I TEMI DELLA SOCIOLOGIA DELL’AMBIENTE: RISCHIO, CONFLITTI, VALUTAZIONI.

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I TEMI DELLA SOCIOLOGIA DELL’AMBIENTE: RISCHIO, CONFLITTI, VALUTAZIONI

Il rischio ambientale: dall’analisi probabilistica alla costruzione sociale Da un punto di vista puramente quantitativo, il rischio associato ad un determinato evento può essere definito come il prodotto della probabilità che l’evento si verifichi per l’entità dei danni conseguenti al suo verificarsi R = P x C Qualora la probabilità dell’evento preso in considerazione sia rapportata ad un periodo di tempo determinato il rischio sarà allora calcolabile come il prodotto della frequenza di un evento per l’entità delle sue conseguenze dannose R = (P/T) x C

Dall’analisi probabilistica alla costruzione sociale del rischio: i due assunti della PRA 1. Il rischio è un costrutto concettuale di tipo esclusivamente probabilistico, descrivibile mediante la frequenza attesa degli accadimenti non voluti 2. L’opinione pubblica è composta da soggetti isolati dal loro contesto, che si comportano solo razionalmente di fronte ai rischi cui sono esposti

Che cosa trascura la PRA La considerazione che la trasformazione di un puro pericolo in un rischio rappresenta una costruzione sociale che combina elementi cognitivi, morali, culturali, politici In altre parole, nel concetto di rischio è imprescindibile l’elemento umano

Un pericolo e un rischio Il cancro al polmone è un pericolo oggettivo, in quanto malattia fisica che può colpire l’uomo, respirare l’aria inquinata o fumare un pacchetto di sigarette al giorno è un rischio cui decide di confrontarsi (o di evitare) qualsiasi uomo sia a conoscenza che si tratta di attività che possono indurre il cancro ai polmoni. Il primo è una proprietà delle cose, il secondo della decisione e della consapevolezza.

Il rischio non è solo percezione individuale, ma è costruzione sociale (Mary Douglas) Nella percezione del rischio gli esseri umani agiscono non tanto come individui isolati, ma come esseri sociali Ogni struttura sociale seleziona un certo numero e/o tipo di pericoli e sviluppa specifici meccanismi di attribuzione di colpa, che hanno il compito di mantenere la coesione del gruppo L’analisi del rischio non può mai prescindere dalla cultura e deve presupporre l’esistenza di una pluralità di razionalità

Il modello della Douglas: la progettualità è condizionata dalla coscienza collettiva L’attore sociale possiede un orizzonte di possibilità nelle sfere della normativa sociale (prescrizioni) e della dimensione collettiva (integrazione) Le norme che guidano l’azione degli individui possono variare dalla massima coazione fino alla estrema flessibilità. Altrettanto vale per il grado di integrazione sociale

Tipologia delle culture Norme rigide norme flessibili Gruppo forte Gruppo debole FATALISTA GERARCHICA INDIVIDUALISTASETTARIA Asse del centro politico Asse della marginalità politica

Thompson e Schwarz: l’adattamento del modello all’analisi degli atteggiamenti verso l’ambiente Generatore di differenti comportamenti e approcci al problema e conseguenti strategie Concezioni non necessariamente individuali, ma riferibili a gruppi, o ad intere società, nelle quali esistono razionalità prevalenti, che tendono a caratterizzarle

Limitazioni sulle scelte Nessuna limitazione sulle scelte collettivizzato individualizzato FATALISTA (natura capricciosa) GERARCHICA (natura perversa/tollerante) INDIVIDUALISTA (natura benigna) SETTARIA (natura effimera)

Il rischio ambientale Un danno ambientale può essere considerato un pericolo La costruzione sociale del rischio che esso comporta ne determina il livello di accettabilità Quando questo viene superato si possono innescare conflitti ambientali

I conflitti ambientali: il nostro pane quotidiano Sempre più conflitti, sempre più ambientali Tra le cause: –Percezione del rischio e carenza di informazione; –Carenze di partecipazione e iniqua distribuzione dei costi e benefici; –Differenze nelle visioni dello sviluppo e disparità nelle intenzioni sull’uso dei territori; –Assenza delle valutazioni di impatto, soprattutto sociale

L’impatto ambientale Si riferisce alle conseguenze di un’azione umana volontaria e razionale che colpisce e trasforma l’ambiente Si riferisce a quelle trasformazioni destinate ad avere nel tempo effetti e ripercussioni negative, impreviste, e indesiderate

Valutare un impatto: cosa significa Analizzare il processo di ripercussioni derivanti da intervento umano prevedendone Gli effetti L’esito

Le 4 componenti analitiche Impactor Azione Sistema referente Risposte

La valutazione d’impatto ambientale Procedura tecnica, volta a valutare preventivamente le conseguenze fisiche che un intervento (tecnologico) potrà avere sull’ambiente fisico Scopo: minimizzare, funzionalizzare, correggere, evitare le conseguenze negative si fonda su produzione ed elaborazione di dati tecnici e scientifici

Quando è obbligatoria la valutazione d’impatto Per tutti i progetti che comportano trasformazioni significative devono essere compiute analisi previsionali che: Devono essere rese pubbliche Devono essere oggetto di discussione e partecipazione Devono poter contribuire a modificare il progetto originario

Perché non basta una valutazione d’impatto ambientale: 3 assunti Il sistema ambientale modificato reagisce sulle collettività umane e sui sistemi sociali La percezione del rischio ambientale è una costruzione sociale Il conflitto ambientale è di per sé effetto imprevisto, indesiderato e costoso

Le 4 componenti analitiche nella valutazione di impatto sociale Impactor = attore sociale che produce una Azione di mutamento sociale che va a colpire un Sistema sociale (complesso sociostrutturale, dinamico e consapevole, che non reagisce meccanicamente, ma elabora generando al suo interno Modificazioni strettamente dipendenti dal tipo di queste elaborazioni

Che cosa permette la valutazione di impatto sociale La verifica della sostenibilità ambientale e sociale di un progetto e del modello di sviluppo sul quale questo è fondato