Azione F3: Realizzazione di prototipi di azioni educative in aree di grave esclusione sociale e culturale, anche attraverso la valorizzazione delle reti.

Slides:



Advertisements
Presentazioni simili
Piano di Zona 2011 – 2013 dellAmbito del Ciriacese PRIORITA E OBIETTIVI STRATEGICI PRIORITA E OBIETTIVI STRATEGICI.
Advertisements

Leconomia sociale nelle reti e progetti promossi dalle Regioni italiane Milano, 5 novembre 2011 Rita Porru Leconomia sociale nelle reti e progetti promossi.
LA Qualità d’Aula e il SIMUCENTER CAMPANIA
Roma 14 maggio 2008 IL POI ENERGIE RINNOVABILI E RISPARMIO ENERGETICO PROPOSTA PER UN PROGETTO PILOTA DELLE PROVINCE DEL MEZZOGIORNO.
Azione 1 Formazione linguistica ed educazione civica : Fondo Europeo per l'Integrazione di cittadini di Paesi terzi -Annualità Presentazione a cura.
Azioni Strutturali Politica regionale Rafforzare la concentrazione Obiettivi7 3 Iniziative comunitarie13 4 % della popolazione.
RISORSE PER LAMPLIAMENTO DELLOFFERTA FORMATIVA Ufficio Scolastico Regionale per le Marche.Direzione Generale Ufficio Studi Questa presentazione può essere.
Progetto sperimentazione triennale. Piani di studio personalizzati: Rispetto al piano formativo di corso, 19 CFP su 27 hanno elaborato PSP.
Verso il POR FSE Consiglio Regionale del Veneto
Il sociale nelle politiche regionali di sviluppo e coesione Emanuele Villa Palermo, 18 gennaio 2013 Emanuele Villa Palermo, 18 gennaio 2013 Il welfare.
1 Progettare e operare nella scuola dellautonomia Attività di formazione del personale del sistema scolastico Tratto da LA SCUOLA per lo Sviluppo Programma.
Unione Europea e Fondi Strutturali
Obiettivi e Linee di Intervento LA VALUTAZIONE DEI PON ISTRUZIONE 2007/2013 FSE Competenze per lo sviluppo e FESR Ambienti per lapprendimento.
Europa 2020 Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva Obiettivi per il 2020 Il 75% delle persone tra i 20 e i 64 anni occupate.
Programma Operativo Nazionale FSE – 2007-IT 05 1 PO 007 Competenze per lo Sviluppo Ministero dellIstruzione, dellUniversità e della Ricerca IL.
Orientamento per il successo scolastico e formativo PIANO REGIONALE ORIENTAMENTO USR Lombardia 1° incontro – Introduzione.
“La scuola per lo sviluppo” Misura 6 Istruzione Permanente “Competenze per lo Sviluppo” Obiettivo G Migliorare i sistemi di apprendimento lungo.
Progetto ChORUS Competenze, Organizzazione, Risorse Umane a Sistema ___________________________________________________________________________________________________________________________________.
Progetto Competenze In Rete PON Governance e Azioni di Sistema (FSE) Obiettivo 1 - Convergenza Asse E Capacita istituzionale - Obiettivo specifico.
Architettura della programmazione Programmazione Strategica: UE OSC – Orientamenti Strategici Comunitari STATOQSN Quadro Strategico Nazionale Programmazione.
Progetto Capacity SUD Obiettivi e strategie per il Partenariato II Laboratorio Le scelte di policy proposte nella bozza di Accordo di partenariato.
Politica di coesione - I nuovi regolamenti comunitari Prospettive per il periodo Paola Bertolissi – Commissione europea DG Occupazione, affari.
Il Quadro di riferimento per valutare la qualità dellofferta formativa Il progetto Isfol - Miur Valutazione della qualità delle azioni previste dal PON.
Ministero dellIstruzione, dellUniversità e della Ricerca DIPARTIMENTO PER LA PROGRAMMAZIONE DIREZIONE GENERALE AFFARI INTERNAZIONALI UFFICIO IV PIANO UNITARIO.
1 Seminario Strumenti per la Cooperazione transnazionale del FSE Roma, 4 dicembre 2008 Ministero del Lavoro, della salute e delle politiche sociali Coordinamento.
Azione H.1 Interventi formativi sugli strumenti e sulle strutture di governo del sistema per promuovere la capacity building delle istituzioni scolastiche.
Ammissibilità e Gestione Progetti Azione F3: realizzazione di prototipi di azioni educative in aree di grave esclusione sociale e culturale, anche attraverso.
DIRITTO-DOVERE ALL'ISTRUZIONE E ALLA FORMAZIONE DELIBERA DI GIUNTA REGIONALE N. 979/2008 Sistema regionale di istruzione e formazione professionale Il.
Obiettivi e Linee di Intervento LA VALUTAZIONE DEI PON ISTRUZIONE 2007/2013 FSE Competenze per lo sviluppo e FESR Ambienti per lapprendimento.
Avviso prot. n. AOODGAI/11666 del conferenze informative territoriali Avviso per la Realizzazione di prototipi di azioni educative in aree di.
Segni,03/06/13 ACCORDO DI RETE. costituzione di reti territoriali tra istituzioni scolastiche, al fine di conseguire la gestione ottimale delle risorse.
I target per lItalia allinterno della Strategia 2020 e la situazione attuale rispetto a Occupazione, Povertà, Istruzione Egidio Riva Università Cattolica.
Le scuole e l’autonomia
Pon F3 FSE 04 POR SICILIA RI. ME. DI
PAC SUD Il Piano di lavoro di Confcooperative Campania.
FOND0 SOCIALE EUROPEO & FONDAZIONE PER IL SUD
Dalla FIDUCIA al TRUST Per riservare insieme un patrimonio adeguato a favore delle persone con disabilità Schio – Palazzo Toaldi Capra Martedì 24 Novembre.
P.A.I PIANO ANNUALE PER L’INCLUSIONE
Alcuni dati estratti dal Sistema di Gestione della Programmazione Unitaria 2007/ GPU Azione F3: Realizzazione di prototipi di azioni educative in.
PON FSE ASSE ADATTABILITÀ, OB. SPECIFICO 1.4 Leducazione allimprenditorialità Roma, ISFOL, Marta Consolini.
Azioni previste dai Programmi Operativi Nazionali: Competenze per lo Sviluppo IT051PO007 - finanziato con il FSE Annualità 2009 e Programmazione.
Obiettivo F "Promuovere il successo scolastico, le pari opportunità e l'inclusione sociale" Azione 3 "Sviluppo di reti contro la dispersione scolastica.
Nuovo ciclo di programmazione
Educare e insegnare nellintegrazione: quali opportunità ci offrono le flessibilità di sistema in una scuola ormai intesa come comunità di sostegno Rita.
Fase di riprogettazione
Regional Policy EUROPEAN COMMISSION 1 Michele Pasca-Raymondo Commissione europea DG Politica Regionale Bruxelles, 28 novembre 2006 Confcommercio International.
PIANO SUD: INCONTRO MINISTRO FITTO “Obiettivi, criteri e modalità per la programmazione delle risorse di cui alla delibera CIPE n. 79 del 30 luglio 2010,
BANDO VOLONTARIATO OBIETTIVI: SOSTENERE LE RETI NAZIONALI DI VOLONTARIATO PER IL RAFFORZAMENTO E LO SVILUPPO DELLA PROPRIA RETE NEL MEZZOGIORNO.
Il Piano di Zona: strumento di programmazione del sociale
Roma 24 ottobre 2007 Roberto Lorusso - Consulente per l'innovazione 1 La Priorità 8: dal QSN alla dimensione urbana. Il Comune di Bari Esperienze di alcuni.
Il decentramento della formazione professionale alle Province.
Piano Azione_Coesione F-3 FSE_04_POR_ Campania_2013_160 Progetto in rete Dalla scuola per tutti … alla scuola per ciascuno.
Regione Campania Legge regionale n. 6 del 15 giugno 2007, art. 1, comma 1 La regione Campania riconosce ogni forma di spettacolo, aspetto fondamentale.
NASCONO I CPIA - DPR 263/ CIRCOLARE 36 DEL 10 APRILE LINEE GUIDA PER IL PASSAGGIO AL NUOVO ORDINAMENTO USR Lombardia - uff. XI Patrizia.
AZIONE CHIAVE 2 Cooperazione per l’innovazione e le buone pratiche Partenariati strategici nell’aria dell’educazione, formazione e giovani.
Percorso di incontri informativi di orientamento rivolti ai docenti delle scuole medie inferiori Diritto-Dovere all’Istruzione e alla Formazione Professionale.
1 Convegno nazionale (MiPAF-Regione Veneto) La politica di sviluppo rurale verso il Le politiche di sviluppo rurale in Italia: analisi dell’attuazione.
SCUOLE, GIOVANI E SICUREZZA Indirizzi normativi e pratiche di eccellenza Torino, 15 Ottobre 2012.
Programma Operativo FESR 2014/2020
Seminario rete F.A.R.O. Palermo, 29 novembre 2013 Catania, 6 dicembre 2013 Dal processo di autovalutazione alle azioni di miglioramento Vito PECORARO.
Progetto LAPS & RAPS Progetto per un Piano di Azione Locale rivolto a favorire l’inclusione socio-lavorativa della popolazione adulta a rischio di espulsione.
Promozione del sistema integrato di servizi sociali e sociosanitari
Azione F3 Realizzazione di prototipi di azioni educative in aree di grave esclusione sociale e culturale, anche attraverso la valorizzazione delle reti.
La Scuola che promuove salute
Conferenza di servizio DIRIGENTI E DOCENTI REFERENTI Istituti Scolastici di Primo e Secondo Grado Città e Provincia di Catania.
Programma Operativo Fondo sociale europeo AVVISO PER LA PRESENTAZIONE DI PROPOSTE PROGETTUALI AVENTI CONTENUTO FORMATIVO: a) INTERVENTI DI RETE.
PAI Piano Annule di Inclusione
USR PER LA PUGLIA – DIREZIONE GENERALE INCONTRO CON GLI ISTITUTI «SPORTELLO EUROPA» 11 NOVEMBRE 2014 Referente regionale PON: Vincenzo Melilli.
02/06/2016 Catania 1 Evento di Lancio del Programma e presentazione primo bando Auditorium Monastero dei Benedettini Catania 25 gennaio 2010 Presidenza.
PROGRAMMI SPECIFICI NEL SETTORE DELL’ORIENTAMENTO FINANZIATI DAL FONDO SOCIALE EUROPEO
Transcript della presentazione:

Azione F3: Realizzazione di prototipi di azioni educative in aree di grave esclusione sociale e culturale, anche attraverso la valorizzazione delle reti esistenti PRESENTAZIONE DELL'AZIONE

Al fine di consolidare e completare il percorso di rilancio dei programmi cofinanziati dai Fondi strutturali avviato con le iniziative di accelerazione ex Delibera CIPE 1/2011, il Piano di Azione Coesione riorienta la destinazione di parte delle risorse dei Programmi Operativi delle Regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia e dei Programmi Operativi Nazionali 2007/2013 focalizzandole su settori di intervento strategici per lo sviluppo dei territori dell’Area Convergenza. Nell’ambito del settore Istruzione, in particolare, il Piano di Azione Coesione ripropone azioni consolidate in grado di insistere sui fattori di criticità che permangono nel sistema scolastico promuove azioni di carattere innovativo e anticipatorio delle strategie definite nei documenti comunitari relativi alla Programmazione IL PIANO DI AZIONE COESIONE

IL PIANO DI AZIONE COESIONE Priorità Istruzione

AZIONE 3 Contrasto alla dispersione scolastica RISULTATI ATTESI: Riduzione del fallimento formativo precoce e della dispersione scolastica a parità di contesto e attivazione di tutte le energie formative ed educative presenti nel territorio  Creare reti di scuole e attori del territorio che agiscano in misura sinergica e integrata nel contrastare i fattori alla base del fallimento formativo  Accrescere il successo scolastico  Ridurre la dispersione scolastica  Offrire una seconda opportunità ai soggetti usciti precoocemente dai percorsi di istruzione e formazione INDICATORI DI RISULTATO  Tasso di abbandono al biennio delle scuole superiori  Tasso di passaggio alla classe successiva  Quota di drop out reinseriti in percorsi di istruzione AZIONE: Realizzazione di prototipi di azioni educative prolungate, dalla scuola del primo ciclo fino all’avvio al lavoro, in aree di esclusione sociale e culturale particolarmente grave, anche attraverso la valorizzazione delle reti esistenti

Azione3 Contrasto alla dispersione scolastica LE FINALITÀ DEGLI INTERVENTI Promuovere l’accesso all’istruzione di base Favorire il successo scolastico e garantire la permanenza entro i percorsi di istruzione e formazione Costruire azioni e esperienze di seconda opportunità Favorire la fruibilità delle diverse opportunità formative Costruire esperienze di socializzazione al lavoro Offrire sostegno alle famiglie e, in particolare, alle famiglie monogenitoriale Sensibilizzare i genitori Promuovere la convivenza civile, la partecipazione allo sviluppo locale, la coesione sociale

 SONO FOCALIZZATI SU SPECIFICHE AREE TERRITORIALI  COMPORTANO L’INTEGRAZIONE DELLE INTELLIGENZE E DELLE RISORSE POSITIVE DEL TERRITORIO ALL’INTERNO DI RETI  COSTITUISCONO LA BASE PER LO SVILUPPO DI UN PROTOTIPO, CHE MODELLIZZI MODALITÀ E STRUMENTI EFFICACI E INNOVATIVI DI INTERVENTO PER PROMUOVERE LA CRESCITA E IL RECUPERO DEI GIOVANI NELLE AREE A MAGGIOR RISCHIO DI EMARGINAZIONE, ILLEGALITÀ, DEVIANZA Azione3 Contrasto alla dispersione scolastica LE CARATTERISTICHE DEGLI INTERVENTI ATTUATI SECONDO LA METODOLOGIA DELL A RICERCA – AZIONE GLI INTERVENTI:

All’interno delle Regioni dell’Ob. Convergenza sono state individuate specifiche aree territoriali destinatarie degli interventi, individuate sulla base dei dati provenienti dall’Anagrafe nazionale degli allievi del MIUR (interruzioni di frequenze e di abbandoni) e dall’INVALSI (livelli di apprendimento, status socio–economico-culturale e abbandoni scolastici). Azione3 Contrasto alla dispersione scolastica LE AREE DI INTERVENTO In base alla ubicazione degli Istituti scolastici che presentano maggiori criticità per la loro posizione nella graduatoria relativa la dispersione e/o per il valore dell’indicatore composito, è stato predisposto un elenco dei comuni (o delle aree urbane/ quartieri individuati dai cap) su cui concentrare gli interventi.

LE AREE DI INTERVENTO IN REGIONE CALABRIA

LE AREE DI INTERVENTO IN REGIONE CAMPANIA

LE AREE DI INTERVENTO IN REGIONE PUGLIA

LE AREE DI INTERVENTO IN REGIONE SICILIA

Gli interventi sono gestiti da un Istituto scolastico capofila della rete e vengono progettati e attuati nella collaborazione, regolamentata attraverso intese formalizzate (Accordi di partenariato), con specifici partner del territorio. Accanto all’Istituto capofila, titolare del progetto autorizzato e responsabile del coordinamento della progettazione, dell’attuazione, del monitoraggio e della gestione contabile - amministrativo, ciascuna rete include al suo interno:  almeno due istituzioni scolastiche con sede in una delle aree territoriali, preferibilmente, in rete verticale  almeno un soggetto esterno alla scuola con le seguenti caratteristiche:  soggetto privato che operi nel campo del “privato sociale” (ONLUS, IPAB, Associazioni di promozione sociale, di volontariato, Fondazioni, etc.)  soggetto pubblico locale (enti locali, tribunali per i minori, prefetture, ASL,  servizi sociali, consultori familiari, forze dell’ordine, SpI, etc.) Azione3 Contrasto alla dispersione scolastica LE RETI

GIOVANI ED ALLIEVI (TARGET PRIORITARIO): - A RISCHIO DI ABBANDONO DEL PERCORSO SCOLASTICO E FORMATIVO - CHE HANNO ABBANDONATO PRECOCEMENTE L’ITER SCOLASTICO - FORMATIVO; - IN POSSESSO DI BASSI LIVELLI DI COMPETENZE, BISOGNOSI DI AZIONI DI ORIENTAMENTO NELLA FASE DI TRANSIZIONE DAL I AL II CICLO D’ISTRUZIONE, ACCOMPAGNAMENTO E SOSTEGNO ALLA SCHOOL-WORK TRANSITION E ALLA SOCIALIZZAZIONE AL LAVORO STAKEHOLDERS DEL TERRITORIO (TARGET STRUMENTALE): - GENITORI E FAMIGLIE - PERSONALE SCOLASTICO DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE Azione3 Contrasto alla dispersione scolastica I DESTINATARI

Il progetto presentato da ciascuna Rete si articola in percorsi focalizzati su una ben identificata situazione di criticità/fabbisogno e dedicati a specifici target (singoli destinatari o gruppi). Ogni percorso è strutturato in uno o più moduli, definiti sulla base del fabbisogno dei differenti target intercettati. Azione3 Contrasto alla dispersione scolastica LA STRUTTURA DEI PROGETTI

Azione3 Contrasto alla dispersione scolastica LE TIPOLOGIE DI ATTIVITÀ Ampia e flessibile è la tipologia di moduli attivabili all’interno di ciascun percorso:

FASE I Candidatura capofila (Circolare del 31/07/2012) FASE III Avvio e attuazione delle attività Azione3 Contrasto alla dispersione scolastica ITER ATTUATIVO FASE II Progettazione esecutiva (Circolare 199 del 08/01/2013) FASE IV Riprogettazione (Note 8475 del 05/08/ del 4/10/2013)

La procedura di selezione ha previsto una prima fase di valutazione degli Istituti scolastici candidatisi al ruolo di capofila delle reti, effettuata sulla base dei seguenti criteri:  esperienze significative di coordinamento e di collaborazione in rete con altre istituzioni scolastiche e con altri soggetti del territorio  esperienza di gestione di Centri Risorse per il recupero e il contrasto della dispersione scolastica e/o Centri Polifunzionali di Servizio (PON 2000/2006)  esperienze, negli ultimi 3 anni, di ricerca, intervento, e sperimentazione didattica nel campo della dispersione scolastica e del contrasto del disagio giovanile  qualità delle strutture e infrastrutture adeguata alla realizzazione del progetto Azione3 Contrasto alla dispersione scolastica FASE I: SELEZIONE CAPOFILA

Azione3 Contrasto alla dispersione scolastica FASE II: PROGETTAZIONE ESECUTIVA Gli Istituti scolastici selezionati nella Fase I, hanno Presentato i progetti esecutivi esplicitando:  i soggetti della rete (componenti ed esperienza specifica) e l’Accordo di Parternariato  le caratteristiche del territorio di riferimento  la mission, i valori e le precedenti esperienze della rete  le aree strategiche (tipologie dei gruppi target) su cui operare e gli obiettivi strategici  l’articolazione e le tipologie di intervento  la pianificazione finanziaria A seguito della verifica di ammissibilità dei progetti presentati, il MIUR ha proceduto all’affidamento di progetti a 209 Reti.

POR FSEN. PROGETTI IMPORTO AUTORIZZATO Calabria33 € ,77 Campania64 € ,48 Puglia42 € ,36 Sicilia70 € ,36 TOTALE209 € ,97 Azione3 Contrasto alla dispersione scolastica I PROGETTI AMMESSI A FINANZIAMENTO

Il 16% delle reti comprende da 10 a 14 soggetti Il 2% delle reti comprende oltre 14 soggetti Il 75% delle reti comprende da 5 a 9 soggetti Progetti ammessi a finanziamento NUMEROSITÀ DELLE RETI Il 7% delle reti è composto da 4 soggetti (numero minimo)

Il 73% delle scuole in rete appartengono al I ciclo Le capofila appartengono per il 58% al II ciclo. Scuole in rete RegioneI cicloII cicloTotale Calabria66%34%100% Campania82%18%100% Puglia71%29%100% Sicilia71%29%100% Totale73%27%100% Capofila RegioneI cicloII cicloTotale Calabria42%58%100% Campania30%70%100% Puglia31%69%100% Sicilia60%40%100% Totale42%58%100% Progetti ammessi a finanziamento CICLO DI ISTRUZIONE DELLE SCUOLE CAPOFILA E PARTNER

Il 78% dei soggetti del territorio è rappresentato da enti no profit Il 22% dei soggetti del territorio è rappresentato da enti pubblici Progetti ammessi a finanziamento TIPOLOGIA DEI SOGGETTI DEL TERRITORIO

N. progettiN. percorsiN. moduli N. medio di percorsi per progetto N. medio di moduli per percorso Calabria ,45 Puglia ,24,5 Sicilia ,24,9 Campania ,45 Totale ,54,9 Progetti ammessi a finanziamento PERCORSI E MODULI PROGETTATI

REGIONI N. GIOVANI/ALLIEVI PREVISTI N. MEDIO DI GIOVANI/ALLIEVI PER PERCORSO Calabria ,7 Puglia ,2 Sicilia ,8 Campania ,1 TOTALE ,6 Progetti ammessi a finanziamento DESTINATARI PREVISTI

Il 51,3% dei moduli sono rivolti ad allievi a rischio di abbandono del percorso scolastico e formativo Il 50,3% dei moduli sono rivolti ad allievi in possesso di bassi livelli di competenze Il 15,7% dei moduli sono rivolti ad allievi bisognosi di azioni di orientamento nella fase di transizione dal I al II ciclo di istruzione L’8,1% dei moduli sono rivolti ad allievi bisognosi di accompagnamento e sostegno alla school-work transition e alla socializzazione al lavoro Il 5,5% dei moduli sono rivolti a giovani che hanno abbandonato precocemente l'iter scolastico-formativo Ogni modulo può essere rivolto contemporaneamente a più tipi di target prioritari Progetti ammessi a finanziamento TIPOLOGIA DI TARGET PRIORITARIO