Breve storia del Teatro

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Transcript della presentazione:

Breve storia del Teatro Prof. Paolo Rota

Le origini greche Il teatro nasce nell’antica Grecia come un rituale , una cerimonia di rappresentazione della vita e della religiosità attraverso narrazioni. Le persone che si occupavano di questo col passare del tempo “si specializzano”, diventando attori ed in seguito autori. Secondo il filosofo Aristotele il teatro ha origine già nel XIII sec. a.C. ed era collegato alle festività in onore del dio Dioniso. E’ solo nel VI sec. però che ad Atene queste cerimonie acquistano un’importanza tale da lasciare testimonianze scritte giunte fino a noi.

Generi ed autori Il teatro greco consisteva in due generi: la TRAGEDIA e la COMMEDIA. La prima era oggetto di vere e proprie gare ad Atene: per alcuni giorni ogni attività era sospesa e tutto il popolo era coinvolto: i testi riguardavano il mito e le gesta degli eroi e dovevano avere un effetto salvifico, liberatorio dalle paure. La seconda era invece usata come intermezzo (tra una tragedia e l’altra) e aveva toni ironici e satirici, pur descrivendo di solito situazioni e personaggi politici della città, dunque mantenendo uno scopo educativo. Un elemento che differenzia i due generi è però il finale: tragico (morte dei protagonisti) nel primo caso, lieto nel secondo (ogni problema viene risolto felicemente). I più grandi autori sono vissuti nel V sec. a C. e sono Eschilo, Sofocle ed Euripide per la tragedia, Aristofane per la Commedia.

Il luogo teatrale in Grecia Lo spazio scenico greco era all’aperto e aveva forma semicircolare . Sul fondo una scena fissa (cittadina), al centro l’orchestra e il pubblico seduto sul pendio di una collina, poi trasformata a gradoni. Gli attori recitavano con maschere, visibili meglio da lontano e rappresentanti il carattere del personaggio. Erano solo uomini a recitare tutte le parti.

Il teatro di Atene

Il teatro di Taormina (Sicilia)

Le maschere

Il teatro a Roma Le prime forme di intrattenimento scenico a Roma consistevano in rappresentazioni comiche a volte mimiche in ambienti rurali. Nel III sec. a C. nascono i primi spettacoli teatrali nel vero senso della parola, su palchi in legno costruiti per occasioni festive (non necessariamente religiose). I modelli erano completamente greci, sia comico che tragico, anche se a Roma fu la commedia il genere più apprezzato, che sviluppò caratteristiche proprie. Mancano nel teatro romano la dimensione rituale e la riflessione politica. Nel tempo viene sviluppata invece un’analisi psicologica dell’individuo.

I protagonisti nel teatro romano I personaggi della commedia latina erano caratteri fissi, riconoscibili attraverso le maschere e corrispondenti a quelli del teatro greco (giovani innamorati, vecchi avari, soldati superbi, ecc.). Nascono presto compagnie teatrali con capocomici ed attori professionisti. Gli spettacoli erano commissionati da nobili romani spesso a scopo propagandistico. Gli autori principali furono Plauto e Terenzio (III-II sec. a C.)

Il luogo teatrale a Roma Il primo teatro stabile nell’Antica Roma fu costruito da Pompeo nel 55 a. C. Questi edifici non sfruttavano le colline ma prevedevano la costruzione di una gradinata per il pubblico. Non era necessario un grande spazio per l’orchestra, anzi i nobili volevano sedere molto vicini alla scena. Vi era un complesso sistema di ambienti dietro la scena per i movimenti degli attori e per le scenografie, sempre più curate.

Il teatro di Marcello Dopo un primo periodo in cui i teatri dovevano essere costruiti fuori dal terreno sacro della città, essi cominceranno a fare parte del contesto urbano.

Un teatro romano di “provincia” Aspendos, Turchia

Il teatro nel Medioevo La cristianizzazione della società che si diffonde in Europa porta a considerare gli spettacoli teatrali come forme di “distrazione” dalla fede e di divertimento fine a se stesso. I teatri cadono in disuso e hanno altri utilizzi. Le forme di “teatro” presenti sono le “Sacre rappresentazioni”, vere e proprie messe in scena di episodi della vita di Cristo o dei santi: un teatro religioso dunque.

Natività e Passione

Il teatro nel Rinascimento La ripresa dei testi della classicità fra ‘400 e ‘500 porta alla rinascita del teatro greco e latino, preso a modello per adattamenti in ambiente moderno. Struttura e argomenti, specialmente della commedia latina acquistano nuova vita grazie ad autori quali Machiavelli ed Ariosto. I committenti erano naturalmente le corti dei nobili che volevano in tal modo intrattenere gli ospiti con testi che esplicitamente si rifacevano alla cultura antica. Parallelamente nasce in Italia la “commedia dell’arte”, che è invece una forma popolare di divertimento pubblico, pur proponendo anch’essa personaggi già presenti nel teatro antico, ma inseriti nel contesto cittadino e folkloristico . Gli attori indossano le tipiche maschere regionali.

La più celebre commedia italiana del ‘500

La commedia dell’arte Attori in maschera impegnati in una commedia Arlecchino: Venezia Il dottor Balanzone: Bologna Pulcinella: Napoli

Il ‘600, il secolo d’oro del teatro Lo sviluppo delle grandi monarchie nazionali fece crescere la necessità di arte che rappresentasse lo splendore delle corti: il movimento del Barocco rappresentò anche questo. Il teatro acquista grande rilevanza e sempre più persone chiedono tale forma di divertimento e cultura. Anche gli attori sono ormai riuniti in compagnie finanziate da nobili e ricchi borghesi. In Inghilterra, il teatro elisabettiano ha la sua massima espressione in Shakespeare, in Spagna l’opera di Calderon de la Barca e Lope de Vega; in Francia le commedie di Moliere. In Italia, teatro classico e commedia dell’arte continuano invece ad essere le forme principali.

I primi teatri stabili Dopo la “provvisorietà” del Globe Theatre shakespeariano, oggi ricostruito a Londra, dopo i numerosi incendi che lo hanno distrutto lungo i secoli,

nascono i primi teatri “stabili” e monumentali Il Teatro Olimpico di Vicenza, su progetto di Palladio

o quello Farnese di Parma. Insomma i teatri diventano edifici artistici destinati ad accogliere il pubblico regolarmente

Il teatro nel ‘700 Possiamo dire che nasca in questo secolo il teatro “moderno”, con riconoscimento della figura dell’attore all’interno di compagnie stabili ed un pubblico borghese sempre più desideroso di attività ricreative e culturali. Con l’avvento della filosofia illuministica, il teatro diviene sempre più espressione della realtà sociale in cui vive, mostrandone vizi e virtù e invitando ad una riflessione morale in merito. Lo stesso Diderot in Francia fu autore di testi teatrali, mentre in Italia fu Carlo Goldoni a rivoluzionare la “commedia dell’arte”. Nasce uno stile di recitazione più naturale e realistico, lontano via via dalla declamazione del teatro classico. Il ‘700 è anche il secolo in cui ha pieno sviluppo il melodramma, vale a dire l’Opera lirica, che raggiungerà un pubblico sempre più vasto grazie ai successivi autori romantici.

Nascono i teatri “all’italiana” Dal teatro di corte, rettangolare, nasce, grazie agli architetti italiani, la forma a “ferro di cavallo”, con una platea circondata da ordini di palchi. Questo migliora la qualità della visione e crea un palcoscenico profondo che permette l’uso di complesse scenografie.

I teatri d’Opera Il teatro “La Scala” a Milano Il teatro “La Fenice” di Venezia

Il teatro nell’800 Il XIX fu un secolo di passaggio verso il teatro moderno, perché nella prima parte domina ancora l’Opera all’italiana (in una chiave sempre più romantica attraverso Verdi, Bellini, Donizetti), mentre nella seconda comincia a farsi strada il cosiddetto teatro realistico “ borghese”, non più centrato su eroi o eroine tragiche e neppure sulla commedia buffa settecentesca. Centro della vita teatrale europea diventa Parigi, con i suoi lussuosi teatri dove si va per ammirare e farsi ammirare; modello di “rito”teatrale poi esportato in tutto il mondo.

Illustrazione d’epoca in cui Giuseppe Verdi è raffigurato mentre dirige “Aida” all’Opera di Parigi

Oscar Wilde, autore di celebri commedie come “L’importanza di chiamarsi Ernesto” (1895)

Anton Cechov, drammaturgo russo che, dopo un inizio difficile, scrisse drammi considerati tra i “classici” del teatro di tutti i tempi Zio Vanja Il Gabbiano