tener conto le banche per i prestiti I criteri di cui dovrebbero.
L’Idea di Aspettative Razionali
=> modifica la sua capacità di fronteggiare shock asimmetrici
Composizione grafica dott. Simone Cicconi CORSO DI ECONOMIA POLITICA MACROECONOMIA Docente: Prof.ssa M. Bevolo Lezione n. 7 II SEMESTRE A.A
Le funzioni del capitale in banca
DALLA CRISI FINANZIARIA ALLA RECESSIONE GLOBALE
1 I mercati finanziari Il primo mercato finanziario: la moneta (circolante + depositi) Il secondo mercato finanziario: i titoli Due beni (attività finanziarie):
Università di Pavia Facoltà di Economia 20 marzo 2009
Regimi di cambio Lezione 20 Corso di Macroeconomia (L-Z)
Moneta e sistema bancario
LA CRISI DELL’EUROZONA APPUNTI SU UNA CRISI TUTTA DA CAPIRE.
Composizione grafica dott. Simone Cicconi CORSO DI ECONOMIA POLITICA MACROECONOMIA Docente: Prof.ssa M. Bevolo Lezione n. 11 II SEMESTRE A.A
Macroeconomia: la visione d’insieme del sistema economico
La politica fiscale, il deficit ed il debito pubblico
Domanda e offerta di moneta
L’equilibrio dei mercati finanziari Istituzioni di Economia Politica II.
LA STORIA ANNO 2008 ANNO 2009 ANNO 2010 GLI ATTORI GLI ACCADIMENTI
Sovraindebitamento, povertà ed esclusione sociale: quale impatto sulle famiglie italiane? Carlo Milani Workshop «Sovraindebitamento e inclusione sociale:
Moneta, tassi di interesse e tassi di cambio
Come siamo arrivati fin qui. La breve strada verso il rischio di default Istituzioni di Economia Politica II.
Premessa Il patrimonio di una onlus è deputato a soddisfare le funzioni statutarie della stessa attraverso degli investimenti prudenziali che offrano un.
IL MERCATO DELLA MONETA 2 FUNZIONE DELLA DOMANDA DI MONETA L = f (Y,i) L = L 0 + kY – hi dove L 0 = domanda autonoma di M come riserva di valore K e.
IL MERCATO DELLA MONETA
LA CRISI ECONOMICA E FINANZIARIA: I RIFLESSI SULL’ECONOMIA REALE E SUL SISTEMA CREDITIZIO LE DECISIONI DI POLITICA MONETARIA: EFFETTI SULL’ECONOMIA REALE.
Moneta e prezzi nel lungo periodo Questo è il primo di due argomenti che riguardano moneta e prezzi nel lungo periodo. Il primo descrive cosa è la moneta.
Marcella Mulino Università dell’Aquila Facoltà di Economia – 22 ottobre 2008.
1 Il sovraindebitamento delle famiglie italiane: tra “l’incudine” finanziaria e il “martello” economico a cura di Carlo Milani Workshop “La gestione del.
La domanda di moneta I: definizione Ipotesi: Esistono due sole attività finanziarie: I: MONETA usata per transazioni, non paga interessi. La si ritroverà.
Finanziarizzazione di asset immobiliari
1 Il sovraindebitamento in Italia: un’ipotesi di stima sulla base dei dati campionari della Banca d’Italia a cura di Carlo Milani Workshop “La gestione.
Finanziarizzazione di asset immobiliari Per finanziarizzazione di asset immobiliari si intendono particolari operazioni poste in essere dai proprietari.
Laboratorio di Creazione d’Impresa L-A Strategia, Business, Settore.
Le imprese verso Basilea 2
La “Grande depressione” e la “Grande recessione” Una comparazione PROF. RICCARDO FIORENTINI.
Blanchard Amighini Giavazzi, Macroeconomia – Una prospettiva europea, Il Mulino 2011 Capitolo XIX. Regimi di cambio Capitolo XIX. Regimi di cambio.
Firenze, 12 luglio 2011 Osservatorio sui bilanci delle società di capitali in Toscana Rapporto 2011 “Crisi economica ed equilibrio finanziario”
La risposta della BCE alla crisi finanziaria
Copyright © 2012 Pearson Prentice Hall. All rights reserved. PART ONE INTRODUCTION Introduzione.
Transcript della presentazione:

La crisi finanziaria 2008 (-x?) La crisi del sistema bancario Luisa Giallonardo Università dell’Aquila

La storia si ripete: una nuova Grande Depressione? Anni ‘ Fallimenti delle imprese Caduta generale dei prezzi Salvataggi delle banche attraverso il riacquisto di mutui e le ricapitalizzazioni Possibilità di attuazione politiche economiche espansive Lentezza di intervento da parte dei Governi e delle Banche Centrali Effetti devastanti – tasso di disoccupazione negli USA 25% Tassi d’interesse ai minimi Shock interno al sistema finanziario Crollo del mercato immobiliare, ma non dei prezzi al consumo Ricapitalizzazioni sì, ma i mutui da riacquistare sono diventati strumenti strutturati complessi Difficoltà di attuazione politiche economiche espansive Maggiore consapevolezza nell’individuazione delle aree di intervento La caduta del tasso di disoccupazione prevista si ferma al 10% Alti tassi d’interesse

Crisi del sistema bancario Krugman ha individuato 4 fasi della crisi. Prima ancora di quelle: A)Quantità e qualità dei prestiti – spesso le garanzie non erano abbastanza adeguate e con la cartolarizzazione si è ridotto l’incentivo delle banche a valutare correttamente l’affidabilità del cliente prenditore di fondi. B)Shadow banking system - attività bancaria effettuata fuori bilancio oppure da istituzioni non bancarie, quindi in entrambi i casi non soggetta a regole. Sfruttamento della leva finanziaria senza far ricorso al proprio capitale. Si è prestato denaro altrui.

Le 4 fasi di Krugman 1)Lo scoppio della bolla immobiliare; 2)Inadeguatezza del capitale delle banche per far fronte ai debiti; 3)Incapacità delle banche di erogare credito; 4)Vendita da parte delle banche degli asset garantiti da ipoteca con ulteriore riduzione del loro valore.

Fase 1) La bolla immobiliare Figura 1. Variazione percentuale prezzi reali delle case:

La bolla immobiliare è stata accompagnata negli ultimi 20 anni dalla bolla del credito, con un aumento del rischio di illiquidità e di insolvenza Sono cresciute così le attività a rischio delle banche e i profitti Figura 2. Banche Usa: totale attivo e profitti in percentuale del Pil Fase 1) La bolla immobiliare

Fase 2) Il capitale non è adeguato Figura 3. Esposizione delle banche americane alle attività a rischio in percentuale del capitale tangibile

Il capitale è cresciuto in proporzione alle attività ponderate per il rischio (regole Basilea – 8% di esse) e non in base a valutazioni sulla qualità di tutte le attività; Alcune attività fruttifere venivano considerate prive di rischio, mentre non lo erano Il rischio delle attività non è stato adeguatamente valutato, perché quelle attività spesso avevano come sottostante altre attività più rischiose (“titoli tossici”) Il rischio dei mutui era sottovalutato, perché basato su ipoteche il cui valore si era svuotato Tra le attività delle banche c’erano anche quelle immateriali (avviamenti pagati nei processi di acquisizione), che dipendono dai prezzi di borsa. Fase 2) Il capitale non è adeguato

Figura 4. Banche europee: rapporto fra attività ponderate per il rischio e attività totali. Fase 2) Il capitale non è adeguato

Figura 5. Importanza dei prodotti della finanza strutturata per le agenzie di rating (in milioni di dollari). Fase 2) Il capitale non è adeguato

Altri limiti degli accordi di Basilea Troppo orientati al rischio di credito. Trascurano gli altri tipi di rischio (rischio di liquidità, di mercato, operativo); Creano prociclicità, in quanto una recessione comporta tassi di insolvenza più elevati, ma anche peggioramenti del rating e quindi aumenti del capitale minimo richiesto, con conseguente minor credito concesso. Basati sul principio secondo cui il mercato è più efficiente delle autorità nel determinare i rischi e il capitale necessario per assicurare stabilità; Il ricorso da parte delle banche a società di revisione per il rispetto degli accordi, rende il sistema bancario solo apparentemente eccessivamente regolamentato, dando una falsa impressione di sicurezza al mercato. Fase 2) Il capitale non è adeguato

Per migliorare il rapporto le banche devono contrarre l’offerta di credito - fase di “deleveraging”, cioè di riduzione del volume di rischi per unità di capitale; le banche devono raccogliere maggiore capitale; la percezione del rischio da parte del mercato deve essere più ottimistica, in modo tale che il capitale torni ad essere più adeguato all’esposizione. Ma l’ultima condizione è conseguenza delle altre. Fase 2) Il capitale non è adeguato

Situazione ultimo anno secondo il FMI Gli aumenti di capitale sono stati inferiori alle perdite. Ciò significa che il capitale dopo un anno è risultato ancora più basso di quanto era. Non solo dunque il mercato non è affatto diventato più ottimista nei confronti delle banche, ma è aumentato il pessimismo. Figura 6. Minusvalenze bancarie (writedowns) e aumenti di capitale delle banche nel 2007 Fase 2) Il capitale non è adeguato

Aumentare il capitale è costoso Le emissioni di nuove azioni comportano un alto premio per il rischio, che fa ridurre il prezzo delle azioni Le modifiche dell’azionariato spesso non sono ben viste L’acquisto di azioni proprie richiede ampia liquidità Fase 2) Il capitale non è adeguato

Fase 3: Riduzione dell’offerta di credito E’ scoppiata così anche la bolla del credito Per mancanza di liquidità, per mancanza di fiducia, per ristabilire il giusto rapporto capitale/attività a rischio La “stretta creditizia” che ne è derivata è andata ad accentuare la crisi finanziaria ed avviare la recessione

Fase 4: la vendita dei “titoli tossici” Le quotazioni delle attività delle banche sono crollate I prezzi delle azioni delle banche sono crollati a loro volta

Il problema del rating Il rapporto tra agenzie di rating e banche di investimento era degenerato. Le seconde si sono messe alla ricerca di titoli migliori, imparando a produrre i titoli più rischiosi, e quindi più redditizi, tra quelli che potevano essere classificati con un rating AAA, in forma di ABS (Asset Backed Securities), lanciando al mercato dei falsi segnali. Fase 4) La vendita dei “titoli tossici”

Ripercussioni sul mercato europeo Le istituzioni finanziarie europee possedevano larghe quote degli asset delle banche statunitensi Colossi assicurativi americani (es. AIG) assicuravano i crediti dei clienti di banche europee. Come conseguenza sono crollati i prezzi delle azioni delle banche europee Fase 4) La vendita dei “titoli tossici”

Le maggiori difficoltà si sono riversate sul mercato interbancario, che si è bloccato a causa della scarsa fiducia delle banche nella capacità di solvibilità delle altre banche. Se una banca sa che un’altra banca non è in grado di prestare liquidità sul mercato interbancario, allora si terrà strette le sue riserve liquide e così il mercato interbancario risulta bloccato. Come conseguenza il tasso di interesse interbancario resta alto, nonostante gli sforzi della BCE. Quest’ultima è intervenuta annunciando un taglio dei tassi e aumentando i prestiti forniti alle banche, ma i tassi interbancari (Euribor) non sembrano reagire a tali misure. Il mercato bancario europeo

Perché in Europa i tassi interbancari non si riducono? Siamo in una situazione di trappola della liquidità keynesiana? In trappola della liquidità i tassi d’interesse sono molto bassi, come è accaduto nel ’29. Qualunque iniezione di liquidità sul mercato viene assorbita senza che i tassi varino. Essi sono infatti talmente bassi che si preferisce detenere tutta la liquidità aggiuntiva in forma di moneta. In Europa i tassi sono alti, ma la liquidità aggiuntiva non li fa comunque ridurre. Il mercato bancario europeo

La trappola c’è, ma a tassi alti Questa volta la trappola deriva da una mancanza di fiducia verso il sistema bancario e non da un tasso d’interesse troppo basso che fa preferire la detenzione di moneta alle attività alternative. Il mercato bancario europeo

E in Italia? Le nostre banche tra le più capitalizzate con esposizione non molto elevata ad un settore immobiliare in crisi Eventuali ricapitalizzazioni tuttavia sarebbero più difficili da attuare, essendo le banche molto avverse alle modifiche dell’azionariato (es. Unicredit, tuttavia ha accettato questa soluzione)

Conclusioni Errori delle banche tra il 2003 e il 2007: acquisizione prestiti ipotecari americani senza controllo, con prezzi immobili alle stelle Dall’agosto del 2007 le banche non hanno riconosciuto le loro perdite, negando l’evidenza. La crisi del 2008 (fallimento Lehman Brothers e necessità di salvataggi di altre istituzioni) rende il mercato consapevole dell’esistenza di quelle perdite e ciò è il necessario presupposto per potervi porre rimedio.