Roma verso l’ Impero la crisi della Repubblica

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Transcript della presentazione:

Roma verso l’ Impero la crisi della Repubblica I secolo aC guerre civili verso l’ Impero

La premessa delle tre sanguinose guerre civili (88-31 a. C La premessa delle tre sanguinose guerre civili (88-31 a.C.) furono le conseguenze politiche delle conquista e dell’ espansione dei secoli V-II a.C. Antonio

Nel giro di circa 3 secoli (dal 500 al 130 a. C Nel giro di circa 3 secoli (dal 500 al 130 a.C.) Roma, da piccolo villaggio di pastori e contadini, era diventata una città padrona di un territorio immenso, vale a dire tutta l’area del Mar Mediterraneo Occidentale e Orientale. Pur detenendo il controllo di un territorio enorme, le strutture politico-amministrative di Roma rimasero quelle delle origini. Roma aveva raggiunto una dimensione tale da non poter essere amministrata da istituzioni di tre secoli prima. LE ANTICHE ISTITUZIONI REPUBBLICANE ERANO INADEGUATE A GESTIRE UN IMPERO COSì VASTO E COMPLESSO.

Optimates e populares Nel II sec. aC si formano queste due nuove fazioni politiche. La nobilità (cioè la classe dirigente composta da patrizi e plebei ricchi) si divise in due gruppi contrapposti: Gli OPTIMATES (“uomini eccellenti”) costituivano il gruppo nobiliare difensore dell’ordine esistente e dei privilegi del senato; erano contrari alle rivendicazioni delle masse popolari e a qualsiasi cambiamento (oggi li definiremmo “conservatori”). I POPULARES (“amici del popolo”) erano quei nobili che si facevano interpreti delle esigenze delle masse ed erano favorevoli al cambiamento e alle riforme politiche e sociali (oggi li chiameremmo “innovatori” o “progressisti”).

Guerre civili: chi sono stati i protagonisti di tali conflitti interni?

Prima guerra civile (86-82 a.C.) Lucio Cornelio Silla, detto «Felix», di origine nobile, abilissimo generale, sostenitore del senato e degli ottimati, dittatore a tempo indeterminato dopo la guerra contro Mario, dall’82 al 79 a.C. Gaio Mario, homo novus, console dal 107 al 101, valente generale, esponente dei «populares».

Seconda guerra civile (49-45 a.C) Gnaeus Pompeius, uomo ricchissimo, abilissimo generale e stratega, alleato e poi nemico di Cesare, sostenitore del senato e degli ottimati. Caius Iulius Caesar, discendente da una nobile famiglia, abile uomo politico e generale, uomo dal grande fascino, esponente dei populares. Si fa nominare dittatore a vita. 8

Terza guerra civile (44 - 31 a.C.) Marcus Antonius, di famiglia nobile, parente di Cesare (alla lontana) di cui fu anche sostenitore e luogotenente nella campagna di conquista della Gallia. Aspira a diventare re della parte orientale dell’impero di cui detiene il controllo Caius Iulius Caesar Octavianus, figlio adottivo di Cesare, suo erede ufficiale. All’inizio del conflitto con Antonio, Ottaviano ha appena compiuto 18 anni. Sostiene il senato nella guerra contro Antonio. Pone fine alle guerre civili e diventa il primo imperatore romano col nome di AUGUSTO

Riforma dell’ esercito e prima guerra civile Gaio Mario, homo novus Gaio Mario era quello che si diceva un homo novus: non apparteneva CIOè alla aristocrazia senatoria (nobilitas). Nel 108 a.C., poi sposò Giulia, zia di Giulio Cesare, imparentandosi così con la gens Iulia, una delle più nobili famiglie di Roma. In questo situazione Mario corse per il consolato. Egli aveva già ottenuto delle vittorie in Africa come luogotenente di Metello. Fu eletto console per il 108 a.C.

Merio e la riforma dell’esercito PROBLEMA: l’impoverimento dei piccoli proprietari rendeva difficile completare i reclutamenti, che avvenivano secondo i criteri censitari (ciascun soldato si doveva pagare le armi) SOLUZIONE DI MARIO: Mario chiamò alle armi i volontari, ammettendo anche i nullatenenti poiché le armi vennero fornite dallo Stato. Si ebbe così non più un esercito di soldati professionisti, che sceglievano la guerra come mestiere. In questo modo molti disoccupati e sbandati potevano entrare nell'esercito, con l’obiettivo di percepire il soldo, fare bottino durante gli attacchi e ottenere l’assegnazione di terre alla fine delle campagne militari.

In cosa consisteva la riforma dell’esercito attuata da Gaio Mario? CONSEGUENZE: La riforma: 1) da una parte rinvigorì l'esercito, formando il tipo classico del veterano, gloria delle armate romane; 2) dall'altra legò i soldati agli interessi del proprio comandante e non più agli interessi dello stato.

in seguito alla riforma di Mario nascono i signori della guerra

la I guerra civile Silla fu il primo dei più famosi “signori della guerra” che scatenò la guerra civile contro Mario Egli infatti sfruttò a proprio vantaggio l’ esercito marciando con esso su Roma, sorpassando più volte i limiti sacri dei confini della città oltre i quali nessun esercito romano poteva andare La prima volta occupò la città per sconfiggere Mario che gli contendeva il comando di una campagna militare e la seconda per prendere il potere di Roma.

La dittatura sillana (82-79 a.C.) La vendetta di Silla fu molto spaventosa. Egli ordinò che tutti i veterani di Mario fossero uccisi sul posto. Fece esporre nel Foro le liste di proscrizione, cioè elenchi di uomini del partito avversario, che potevano essere uccisi liberamente. Si fece eleggere dittatore perpetuo (una carica inesistente a Roma, la dittaura durava solo 6 mesi) Dopo aver riordinato la repubblica depose improvvisamente la dittatura e nel 79 a.C. si ritirò a vita privata in una sua villa di Cuma, dove morì l'anno seguente. Fu soprannominato “Sulla Felix” (fortunato), ma lasciò un lungo strascico di odio.

Altri signori della guerra che porteranno Roma sempre più vicino a diventare un impero saranno Pompeo e Giulio Cesare.