Le basi per l’adattamento sociale

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Transcript della presentazione:

Le basi per l’adattamento sociale Paola Venuti, Floriana la Femina, Simona de Falco Laboratorio di Osservazione e Diagnostica Funzionale Università di trento

Fattori determinanti per un adeguato sviluppo e adattamento sociale Avere una relazione di attaccamento con un adulto significativo Attivare le capacità mentali per la conoscenza del mondo circostante Lo sviluppo è un processo omogeneo in cui gli ambiti affettivo, cognitivo e sociale sono integrati ed interagiscono tra di loro.

Lo sviluppo infantile Affetti differenze biologico-costituzionali differenze culturali- ambientali Interazione bambino-caregiver Affetti Evoluzione delle strutture mentali

La relazione d’attaccamento La prima relazione importante Il legame con la madre è un legame di lunga durata emotivamente significativo, definito attaccamento. Il legame è reciproco e significativo per entrambi. Fornisce benessere e sicurezza attraverso la vicinanza Se interrotto, implica l’angoscia da separazione Fornisce una base sicura dalla quale il bambino può allontanarsi per esplorare il mondo e farvi ritorno

Dipendenza o attaccamento Dipendenza implica che il bambino sia inabile e che dipenda da un adulto per crescere. Man mano che diventa grande diviene capace di cavarsela da solo e quindi diventa indipendente. Dipendente assume il significato di immaturo Attaccamento implica una relazione duale, il bambino cerca la vicinanza della madre e la madre risponde ai suoi comportamenti. La relazione d’attaccamento dura per tutta la vita anche e soprattutto quando una persona è autonoma.

Attaccamento come base sicura Quanto più un bambino sperimenta una relazione sicura con la propria madre tanto più egli è capace di conoscere, esplorare e entrare in contatto con il mondo esterno. L’attivazione della base sicura interna, man mano che si cresce con l’età, non ha bisogno della persona presente, ma può essere attivata tramite pensieri ed immagini consolatorie o azioni consolatorie.

Tipologie di attaccamento Dalle modalità relazionali della madre e delle altre figure adulte importanti nella famiglia derivano dei modelli diversi di attaccamento Attaccamento insicuro evitante Attaccamento insicuro ambivalente Attaccamento sicuro

Effetti dell’attaccamento La relazione di attaccamento ha effetti su: Le caratteristiche della personalità (autostima, conoscenza di sé, entusiasmo, capacità di recupero) La relazione con i coetanei (socievolezza, cordialità) La relazione con gli adulti (modelli di relazione con altri adulti diversi dai familiari) Gli aspetti emotivi (capacità di regolare le proprie emozioni ed affetti) Gli aspetti cognitivi (capacità di conoscere esplorare, essere curioso) L’adattamento (capacità di adattarsi ad ambienti sociali e fisici diversi)

Attaccamento Sicuro L’attaccamento sicuro si instaura quando la madre sa percepire i segnali del bambino e sa rispondere in maniera pronta ed adeguata. Madri disponibili, affettuose e ricettive negli scambi A scuola il bambino sicuro è quello che: Si distacca dalla famiglia con facilità ma manifesta anche dispiacere per l’allontanamento del genitore Esplora e gioca con gli strumenti culturali forniti E’ capace di relazioni importanti con l’adulto e con i compagni Ha la famiglia come punto di riferimento ma apprezza le relazioni con altri, ama condividere con i genitori le sue scoperte

Se manca la base sicura Quando il bambino non ha esperito una base sicura capace di risposte coerenti e sensibili, allora la ricerca della base sicura può condurre ad azioni distorte e dannose. [ad esempio l’alcol, l’abuso di sostanze, l’ingozzamento di cibo, il movimento ripetuto e continuo: infatti si ritrova una momentanea sensazione di benessere e calma che dà, anche se solo momentaneamente, sicurezza e piacere].

Attaccamento Sicuro e Autostima L’individuo sicuro ha un modello di autostima equilibrato che è aperto alla convalida esterna ma non è completamente dipendente da questa; è capace di instaurare una relazione reciproca in cui sia il dare che il ricevere hanno la loro parte.

Attaccamento insicuro evitante L’attaccamento insicuro evitante si instaura quando la madre tende ad essere poco disponibile ai segnali psicologici sa percepire i segnali del bambino, nel senso che non sono in sintonia con i segnali del bambino, sono chiuse e trascurano il bambino. A scuola il bambino insicuro evitante è quello che: Fa prevalere la sfera cognitiva su quella emotiva. E’ molto concentrato sulle cose e sugli apprendimenti Non manifesta il bisogno di contatto e di vicinanza né ad adulto né a compagni Non manifesta reazioni particolari nei confronti dei propri genitori.

Attaccamento Insicuro Evitante e Autostima Nel modello di attaccamento evitante la convalida esterna ha un impatto ridotto e la persona evitante fa del suo meglio per controllarsi e per tenere a bada l’intimità nella misura in cui essa minaccia il meccanismo interno di mantenimento dell’autostima. [Si tratta di quegli alunni che sembrano indifferenti a tutto, che sembrano aver indossato una maschera impenetrabile].

Attaccamento Insicuro Ambivalente L’attaccamento insicuro ambivalente si instaura quando la madre tende ad essere poco sensibile ma in modo incostante: alcune volte rispondono positivamente e altre volte respingono il bambino quando chiedono attenzione. A scuola il bambino insicuro ambivalente : Manifesta una esasperata dipendenza dall’adulto, richiede la presenza e agisce poco senza il supporto E’ sempre alla ricerca di approvazione e di condivisione con l’adulto Fa fatica a concentrarsi su una attività, è dispersivo e caotico. E’ spesso ansioso ed impaurito e non sfrutta a pieno le proprie capacità cognitive perché in continua ricerca di vicinanza affettiva.

Attaccamento Insicuro Ambivalente e Autostima Nei casi di attaccamento ambivalente l’autostima dipende dalla vicinanza e dallo sguardo positivo della figura di attaccamento e di adulto a cui si rimane aggrappati [Si tratta di quegli alunni che a scuola riescono a fare solo se l’insegnante è vicino o li guarda o esprime approvazione].

Attaccamento e capacità di narrazione E’ la base per una buona capacità di riflettere sulle proprie esperienze. La capacità di parlare in maniera coerente di se stessi, delle proprie difficoltà, la capacità di riconoscere i propri errori è legata alle esperienze positive di attaccamento vissuto Attaccamento Sicuro L’attaccamento sicuro ha una notevole portata sulle capacità logiche e mentali degli alunni. Non possiamo valutare dei processi mentali e delle pratiche relazionali senza considerare e valutare la storia del bambino e il modo in cui si attivano i processi emotivi nel momento in cui è richiesta una performance.

Attaccamento e disturbi del comportamento La capacità di concentrasi nello studio e nei lavori scolastici, il piacere di apprendere dipende dal tipo di relazione e dalla tipologia di attaccamento Attaccamento Sicuro L’essere poco organizzato, disturbante, poco autonomo nello studio non dipende da una questione di volontà e di motivazione ma piuttosto da una questione di sicurezza relazionale

A scuola insegnante Coinvolgimento emotivo Reciprocità Costruisce e Amplia gli interessi del bambino PARTECIPA ATTIVAMENTE alunno

A scuola: lo Scaffolding ossia dal supporto emotivo a quello cognitivo È il processo attraverso cui l’adulto “sostiene” il bambino, offendo “supporto” nella soluzione dei problemi e calibrando tale “sostegno” al livello del bambino. È caratterizzato da 2 regole: quando il bambino fa fatica occorre aumentare l’aiuto quando il bambino non ha difficoltà, l’adulto dovrebbe tirarsi indietro e lasciar fare  sperimenta soddisfazione e autostima Deve gradualmente portare il bambino ad assumersi la responsabilità di portare a termine il compito

A scuola: fondamenti emotivi dell’apprendimento Il vero fondamento di ogni processo di apprendimento non è rappresentato dalla quantità di nozioni acquisite ne tanto meno dalla velocità con cui si sono acquisite ma dal desiderio, la curiosità e il piacere di apprendere, tutti elementi che nascono all’interno di una cornice relazionale. Nessun processo di apprendimento può essere realizzato se non sono state raggiunte le abilità evolutive di base che caratterizzano i diversi livelli della mente, quali: la capacità di attenzione, comunicazione e interazione che si esprimono nella capacità di concentrarsi, ascoltare, stare seduto, di comprendere lo scopo del compito, ecc..

A scuola : premesse sbagliate Tradizionalmente a livello delle istituzioni educative si trascura sia il ruolo svolto dalle emozioni sullo sviluppo intellettivo sia gli aspetti generativi del pensiero legato alle emozioni. Questo è evidenziato dal fatto che esso poggia su alcune premesse sbagliate: Credere che bambini della stessa età siano sullo stesso livello evolutivo e che pertanto sia possibile insegnare con metodi standard come se fossero un gruppo omogeneo e di conseguenza chi non si adegua è considerato un caso “eccezionale”; Credere che i bambini imparino direttamente attraverso la semplice presentazione di spiegazioni, immagini e memorizzazioni, il che significa negare il valore dell’esperienza vissuta nel processo di apprendimento.

A suola : un approccio educativo efficace Un approccio educativo efficiente è orientato evolutivamente, ossia : è in sintonia con il livello evolutivo raggiunto da ogni singolo bambino, che significa osservare e valutare quali sono le abilità già possedute e quali quelle su cui lavorare. Ci si riferisce a competenze emotive e non cognitive non presenta nozioni da imparare ma problemi da risolvere con spirito di iniziativa attraverso compiti pratici, esperimenti, gite, gruppi di lavoro e di discussione e ricerche che consentono al bambino di entrare in contatto con la materia e di passare da una conoscenza sensoriale ad una emotiva ed infine a mentalizzare;

A scuola: un approccio educativo efficace Prende in considerazione le inclinazioni naturali del bambino, che significa riconoscere e partire dalle aree in cui prova un reale piacere (che generalmente sono quelle in cui è più abile) per poi estendere le conoscenze agli altri ambiti; Rispetta il ritmo di apprendimento del bambino.

Il bambino e gli altri: l’aggressività Aggressività di ESPANSIONE Si intende la spinta, l'energia che si possiede per agire, per sperimentare se stessi, e per superare ostacoli che si frappongono alla realizzazione di obiettivi che ci si è posti. E' una forza che permette l'autorealizzazione, il vincere l'ambiente, le attività creative. Aggressività di DIFESA E' messa in atto, spesso contemporaneamente e inscindibilmente dall'aggressività di espansione, quando si avverte una minaccia per la propria identità.  E' una forza utilizzata per difendere la propria identità minacciata da un pericolo L'aggressività difensiva è posta in atto in particolare da chi sta strutturando la sua identità e personalità.

A scuola sviluppare l’intelligenza emotiva L’intelligenza è la capacità di creare idee da esperienze emotive vissute, di riflettervi e di capirle nel contesto di altre informazioni e di comunicarle a se stessi e agli altri. Lo sviluppo consiste nel processo di trasformazione dei dati sensoriali in immagini mentali attraverso cui egli può rappresentare tali sensazioni sia a se stesso che agli altri. Progressivamente si giunge al pensiero emotivo, attraverso cui il bambini può rappresentare i propri sentimenti, elaborarli e comunicarli e può cogliere i segnali emotivi altrui, nonché può pensare in maniera logica

A scuola insegnante Coinvolgimento emotivo Reciprocità Costruisce e Amplia gli interessi del bambino PARTECIPA ATTIVAMENTE alunno

A scuola: lo Scaffolding ossia dal supporto emotivo a quello cognitivo È il processo attraverso cui l’adulto “sostiene” il bambino, offendo “supporto” nella soluzione dei problemi e calibrando tale “sostegno” al livello del bambino. È caratterizzato da 2 regole: quando il bambino fa fatica occorre aumentare l’aiuto quando il bambino non ha difficoltà, l’adulto dovrebbe tirarsi indietro e lasciar fare  sperimenta soddisfazione e autostima Deve gradualmente portare il bambino ad assumersi la responsabilità di portare a termine il compito

A scuola: fondamenti emotivi dell’apprendimento Il vero fondamento di ogni processo di apprendimento non è rappresentato dalla quantità di nozioni acquisite ne tanto meno dalla velocità con cui si sono acquisite ma dal desiderio, la curiosità e il piacere di apprendere, tutti elementi che nascono all’interno di una cornice relazionale. Nessun processo di apprendimento può essere realizzato se non sono state raggiunte le abilità evolutive di base che caratterizzano i diversi livelli della mente, quali: la capacità di attenzione, comunicazione e interazione che si esprimono nella capacità di concentrarsi, ascoltare, stare seduto, di comprendere lo scopo del compito, ecc..

A scuola : premesse sbagliate Tradizionalmente a livello delle istituzioni educative si trascura sia il ruolo svolto dalle emozioni sullo sviluppo intellettivo sia gli aspetti generativi del pensiero legato alle emozioni. Questo è evidenziato dal fatto che esso poggia su alcune premesse sbagliate: Credere che bambini della stessa età siano sullo stesso livello evolutivo e che pertanto sia possibile insegnare con metodi standard come se fossero un gruppo omogeneo e di conseguenza chi non si adegua è considerato un caso “eccezionale”; Credere che i bambini imparino direttamente attraverso la semplice presentazione di spiegazioni, immagini e memorizzazioni, il che significa negare il valore dell’esperienza vissuta nel processo di apprendimento.

A suola : un approccio educativo efficace Un approccio educativo efficiente è orientato evolutivamente, ossia : è in sintonia con il livello evolutivo raggiunto da ogni singolo bambino, che significa osservare e valutare quali sono le abilità già possedute e quali quelle su cui lavorare. Ci si riferisce a competenze emotive e non cognitive non presenta nozioni da imparare ma problemi da risolvere con spirito di iniziativa attraverso compiti pratici, esperimenti, gite, gruppi di lavoro e di discussione e ricerche che consentono al bambino di entrare in contatto con la materia e di passare da una conoscenza sensoriale ad una emotiva ed infine a mentalizzare;

A scuola: un approccio educativo efficace Prende in considerazione le inclinazioni naturali del bambino, che significa riconoscere e partire dalle aree in cui prova un reale piacere (che generalmente sono quelle in cui è più abile) per poi estendere le conoscenze agli altri ambiti; Rispetta il ritmo di apprendimento del bambino.

Il bambino e gli altri: l’aggressività Aggressività di ESPANSIONE Si intende la spinta, l'energia che si possiede per agire, per sperimentare se stessi, e per superare ostacoli che si frappongono alla realizzazione di obiettivi che ci si è posti. E' una forza che permette l'autorealizzazione, il vincere l'ambiente, le attività creative. Aggressività di DIFESA E' messa in atto, spesso contemporaneamente e inscindibilmente dall'aggressività di espansione, quando si avverte una minaccia per la propria identità.  E' una forza utilizzata per difendere la propria identità minacciata da un pericolo L'aggressività difensiva è posta in atto in particolare da chi sta strutturando la sua identità e personalità.

A scuola sviluppare l’intelligenza emotiva L’intelligenza è la capacità di creare idee da esperienze emotive vissute, di riflettervi e di capirle nel contesto di altre informazioni e di comunicarle a se stessi e agli altri. Lo sviluppo consiste nel processo di trasformazione dei dati sensoriali in immagini mentali attraverso cui egli può rappresentare tali sensazioni sia a se stesso che agli altri. Progressivamente si giunge al pensiero emotivo, attraverso cui il bambini può rappresentare i propri sentimenti, elaborarli e comunicarli e può cogliere i segnali emotivi altrui, nonché può pensare in maniera logica